118 senza medico a bordo. Protesta di Simone Magistri in Consiglio Comunale

Il Consigliere Comunale Simone Magistri ha ribadito questa sera in aula consiliare l’assurdità della scelta operata dal Governo Regionale, con il consapevole avallo di buona parte della deputazione messinese, di privare, l’unica ambulanza operante sul territorio comunale di Milazzo di personale medico a bordo.

Un provvedimento illogico, quello della giunta regionale, nel cui contesto è altresì prevista la soppressione dell’ambulanza medicalizzata esistente presso il comune di Saponara, ed il mantenimento delle sole ambulanze medicalizzate di Torregrotta e Barcellona, destinate a servire un territorio molto ampio, con tempi di intervento che inevitabilmente si dilateranno ed il concreto rischio di metter in pericolo vite umane.




Una scelta irragionevole che priva un bacino di circa 50.000 abitanti e un’area, come la nostra, sede di impianti industriali a rischio di incidente rilevante, di un servizio essenziale, producendo un ulteriore intasamento dei pronti soccorsi e, soprattutto,compromettendo la rete tempo dipendente dell’infarto così come dell’ictus. Patologie per le quali è indispensabile per la salvezza del paziente il soccorso in tempi strettissimi con ambulanze dotate di personale medico a bordo.

Una decisione rispetto alla quale occorre dunque una decisa e tempestiva presa di posizione da parte del Sindaco di Milazzo, fin qui del tutto silente sul tema, a tutela del diritto alla salute dei cittadini milazzesi e dell’intero comprensorio della Valle del Mela.

Per questi motivi, è stato richiesto al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale di programmare, quanto prima, di concerto con i Sindaci ed i Consigli Comunali della Valle del Mela e del Distretto socio-sanitario D27, tutte le necessarie iniziative di contrasto all’ennesimo scippo che rischia di esser perpetrato ai danni della nostra comunità e dei nostri cittadini.




Magistri pressa l’amministrazione: A quando la disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione?

In occasione del Consiglio Comunale del 29 giugno, il Consigliere Simone Magistri segnalava che con determina n. 15 del 17 gennaio 2017, l’ing. Cucinotta aveva nominato il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per gli “Interventi di disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione nel territorio comunale”. Assegnando, con la stessa determina, 30 giorni di tempo per affidamento del servizio.
In altre parole già a febbraio del 2017 avrebbe dovuto essere già tutto pronto per l’esecuzione degli interventi. Come mai, chiede il Consigliere Magistri, a luglio, dopo ben 6 mesi, non è stata ancora effettuata la disinfestazione?
L’assessore e consigliere Maisano aveva risposto a Magistri già in occasione del consiglio Comunale del 29 giugno 2017.
Aveva riferito che ad inizio anno erano stati programmati 3 interventi di disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione, da effettuarsi nei mesi di maggio luglio e settembre.
“Purtroppo”, continuava l’assessore Maisano, “il ragioniere generale non ha dato copertura finanziaria alle spese.”
Il sindaco aveva anche effettuato la segnalazione all’ASP che però aveva negato l’esistenza di emergenza sanitaria.
“Recentemente”, concludeva Maisano, “sono arrivate delle somme che possiamo utilizzare. Gli uffici insieme al ragioniere generale e all’ing. Cucinotta si stanno attivando per fare questo intervento quanto prima possibile.”
Nei giorni scorsi, il Consigliere Magistri ha presentato anche un’interrogazione scritta (link http://www.comune.milazzo.me.it/CMS/default.aspx?mod=article&view=article&id=31223 ) ma da quel che ci risulta, l’ing. Cucinotta in questi giorni ha ben altro a cui pensare, per cui temiamo che per gli interventi di disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione dovremo aspettare la fine dell’estate.




Manutenzione e pulizia del Castello. Interrogazione del Consigliere Simone Magistri

Oggetto: Interrogazione relativa all’avvio degli interventi di pulizia, scerbatura e manutenzione ordinaria del Castello di Milazzo.

La stagione primaverile è ormai iniziata da oltre un mese e nelle ultime settimane – come comunicato dallo stesso Assessorato Comunale ai Beni Culturali – si è assistito ad un incremento dei visitatori del Castello di Milazzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ciononostante l’immagine che il nostro più importante complesso storico-monumentale continua ad offrire di sé non è certamente delle migliori.

A distanza di un anno dall’ingresso nel circuito dei borghi più belli d’Italia che avrebbe dovuto comportare un immediato adeguamento in termini di servizi ed offerta turistica, specie a supporto dell’area del Castello a cui in massima parte è legata l’ammissione nell’importante circuito, l’antico maniero continua infatti a versare in condizioni di degrado, specie nei suoi spazi esterni.




Più nel dettaglio, erbe infestanti di vario genere allo stato invadono diverse zone della Cittadella, favorendo la proliferazione di zecche, nonché ostruendo in taluni punti il normale passaggio ed impedendo per l’effetto una regolare e piena fruizione da parte dei visitatori dell’immenso patrimonio storico-culturale-archeologico e monumentale sito all’interno del maniero.

Gli spazi interni del maniero non versano certo in condizioni migliori. Ciò anche a causa della mancanza di un adeguato e specifico servizio di pulizia e di specifici interventi di manutenzione ordinaria. A fronte dell’allarmante situazione nessun intervento risolutivo risulta in tal senso finora posto in essere da parte dell’Amministrazione Comunale, se si eccettuano gli sporadici ed insufficienti lavori di scerbatura effettuati una tantum con l’ausilio di enti terzi, in assenza peraltro di qualsivoglia specifico accordo o protocollo d’intesa formalizzato con l’ente comunale.

E ciò, nonostante lo stesso Comune di Milazzo abbia incassato per biglietti ed abbonamenti, affitto di sale e spazi siti all’interno della cittadella, nonché ancora per introiti derivanti da percentuali d’incasso su spettacoli organizzati all’interno del maniero ben 89.025,63 Euro per l’anno 2015 e 86.506,28 euro per l’anno 2016.

Risorse che, nonostante una specifica delibera di giunta – di cui proponente è lo stesso Assessore ai Beni Culturali – con cui si disponeva l’utilizzo immediato e prioritario delle stesse per la pulizia e la valorizzazione del maniero, sono state fin qui impiegate in via pressoché esclusiva per far fronte alla copertura di spese legate al personale operante all’interno del maniero, nonché assicurative, elettriche e telefoniche.

Due anni dunque di sostanziale immobilismo dell’Amministrazione, cagionati dalla mancata attuazione della superiore delibera di Giunta, che hanno senz’altro nuociuto al nostro Castello e, più in generale all’immagine turistica della nostra città.

Per l’anno 2017 – seppure a fronte dell’aumento delle tariffe per l’utilizzo degli spazi e dei locali situati all’interno della cittadella fortificata – è stata prevista la destinazione di risorse pari a circa 40.000 Euro per l’esecuzione di interventi di manutenzione, pulizia, scerbatura, disinfestazione e derattizzazione della stessa che vanno tuttavia attuati in tempi ragionevoli onde restituire al più presto normali condizioni di decoro al nostro Castello, a differenza di quanto avvenuto negli anni pregressi. Per questi motivi è stata proposta in data odierna apposita interrogazione all’Assessore ai Beni Culturali per conoscere i tempi ragionevoli entro i quali si provvederà, visto anche l’approssimarsi della stagione estiva, alle ormai indifferibili operazioni di pulizia, scerbatura e disinfestazione degli spazi esterni del maniero, ed inoltre, le motivazioni per cui le entrate derivanti dalla gestione del Castello per gli anni 2015 e 2016 siano state utilizzate in via pressoché esclusiva per la copertura delle spese legate al personale operante all’interno del maniero, nonché assicurative e di quelle legate alle utenze elettriche e telefoniche, in contrasto con la già citata delibera di Giunta che ne disponeva invece un utilizzo immediato e prioritario per interventi di pulizia della Cittadella.

Milazzo,02/05/2017 Il Consigliere Comunale Simone Magistri




Boschetto dell’Ancora: Interrogazione del Consigliere Simone Magistri

OGGETTO: interventi per la realizzazione di uno stabilimento balneare sul Lungomare di Ponente, in località Tono.

E’ notizia di qualche settimana fa l’avvio di interventi per la realizzazione di un nuovo stabilimento balneare sul Lungomare di Ponente, in località Tono. La nuova struttura, con annesso chiosco, dovrebbe in particolare sorgere proprio sul tratto di spiaggia situata al di sotto del cd Boschetto dell’Ancora, l’oasi naturalistica, ove dimorano numerose specie vegetali protette, curata ormai da decenni dalla locale sezione di Legambiente, in collaborazione con le associazioni del territorio e con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche cittadine.

Un intervento che verrà realizzato in una zona di interesse paesaggistico e che, stando a quanto segnalato dalle associazioni ambientaliste, sembrerebbe incompatibile con l’ambiente di particolare pregio naturalistico e scientifico rappresentato proprio dal tratto di duna costiera denominato Boschetto dell’Ancora, su cui tali interventi potrebbero incidere negativamente.





Per questi motivi, è stata presentata nei giorni scorsi apposita interrogazione per conoscere se i competenti uffici comunali abbiano posto in essere gli accertamenti del caso al fine di verificare la conformità dei suddetti interventi rispetto alla vigente normativa di legge ed ai pareri ed alle autorizzazioni di rito rilasciate dagli enti competenti in materia.

Milazzo,28/04/2017 Il CONSIGLIERE COMUNALE Simone Magistri




Simone Magistri: Riorganizzazione rete ospedaliera siciliana

Nuova rete ospedaliera siciliana.

La Giunta Regionale ha approvato nella giornata di ieri la nuova rete ospedaliera siciliana.

Con la rimodulazione delle rete proposta viene finalmente superato, dopo le tante battaglie condotte in consiglio comunale, l’attuale fallimentare modello di ospedali riuniti con l’eliminazione dei numerosi doppioni di reparti insistenti tra i presidi di Milazzo e Barcellona che, lungi dal garantire un miglioramento dei servizi hanno determinato in questi anni un’inutile frammentazione dell’offerta sanitaria, oltre che – come denunciato nei giorni scorsi – condizioni proibitive di lavoro per gli operatori, costretti sovente ad operare indistintamente presso i due nosocomi.

Il presidio di Milazzo mantiene in particolare – a dispetto dell’assurda bozza di riorganizzazione diffusa nello scorso anno dal management dell’ASP Messina – tutti i principali reparti sia di area medica, che di area chirurgica, con la previsione di un maggior numero di posti letto, sia presso il reparto di Terapia Intensiva, ove si passa da 5 a 8 posti letto, che presso quello di Cardiologia ove si passa da 8 a 12 posti letto. Ritorna inoltre a Milazzo la neurologia e, soprattutto viene istituito presso il “Fogliani” il servizio di anatomia ed istologia patologica che permetterà, fra l’altro, alle unità chirurgiche di poter effettuare esami istologici estemporanei, senza dover ricorrere al servizio offerto dal presidio di Taormina, come fin qui avvenuto.

Mantiene infine i medesimi posti letto il reparto di oculistica, mentre l’otorinolaringoiatria perde 4 posti letto che tuttavia non incidono sulle cure e sui servizi offerti dall’unità che opera prevalentemente in regime di day service.




Accanto ai superiori dati senz’altro positivi, sussistono tuttavia alcune gravi criticità.

Con la rimodulazione proposta si assiste infatti all’assurdo dimezzamento presso il presidio di Milazzo dei posti letto di pneumologia che passano da 16 a 8. Una riduzione inaccettabile in un area come la nostra ad alto rischio di crisi ambientale e con un elevato tasso di pazienti affetti da malattie dell’apparato respiratorio.

Una previsione che risulta altresì priva di senso se si considera che il reparto di pneumologia milazzese è l’unico che insiste nell’area tirrenica e dei Nebrodi, servendo pertanto una vasta utenza.

Altro aspetto negativo della riorganizzazione è poi rappresentato dalla riduzione sempre presso l’ospedale di Milazzo dei posti letto di ostetricia e ginecologia che passano da 14 a 12 e soprattutto diquelli di neonatologia che passano da 4 a 2. Una previsione del tutto irragionevole alla luce del grosso bacino d’utenza servito dal presidio milazzese, che include oltre a Milazzo ed ai paesi dell’hinterland, anche il comprensorio barcellonese e le Isole Eolie.

In conclusione ci troviamo di fronte ad una rimodulazione della rete, senz’altro migliorabile, che,se da un lato garantisce il mantenimento di tutti i principali reparti di area medica e chirurgica presso il presidio di Milazzo, dall’altro indebolisce due reparti cardine, quali la pneumologia e l’ostetricia, a tutela dei quali saranno intraprese sin da subito, con l’indispensabile coinvolgimento del Consiglio Comunale, tutte le opportune azioni di carattere politico-istituzionale, nell’interesse prioritario dei cittadini.

Al tempo stesso si auspica che, conformemente alla rimodulazione della rete proposta, si provveda finalmente – come già richiesto a gran voce nei giorni scorsi – ad un potenziamento della dotazione di personale, nonché all’adeguamento strumentale e strutturale dell’ospedale di Milazzo.

Milazzo,30/03/2017

Il Consigliere Comunale Simone Magistri




Rateizzazione canoni idrici, comunicato stampa Magistri – Bagli

COMUNICATO STAMPA

Proposta di delibera relativa alla rateizzazione dei canoni idrici da parte degli utenti morosi.

Relativamente alla proposta di delibera, a firma del Sindaco, portata nei giorni scorsi all’attenzione dell’aula consiliare, unitamente ad un maxi emendamento di modifica proposto dalla maggioranza consiliare, si rileva quanto segue:

“ Come sottolineato in aula, la proposta di delibera sulla rateizzazione dei canoni idrici da parte degli utenti morosi, a dispetto di quanto annunciato dall’Amministrazione comunale, non viene in alcun modo incontro alle esigenze di cittadini ed attività commerciali, specie in un momento di grave crisi economica come quello attuale, rendendo quanto meno complesso l’accesso al beneficio ed in taluni casi escludendolo del tutto.

La delibera proposta dal Sindaco, infatti, limita la possibilità di ricorrere alla rateizzazione ai soli utenti in stato di morosità alla data di approvazione della stessa, con conseguente esclusione di tutti quegli utenti che in futuro si dovessero trovare in stato di morosità.





Viene introdotta dunque una previsione, tipica più di un condono, che riduce fortemente la platea dei possibili beneficiari della rateizzazione, ponendosi in contrasto con il vigente regolamento generale delle entrate e determinando un’inspiegabile disparità di trattamento tra morosità pregresse e morosità future.

Per questi motivi era stato proposto dal Gruppo consiliare “Fai partire il cambiamento” un emendamento volto all’eliminazione di tale stortura che tuttavia la maggioranza consiliare con motivazioni faziose ha ritenuto di bocciare.

Analoghe considerazioni negative valgono anche per il maxi-emendamento proposto dalla maggioranza consiliare che introduce l’obbligatorietà, per le utenze intestate a società con un debito nei confronti dell’ente superiore ai 3000,00 Euro, di una fidejussione bancaria o assicurativa a prima presentazione sulla base della quale il Comune potrà richiedere al garante il pagamento anche immediato delle somme in rateazione, senza la possibilità per l’istituto garante di muovere contestazione alcuna.

Con il suddetto emendamento viene altresì irragionevolmente esteso il periodo di validità della fidejussione alla durata della rateizzazione aumentata di tre mesi, mettendo ancor più in difficoltà i contribuenti che intendono rateizzare.

Come rilevato in aula consiliare, ci si trova dunque di fronte ad una previsione abnorme, non richiesta neppure da Agenzia delle Entrate e Riscossione Sicilia per le relative rateizzazioni, che renderà senz’altro complesso il rilascio di tal tipo di garanzia, limitando fortemente la possibilità di accesso al beneficio.

A ciò va aggiunto che la bocciatura da parte della stessa maggioranza consiliare del sub-emendamento proposto dai consiglieri del gruppo del PDR che elevava a 6000,00 Euro l’entità delle spettanze per cui è necessaria la fidejussione, rende ad oggi la previsione regolamentare in contrasto con il regolamento generale delle entrate, rischiando di ingenerare seri problemi di coordinamento tra i due regolamenti e determinando una situazione di confusione in primis per gli utenti.

Per questi motivi riteniamo quindi quanto mai opportuno, nell’interesse dell’Ente e di tutti gli utenti, il ritiro da parte del Sindaco della suddetta proposta di delibera, contraddittoria e confusionaria, e l’avvio di un dialogo esteso a tutte le forze consiliari che in tempi strettissimi porti alla definizione di una disciplina delle rateizzazione dei canoni idrici da parte degli utenti morosi, tale da agevolare, specie in un momento di grave crisi economica quale quello attuale, il ricorso al beneficio”.

Milazzo,04/03/2017

I Consiglieri Comunali

Simone Magistri

Massimo Bagli




Come spendere i proventi della tassa di soggiorno?

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La prima mozione, trattata nel Consiglio Comunale del 13 dicembre, è a firma di Simone Magistri.

Riguarda il Castello di Milazzo, manca però l’assessore Presti per cui si decide di rimandarne la trattazione.

La seconda mozione riguarda la pavimentazione delle aule della scuola Sacro Cuore, anche questa a firma di Simone Magistri.





Il consigliere Magistri illustra che il cedimento della pavimentazione risale a novembre 2015 e che i costi per il ripristino erano stati valutati in circa 26.000 €.

Segnala come l’aggiudicazione dei lavori sia avvenuta il 18 ottobre 2016, dopo circa un anno.

Chiede il perchè di tale grave ritardo nonostante i lavori fossero stati riconosciuti come urgenti.

Risponde l’assessore Italiano

“Quando la direttrice ha sollevato insieme ai genitori la problematica, ho visto che già negli anni precedenti era stato fatto un sondaggio per capire il perché dell’abbassamento dei pavimenti. Tale sondaggio aveva evidenziato che non c’era un problema strutturale.”

“Noi siamo partiti con l’intenzione di realizzare il lavoro nel periodo estivo. Purtroppo nel frattempo è cambiata la legge sugli appalti, e ci sono stati problemi nell’interpretazione della legge da parte degli uffici.”

Conclude dicendo che con preside e genitori “Si è concordato di effettuare l’intervento nel periodo natalizio. I lavori sono iniziati e spero che nei primi di gennaio la scuola sarà riconsegnata con i lavori completati.”

Simone Magistri, ribatte facendo presente che la normativa sugli appalti risale ad aprile del 2016, prima della delibera di giunta, e che si trattava di una gara semplice, con un importo basso.

L’ultima mozione trattata è presentata anche questa dal consigliere Simone Magistri e riguarda la destinazione degli introiti derivante dalla tassa di soggiorno.

“Abbiamo assistito ad un’estate milazzese segnata da poche luci e molte ombre”, e continua elencando alcuni dei problemi più evidenti quali la scarsa manutenzione del Castello, l’apertura dello stesso con “orari invernali”, i problemi di viabilità, la sporcizia delle spiagge, i trasporti pubblici carenti …

“Con questa mozione voglio porre in evidenza l’esistenza di somme che potrebbero essere destinate a migliorare l’offerta turistica e i servizi.”

Come da accesso agli atti effettuato a luglio del 2016 risulta che il comune di Milazzo, come tassa di soggiorno, ha già incassato nel 2015 circa 39.000 €, e attende il versamento da parte delle strutture alberghiere di 32.000 €.





A fronte di tale incassi non risulta essere finanziato alcun intervento turistico e propone per la prossima estate:

  • il potenziamento servizio pubblico locale con riattivazione corse nel fine settimana verso la stazione ferroviaria
  • il collegamento tra centro urbano e spiagge cittadine
  • visite guidate
  • trasparenza impiego dell’imposta

Al termine dell’intervento di Magistri, il consigliere Midili sottolinea come la tassa di soggiorno è tassa di scopo, per cui questi soldi non possono essere utilizzati ad altri fini.

Il consigliere Nanì riferisce che parlando con l’assessore e con il dott. Consiglio, ha appreso che tali somme, anche quelle del 2015, non possono essere ancora spesi in quanto non è stato approvato il relativo bilancio.

Aggiunge che l’amministrazione ha già ascoltato gli albergatori che hanno chiesto di spendere i suddetti soldi in segnaletica turistica e promozione all’estero.

Il consigliere Formica, chiede il rinvio dell’argomento per chiedere chiarimenti al segretario e all’assessore.

Dopo l’intervento del consigliere Foti, che fa presente come l’utilizzo di quanto incassato con la tassa di soggiorno è già normato dal relativo regolamento approvato ad aprile del 2015, si rinvia la trattazione della mozione alla prossima seduta, per consentire integrazioni alla stessa mozione e consentire al segretario e all’assessore di fornire chiarimenti.








Castello: Repetita iuvant?

E quattro! Tanti sono gli interventi e le mozioni che negli ultimi quattro mesi ha fatto Il consigliere comunale Simone Magistri sul Castello.

Nella prima, il 22 marzo 2016, segnalava:

– che erbe infestanti di vario genere allo stato invadono ampie zone del Castello

– il cattivo funzionamento degli impianti di video sorveglianza ed illuminazione

– infiltrazioni d’acqua piovana che interessano il Bastione di S. Maria, il Duomo Antico e ben due sale del Mastio.

Riposte = zero.

Nella seconda, il 21 aprile 2016, richiede:

l’ utilizzo dei fondi a destinazione  vincolata derivanti dai ticket d’ingresso per interventi di pulizia e manutenzione del castello

Riposte = quasi zero, viene effettuata la pulizia ma non completa.

Nella terza, il 13 maggio 2016 richiede:

– di modificare gli orari di apertura e chiusura del Castello per agevolare un maggiore afflusso di visitatori in quanto il vigente l’orario di apertura invernale prevede l’ingresso dalle ore 8,30 alle ore 13,30 e dalle 15,30 alle 18,30. Un orario inadeguato, specie in vista dell’ormai prossima stagione estiva, ove si presuppone una concentrazione delle visite nelle ore meno calde della giornata

Riposte = zero.

Ed ora la quarta, 27 giugno 2016, segnala:

– l’ingresso al maniero è consentito solo fino alle 18,30. Di conseguenza è precluso l’ingresso ai visitatori che si presentino, come verosimile con la calura estiva, ai cancelli del maniero dopo tale orario.

– non risultano ad oggi completate le operazioni di scerbatura, oltre alla presenza di zecche che rende quanto mai urgente l’avvio delle necessarie procedure di disinfestazione

– malfunzionamento ormai da mesi dell’impianto di video sorveglianza e degli impianti di illuminazione

– infiltrazioni d’acqua piovana nel Bastione di S. Maria nel Duomo Antico e  in ben due sale del Mastio

Risposte? Speriamo che questa volta ci siano.

L’estate è iniziata e il castello deve essere il volano del nostro turismo.

castello

Nella foto la rigogliosa vegetazione che ha accolto i visitatori in occasione dell’apertura della porta dell’Isola.




Vecchio tracciato ferroviario, mozione di Magistri

Al Sindaco del Comune di Milazzo
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Presidente della II Commissione Consiliare

OGGETTO: mozione relativa alla riconversione del vecchio tracciato ferroviario in disuso ricadente nel territorio comunale di Milazzo in percorso ciclo-pedonale.

Il Sottoscritto Consigliere Comunale,

PREMESSO

– che, la vecchia stazione ferroviaria di Milazzo rappresenta un bene dotato di notevole valenza culturale, storica e architettonica tale certamente da non meritare lo stato di abbandono e degrado a cui è stata relegata da oltre 20 anni a questa parte;
– che, il bene fu acquisito intorno al 2000 al patrimonio immobiliare comunale e si pensò per esso, anche sulla base di apposita progettazione, una destinazione a sede di uffici giudiziari;
– che, il suddetto intervento di riqualificazione della vecchia stazione ferroviaria di Milazzo risulta allo stato ricompreso nel piano triennale delle opere pubbliche;
– che, il superiore intervento, per il quale è previsto un costo stimato di Euro 3.000.000,00, risulta ormai obsoleto alla luce del fatto che Milazzo non è più sede di alcun ufficio giudiziario, oltre a non godere allo stato di specifici finanziamenti dedicati;

CONSIDERATO

– che, occorre dunque programmare, anche sulla base di apposita progettazione, nuove ipotesi di riconversione/riqualificazione dell’edificio della vecchia stazione, suscettibili di aggredire le fonti di finanziamento comunitarie;
– che, la riqualificazione della vecchia stazione non può in ogni caso esser vista come opera isolata ed estranea al contesto in cui la stessa si colloca;
– che, in particolare eventuali interventi di riqualificazione della vecchia stazione non possono in alcun modo prescindere da interventi di recupero, riqualificazione e/o riconversione del vecchio tracciato ferroviario dismesso su cui l’edificio della vecchia stazione insiste, attualmente in stato di assoluto degrado, dovendosi al contrario di necessità integrarsi con essi;
– che, esiste in tal senso un apposito studio di fattibilità redatto nel 2009 dall’allora Provincia Regionale di Messina, oggi Città Metropolitana, il quale prevede:
a) la riconversione di parte del tratto ferroviario dismesso insistente tra Milazzo a Terme Vigliatore in percorso ciclo-pedonale, corredato di appositi spazi verdi, c.d. Green ways o percorsi verdi;
b) la trasformazione dell’edificio della vecchia stazione FS oltre che in punto d’incontro, di partenza e di arrivo della pista ciclo, in centro di ristoro e punto per il bike sharing, nonché per l’assistenza tecnica e la riparazione delle biciclette;
– che, su tale ipotesi si sono già pronunciati favorevolmente nel 2014 alcuni comuni della fascia tirrenica della Provincia di Messina;
– che, si sono altresì pronunciate in più occasioni a favore di tale ipotesi di riconversione anche diverse associazioni del territorio, quali Legambiente, Cittadinanza Attiva, nonché la sezione locale di Italia Nostra,  tramite l’organizzazione di specifici incontri e petizioni sul tema;

CONSIDERATO

– che, gli investimenti in percorsi turistici, in particolare quelli nel settore del miglioramento di sentieri naturali, piste ciclabili, itinerari e segnaletica possono migliorare di gran lunga l’attrattiva delle regioni per i visitatori;
– che, in particolare, il riutilizzo di vecchie ferrovie, di strade rurali e di percorsi natura, una volta ripristinati e adattati alla nuova funzione, possono attrarre turisti, favorire la nascita di nuove imprese e contribuire al miglioramento della qualità della vita degli abitanti delle regioni in cui vengono attuati questo tipo di investimenti, oltre che a contribuire alla bellezza culturale di una zona;
–  che, ricavare una green way da un percorso ferroviario soppresso non è soltanto un semplice intervento tecnico di conversione, ma è altresì un’importante iniziativa mirata alla valorizzazione ed alla fruizione del notevole patrimonio di archeologia industriale, rappresentato nella nostra isola dalle antiche linee ferroviarie in disuso;
– che, la realizzazione di una Green Way del Tirreno garantirebbe – al pari di quanto già avvenuto in altri stati europei quali Francia, Spagna, Portogallo e Belgio – la riconversione di asset e luoghi non più utilizzati per il core business industriale, costituendo al tempo stesso un’importante occasione per lo sviluppo di un turismo ecosostenibile in conformità, peraltro, con gli orientamenti europei e la European Strategy 2020, in tema di riduzione di CO2;
– che, pertanto, la suddetta ipotesi di riconversione è suscettibile di intercettare i fondi che la programmazione europea 2014 -2020 destina alla mobilità sostenibile ed in particolare ai trasporti intelligenti, verdi e integrati;
– che, sul recupero delle ferrovie dismesse per lo sviluppo di un turismo ecosostenibile, si è già pronunciato favorevolmente, anche in occasione del recente Expo 2015, lo stesso Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;
– che, il Ministero dei Beni e delle attività culturali ha di recente manifestato la propria intenzione di avviare a medio-breve termine una serie di interventi di valorizzazione del patrimonio storico-ferroviario, ivi inclusa la riconversione dei vecchi tracciati ferroviari dismessi in percorsi ciclo-turistici;
– che, lo stesso Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane si è a livello nazionale pronunciato a favore della riconversione – previa concessione in comodato d’uso gratuito ad Enti locali, istituzioni ed associazioni no-profit che presentino apposita ed idonea progettazione – delle proprie tratte ferroviarie dismesse in percorsi ciclo-turistici, e delle stazioni dismesse che su tali tratti insistono in alberghi, ostelli, ristoranti, musei delle tradizioni territoriali, officine per la manutenzione di biciclette, promuovendo in tal senso un vero e proprio piano nazionale Green ways che prevede il coinvolgimento dei Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e dei Beni Culturali, nonché di Università, Regioni, Enti Locali e principali associazioni ambientaliste;
– che, l’art. 8 della Legge 19 ottobre 1998, n. 366 recante “ norme per il finanziamento della mobilità ciclistica ” prevede che l’area di sedime delle ferrovie dismesse o in disuso sia utilizzata prioritariamente per la realizzazione di piste e di itinerari ciclabili ad uso turistico seguendo i tracciati medesimi;
– che, il piano della mobilità non motorizzata siciliana di cui al Decreto dell’assessore Regionale per il Turismo del 6 Giugno 2005 prevede in via prioritaria la realizzazione di percorsi ciclabili ricavati da tratti di ferrovie dismesse o in corso di dismissione;
– che, la riconversione in Green Ways delle tratte ferroviarie dismesse è stata già realizzata con successo in numerose regioni italiane (Liguria, Emilia Romagna, Abruzzo, Piemonte, Lazio, Veneto, Lombardia, Sardegna), oltre che in alcune località siciliane (Menfi), grazie anche al supporto di fondi comunitari dedicati;
– che, di recente, diversi comuni ed enti pubblici siciliani hanno avviato apposita progettazione, stipulando accordi col gruppo RFI per la riconversione delle tratte ferroviarie dismesse ricadenti nei rispettivi territori;
– che, in particolare in tale direzione risultano essersi già mossi, i comuni della Val Di Noto, nonché il Parco Fluviale dell’Alcantara  che ha di recente siglato un accordo di programma in tal senso con RFI;

CONSTATATO

– che, nell’estate 2014 fu svolto a Milazzo, in collaborazione con la facoltà di architettura di Reggio Calabria, un apposito workshop che ha visto coinvolti giovani architetti italiani e stranieri, al termine del quale è stato consegnato al Comune uno studio di fattibilità sulla riqualificazione della vecchia stazione e del tracciato ferroviario dismesso che prevede la creazione su una parte di tali aree di orti sociali, il mantenimento della vegetazione esistente e l’introduzione di flora autoctona, con annesso centro di educazione ecologica;
– che, la suddetta ipotesi progettuale ben si integra con l’idea di Green Ways;
– che, alla luce di quanto sopra premesso, considerato e rilevato, risulta senz’altro auspicabile un’integrazione degli interventi di riqualificazione dell’edificio della vecchia stazione con quelli di riconversione del vecchio tracciato ferroviario dismesso su cui la stessa insiste al fine di garantire maggiori possibilità di intercettazione di fondi comunitari e nazionali dedicati;
– che, un tale intervento di riqualificazione consentirebbe di valorizzare uno spazio attualmente in stato di assoluto degrado, caratterizzato dalla presenza di erbe infestanti alte in alcuni punti oltre un metro e di rifiuti abbandonati di vario genere, con conseguenti gravi inconvenienti igienico-sanitari, specie per i residenti della zona;

Per tutto quanto sopra,

SI IMPEGNA

l’Amministrazione Comunale di Milazzo, a:
1) promuovere e riavviare, di concerto con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con i Comuni di Barcellona P.G. e Terme Vigliatore sul cui territorio il percorso insiste, oltre che con la stessa Città Metropolitana di Messina, la progettazione già esistente per la riconversione in percorso ciclo-turistico di parte della tratta ferroviaria dismessa insistente tra i Comuni di Milazzo e Terme Vigliatore;
2) promuovere, in tal senso, di concerto con tutti gli enti interessati di cui al precedente punto 1), la costituzione di un apposito tavolo tecnico/operativo che preveda il coinvolgimento dei responsabili tecnici dei relativi enti ai fini della definizione di un progetto di livello esecutivo per il recupero e la trasformazione del vecchio tracciato ferroviario, delle azioni di promozione finalizzate allo sviluppo dei flussi turistici e dell’attivazione di partenariati finalizzati alla partecipazione a bandi ed opportunità di finanziamento nazionali e comunitarie;
3)  intervenire, nelle more dell’avvio della suddette attività, di concerto con gli enti competenti interessati, presso il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane al fine di richiedere una urgente bonifica delle aree di sua proprietà adiacenti la vecchia stazione FS di Milazzo su cui insiste il tracciato ferroviario dismesso, tale da rimuovere la già descritta situazione di pericolo igienico-sanitario, specie per i residenti della zona.

Milazzo, 18/07/2016

Il Consigliere Comunale
Simone Magistri