Ampliamento Molo Marullo: Sul porto sempre le stesse promesse

Sul porto da anni le promesse si mantengono, ma non nel senso che vengono realizzate.

Realizzare è troppo difficile, oneroso e complesso. Più semplicemente vengono riproposte ogni anno, in altre parole sono “mantenute” come tali, vale a dire come promesse mai realizzate.

E’ infatti recente la notizia che l’Autorità Portuale interverrà sul molo foraneo del porto di Milazzo (Molo Marullo) per allargarlo e consentire l’attracco delle navi da crociera di lunghezza superiore a 250 metri.

Sono previsti nel piano triennale 2017-2020 ben 7 milioni che serviranno ad effettuare i suddetti interventi.

Ciò, come riporta l’articolo sulla Gazzetta del Sud rilanciato anche dall’ANSA, consentirà di lanciare il porto di Milazzo sul mercato delle grandi (ma non grandissime) navi da crociera, cosa che fino ad ora non è stato possibile fare per le ridotte dimensioni del Molo Marullo.

Come classificare questa notizia?

E’ una “Fake news”? No in quanto risulta vera la presenza di tale ampliamento nel programma delle opere triennali dell’Autorità Portuale.

Diciamo invece che è una vecchia notizia.

Se infatti andiamo a ripescare il programma triennale del 2013-2015, approvato quindi nel 2013, vale a dire 4 anni fa, un intervento simile era già presente.

Si parlava allora di “Allargamento del tratto terminale del Molo Marullo e rifioritura della mantellata a tergo degli edifici”.

Un intervento che si collocava “nell’ambito del potenziamento del porto anche nell’ottica del crocierismo” in quanto si prevedeva di “allargare la testata del Molo Marullo al fine di permettere ai mezzi più grandi, quali ad esempio i bus, di poter effettuare manovra di inversione”.

L’importo previsto era 2,5 milioni di euro, da spendere in due anni, finanziato con fondi propri.

In pratica era da completare, sempre secondo il piano triennale, entro il 2015, al massimo nel 2016.

Ovviamente nulla è stato fatto, ma due anni dopo, nel programma triennale del 2015-2017, troviamo invece due progetti di intervento:

– “Allargamento del Molo Foraneo e rifioritura della mantellata a tergo degli edifici sul Molo Marullo”.

Scopo dell’intervento “allargare il molo al fine di avere maggiori aree a disposizione, da utilizzare per fini commerciali ma soprattutto per il crocierismo”.

L’importo sale a 7 milioni di euro, in 3 anni. Affidamento progettazione in fase di gara, con risorse da reperire.

Vi è inoltre un altro intervento: “Realizzazione di una infrastruttura portuale atta a garantire gli ormeggi di navi da crociera all’esterno del Molo Foraneo”.  Nel piano triennale si specifica che si tratta di un intervento atto a consentire “l’ormeggio delle navi da crociera all’esterno del Molo Foraneo”. Il costo è di 1 milione di euro, realizzabile in 3 anni con fondi dell’Ente.

Ovviamente anche questa volta nessun intervento è stato effettuato.

E così arriviamo al piano triennale del 2016-2018.

Anche qui è presente il progetto da 7 milioni per “Allargamento del Molo Foraneo e rifioritura della mantellata a tergo degli edifici sul Molo Marullo”.

Nel documento si riporta che l’affidamento della progettazione, nonostante sia passato un anno, è ancora in fase di avvio e le risorse sono ancora da reperire.

A dicembre 2017 è cambiata qualche cosa?

No, stando alla notizia riportate nella Gazzetta del Sud l’intervento è stato riproposto anche nel piano triennale del 2018-2020.

Cosa è cambiato in questi anni?

Sembra quasi un “trova le differenze” da settimana enigmistica.

La risposta è: quasi niente.

Le promesse sono sempre le stesse e le navi da crociera continuano ad approdare a Messina.




Mulino Lo Presti e Molo Marullo. Se c’è la volontà la strada si trova.

Mentre si spera, come promesso dal Ministro Delrio, in una ulteriore proroga al 31 dicembre 2017 per l’accorpamento con l’Autorità Portuale di Gioia Tauro, proviamo a fare il punto di quanto appreso nel giro di interviste effettuato oramai un anno fa e in occasione dei consigli comunali straordinari, durante i quali sono intervenuti i principali operatori portuali.

Il no al taglio del Molo Marullo trova tutti d’accordo.

Anche il progetto del Mulino Lo Presti “Porta del Mare” o stazione marittima ha un largo consenso.

Qui però il problema sta nel fare finanziare all’Autorità Portuale la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile, dato che appartiene al Comune di Milazzo (ente in dissesto).

Stesso dicasi per il progetto di ristrutturazione del Molo Marullo realizzato dallo studio UFO nel 2010 e consegnato al Comune di Milazzo. Bel progetto la cui realizzazione però necessita di un grossa comunione di intenti tra Comune e Autorità Portuale.

Su questi temi (Mulino e Molo), non è sicuramente semplice trovare una soluzione, ma è comunque importante provarci, con un’azione politica che duri nel tempo, trasversale ai partiti e che coinvolga anche i nostri rappresentati regionali e nazionali.

Volere è potere.

A Trieste, ad esempio, Comune, Regione, Demanio e Autorità Portuale, sono riusciti a “sdemanializzare” il porto vecchio dandolo così in gestione al comune. (link articolo)

Dimostrando che, se c’è la volontà, la strada si trova.

L’alternativa è rassegnarci a vedere le risorse del porto di Milazzo (8 milioni di euro all’anno) utilizzate per risolvere i problemi di altri porti.




Porto: a quando l’incontro con l’Autorità Portuale?

Il consigliere Alessio Andaloro nell’ultimo Consiglio Comunale ha sollecitato l’incontro con il l’Autorità Portuale per chiarire lo stato dei lavori nella nuova banchina, lamentando anche l’abbandono del relitto del Masaccio nel nostro porto da oramai quasi un anno.

Piena disponibilità all’incontro è stata confermata dal Presidente del Consiglio Comunale Gianfranco Nastasi, che si è augurato che tale incontro possa avvenire quanto prima, dato anche l’imminente accorpamento con Gioia Tauro.

Sarebbero molti i temi da affrontare sul porto di Milazzo, non solo le banchine e l’aliscafo ma soprattutto è necessario stabilire quale piano regolatore adottare.

Il progetto Mallandrino che prevede il taglio del Molo Marullo, troppo spesso viene riproposto, ed è necessaria una chiara presa di posizione del Consiglio Comunale e dell’amministrazione contro tale piano, che vede tra l’altro contrari anche quasi tutti gli operatori portuali.

Ad esempio il Comandante Sciotto, presidente del comitato “porto di Milazzo”, ritiene che una tale modifica possa comportare il rischio di un continuo insabbiamento del porto.

Rientrando poi tutta la zona in area “SIN” dragare il porto per liberarlo dalla sabbia avrebbe tempi lunghissimi e costi elevati.

In pratica sarebbe la fine del porto di Milazzo.




Gli Immobili del Molo Marullo non appartengono al Comune di Milazzo

E’ stato respinto il ricorso presentato dal Comune di Milazzo alla Corte di Appello di Messina, contro la sentenza di primo grado che negava la proprietà dei locali di Molo Marullo attualmente occupati dalla Capitaneria di Porto.

Gli immobili, a meno che l’amministrazione comunale non voglia ricorrere in Cassazione, sono quindi di proprietà dell’Autorità Portuale.

Peccato che a breve questa sarà accorpata a Gioia Tauro, che, con l’enorme debito che si ritrova, non vede l’ora di “fagocitare” tutto l’avanzo di cassa accumulato in oltre 15 anni di quasi immobilismo dall’Autorità Portuale di Messina – Milazzo.

A questo punto, tra un comune in dissesto e una Autorità Portuale che presto sarà “calabro centrica”, avremo poca speranza di vedere il Molo Marullo diventare cerniera tra il porto e il tessuto urbano.

Come proponeva l’arch. Vece “Il molo Marullo nella sua parte più esterna dovrebbe essere destinato e attrezzato per l’accoglienza del crocerismo, il resto dovrebbe essere ristrutturato per il diportismo e fruibile ai cittadini, con servizi, attività commerciali legate alla nautica, circolo velico potenziato, uffici informatici, servizi sanitari e locali esclusivamente legati alla nautica e alla conoscenza del mare”.

Tutte speranze, sempre più remote.




Omaggio a Luigi Rizzo. Sabato 10 giugno al Molo Marullo

Sabato 10 giugno, 99° anniversario dell’Impresa di Premuda, sarà inaugurato alle ore 11:30, negli antichi magazzini del Molo Marullo (civico n. 2), il nuovo punto espositivo dedicato dall’Amministrazione comunale, di concerto con studenti e docenti dell’ITET “Leonardo da Vinci”, all’eroico Luigi Rizzo. Madrina d’eccezione dell’evento sarà la figlia dell’Eroe Maria Guglielmina Rizzo Bonaccorsi. L’allestimento, che mette in mostra tra l’altro la lancia da diporto con la quale Luigi Rizzo andava a pesca lungo le coste di Capo Milazzo, è stato curato dai volontari del Museo Etnoantropologico e Naturalistico “Domenico Ryolo”, in collaborazione con Proloco Milae e Lions Milazzo e col sostegno della Capitaneria di Porto di Milazzo ed il contributo di vari sponsor privati.

La cerimonia sarà introdotta alle ore 10:00, nell’aula consiliare del palazzo municipale, dalla conferenza “I rostri e l’epopea di Caio Duilio sullo sfondo di Premuda” a cura del Sovrintendente del Mare Sebastiano Tusa e del prof. Bartolo Cannistrà, i quali interverranno dopo i saluti del sindaco Giovanni Formica e del dirigente scolastico dell’ITET “Leonardo da Vinci” Stefania Scolaro. Moderatore sarà il dott. Pietro Rossello, presidente dei Lions.

L’esposizione nel Molo Marullo, intitolata “Omaggio a Luigi Rizzo” ed allestita nei locali concessi in comodato alla Società Milazzese di Storia Patria, sarà visitabile sabato  e domenica pomeriggio dalle 17:30 alle 20:00. Ciceroni saranno i giovani studenti dell’Istituto Nautico di Milazzo e dell’indirizzo turistico dell’ITET. Da mercoledì 13 giugno, grazie ai volontari di Storia Patria, l’esposizione aprirà i battenti quattro volte a settimana, inclusa un’apertura in notturna nei mesi di luglio ed agosto. «Omaggio a Luigi Rizzo – sostengono i volontari – è la nuova sala dell’istituendo Museo del Mare di Milazzo, che auspichiamo possa presto trovare ospitalità nel neogotico asilo Calcagno di Vaccarella, ove si potrà ammirare anche la ricca collezione di reperti della cantieristica milazzese, recentemente vincolata dalla Sovrintendenza ed in atto ospitata nel nostro piccolo museo di via Impallomeni».




Riproposto il progetto di Mallandrino che prevede il taglio del Molo Marullo

Da un recente articolo della Gazzetta del Sud, sembrerebbe che l’ing. Mallandrino stia continuando a lavorare sul progetto del porto che prevede il taglio del Molo Marullo, e ciò nonostante le rassicurazioni che De Simone e Di Sarcina avevano dato in occasione del Consiglio Comunale straordinario ad ottobre 2016.

molo-marulloIn quell’occasione infatti il Piano illustrato da Di Sarcina ai consiglieri comunali e agli operatori portuali non era stato il progetto che prevede il taglio del Molo Marullo, che nella seduta precedente del Consiglio aveva raccolto un coro unanime di critiche, ma il seguente piano, molto simile a quello già presentato quando era sindaco l’ing. Nastasi.

porto

De Simone,  aveva spiegato che il taglio del Molo Marullo era solo una ipotesi alternativa tutta ancora da valutare.

Se la notizia riportata dalla Gazzetta del Sud risultasse vera, da chi ha avuto mandato l’ing Mallandrino di continuare a lavorare su tale progetto?

Non certo dal Consiglio Comunale di Milazzo, le cui sedute, per chi volesse rivederle, sono ancora disponibili nell’archivio on line al seguente link

Per semplicità riportiamo di seguito una sintesi dei commenti fatti dagli operatori portuali e dai consiglieri relativamente al taglio del Molo Marullo:

Il comandante Sciotto, presidente del comitato porto di Milazzo, affermò che:

L’ingresso dal Molo Marullo secondo me non è fattibile. Se qualche privato si compra una draga, avrà sicuramente buone possibilità di lavoro, in quanto tale ingresso sarà continuamente intasato, dato che è esposto alla traversia di grecale, che oltre a portare onda porta anche la sabbia.”

Aggiunge che si potrebbe creare anche la famosa “onda di ritorno, come avviene nel golfo di Biscaglia, anche noto come il cimitero delle navi.”

Laquidara, titolare dell’omonima agenzia marittima

“Ricordo che quando c’era un altro sindaco, Nino Nastasi, Mallandrino prima di fare uno schizzo sul nostro porto faceva avanti e indietro cento volte da Milazzo”

“Questo piano invece sembra essere stato fatto da chi non ha mai visto il porto.”

Ritiene che il porto destinato ad aliscafi e diportismo sia troppo piccolo. Ricorda che in estate possono trovarsi all’interno del porto in contemporanea anche 3 aliscafi, e si chiede “come faranno ad entrare e fare manovra”?

Il consigliere Nanì:

“Quello che mi preoccupa, anche come operatore turistico delle isole Eolie, è il rischio di ritrovarci per qualche anno con il porto chiuso.”

Con l’apertura del Molo, come affermato dal Comandate Sciotto, il porto si potrebbe insabbiare e, data la lentezza di esecuzione tipica dei lavori in area SIN, il rischio di una lunga chiusura sarebbe concreto.

Preoccupazione questa che trovò anche la condivisione dello stesso presidente dell’Autorità Portuale De Simone.

Il consigliere Nanì, come operatore turistico delle isole Eolie, può però stare tranquillo, gli aliscafi potranno essere dirottati presto sul porto di Capo D’Orlando.

Ricordiamo infatti che la Compagnia Liberty Lines ha manifestato l’interesse ad effettuare il servizio di collegamento tra il Porto di Capo d’Orlando e le Isole Eolie, già a partire dall’estate 2017.

Tale servizio verrebbe effettuato con “unità veloci” in grado di trasportare oltre 200 passeggeri e di raggiungere le Eolie in 50 minuti (leggi articolo).

Di conseguenza, il taglio del Molo Marullo, rischierebbe di diventare un Harakiri solo per il porto di Milazzo.

 

mishima




Un porto in bilico tra gommato pesante e diportismo

Porto di Milazzo, dopo il giro di interviste e dopo i due consigli comunali straordinari tenutisi a settembre e ottobre, proviamo a fare una sintesi delle posizioni emerse e sui possibili utilizzi.

Quali posizioni sono emerse su “Traffico gommato pesante”, “Crocierismo”, “utilizzo Molo Marullo”, “Diportismo”?

Iniziamo con il “Traffico gommato pesante”.

Questo è uno dei temi più delicati. Da circa 20 anni interessi privati spingono per dirottare a Milazzo almeno parte del traffico dei camion che attualmente attraversano lo stretto da Villa a Tremestieri.

Fino ad ora tutti i sindaci che si sono succeduti hanno cercato di bloccare questo tipo di collegamento. Ricordiamo i consigli comunali tenuti da Pino nel porto (dinanzi al Mulino Lo Presti) nel ’96, ma anche Il blocco dei Tir effettuato nei primi anni 2000 da Nastasi e il recente “no grazie” dell’amministrazione Formica .

Chiaramente sul fronte del no a questo tipo di traffico, che a Messina cercano in tutti i modi di “sbolognare” a Milazzo c’è anche Legambiente.

E’ però molto ampio anche il fronte che vede positivamente questo tipo di traffico. In tal senso si è espresso De Simone, Commissario dell’Autorità Portuale, molti operatori portuali e il Comandante Sciotto.

Questo fronte sembra aver convinto anche il sindaco Giovanni Formica, che pur dicendo di voler bloccare il collegamento via tunnel tra porto ed asse viario, collegamento che consentirebbe ai TIR sbarcati di raggiungere agevolmente l’asse viario, nel consiglio comunale del 29 settembre (http://www.lacittadimilazzoblog.it/dossier/consiglio-sul-porto-sindaco-scacco/) affermava:

Noi no a tutto non lo possiamo dire. Questo lo dico alla politica e anche alla mia maggioranza, si deve vedere cosa dobbiamo fare. Pensando anche a cosa dobbiamo rispondere quando lavoratori perdono il posto, in quanto in questo porto si lavora sempre meno.

Su queste prospettiva non decidere significherebbe far decidere ai privati, Franza in primis.

Loro da tempo hanno infatti individuato un possibile business, hanno già acquistato aree strategiche (ex Montecatini) e aspettano l’occasione migliore per sfruttarle.

Crocierismo

Qui siamo tutti d’accordo. Abbiamo però appreso che anche ampliando al massimo il molo Marullo, non si riuscirà ad accogliere le grandi navi da crociera. Queste però possono anche andare all’ancora (come a accade ad esempio a Santorini) e poi i turisti potrebbero venire sbarcati con i tender.

nave-in-radaE’ però necessario dare continuità all’azione di “richiamo” per le crociere, continuità che è mancata, come detto da Di Sarcina (segretario generale Autorità Portuale).

E’ un lavoro che deve essere fatto “a terra” per rendere la tappa di Milazzo più allettante.

Molo Marullo.

Anche qui tutti d’accordo. Il molo Marullo deve diventare l’anello di unione con la Marina Garibaldi e il centro di Milazzo.

molo-marulloPer cui è da bocciare il progetto alternativo che prevede un taglio del Molo e la chiusura del “porto storico”.

Questa soluzione, a detta degli operatori portuali, non è fattibile anche per motivi tecnici (insabbiamento e onda di risacca).

Diportismo

Ovviamente tutti d’accordo su questa tipologia di traffico. Ma dove?

Il Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale lo prevede nel porto storico.

Legambiente lo propone invece ad Acqueviole, dove avrebbe il duplice scopo di bloccare anche la possibile espansione del traffico gommato pesante.

L’assessore Torre pensa all’Ecoporto in Marina Garibaldi.

La soluzione più probabile è quella di vederlo nel porto storico, come disegnato dall’Autorità Portuale e dove tra l’altro c’è già il porticciolo gestito da “Marina di Nettuno”.

 

Infine un argomento spesso dibattuto è la “cancellata”, una barriera alta quasi due metri che dovrebbe dividere e “proteggere” il porto dal resto della città.

L’Autorità Portuale sostiene sia un obbligo di legge.

Ma se, come previsto nel Piano Regolatore, il porto storico dovrà essere “urbanizzato”, vale a dire ridato alla fruizione della cittadinanza, perché prevedere e realizzare con tanta fretta la famosa barriera divisoria.

Misteri.

Come è un mistero anche il destino del Mulino Lo Presti.

Tutti sono d’accordo sull’importanza di una sua ristrutturazione, ma è fuori dalla competenza dell’Autorità Portuale, e, dato che il Comune di Milazzo non ha i soldi per ristrutturarlo, è necessario trovare finanziamenti.

Persa la grande occasione del Patto per il sud (Masterplan) nel breve e medio periodo però le speranze sono ben poche.




Porto: attenzione al tranello

Riteniamo che il porto sia centrale per lo sviluppo di Milazzo e che è pertanto fondamentale elaborare su tale tema una strategia il più possibile condivisa. A tal fine nell’ultimo mese ne abbiamo discusso con l’ex sindaco Nino Nastasi, con il consigliere comunale Antonio Foti, con il consigliere comunale Pippo Midili, con l’architetto Zizi Vece.

Da comunicati stampa conosciamo la posizione del sindaco Giovanni Formica.

Tutti gli intervistati condividono  la necessità di ristrutturare i Mulini Lo Presti. E su tale punto anche il sindaco Giovanni Formica si dichiarava intenzionato a proporne la ristrutturazione alla Autorità Portuale.

Un altro punto che trova quasi tutti d’accordo è la conseguente rifunzionalizzazione del Molo Marullo, che liberato dagli uffici della Capitaneria e dei servizi portuali potrebbe fare da unione tra Marina Garibaldi e Porto offrendo anche servizi al diportismo e al crocerismo, che ovviamente, come da tutti auspicato, va incrementato.

Se si riesce ad ottenere la proroga di tre anni alla legge del rio (accorpamento con Gioia Tauro), queste sono le priorità da chiedere all’Autorità Portuale.

Tra l’altro per il potenziamento del crocierismo, già nel piano triennale 2016-2018 dell’Autorità Portuale è prevista la realizzazione di “una infrastruttura portuale atta a garantire gli ormeggi di navi da crociera” (importo 1.000.000 €) e “l’allargamento del molo foraneo al fine di avere maggiori aree a disposizione da utilizzare soprattutto per il crocierismo” (importo 7.000.000 €).

Accelerare la realizzazione di tali progetti già presenti nel Piano Triennale e far inserire la ristrutturazione del Mulino Lo Presti e del Molo Marullo sarebbe un grandissimo successo di Milazzo e dell’amministrazione.

In questo momento è inutile e dannoso rimescolare le carte, rimettere tutto in discussione. Si rischierebbe di bloccare tutto e far passare i tre anni di proroga tra fumose discussioni improduttive.

Visto in quest’ottica, l’ultimo progetto sul porto di Milazzo elaborato dall’ing. Mallandrino, più che una proposta sembra un modo per rimettere tutto in discussione, in modo da non realizzare niente.

Così, questi tre anni di proroga, i 25 milioni di introiti prodotti dal nostro porto, finirebbero per finanziare progetti sul porto di Messina, dove invece le attività da realizzare sono da tempo ben identificate.

Tra l’altro l’ultimo progetto dell’ing. Mallandrino, che prevede un taglio nel Molo Marullo:

  • Comprometterebbe l’utilizzo del Molo come unione tra il porto e il resto della Marina Garibaldi;
  • Potrebbe essere causa di insabbiamento;
  • Ridurrebbe le aree già risicate destinate al crocierismo;
  • Renderebbe impossibile ad auto o pullman arrivare nel molo di fronte all’attracco delle navi da crociera.

In altre parole significherebbe, per la felicità di Messina, dire un definitivo addio al crocierismo.

Quello che in fondo chiede Milazzo è che il 25 milioni di euro di introiti che il nostro porto garantirà all’Autorità Portuale vengono, almeno in questi ultimi tre anni, reinvestiti su Milazzo, ristrutturando Mulino e Molo Marullo.




Intervista a Zizi Vece: Quale futuro per il porto di Milazzo?

Cosa ne pensa del collegamento tramite tunnel tra Acqueviola e Asse viario?

Questa proposta progettuale la presentai la prima volta nel convegno di Legambiente “ Quale porto per la città di Milazzo”. In quel convegno illustrai come poteva essere organizzato il porto per far sì che nascesse una struttura integrata a supporto del comprensorio. Individuammo per la prima volta la viabilità di supporto e di collegamento con l’area ASI.

Immagine1Presentai la proposta di una viabilità che avrebbe servito tutte le aree del porto senza mai interferire con la viabilità urbana; come pure proposi un sottopasso nella zona di Acqueviola, per una lunghezza di circa 150 metri, per disimpegnare la città dal traffico portuale. Questa bretella avrebbe collegato l’area portuale con il raccordo per l’asse viario di S. Paolino. Questa proposta, allora criticata dall’ing. Mallandrino, oggi è inserita nel nuovo P.R. del porto dallo stesso Mallandrino.

Qual è la visione del futuro porto di Milazzo?

Per avere una corretta visione del futuro porto di Milazzo, bisogna avere una visione interregionale e forse anche nazionale.

Non ho approfondito i temi dei trasporti maritmi, le nuove vie del mare né la politica nazionale.

Posso pero confermare ciò che ho approfondito e sostenuto  negl’ultimi 15 anni, nei tre convegni di Legambiente, “I Molini Lo Presti” – “Quale porto per la città di Milazzo” – “Quale sito per il porto HUB”. Queste esperienze hanno fatto maturare in me quello che vorrei fosse il futuro porto della nostra città.

Immagine2Nel nostro porto convivono diverse attività maritme, il diportismo, i collegamenti con le Eolie, il commerciale e l’industriale, i servizi direzionali. Mancano la cantieristica, il ricovero, i servizi e la commercializzazione.

Il nostro porto oggi, più che nel passato, è separato dal tessuto urbano.

Bisognerebbe ricucire questo scollamento, prendere spunto dalla tesi di un giovane architetto, che proponeva il collegamento del lungomare Garibaldi col molo Marullo e col molo Rizzo.

Infatti, è mia convinzione che il centro storico dovrebbe affacciarsi e vivere in simbiosi col porto storico.

Andrebbe recuperato e valorizzato il molo Marullo e tutto il lungomare del molo Rizzo (almeno fino all’attuale rotonda). Il molo Marullo nella sua parte più esterna dovrebbe essere destinato e attrezzato per l’accoglienza del crocerismo, il resto dovrebbe essere ristrutturato per il diportismo e fruibile ai cittadini, con servizi, attività commerciali legate alla nautica, circolo velico potenziato, uffici informatici, servizi sanitari e locali esclusivamente legati alla nautica e alla conoscenza del mare.

Lungo tutto il molo Rizzo, dovrebbero sparire i parcheggi e parte della viabilità per creare una zona filtro, di verde e giardini. Questa dovrebbe essere la cerniera tra la città e il mare, un collegamento naturale tra centro storico e porto storico, dove dovrebbero affacciarsi agenzie, locali commerciali, di ristoro e di sosta, per creare un nuovo salotto della città. Insomma creare una simbiosi tra città e mare. Questo specchio d’acqua dovrebbe essere destinato esclusivamente al diportismo, senza barriere o recinzioni. Tutto il fronte mare, in entrambi i moli, dovrebbe essere rivisto e progettato con un rigoroso decoro urbano.

Il tratto di banchine lungo la via dei Mille potrebbe essere destinato in primo luogo ai mezzi leggeri di collegamento con le Eolie e poi ai mezzi pesanti per il trasporto passeggeri e auto. L’ultimo tratto di banchine lungo la via Bixio potrebbe essere destinato al traffico commerciale fino all’altezza del molo di sottoflutto di fronte alla ex stazione ferroviaria.

Indispensabile il recupero dell’ex Molino Lo Presti, riadattato, al sevizio della città e del porto e che potrebbe essere attrezzato con parcheggi per i fruitori del porto, per i turisti in transito, per i diportisti e per tutti quei cittadini che vivono e lavorano nel centro storico e col porto. Questa struttura potrebbe ospitare un terminal di autobus per i collegamenti col territorio ma anche un terminal per le linee urbane, servizi di noleggio urbano ed extraurbano. Nella stessa struttura potrebbero essere insediati tutti gli uffici marittimi e direzionali dalla Capitaneria, i servizi d’ordine e la sicurezza del porto (come rimorchiatori, piloti, vigili del fuoco, guardia costiera, finanza ecc..)

Questa struttura, centro nevralgico per la città e per il suo porto, andrebbe collegata, senza interferire col traffico urbano, via sottopasso e soprapasso alle banchine di via dei Mille, con un percorso pedonale e mobile, con una struttura aerea che scavalchi la via dei Mille per collegarsi col porto turistico. Elemento architettonico che dovrebbe ricordare i traffici del passato con i nastri trasportatori che immettevano i sacchi di farina direttamente dai camion ai silos dei Molini. Questa struttura architettonica potrebbe diventare il simbolo del nuovo porto.

Dall’ex stazione ferroviaria alla Silvanetta vedo collocato il grande porto turistico “Hub”, quello proposto e progettato da me nel 2003. Un porto capace di essere il punto qualificante del turismo nautico  di tutto il basso Tirreno.

Immagine3Porto “HUB”, con servizi all’uomo, con servizi ai mezzi, con la Cantieristica di qualità, con parcheggi correttamente dimensionati e con  i collegamenti con la città e le infrastrutture del territorio.

Un porto aperto ma collegato con la città nel quartiere di Acqueviola;

dove posizionare un’area filtro di verde, giardini, servizi per i diportisti e per i cittadini, un teatro all’aperto, un centro benessere, piscine e parchi. Si realizzerebbe così un forte legame col fronte di Acqueviola, sviluppando la crescita e la valorizzazione di un altro quartiere e di nuove economie.

Mentre tutte le attività commerciali e/o industriali, dovrebbero svolgersi nell’area ASI, con la realizzazione del famoso pontile per le acciaierie e non solo. Qui dovrebbe nascere un’infrastruttura commerciale di supporto a tutto il distretto produttivo. Se si riuscisse qui a fare una buona politica di sviluppo, potrebbero organizzarsi anche le attrezzature intermodali dei trasporti affinché anche le vie del mare possano essere utilizzabili in tutte le loro potenzialità.

parte prima