Testa a testa Midili – Consiglio

Il tema del consiglio comunale straordinario del 26 gennaio riguardava le “problematiche inerenti avvisi di accertamento e/o messa in mora inviati ai cittadini”.

In pratica si volevano chiarimenti riguardo le circa 16.000 raccomandate spedite dagli uffici comunale con avvisi di pagamento relativi alle bollette del servizio idrico e all’ICI.

Nei fatti è stato un “testa a testa” tra il consigliere Midili e il ragioniere generale Consiglio, se si esclude un breve intervento del consigliere Bagli e alcune domande poste dal consigliere Magistri.

Presente anche il sindaco Giovanni Formica, che però non è mai intervenuto, evidentemente soddisfatto dalle risposte date dal dott. Consiglio.

I punti su cui Midili chiede chiarimenti al ragioniere generale Consiglio si possono riassumere come segue:

– Tra le migliaia di avvisi di accertamento parecchi riguardano pagamenti già avvenuti o andati in prescrizione;

Risposta di Consiglio:

Gli avvisi di accertamento disposti dagli uffici, a meno di pochi errori, sono tutti dovuti.

Ritiene che in linea generale non vi sia una prescrizione di massa e che sarà verificata su ogni singola richiesta, così come saranno verificati tutti pagamenti già effettuati.





 

Infine per il servizio idrico gli atti interruttivi erano già stati inviati negli anni scorsi, per cui ritiene che i prescritti sono veramente pochi.

– Gli uffici comunali hanno spesso negato la possibilità di pagare a rate;

Risposta di Consiglio:

Riscontrerà se qualche funzionario ha fornito informazioni sbagliate. Annuncia però che già vi sono una ventina di richieste di rateizzazione.

– Se a seguito di un avviso di accertamento a cui il contribuente non dà riscontro, c’è la possibilità di riemetterlo in costituzione in mora, oppure se è necessaria l’iscrizione a ruolo;

Risposta di Consiglio:

Non risulta che sia stato emesso due volte un avviso di accertamento per la stessa annualità.

– Segnala che i moduli pubblicati sul sito del Comune contengono degli errori, ad esempio in uno di essi si fa riferimento ad una “normativa in oggetto indicata” di cui però non c’è traccia nel modulo;

Nessuna risposta

– Alcuni avvisi per l’anno 2010 (TARSU) sono stati notificati entro il 31 dicembre 2015 mentre altri a dicembre 2016 o addirittura nel 2017, praticamente sono partiti già prescritti. Chiedendo in base a quale criterio a qualche”fortunato” è stata data la possibilità di contestare la prescrizione e quindi di non pagare. Tra l’altro tali avvisi di pagamento sono emessi in automatico dal software fornito dalla “studio K” che è utilizzato dal Comune di Milazzo dal 2012 .

Risposta di Consiglio:

Nel 2015 non era a Milazzo per cui non conosce il perchè di questa differenza di trattamento. Riconosce che il programma realizzato dallo “studio K” permette di stampare in automatico tutti gli avvisi di accertamento.

– Sulla nota pubblicata sul sito del comune in cui si annunciava che sarebbe stato inviato avviso ai 3000 utenti che avevano fatto ricorso nel 2015 contro le bollette TARI, senza spendere una parola per i circa 7.000 utenti che non hanno nè pagato nè fatto ricorso.

Nessuna risposta

– La posizione del Comune sulle compensazioni, arbitrariamente fatte, dai cittadini che ritengono di vantare un credito nei confronti dell’ATO2.

Risposta di Consiglio:

Allo stato sulle compensazioni non vi è alcun atto.

Il consigliere Bagli ricorda invece che a febbraio aveva invitato l’amministrazione ad inviare le bollette via PEC o via e-mail. E chiede di sapere se è possibile operare in questo modo in quanto spedendo tramite posta 16.000 raccomandate vi è stato un esborso notevole (oltre 60.000 €) che potevano essere risparmiati.

Nessuna risposta

Di fatto il ragioniere generale risponde a quasi tutte le domande ad eccezione del comunicato, rivolto a chi ha fatto ricorso nel 2015, definito “minaccioso” da Midili e alla domanda posta dal consigliere Bagli.

Inoltre, il dott. Consiglio aggiunge che è ancora presto per tracciare consuntivi ma dà i primi risultati sull’idrico.

A fronte di 7000 avvisi inviati sono pervenute ad oggi solo 751 istanze e 300 di questi hanno pagato subito dopo. Solo in 7 hanno presentato pagamenti perfetti.

289 hanno presentato pagamenti con meno di 20 euro di differenza rispetto al dovuto.

150 pagamenti effettuati non si sono agganciati automaticamente al sistema di consuntivazione. Le ragioni ipotizzate potrebbero essere l’aver utilizzato poste private, o il mancato utilizzo i bollettini inviati dal Comune.

Dopo l’intervento del ragioniere generale, in chiusura di seduta il consigliere Midili interviene nuovamente e passa in rassegna, con orgoglio, i risultati ottenuti dalla precedente amministrazione, completamente ignorati dall’ispettore Logoteto nella oramai famosa relazione.

Tassa sulla spazzatura, ricorda come nel 2006, quando la riscossione dei contributi TARSU fu affidata totalmente all’ATO, su oltre 12.000 famiglie iscritte all’anagrafe venivano emessi solo 3.500 avvisi di spazzatura.

Nel successivo passaggio da ATO2 al comune (2010) i contribuenti passarono da 11400 a 15800. Risultato: 4.400 utenze recuperate all’evasione.

Ufficio acquedotto, nel 2010 afferma che le cartelle erano compilate a mano, e alcune utenze erano intestate a persone nate nel 1821.

ICI, nel 2010 vi era un arretrato di 11 anni e rivendica di aver fatto emergere ben 2.000 evasori. Tra i quali vi era anche il Parco Corolla che nel 2010 non era iscritto all’anagrafica tributaria.




Dissesto avvelenato

Il dissesto, oramai da oltre 5 anni sta avvelenando oltremodo la politica milazzese.

Fine da quando nel 2011, Pino iniziò a parlare di dissesto, insorsero molti dei politici che in qualche modo avevano amministrato Milazzo negli anni precedenti.

La strategia utilizzata? Negare il dissesto e ricorrere al TAR.

Chi si opponeva al dissesto, sosteneva fosse uno stratagemma architettato da Pino per far fuori gli avversari politici. Infatti, una delle conseguenze del dissesto è l’incandidabilità per 10 anni dei i politici individuati come responsabili.

Nel 2012 l’allora amministrazione sosteneva che il dissesto aveva le sue radici negli anni delle amministrazione Nastasi (2000-2005) e Italiano (2005-2010).

Ora nessuno nega più il dissesto. Anzi si parla di ineludibilità.

Ma di chi sono le colpe del dissesto? L’attuale amministrazione non ha dubbi, sono di chi ha amministrato prima.

Ma non tanto prima, giusto qualche anno.

In altre parole le colpe sono tutte della giunta Pino.

Possibile? Prima era tutto perfetto?

Dove sta la verità?





Come il “non politico” Filippo Russo, capì e denunciò addirittura nel ‘93, vale a dire appena pochi mesi dopo essere stato eletto, già 20 anni fa i debiti erano parecchi e generati dalle stesse cause rilevate negli anni successivi dalla Corte dei Conti.

Una gestione “allegra” di parecchi aspetti dei bilanci comunali:

Un contenzioso che da decenni non si riesce a tenere sotto controllo e che genera milioni di euro di debiti fuori bilancio in risarcimenti e in parcelle di avvocati. Basta ricordare che uno dei debiti più grandi, quello Magnisi, si generò negli anni ’80;

I costi del personale elevati e difficili da contenere;

Le difficoltà nel recupero dei crediti;

Le spese elevate in dirigenti esterni ed esperti a pagamento. in quanto a seguito del mancato rispetto del patto di stabilità non è più stato possibile pagare esperti o dirigenti esterni.

Delle suddette cause solo all’ultima si posto un limite, in quanto obbligati a seguito del mancato rispetto del patto di stabilità.

Il contenzioso ancora oggi non è sufficientemente monitorato. Infatti nella relazione della Corte dei Conti si legge: “i debiti connessi alle liti civili e amministrative non sono esaustivi, poiché, data “l’enormità di atti”, l’ufficio del contenzioso, malgrado la richiesta dell’ispettore, non ha completato la quantificazione dei debiti fuori bilancio di sua competenza”.

Sui costi del personale si è intervenuto tagliando le integrazioni orarie al personale precario, ma sono stati assunti due nuovi dirigenti.

La cosa certa è che una massa enorme di debiti c’era nel ’93 (come dichiarato dall’ex sindaco Filippo Russo), c’era nel 2012 (certificata dall’OSL) e c’è ora nel 2016.

E se ci sono i debiti (fuori bilancio e non) ci saranno anche le responsabilità di chi, nell’ultimo ventennio, ha consentito che si generassero.

E’ necessario fare chiarezza, per cui ben venga la commissione consiliare d’inchiesta sulle cause del dissesto richiesta dal consigliere Midili.

Il problema è però che negli ultimi 20 anni non c’è stato un grosso ricambio della classe politica, per cui molti dei consiglieri, direttamente o indirettamente hanno sostenuto le amministrazioni che si sono succedute.

Con quale serenità valuteranno gli atti che potrebbero portare anche alla loro inelegibilità?

E’ facile profetizzare un altro anno di polemiche e veleni.

veleno




Dissesto: I debiti che abbiamo pagato

Di seguito riportiamo l’elenco dei debiti del Comune di Milazzo, certi ed esigibili al 31 dicembre 2014, che sono stati pagati con i fondi del DL 78/2015, vale a dire con il decreto sblocca pagamenti.

lista dei debiti pagati presenti sul sito del Comune di Milazzo

Tali debiti, a differenza di quelli che sono stati pagati dal 2013 al 2015 dall’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL), e di quelli che saranno pagati in futuro dal nuovo OSL con il dissesto bis, non hanno subito la riduzione al 60% ma sono stati pagati integralmente.

Stando a quanto affermato dal consigliere Piraino nel consiglio comunale dell’8 novembre, gli uffici comunali hanno iniziato a pagare questi debiti ad aprile 2016, vale a dire quasi negli stessi giorni in cui ai creditori veniva proposta una decurtazione e ratealizzazione del credito, al fine di tentare di predisporre il piano di riequilibrio.

Creando quindi, come sottolineava sempre il consigliere Piraino, una disparità di pagamento, tra chi incassava tutto e subito e chi invece riceveva la proposta di incassare solo il 65% ratealizzato in 10 anni.

Ma chi sono stati i creditori che hanno avuto pagato il debito al 100%, evitando così il taglio dovuto al dissesto?

Confrontando i debiti accertati dall’OSL con quelli pagati, dei debiti più consistenti, risultano totalmente soddisfatti solo i crediti della Cooperativa Genesi (1.236.000 €) e dell’Azienda Siciliana Trasporti (2.156.000€).

Pagati anche circa 424.000 € di prestazioni professionali su un totale di quasi 5 milioni. Poco meno quindi del 10% del totale.

debiti-da-pagare-pagati

Il totale dei debiti pagati con i fondi del DL 78/2015 ammontano a poco più di 8 milioni di euro. Se fossero stati pagati al 60% (dissesto), sarebbero potuti diventare 4.8 milioni, con un risparmio per le casse del comune di ben 3.2 milioni di euro.

 

Il dettaglio dei debiti accertati dall’OSL è disponibile ai seguenti link:

http://www.comune.milazzo.me.it/Public/Allegati/Article/19940/N_39.PDF

http://www.comune.milazzo.me.it/Public/Allegati/Article/17250/n_49.PDF

http://www.comune.milazzo.me.it/Public/Allegati/Article/16769/N_41.PDF

 

Altri articoli sul dissesto al seguente link




Foti: “Dopo il dissesto ritorniamo al confronto con la città”

Di seguito l’intervento tenuto dal consigliere Antonio Foti durante la seduta del Consiglio Comunale dell’ 8 novembre 2016 sulla delibera.

“Da sempre ho espresso la mia visione critica riguardo all’opposizione che è stata condotta negli anni precedenti. Una opposizione legittima, dura, intransigente ed appassionata ma che in parte non ho condiviso.

antonio foti

 La questione economica del comune ha avuto un risvolto pesantissimo nel tessuto sociale e culturale cittadino, alimentando divisioni, spaccature che impediscono ancora oggi alla nostra città di diventare una vera e propria comunità. Durante l’ultimo anno e mezzo ho affrontato la questione con oggettività, fuori dalla contesa politica,  maturando un approccio riflessivo e di autocritica rispetto ad alcune mie valutazioni del passato. Il dissesto è ampiamente in atto visto anche l’enorme mole di debiti fuori bilancio accertati ed è chiaro che non nasce oggi. Questa situazione fortemente deficitaria e di difficoltà oggettiva dell’Ente ci ha spinto a votare con convinzione la delibera del dissesto. Il post dissesto, tuttavia, deve avere come obiettivo quello di rilanciare la vita amministrativa del nostro Ente con una oculata gestione che impone anche un dialogo con tutte le realtà cittadine. Serve una nuova conferenza programmatica su alcuni punti specifici da portare avanti, mettendo al centro una visione progettuale condivisa, nell’ottica del Bilancio Sociale Partecipativo”.




E’ dissesto. Il Consiglio Comunale

La seduta del Consiglio Comunale dell’8 novembre 2016 inizia poco prima delle 20, con il sindaco Formica che legge la delibera del dissesto.

Il pubblico c’è, circa 20 persone, come non accadeva da anni.

dissesto-aulaConclude il suo intervento, vale a dire la lettura della delibera che chiede al consiglio di votare il dissesto, dopo circa 5 minuti.

Intervengono quindi i consiglieri, inizia Midili, che chiede vengano illustrate le cause del dissesto.

E in effetti se non si conoscono le cause come si possono fare le correzioni?

Sostiene Midili che le cause del dissesto non sono state indicate né nella relazione di Logoteto, nè in quella dei revisiori dei conti, e sostiene: “A me interessa sapere perchè le generazioni fino al 2042 dovranno pagare debiti fatti da altri.”

Inoltre rileva come il totale dei debiti rilevati dai revisori dei conti differisca significativamente da quelli presentati in commissione dagli uffici comunali.

E chiede il perchè di tale anomalia.

Si dice sorpreso della facilità con cui i consiglieri Alesci e Maisano si sono convinti della necessità di dichiarare il dissesto e commenta: “tra l’altro la corte dei conti che nel 2015 non aveva chiesto di dichiarare il dissesto prima lo aveva richiesto”.

Inoltre ricorda che “tra i parametri che definiscono un Comune deficitario ci sono le esecuzioni forzate di qualsiasi natura”, e chiede ai revisori: “come mai avete accertato che non esistono procedure forzate per questo ente, mentre sono soggette ad esecuzione forzata il vecchio macello e il mulino Lo Presti?”

“L’errore è evidente. Il parametro era sforato, e il Comune doveva essere nuovamente ente strutturalmente deficitario.”

In sintesi le domande che pone ai revisori sono:

  1. Come mai dati discordanti sui debiti fuori bilancio tra i dati dei revisori e quelli forniti dagli uffici comunali?
  2. Esistono, ed esistevano nel 2013 esecuzioni forzate?

Interviene il consigliere Simone Magistri

Pone l’attenzione sull’anticipazione in base al DL n.85 con cui nel 2016 si è iniziato a pagare debiti, facendo presente che alcuni creditori sono stati pagati al 100% e altri invece avranno decurtato il credito al 60%, creando una grave disparità.

Ricorda che il 27 luglio il sindaco all’audizione della Corte dei Conti aveva detto che nel giro di qualche settimana si sarebbe votato dissesto. Si è invece arrivati al voto dopo oltre 3 mesi.

Rileva parecchie differenze anche tra relazione Logoteto e quella dei revisori dei conti, per cui si chiede il perchè di allegare alla dichiarazione di dissesto una relazione che lo stesso Logoteto aveva dichiarato essere provvisoria e incompleta e in contrasto con quella dei revisori.

Chiede di capire quali siano le differenze che ci sono state tra aprile 2016 quando si insisteva sul piano di riequilibrio e ora che si chiede il dissesto.

Segue l’intervento del consigliere Piraino

Anche lui dice che non sono indicate le cause ma solo gli effetti.

Ma soprattutto non capisce cosa è avvenuto dal 2015 ad oggi.

“A dicembre abbiamo dovuto deliberare il pagamento di 8.400.000 di euro (ndr. fondi DL 78/2015 decreto sblocca pagamenti), per pagare il 100% del credito ad alcuni fornitori. Sarebbe stato più corretto aspettare la certificazione di tutti i debiti fuori bilancio, invece di creare tale squilibrio.

Tali fondi sono stati accreditati a dicembre 2015, ma il primo pagamento viene fatto ad aprile del 2016, poco prima del tentativo di riequilibrio.

A maggio, nel tentativo di portare avanti il piano di riequilibrio, vengono inviate le prime lettere ai creditori con la richiesta di riduzione del credito 65% pagabili in 10 anni, mentre negli stessi giorni ad altri creditori venivano pagati altri crediti subito e al 100%.”

E aggiunge: “Ad oggi risultano pagati circa 7.300.000 euro.

Visto che era evidente che oramai non si poteva più fare riequilibrio perchè sono stati pagati?”

Inoltre, si chiede “E’ possibile che un comune paghi 1 milione di euro anno di parcelle ad avvocati?”

Il revisori rispondono con Magistri che sostiene che le procedure esecutive risultavano sospese nel 2013, non solo quella del Mulino Lo Presti ma anche sul Macello.

Per quanto invece riguarda i debiti fuori bilancio 44 milioni di euro fuori bilancio e circa 11 milioni di passività potenziali, da loro riportati nella loro relazione è quanto è stato riferito dai dirigenti comunali.

Midili, fa presente ai revisori che il mulino Lo Presti non è mai stato svincolato dal Tribunale, in quanto il giudice non si è mai pronunciato sull’argomento. Stesso sul Macello, anche lì il giudice non ha ancora formalizzato la decisione, per cui entrambi le procedure esecutive risultano attive.

Di conseguenza, sostiene che il parametro è stato sforato, in quanto fino a quando il giudice non si esprime la procedura non è sospesa.

Presenta inoltre una mozione in cui richiede di allegare il dettaglio dei debiti forniti dall’ufficio contenzioso, che a questa data risultano più di 44 milioni di euro, e più di 11 milioni di euro.

Piraino si sorprende come il consigliere Alesci, che prima era nettamente contrario al dissesto, nella prima commissione utile, “ancora dovevamo guardare le carte e lui ha dichiarato di aver cambiato idea affermando che ora il dissesto c’è.”

Sindaco risponde a Piraino, affermando che non conosce i tempi dei pagamenti. “Evidentemente uno aveva un debito riconosciuto e l’altro un debito fuori bilancio.”

Midili presenta la richiesta di emendamento (con 8 firme) per inserire nella delibera anche il dettaglio dei debiti fuori bilancio.

9 voti favorevoli, 2 astenuti, 15 contrari. L’emendamento è bocciato.

Avevamo auspicato una maggiore trasparenza, ma si parte male.

Si passa quindi alle dichiarazione di voto sulla delibera del dissesto, intervengono Midili, Andaloro, Antonio Italiano, Alesci, Foti, Magistri, Cocuzza, Piraino, Sindoni, Rizzo

Da notare che il Consigliere Cocuzza, in un breve intervento, invita il sindaco a riconoscere che ha sbagliato a negare il dissesto.

 5 astenuti 2 contrari 22 favorevoli. Il dissesto è approvato.

Astenuti: Magliarditi, Piraino, Coppolino, Bagli, Magistri

Contrari: Andaloro, Maimone




E’ dissesto

5 astenuti 2 contrari 22 favorevoli. Il dissesto è approvato.




un anno di Formica

giovanni-formica giunta1
Citizen Formica , Tutti gli assessori di Formica ,
Consiglieri-comunali-Milazzo le perle
Un anno di consiglio , le perle di un anno di consiglio comunale

100 + 300

Formica: I miei primi 100 + 300 giorni

 

 




Dopo il Dissesto rispetto delle regole e trasparenza

Sul dissesto del Comune di Milazzo dove sta la verità? E’ quella tracciata dal sindaco nella recente conferenza stampa? Oppure è quella che contrappongono Midili e Pino?

Noi non abbiamo la presunzione di essere detentori della verità assoluta.

La Pravda (Verità in russo, come il giornale ufficiale dell’Unione Sovietica fino al 1992) la lasciamo ad altri.

Ci limitiamo a riportare quello che siamo riusciti a capire, seguendo la politica milazzese. “La Città di Milazzo” dal ’96 al 2012 ha pubblicato ogni anno una sintesi del bilancio comunale.

Il sindaco Formica, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la dichiarazione di dissesto ha più volte fatto ricorso alle risultanze della relazione ispettiva del dott.Giovanni Logoteto, inviato a Milazzo dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Ma che cosa ha detto di così nuovo il dott. Logoteto da convincere il nostro sindaco e la maggioranza che lo ha sostenuto ad imboccare la strada del dissesto?

Apprendiamo dalla conferenza stampa tenuta dal sindaco, in quanto sul sito del Comune non siamo riusciti a trovare la suddetta relazione ispettiva, che il dott. Logoteto lamenta la mancanza di monitoraggio della riscossione e la presenza di residui attivi superiori a 5 anni, quindi scarsamente esigibili.

Ebbene questo lo aveva anche detto la dott.ssa Margherita Rizza, responsabile della vigilanza e controllo degli enti locali della Regione Sicilia, prima della dichiarazione di dissesto nel 2012 a seguito dell’intervento ispettivo sulla situazione finanziaria del Comune di Milazzo.

Ma lo aveva detto anche il sindaco Filippo Russo addirittura già nel 1994. Allora in un manifesto fatto pubblicare a proprie spese denunciava infatti:

  • Rischio entrate acquedotto;
  • inesistente organizzazione degli uffici di riscossione;
  • non emesse fatture dal ‘91 (vale a dire da 3 anni);
  • credito del Comune che ammontano a 11 miliardi;

manifesto russo 001Quindi questa “rivelazione” di Logoteto era nota almeno da 22 anni.

Sempre Logoteto segnala un costante ricorso ad anticipazione di cassa

Ebbene di seguito è riportato l’andamento del saldo, sempre negativo, del conto del Comune di Milazzo dal 2001 al 2012.

Già con la giunta guidata da Nino Nastasi nel 2004 avevamo toccato i meno 3,5 milioni di euro. Il record però spetta all’amministrazione di Lorenzo Italiano che nel 2008 ha sfiorato i meno 4 milioni di euro.

saldo-2001-2012Anche questa rivelazione non sarebbe dovuta risultare nuova a chi ha seguito la politica negli ultimi anni.

Logoteto denuncia l’esistenza di debiti fuori bilancio per circa 50 milioni di euro

E anche qui ecco Filippo Russo, che, senza bisogno di esperti e task force nel lontano 1994, a pochi mesi dall’insediamento, lui, professore e non politico di lungo corso, si accorgeva che vi erano miliardi di lire di debiti fuori bilancio ed elencava:

– Magnisi per una causa che risale al ’71 (poi la causa si chiuse con un debito di 3.5 milioni di euro);

– Discarica contrada Masseria, con necessarie costose bonifiche e contenziosi con proprietari dei terreni;

– Asse viario, espropri che potrebbero portare le casse comunali a livelli critici

Nel 2012 inoltre, la dott.ssa Rizza invece segnalava 10 milioni di euro fuori bilancio e 12 milioni di debiti in bilancio, totale 22 milioni.

Mentre l’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) nella relazione di chiusura del 2015 riporta 61 milioni di residuo passivo a fronte di 23 milioni di residuo attivo (20 dei quali con anzianità superiore a 5 anni quindi con scarse possibilità di essere riscossi).

Insomma un debito non molto lontano dai circa 50 milioni indicati da Logoteto.

Logoteto segnala infine anche la mancanza di una politica di contrazione della spesa

Spesa che per quasi il 50% è dovuta al costo del personale

 

tabella-costi-personaleSi nota come in buona parte l’aumento dei costi è legato all’aumento del personale “fuori ruolo” passato dalle 70 unità del 2005 alle 175 del 2011.

grafico-costi-personaleMa si evidenzia anche una notevole riduzione dei dirigenti esterni, di cui se ne era fatto un largo uso dal ’95, fino al 2005, per poi arrivare all’azzeramento in conseguenza del dissesto.

Dopo la giunta guidata da Filippo Russo nominare dirigenti esterni diventò la normalità, come era abitudine consolidata nominare numerosi esperti a pagamento.

Quello che abbiamo capito è che anche su quest’ultimo punto Logoteto ha detto poco di nuovo.

Come dicevamo nell’articolo pubblicato su “la Città di Milazzo” a giugno del 2012, “anni di inadempienze politiche hanno condotto allo sfacelo economico del nostro Comune.”

Concordiamo sicuramente con il sindaco quando afferma che è necessario “muoversi in maniera diversa rispetto al passato”, e riteniamo che per il risanamento sia fondamentale, come da lui sottolineato, “il rispetto delle regole”.

Ma in ogni opera di risanamento è fondamentale anche il controllo, come anche ci ha insegnato lo “scandalo assenteisti”, e per il controllo è necessaria la trasparenza.

La metafora del Comune “casa di vetro”, tanto cara in campagna elettorale ma poi puntualmente dimenticata, dovrebbe finalmente diventare realtà.

La verità (Pravda) senza trasparenza (Glasnost) diventa un atto di fede, che in politica è fuori luogo.

Suggeriamo all’amministrazione di iniziare il nuovo corso pubblicando, come ha già fatto in passato l’Organo di Liquidazione Straordinario, l’elenco completo dei debiti che noi cittadini di Milazzo dovremo pagare.

Pagheremo, ma almeno vogliamo sapere chi stiamo pagando e per quale motivo.

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Tutto sul dissesto

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Le frasi del dissesto , Confronto dissesto e piano di riequilibrio

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Dopo il dissesto rispetto delle regole e trasparenza

 




Dissesto vs Riequilibrio

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