Ampliamento Molo Marullo: Sul porto sempre le stesse promesse

Sul porto da anni le promesse si mantengono, ma non nel senso che vengono realizzate.

Realizzare è troppo difficile, oneroso e complesso. Più semplicemente vengono riproposte ogni anno, in altre parole sono “mantenute” come tali, vale a dire come promesse mai realizzate.

E’ infatti recente la notizia che l’Autorità Portuale interverrà sul molo foraneo del porto di Milazzo (Molo Marullo) per allargarlo e consentire l’attracco delle navi da crociera di lunghezza superiore a 250 metri.

Sono previsti nel piano triennale 2017-2020 ben 7 milioni che serviranno ad effettuare i suddetti interventi.

Ciò, come riporta l’articolo sulla Gazzetta del Sud rilanciato anche dall’ANSA, consentirà di lanciare il porto di Milazzo sul mercato delle grandi (ma non grandissime) navi da crociera, cosa che fino ad ora non è stato possibile fare per le ridotte dimensioni del Molo Marullo.

Come classificare questa notizia?

E’ una “Fake news”? No in quanto risulta vera la presenza di tale ampliamento nel programma delle opere triennali dell’Autorità Portuale.

Diciamo invece che è una vecchia notizia.

Se infatti andiamo a ripescare il programma triennale del 2013-2015, approvato quindi nel 2013, vale a dire 4 anni fa, un intervento simile era già presente.

Si parlava allora di “Allargamento del tratto terminale del Molo Marullo e rifioritura della mantellata a tergo degli edifici”.

Un intervento che si collocava “nell’ambito del potenziamento del porto anche nell’ottica del crocierismo” in quanto si prevedeva di “allargare la testata del Molo Marullo al fine di permettere ai mezzi più grandi, quali ad esempio i bus, di poter effettuare manovra di inversione”.

L’importo previsto era 2,5 milioni di euro, da spendere in due anni, finanziato con fondi propri.

In pratica era da completare, sempre secondo il piano triennale, entro il 2015, al massimo nel 2016.

Ovviamente nulla è stato fatto, ma due anni dopo, nel programma triennale del 2015-2017, troviamo invece due progetti di intervento:

– “Allargamento del Molo Foraneo e rifioritura della mantellata a tergo degli edifici sul Molo Marullo”.

Scopo dell’intervento “allargare il molo al fine di avere maggiori aree a disposizione, da utilizzare per fini commerciali ma soprattutto per il crocierismo”.

L’importo sale a 7 milioni di euro, in 3 anni. Affidamento progettazione in fase di gara, con risorse da reperire.

Vi è inoltre un altro intervento: “Realizzazione di una infrastruttura portuale atta a garantire gli ormeggi di navi da crociera all’esterno del Molo Foraneo”.  Nel piano triennale si specifica che si tratta di un intervento atto a consentire “l’ormeggio delle navi da crociera all’esterno del Molo Foraneo”. Il costo è di 1 milione di euro, realizzabile in 3 anni con fondi dell’Ente.

Ovviamente anche questa volta nessun intervento è stato effettuato.

E così arriviamo al piano triennale del 2016-2018.

Anche qui è presente il progetto da 7 milioni per “Allargamento del Molo Foraneo e rifioritura della mantellata a tergo degli edifici sul Molo Marullo”.

Nel documento si riporta che l’affidamento della progettazione, nonostante sia passato un anno, è ancora in fase di avvio e le risorse sono ancora da reperire.

A dicembre 2017 è cambiata qualche cosa?

No, stando alla notizia riportate nella Gazzetta del Sud l’intervento è stato riproposto anche nel piano triennale del 2018-2020.

Cosa è cambiato in questi anni?

Sembra quasi un “trova le differenze” da settimana enigmistica.

La risposta è: quasi niente.

Le promesse sono sempre le stesse e le navi da crociera continuano ad approdare a Messina.




Utilizzo area ex Montecatini: Nota del Presidente del Consiglio Comunale Gianfranco Nastasi

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione del Presidente del Consiglio Comunale Gianfranco Nastasi, in ordine alla convocazione in seduta straordinaria aperta del Consiglio Comunale, sulla ipotesi di utilizzo dell’area ex Montecatini, centro Mercantile ASI ed adiacenze, da parte di privati imprenditori messinesi.

La convocazione si è resa necessaria a fronte delle discordanti notizie diffuse nei giorni precedenti, sull’ esistenza di un protocollo d’intesa tra imprenditori, Autorità Portuale e Comune di Milazzo , per “la realizzazione del Polo Urbano di sviluppo HUB Milazzo”.

Poiché dell’argomento non era stato mai investito questo Consiglio Comunale, che, rammento, ha competenza in materia di pianificazione territoriale comunale, ho ritenuto necessario ed utile invitare tutti gli attori della vicenda, perché fornissero ai Consiglieri tutti gli elementi di giudizio occorrenti per la formazione di un motivato convincimento, propedeutico alla decisione formale. Non già, dunque, di una fuga in avanti dettata da un malinteso senso di protagonismo che non mi appartiene, bensì l’esercizio di funzioni che la legge assegna esclusivamente all’assemblea Consiliare, in rappresentanza di tutti i cittadini di Milazzo.

Dispiace che il Sindaco non abbia ritenuto utile intervenire , facendo cosi mancare il punto di vista dell’Amministrazione.

Ma su questo non mancherà l’occasione.

Per quello che conta la seduta consiliare si è svolta nella piena legittimità, sono stati ascoltati tutti gli intervenuti e, posso dire, oggi abbiamo le idee più chiare sulle questioni in campo.

La riflessione: negli ultimi tempi il Consiglio Comunale non è stato convocato in seduta ordinaria, per carenza di proposte da parte dell’Amministrazione.

Deriva esclusivamente da questa carenza la funzione di supplenza che, spesso, sono costretto ad esercitare per consentire a tutti i Consiglieri (non solo a quelli della maggioranza del Sindaco) di svolgere il proprio ruolo con scienza e coscienza.




Mulino Lo Presti e Molo Marullo. Se c’è la volontà la strada si trova.

Mentre si spera, come promesso dal Ministro Delrio, in una ulteriore proroga al 31 dicembre 2017 per l’accorpamento con l’Autorità Portuale di Gioia Tauro, proviamo a fare il punto di quanto appreso nel giro di interviste effettuato oramai un anno fa e in occasione dei consigli comunali straordinari, durante i quali sono intervenuti i principali operatori portuali.

Il no al taglio del Molo Marullo trova tutti d’accordo.

Anche il progetto del Mulino Lo Presti “Porta del Mare” o stazione marittima ha un largo consenso.

Qui però il problema sta nel fare finanziare all’Autorità Portuale la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile, dato che appartiene al Comune di Milazzo (ente in dissesto).

Stesso dicasi per il progetto di ristrutturazione del Molo Marullo realizzato dallo studio UFO nel 2010 e consegnato al Comune di Milazzo. Bel progetto la cui realizzazione però necessita di un grossa comunione di intenti tra Comune e Autorità Portuale.

Su questi temi (Mulino e Molo), non è sicuramente semplice trovare una soluzione, ma è comunque importante provarci, con un’azione politica che duri nel tempo, trasversale ai partiti e che coinvolga anche i nostri rappresentati regionali e nazionali.

Volere è potere.

A Trieste, ad esempio, Comune, Regione, Demanio e Autorità Portuale, sono riusciti a “sdemanializzare” il porto vecchio dandolo così in gestione al comune. (link articolo)

Dimostrando che, se c’è la volontà, la strada si trova.

L’alternativa è rassegnarci a vedere le risorse del porto di Milazzo (8 milioni di euro all’anno) utilizzate per risolvere i problemi di altri porti.




Imbarco per le Eolie, proposta un’altra tassa di scopo

Un consigliere di Forza Italia (ma non era il partito anti tasse?) si è recentemente chiesto: “che fine ha fatto la proposta avanzata all’amministrazione comunale per istituire un ticket per coloro che dal nostro porto si imbarcano per le isole Eolie, allo scopo di migliorare i servizi sia per i turisti che per la nostra comunità?”.

Il nuovo balzello proposto si sommerebbe così alla tassa di sbarco di 5 € istituita dal Comune di Lipari.

Nelle intensioni del consigliere dovrebbe essere una tassa “di scopo”, i cui proventi dovrebbero essere spesi esclusivamente per la manutenzione e pulizia dell’asse viario e delle strade di collegamento con il porto.

Un film già visto.

Infatti, non sarebbe questa la prima tassa di scopo a Milazzo.

Ricordiamo ad esempio la tassa di soggiorno istituita nel 2014.

Stando a quanto emerso in occasione del Consiglio Comunale del 13 dicembre 2016, non solo tale tassa non è stata completamente riscossa dal Comune, che fino ad ora ha incamerato poco più del 50% del dovuto, ma di quanto incassato non è stato ancora speso niente per “lo scopo”.

Lo stesso discorso può essere fatto anche per il “ticket” d’ingresso del Castello.

Anche quello era stato istituito per “uno scopo”, ma sono passati anni ed i soldi incassati, a giudicare dalle zecche, non sono stati spesi di sicuro per la pulizia dell’imponente complesso monumentale.

Prima di istituire nuove tasse sarebbe forse il caso di incassare e spendere correttamente quanto introitato con quelle già in vigore.




Protesta ex lavoratori Portuali. Comunicato del PCI

Dopo il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, oggi i Portuali hanno protestato con più forza contro la COMET causa del loro status di indigenza.

Gli operai della Cooperativa formatasi lo scorso 2016, hanno fermato lo scarico della nave ormeggiata, arrampicandosi perfino sulla gru per bloccarne l’operatività.

I lavoratori che ormai da mesi, si vedono recapitare buste paga contenenti pochi euro, hanno detto basta; chiedono il lavoro che è stato tolto loro e sollecitano l’intervento delle Istituzioni, per frenare questa prepotenza che la proprietà reitera nei loro confronti da due lunghi anni.

Nei mesi scorsi, per lo scarico delle navi mercantili, è stata impiegata una forza lavoro inadeguata alle mansioni previste, tanto che la stessa COMET ha occupato lavoratori provenienti da altri siti in vece di quelli che stanno in precarietà qui a Milazzo.

Si chiedono sempre più sacrifici alle maestranze, ma non si può pretendere che ai lavoratori venga calpestata la dignità di uomini. Promesse perennemente disattese, buste paga irrisorie (53, 40, 75 euro), famiglie sull’orlo della disperazione, cosa si pretende ancora dei lavoratori che per 25 anni hanno sempre fatto fede agli impegni presi?

Oggi si è scatenata la protesta; basta alla sordida complicità delle Istituzioni, basta ad una Proprietà che fa i propri comodi, basta allo stato di indigenza in cui sono stati ridotti.




Noi del PCI che in questi anni abbiamo accompagnato tutti i passi intrapresi, sollecitiamo l’intervento dei preposti, al fine di ricollocare questa forza lavoro, di dare un futuro a queste famiglie, di intervenire con decisione su chi, producendo lucro dall’area portuale, ha trascurato intenzionalmente promesse ed impegni.

Il Segretario della Sezione del PCI Milazzo

Cristoforo Tramontana




Un sogno lungo 20 anni, il mare e Milazzo

domenicoRiflessioni di un milazzese che naviga tra il Golfo Persico e il Mediterraneo, sulla nave che presto lo porterà ancora nella sua città

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Una città ha molte occasioni per potersi misurare con le proprie ambizioni, capire i propri limiti e valutare le azioni di miglioramento da mettere in atto. In altre occasioni la città deve presentarsi impeccabile, espressione di una comunità compatta, custode di una identità, luogo vivo, ospitale. In breve: all’altezza di quelle ambizioni. Dovrebbe essere ormai il tempo in cui la capacità di accoglienza, il decoro urbano, le attività culturali diffuse siano elementi consolidati nel biglietto da visita di Milazzo, condizione senza la quale non hanno senso la programmazione e la promozione del prossimo futuro.

Agli inizi di maggio nel nostro porto farà scalo la nave NeoRiviera di Costa Crociere: l’occasione è di quelle da non perdere. La città è pronta per l’evento? Tra l’aeroporto e i foschi presagi per la sovranità della nostra area portuale, non sembra che l’argomento sia stato messo in agenda a vantaggio degli esercizi commerciali e ricettivi, delle associazioni e dei cittadini. Di questo (e di altro) abbiamo parlato con Omar Laquidara, milazzese (classe 1987) e ufficiale di Costa Crociere a bordo della nave che toccherà il nostro porto, mentre la NeoRiviera navigava tra Rodi e il Pireo.

 Per chi nasce a Milazzo il mare è una presenza scontata, parte della vita quotidiana ma da dove nasce la tua passione per la navigazione?

Una passione nata circa 25 anni fa quando vidi per la prima volta due navi da crociera in TV. Erano la Costa Classica e la Costa Romantica…, da quell’immagine rimasi affascinato e da allora per i successivi 20 anni ho sempre sognato di navigare fino a riuscirci 5 anni fa quando misi il piede per la prima volta su un ponte di comando di Costa Crociere.

Qual è la tua mansione a bordo?

Sono un Ufficiale di navigazione o ufficiale di coperta. Mi occupo della pianificazione delle rotte, della conduzione della nave e della sicurezza di bordo.neoriviera2

 Il tuo è un lavoro affascinante ma faticoso, svolto prevalentemente dietro le quinte. Cosa ti porti dietro alla fine di ogni crociera?

Da ogni crociera rimane la consapevolezza di aver navigato in sicurezza e aver portato i passeggeri in posti meravigliosi ed averli fatti felici; poi ogni giro, ogni porto ogni giorno di navigazione, lasciano sempre qualche ricordo indelebile.

 Quando e da dove è partita la NeoRiviera?

Siamo partiti in gennaio da Dubai con più 1500 passeggeri e oltre 500 crew members. Abbiamo navigato negli Emirati Arabi per la stagione delle crociere invernali e adesso stiamo tornando per la “crociera di rientro” di 22/23giorni che ci porterà a Genova.

 Quali porti avete toccato fino ad oggi?

Dopo gli emirati Arabi abbiamo fatto scalo in Oman, Giordania, Israele, Canale di Suez, Cipro, Grecia ed infine raggiungeremo il posto più bello del mondo: l’Italia! Una volta terminata questa crociera faremo viaggi di 10 e 7 giorni partendo dalla Francia per arrivare fino al Mar Nero (Romania e Bulgaria), Grecia, Croazia, e Italia con Milazzo e Lipari come scali intermedi.

 Hai navigato nel Mediterraneo, nel Pacifico, nel Mare del Nord, qual è il luogo più affascinante che hai visitato?

Il posto più affascinante difficile dirlo ma i fiordi norvegesi rimangono tra le mie mete preferite…semplicemente meravigliosi! Anche il Giappone ha il suo fascino.

 Milazzo è ancora un porto, in senso figurato, dove torni con piacere?

Certamente!

 La NeoRiviera arriverà presto a Milazzo. Da milazzese, che tipo di accoglienza speri che l’equipaggio e i vostri passeggeri possano trovare?

Spero che Milazzo sappia ricevere al meglio i nostri ospiti e l’equipaggio perché ha molte più potenzialità di tanti altri posti più blasonati; spero che si abbiano tantissimi servizi come: navette o bus per il tour della città, musica e balli ad accogliere la nave all’ormeggio e a salutarla alla partenza e anche attività aperte: più o meno è quello che una normale città che cerca di mettersi in luce nei confronti della compagnia e dei passeggeri fa. Nei precedenti scali Costa, Milazzo non è stata all’altezza; solo con una maggiore capacità di accoglienza si può accaparrare l’attenzione dei vertici affinché Milazzo diventi una destinazione fissa!

laquidara




Piano strategico, questo sconosciuto

Quando la politica non dà le direttrici di sviluppo i cambiamenti non si arrestano, ma la città evolve in modalità “far west”, vale a dire come un luogo senza legge in cui il più forte ha sempre la meglio.

Così, senza piani particolareggiati e variante al Piano Regolatore, la città cresce in modo disordinato, creando interi quartieri con pochi servizi e che finiscono sottacqua al primo forte acquazzone, oppure facendo spuntare  condomini li dove dovevano sorgere alberghi, mortificando così le aspirazioni di sviluppo turistico.

Così, senza un progetto del Porto, forte, condiviso e sostenuto negli anni, a decidere sono i gruppi privati più potenti.

E’ fondamentale elaborare un progetto di sviluppo della città, organico e condiviso.

Con questo scopo, nel lontano 2002 fu finanziata (300.000 € copertura Cipe, 50.000 € dalle casse comunali) la redazione di un piano strategico, che prevedeva anche l’istituzione di un forum permanente per  il coinvolgimento continuo nelle scelte della cittadinanza e delle associazioni. Il sindaco allora era Nastasi.

Il Forum e la condivisione sono necessari in quanto altrimenti si rischia di azzerare tutti i progetti ogni 5 anni, ad ogni cambio di amministrazione.

Il Piano Strategico fu realizzato durante l’amministrazione Italiano.

Ma al di là delle parcelle per i consulenti, cosa ha prodotto?

Il Forum se c’era è durato poco, il Piano Strategico è poco conosciuto e condiviso e ad ogni cambio di amministrazione, i progetti che la precedente giunta aveva avviato o non sono difesi adeguatamente, come ad esempio il recente caso dei Giardini di Federico e della rete di monitoraggio, oppure sono completamente azzerati, vedi ascensore panoramico da Ponente al Borgo e teatro in pietra al Castello.

Il risultato:

– Flop sul Masterplan grazie al quale in Sicilia è arrivato il più grande flusso di finanziamenti degli ultimi decenni;

– Flop sul bando per le periferie urbane, con cui la provincia di Messina ha ottenuto un centinaio di milioni di euro;

– Flop sul Porto, dove l’Autorità Portuale di Messina-Milazzo, prima dell’accorpamento con Gioia Tauro, sta investendo decine di milioni di euro sulla Fiera di Messina e sulla “Falce”, ma niente per Milazzo;

Inoltre sulle più “preziose” aree dismesse non abbiamo alcun progetto.

Mulino Lo Presti, Ex Stazione ferroviaria, Paladiana.

Così, in questo vuoto di programmazione politica, a causa del dissesto, corriamo il rischio che vadano venduti ai privati tutti i beni non utilizzati che non siamo riusciti a valorizzare.

La prima potrebbe essere Villa Vaccarino.

Era stata promessa a molte associazione di volontariato.

Era stata indicata come sede dell’istituenda Area Marina Protetta.

Probabilmente invece finirà ad un privato.




Il Porto storico presto inaccessibile

Milazzo perderà il contatto con il mare.

Da febbraio infatti dovrebbero essere avviati i lavori per realizzare la recinzione del porto.

Una barriera, alta 1 metro e 85, che si estenderà dalla rotatoria di Largo dei Mille (Terminal Aliscafi), fino a largo Buccari (dove un tempo c’era il rifornimento Q8).

La recinzione sarà costituita da un muretto alto 50 cm e da una ringhiera di ferro di 1.35 di altezza.

Come ha detto Sciotto, coordinatore del comitato Grande Porto, in un’intervista pubblicata recentemente sulla Gazzetta del Sud, “quello che era un tempo meta di numerosi anziani che portavano i nipotini sul molo, magari a vedere i ragazzi che si dilettavano a pescare, non esisterà più”.

L’area all’interno della recinzione sarà svuotata, anche il “Caffè del Porto”, dopo oltre 60 anni di attività, sta per essere smantellato.

caffè del porto2

Una volta completati i lavori, l’unico contatto tra i milazzesi e il mare sarà la Marina Garibaldi, porticcioli turistici in continua espansione permettendo.

caffè del portoQuesto rischia di essere l’ultimo “regalo” dell’Autorità Portuale, che sostiene che tali interventi siano necessari ad assicurare gli standard di safety e security imposti dalla normativa vigente.

In questo modo il porto storico, già occupato dal porticciolo turistico (Marina di Nettuno), dal pontile Aliscafi e ora dalla nuova recinzione diventerà totalmente off limits, dal Molo Marullo ad Acqueviole.

Un porto sempre più “commerciale” e “industriale” e sempre meno turistico.

Per completare il quadro manca solo il traffico dei camion, che vorrebbero i Franza, e il nostro porto diventerà quanto di più lontano da un porto di una località turistica.

Infatti, mentre il porto di Lipari come tutti quelli delle Isole Eolie rimarranno “aperti”, il nostro porto, che ha avuto la sfortuna di ricadere tra quelli gestiti dall’Autorità Portuale, verrà “ingabbiato”.

Porto di LipariEppure gli stessi passeggeri e mezzi che si imbarcano a Milazzo poi arrivano e ripartono dalle Isole.

Ci chiediamo, lì le norme di sicurezza non sono più valide?

I pericoli esistono solo sulla rotta Milazzo – Lipari e non sulla Lipari – Milazzo?





 

Per riappropriarci del porto, non solo per i Milazzesi ma anche per dare ai turisti un’immagine di porto vivo, turistico, non asettico e unicamente commerciale e industriale, sarebbe quanto mai urgente rilanciare i progetti della valorizzazione del Molo Marullo del Paladiana e del Mulino Lo Presti.

Progetti che però, alla luce dell’imminente accorpamento all’Autorità Portuale di Gioia Tauro, rischiano di rimanere solo un sogno.

marullo




I consiglieri eoliani contestano Formica e chiedono di potenziare i collegamenti con Messina

Porto di MilazzoIl consigliere comunale di Lipari, Nunziata D’Alia, ha presentato un’interrogazione al Sindaco di Lipari in cui si fa presente “l’impossibilità dei cittadini delle Isole Eolie di parcheggiare su strada nel Comune di Milazzo, in assenza di parcheggi a pagamento e/o di zone libere da vincoli”.

Nell’interrogazione lamenta i disaggi patiti da chi per ragioni di lavoro si trovano fuori sede e che, recandosi frequentemente nel nostro arcipelago anche per ragioni familiari, per trascorrervi il fine settimana e le festività, sono costretti a dover usufruire obbligatoriamente dei servizi taxi e dei garage della zona.

La causa: “Il Comune di Milazzo ha applicato in tutto il centro cittadino antistante l’area portuale di Milazzo, ossia in prossimità dei moli in cui attraccano le navi e gli aliscafi in servizio sulle tratte dell’arcipelago eoliano, zona a disco orario (due ore) con l’eccezione solo per i residenti nel Comune di Milazzo.”

L’effetto: “lasciare l’auto obbligatoriamente in garage, adattando necessariamente i propri orari e spostamenti agli orari di apertura e chiusura di suddetti servizi, ovvero sull’asse viario (ove in quel parcheggio vi sia posto) a una distanza dal porto tale da rendere tale soluzione impraticabile.”

Lamenta che anche “viaggiare con i mezzi pubblici non è sempre una soluzione, infatti nei giorni festivi (di domenica ad esempio ) vi è solo una corsa della compagnia GIUNTABUS verso la città capoluogo, la prima all’ora di pranzo e la seconda ed ultima corsa, che attraversa tutti i paesini della tirrenica, in orario pomeridiano; ovviamente non tutti i percorsi stradali ed autostradali sono inclusi nel servizio offerto in tali giorni dalle diverse compagnie private”.





Critica l’assenza di parcheggi, anche a pagamento nell’area del porto.

Si chiede che fine ha fatto la promessa disponibilità dichiarata dal Sindaco Formica, subito dopo la sua elezione a giugno 2015, ad una collaborazione con le amministrazioni dei Comuni dell’arcipelago eoliano.

Ricorda che Formica “propose alle compagnie di navigazione di prendere in considerare la possibilità di applicare la tariffa non residente ai cittadini milazzesi sui mezzi in transito verso le Eolie, ottenendo la disponibilità di una nota compagnia marittima e il totale gradimento dell’amministrazione liparese.”

A distanza di un anno e mezzo nulla di concreto, i milazzesi continuano a viaggiare verso le Eolie a tariffa piena mentre “i residenti dei comuni eoliani per transitare da Milazzo devono obbligatoriamente affrontare spese di Taxi, garage ecc. .”

Le conclusioni: “chiedo che il Comune di Lipari si attivi presso l’Assessorato Regionale ai Trasporti affinché vengano riconsiderati i percorsi marittimi da e per le Isole Eolie, preferendo quale scalo principale quello di Messina, potenziandone pertanto il numero di corse giornaliere”.








Crocetta: Addio proroga. Milazzo: Addio porto.

porto-puffIl Governatore Crocetta, dopo avere annunciato che le speranze di ottenere la proroga dal ministro Del Rio sono quasi nulle, e che quindi è inevitabile l’accorpamento con Gioia Tauro, prova, in perfetto politichese a rilanciare e afferma: “Il problema non è il rinvio o no, perchè se otteniamo il rinvio ma a condizioni sfavorevoli è come se non lo avessimo ottenuto. Il problema non è l’Autorità Portuale ma il ruolo dei nostri porti. E’ necessario rinegoziare i diritti di Messina e Milazzo.”

Conclude affermando che “I soldi di Milazzo e Messina devono rimanere nei porti di Messina e Milazzo.

Ottima intenzione, ma nei fatti, con l’inevitabile accorpamento con Gioia Tauro, sono solo parole al vento.

Di fronte ad un porto come quello di Gioia Tauro, “affamato” di soldi (da 4 a8 milioni di euro di perdite anno) e di lavoro (oltre 400 cassi integrati), diventano poca cosa i nostri investimenti e i nostri 20 portuali rimasti senza lavoro.

Ieri il Consiglio Comunale di Messina, ha definito una scelta fallimentare quella dell’accorpamento con Gioia Tauro.

Antonella Russo, consigliera comunale del PD, chiede che “vengano mantenuti gli impegni presi con l’attuale Autorità Portuale, vale a dire gli interventi delineati con il Patto della falce, riqualificazione della cittadella fieristica, il porto di Tremestieri. ”

Reclama inoltre che la sede gestionale sia Messina e a tal fine si auspica l’intervento della deputazione nazionale e regionale.

Fondamentalmente la richiesta è quella di “mantenere l’autonomia finanziaria dell’Autorità Portuale di Messina, quindi che i soldi che si producono a Messina si spendano nel porto di Messina.”

Giusto diciamo noi, ma va precisato che il porto di Messina da solo è in deficit, vale a dire spende più di quanto incassa.

Ad essere notevolmente in attivo è il porto di Milazzo, che, grazie ai 9 milioni annui di tributi prodotti dai pontili della Raffineria, fa andare i bilanci dell’Autorità in attivo di circa 5 milioni anno.

Era presente al dibattito tenutosi nel consiglio comunale di Messina anche il deputato regionale Picciolo, che, tra le righe, prova a legare il Si al referendum con il tema della portualità.

Non abbiamo invece notizia di alcuna dichiarazione su tale argomento del “nostro” deputato nazionale, Tommaso Currò. Eppure era sul palco a fianco del sindaco Giovanni Formica, quando quest’ultimo, nei comizi elettorali, sosteneva che il futuro di Milazzo passa necessariamente dal porto.

Era distratto allora? E’ distratto ora?

L’unica cosa certa è che sarà a Milazzo lunedì 14, ,ma non per parlare del porto, e nemmeno dell’ospedale che stanno pian piano smantellando, ma sarà accanto al sindaco per sollecitare il SI al referendum costituzionale.

Insieme a lui tutti gli altri grandi assenti sui reali problemi di Milazzo, vale a dire Laccoto, Faraone e Bellanova.