C’era una volta il Borgo: strategie di marketing e programmazione a “lungo” termine

Oggi, 6 dicembre 2017, sul sito del Comune di Milazzo è stata pubblicata la notizia del progetto “C’era una volta il Borgo”.

L’iniziativa, che vede coinvolti i comuni di Milazzo, Castroreale, Moltalbano e Novara di Sicilia, è finalizzata a far scoprire ai turisti, nei giorni del ponte dell’Immacolata, vale a dire tra due giorni, l’offerta culturale dei suddetti borghi.

Se si facesse riferimento al ponte dell’Immacolata dell’8 dicembre del 2018, sarebbe un fulgido, e purtroppo raro esempio di programmazione a lungo termine.

Temiamo però che si faccia riferimento al ponte di quest’anno. La comunicazione in questo caso è arrivata con appena 2 giorni di anticipo ed è quindi classificabile come una iniziativa estemporanea, che non aiuta il settore turistico e di cui, purtroppo, abbiamo già parecchi esempi.

Eppure, due anni fa, l’inserimento di Milazzo tra i Borghi più belli d’Italia era stato accolto con grandi speranze.

Un entusiasmo che però sembra sia durato poco.

Infatti, anche navigando sul sito che dovrebbe essere la “vetrina” dei Borghi italiani,  http://borghipiubelliditalia.it/, si nota come lo spazio informativo riservato a Milazzo non sia stato sfruttato.

Infatti la metà delle sezioni sono lasciate completamente vuote.

Divertimenti, Eventi, Video, ma anche Musei e gallerie non contengono alcuna indicazione. E anche le sezioni completate contengo poche e scarne informazioni.

Ad esempio nella sezione “Da vedere” si parla brevemente del Castello (67 parole) e di nulla più.

Ben differente l’uso del sito fatto ad esempio dal Comune di Moltalbano, dove in tutte le sezioni sono state inserite ampie e dettagliate informazioni.

borghi

Ad esempio, facendo un confronto tra Milazzo e Montalbano sul sito dei Borghi italiani, il nostro comune ne esce male.

Nei fatti viene male utilizzata questa importante “vetrina”.

Eppure il Sindaco Formica, in occasione del Consiglio Comunale aperto agli operatori turistici del 24 gennaio 2017, in conclusione del suo intervento  si era detto convinto della necessità di investire nella promozione in quanto: “Il consumatore non comprerà mai una cosa fantastica se non sa che esiste”.

Aggiungendo che “Dobbiamo provare a costruirci il nostro brand




Scalinate: una possibile soluzione

domenico

Nel nostro precedente intervento avevamo definito l’ipotesi di una Trinità dei Monti milazzese come un’utopia del secolo scorso, perché il lungo tempo passato ci dice già che si tratta di un’opera irrealizzabile, così come tratteggiata nella seduta del Consiglio Comunale del 1997. Le motivazioni sono molte: in primo luogo la Milazzo di questo scorcio di secolo non è la Roma papale di Gregorio XIII nella quale il potere utilizzava le grandi opere per manifestarsi; in secondo luogo perché la previsione stessa di una scalinata monumentale è assolutamente incoerente con il contesto dato che la stratificazione edilizia e urbana non permette interventi di tipo scenografico. La Basilica di San Francesco, inoltre, ha già la sua scalinata monumentale tardobarocca a due rampe a tenaglia (originale) che adorna il suo prospetto principale e un secondo ordine di rampe (restaurata in anni recenti con un intervento “in stile”) che raccorda il sagrato della chiesa con la via Salita San Francesco; infine molte delle particelle catastali ricomprese nel perimetro individuato nel 1997 da assoggettare a concorso di idee, risultano abitate, in parte restaurato o in fase di recupero.

Queste considerazioni contribuiscono ulteriormente a definire utopica, oltreché inutile, una ipotetica scalinata monumentale per il collegamento tra la Marina e San Francesco. Piuttosto sarebbe utile portare la previsione del 1997 in questo secolo e ricondurla sul piano della fattibilità. A mio avviso si dovrebbe dare seguito al Piano Particolareggiato del Centro Storico partendo dagli spazi pubblici: limitarsi ad una sola scalinata sarebbe miope in quanto tra Borgo Antico e Vaccarella esiste già un sistema di scalinate sul quale si potrebbe intervenire per rendere più accessibile il percorso nei due sensi e su più punti, arricchendo e diversificando la permeabilità tra i due quartieri storici. Le scalinate, almeno 5 le rampe esistenti che languono in uno stato di sconsolato abbandono – compresa quella oggetto delle previsione del 1997, potrebbero essere riqualificate con una spesa di gran lunga inferiore rispetto a quella necessaria per monumetalizzarne una sola. A questo proposito rimarrebbe comunque valido il ricorso al concorso di idee che potrebbe portare a soluzioni innovative, esteticamente di pregio, economicamente sostenibili, al fine di realizzare un vero sistema di collegamento riconoscibile dall’impiego dei medesimi materiali, dei medesimi elementi di arredo urbano o di verde. Nel frattempo si potrebbe procedere alla mappatura delle aree private e capire in quali esistono reali intenzioni idi intervento da parte dei proprietari e in quali invece è plausibile immaginare l’ubicazione di destinazioni pubbliche a volume zero (verde attrezzato, parcheggi). È passato fin troppo tempo per poter credere ancora alla Trinità dei Monti, mentre turisti e cittadini continuano ad inerpicarsi con fatica tra le sconnesse scalinate, scansando sporcizia e calcinacci…

19 ottobre 2017. Un gruppo di turisti sale la gradonata di Vico Galletti in direzione San Francesco

Una questione ancora aperta…

L’attenzione sul tema delle scalinate del nostro centro storico ha radici precedenti al Piano Particolareggiato. Nel 1972 – pertanto 25 anni prima della famosa seduta del Consiglio Comunale nella quali fu proposto il concorso di idee – l’Ing. Domenico Ryolo venne incaricato dall’allora Ministero della Pubblica Istruzione per la schedatura dei Beni Architettonici di Milazzo ai fini di contribuire all’Inventario per la Protezione del Patrimonio Culturale Europeo. La scheda n. 31 è dedicata al Palazzotto Ventimiglia del quale oggi non restano che le tracce dei cantonali al termine di Vico Galletti. Scrive Ryolo a proposito dell’edificio: «È ubicato in via Scopari, però la parte artisticamente più bella prospetta su vicolo Galletti, pavimentato con una gradinata. Sino ad una decina d’anni or sono la gradinata con lo sfondo del Palazzotto Ventimiglia costituiva una inquadratura settecentesca di una bellezza incomparabile». Il giudizio dell’Ingegnere/Archeologo è chiaro, il contesto (almeno fino agli inizi degli anni ’60) conservava per intero le linee edilizie e urbanistiche tardobarocche. Tuttavia in quegli stessi anni, prosegue, «(…) per riparare qualche gradino si pensò dagli organi tecnici di rifare in pietra lavica tutta intera la gradinata ottenendo con la rifazione uno storpiamento ed un risultato se non mostruoso certo poco attraente e non gradevole». Anche in questo caso il giudizio è netto e, letto nel 2017, ci fa capire che la mancanza di una strategia complessiva per la tutela dei Beni Culturali serpeggia tra le nostre strade da molto più tempo di quello che immaginiamo. La scheda si conclude con parole profetiche: il Palazzotto Ventimiglia «(…) suggestiva costruzione settecentesca molto malandata nella sua conservazione (…), ha bisogno di riparazioni notevoli prima che vada in rovina». Di questo Palazzo esiste oggi un progetto di ricostruzione che – come ci conferma la proprietà dell’area – è già stato approvato presso la Soprintendenza di Messina ma rimane fermo tra i corridoi di Palazzo dell’Aquila.

  

Sopra, a sinistra Palazzo Ventimiglia nel 1979/80 (foto ©Vito Riggi), a destra la parte terminale di Vico Galletti oggi con i resti dei cantonali dello stesso palazzo



Lavori urgenti alla Chiesa di San Rocco

luigi celebre

Quest’anno, come riferitomi dal sig. Rocco custode della Chiesa di San Rocco, in occasione della festività del Santo non sarà officiata alcuna funzione religiosa nella antica Chiesa, costruita nel 1575 come si legge nella facciata, perché sono necessari dei lavori per evitare crolli di una parte pericolante.

E’ da ritenere che l’interruzione della lunga tradizione riguarderà anche la processione mattutina della Madonna Bambina dell’8 settembre.

Ritengo che la messa in sicurezza delle parti pericolanti del sacro edificio non sia solo un problema della società proprietaria e dei fedeli ma si appartiene a tutta la comunità perché la antica chiesa appartiene anche alla cultura, al panorama architettonico della città e alla sua storia.




Mylanconia

dallo Skarablog di Fa.S.Skarabeo

Non dev’esser rilassante

Fare il politicante

Non dev’esser cosa lieve

Star nei panni di chi deve

Governare a casse vuote

Con padrini senza dote

Non dev’esser certo bello

Con un dazio ed un balzello

Stare sulla pancia a troppi

Poi trovare mille intoppi

Per qualsiasi decisione

Perché l’amministrazione

È una brutta bestia, certo

Tanto più che il concerto

Degli ex amici tutti

Di epiteti assai brutti

Te ne lancia da quel dì

In cui acerbo ancor finì,

e peraltro finì male,

quell’idillio elettorale

Deve essere estenuante

Forse anche un po’ umiliante

Regger sempre il paragone

Con l’altra amministrazione…

Si comprenda l’assessore

Vittima del malumore

Se il votante fa i confronti

E nessuno gli fa sconti

Si capisca il lato umano

Di chi aveva un altro piano

Di chi ha dovuto mesto

Dichiarar nuovo dissesto

O annunciava fuoco e fiamme

Ma si trova nel bailamme

Provocato da scossoni

Lungo tutti i carrozzoni

Del politicume antico,

Che tradisce anche l’amico…

Cosa resta, ormai? Copiare

Vecchie scelte e poi sperare

Che ai piani superiori

tornino tempi migliori

Il vantaggio? Senza soldi

Vanno altrove i manigoldi

Per cui almeno, in questo quadro,

Non c’è chi ti chiama ladro

 




Movida al Borgo. La parola ai residenti

Come è cambiato il Borgo dopo l’ordinanza sindacale che ha limitato la diffusione della Musica?

In meglio.

La gente riposa nuovamente, non c’è più esasperazione, si è più sereni.

L’insofferenza comunque tollerata di prima (mi riferisco ad un vasto arco di tempo dal 2000 in poi), tollerata perché la città fortificata offriva una serie di spettacoli tutto sommato di qualità e che portava persone di diversa età, cultura e condizione che rimanevano nei locali dopo gli spettacoli è montata in un crescendo che ha portato all’esasperazione.

Esasperazione dovuta al fatto che il target degli avventori si è circoscritto ad una categoria di persone che frequentavano il borgo solo per ubriacarsi, che ha comportato in maniera più o meno grave a danneggiamenti delle proprietà private.

Frantumazione di vetri, porte, vasi, danneggiamenti alle automobili dei residenti, furti, minacce con armi improvvisate a giovani come agli anziani , spedizioni punitive, accoltellamenti tra gruppi di avventori che non vengono denunciatu (il fratello di una mia amica ha ricevuto una coltellata all’inguine), in una parola il peggio che si possa immaginare.

Ti racconto cosa è successo a me personalmente, non ho più un vaso da fiori nel mio “marciapiede privato”, ho dovuto installare una cancellino sul retro perché di notte prendevano a calci la porta, mi hanno fatto pipì sulla porta e l’urina è entrata in cucina , tanto che alle 2 di notte mi sono armata di secchio, guanti e candeggina, specchietti dell’auto rotti 3 volte, copri cerchioni, antenna radio ecc rubati, puntuale posteggio davanti ad entrambi i miei accessi tanto che una volta sono salita sul cofano di una macchina con le scarpe per poter entrare a casa.

E io sono una delle più fortunate, il peggio lo hanno subito chi di fatti vive di fronte o accanto ai locali, tanto che si sono susseguite denunce alla procura della repubblica (non contro ignoti, attenzione! ma contro i proprietari dei pub) da parte di chi è stato fisicamente minacciato. E’ molto facile non credere a queste mie parole perché di fatto nessuno di chi critica i residenti vive qui. Ovviamente a questo si deve aggiungere il traffico, strombazzamenti vari, i serpentoni di auto anche nei piccoli vicoli, la sosta selvaggia che blocca altre auto e così magari vieni svegliato alle 4 del mattino perché uno si attacca al clacson perché non può uscire dal posteggio inventato.

Dopo 17 anni è tornata la quiete.

Con quali interventi si potrebbero rendere compatibili movida e vivibilità del Borgo?

Il borgo non deve essere luogo di movida, è pacifico.

Hai fatto un giro per i borghi d’Italia?

Premetto che ho vissuto per 6 anni a Viterbo, nel quartiere medievale di S. Pellegrino, c’erano botteghe artigiane, ristoranti, pizzerie, bar con tanto di calcio balilla all’esterno, pub (ma con musica all’interno), piccoli antiquari, negozietti e bottegucce per turisti, bed e breakfast e diversi affittacamere. Erano e sono valore aggiunto al Borgo medievale.

Il borgo era aperto al transito dei residenti e alle 19:00 i vigili urbani si facevano il giro delle vie per sollevare i dissuasori al transito, si entrava solo a piedi.

Le auto si posteggiavano fuori le mura a 10 minuti a piedi di distanza e nessuno mai si lamentava, compreso i residenti che portavano a casa i sacchetti della spesa a piedi. Ovviamente in caso di chiasso e disturbo della quiete notturna l’intervento delle forze dell’ordine era immediato. Riguardo la pulizia, io non ho mai visto monnezza per i vicoli, manco bottiglie lasciate a destra e a manca. Detto ciò ribadisco che la movida non deve essere assolutamente contemplata, non è luogo adatto, è un’area sottoposta a tutela e zona residenziale quindi il valore limite di emissione delle sorgenti sonore varia (dalle 22:00 alle 06:00) tra i 35/40 decibel.

Figuriamoci la musica assordante se consideri che una discoteca ne fa 100 di emissioni decibel è già detto tutto. La cosa triste è che nessuno ha mai controllato le emissioni, il superamento comporta una sanzione pecuniaria di 10.000 euro alla quale si aggiunge la denuncia penale e la chiusura dell’attività. Mi sono ben informata a riguardo, perché avviliti.

Ma se qualcosa si deve fare io proporrei:

a) pedonalizzazione di tutto il borgo, completamente; lo spostamento eventualmente con bus navetta; No alla costruzione di parcheggi, le auto devono essere lasciate lontano;

b) diversificazione attività commerciali favorendo laboratori, botteghe, negozietti, invogliando all’apertura con affitti bloccati, riduzioni delle tasse comunali etc., piccoli caffè (dopo una visita al castello d’estate non c’è mai un baretto e per prendere qualcosa si deve scendere a Vaccarella) e servizi per i residenti (manca di tutto escluso il tabacchino);

c) presidio fisso delle forze dell’ordine, (una sera d’estate c’è stato un tamponamento a catena c’è stata una mega rissa tra gli incidentati ed il regolamento di conti poi a piazza Roma… vigili urbani? carabinieri? manco a pensarci!);

d) la pulizia non solo dalla spazzatura ma anche la disinfettazione di alcuni vicoli usati come latrine nella zona dietro la chiesa del Rosario e la cura del verde pubblico ovunque deve essere un MUST.

 E’ possibile puntare su altre iniziative ed eventi meno “invasivi”?

Ben vengano le iniziative altre e diverse quali mercatino antiquariato, mercatino delle pulci, mostra/ mercato dei fiori e delle piante, mercatino coldiretti e/o slow food oppure “dei sapori genuini” con degustazioni, estemporanee di pittura dal vero e mille altre idee per far rivivere il borgo ma non all’insegna dello “spaccio dell’alcool”.




Movida? Mò paga

Direttamente dallo Skarablog di Fa.S.Skarabeo

Già fiaccata dalla moda

(che, si sa, è come una ruota)

che non pensa più sia strano

il passare sul Longano

notti giovani e anche cool

tra gin tonic e red bull,

la movida mamertina

si è svegliata una mattina




come da un sogno antico:

“Bello chiaro te lo dico,

–  dai re del fine settimana

alla vigilanza urbana

in quel sogno s’obiettava

a chi il Borgo controllava  –

tu che accerti se conforme

sia il rispetto delle norme,

vigile municipale:

ma lo sai che cosa vale

la movida, qui a Milazzo?

Che pretendi, ma sei pazzo?

Ma che vuoi, che paghi tasse?

Che silenzi anche le casse?

Ma non vedi che io solo

anche se non pago il suolo

fo girar l’economia?

Ma che è ‘sta fantasia

queste idee assai inconsulte,

cioè severe? E poi le multe?

Chiudi un occhio, lascia stare

già io me lo sto a sudare

quel guadagno provvisorio

(ché d’inverno qui è un mortorio)…

ma se pure lo devolvo

al Comune, che risolvo?

Come? Che? Ci sono leggi?

Il senso civico proteggi?

Dai, cammina, fai il piacere…

Siedi e beviti un bicchiere!”

Era questo il sogno antico

in cui il vigile era amico

e con brindisi in servizio

sigillava l’armistizio

tra città, casse comunali

e i gestori dei locali…

da quel sogno bruscamente

si è svegliato l’esercente:

quei bei tempi del passato

sono un fatto superato

sembra ormai il cliente in fuga

e il Comune sanguisuga

fa i controlli, ora, a tappeto

per ogni regola e divieto

multe fioccano, anche esose

son cambiate, ora le cose…

era il mondo della notte

ma ora ha preso altre rotte

la movida: è sul Longano

e quel tempo è più lontano…

di quell’epoca che resta?

L’impressione un poco mesta

che diluvi sul bagnato…

della notte ormai è restato

un colore triste e scuro

solo il nero  del futuro




Il “Perditempo” protagonista del proprio successo

marco-amatoDopo i numerosi dibattiti riguardo la vicenda “movida”, si torna a parlare del grande successo e del momento d’oro di Barcellona Pozzo di Gotto proprio con uno dei protagonisti; Pietro Carbone proprietario del noto locale “Perditempo”  ha rilasciato un’intervista al nostro blog. Di seguito le sue dichiarazioni.

Com’è iniziato tutto:

Tutto inizia con una forte volontà da parte dell’amministrazione di rivalorizzare un’area come quella della ex pescheria, dopo le difficoltà iniziali riscontrate nel trovare finanziamenti utili per l’attuazione del progetto, si arriva finalmente alla definitiva apertura nel 2014. Da qui inizia un percorso importante, tra i primi mesi pieni di problemi, al momento d’oro vissuto nell’ultimo periodo.

Sin da subito si nota una stretta collaborazione con l’amministrazione, cosa ne pensi a riguardo?

Siamo in stretta collaborazione con l’amministrazione, è sempre molto disponibile e si riscontra una fortissima volontà di rivalutare Barcellona Pozzo di Gotto in questo settore, sono sorte da poco tre nuove attività e quattro sono prossime all’apertura, tutto questo sarebbe sicuramente stato impossibile senza il supporto della nostra amministrazione.

Ciò che salta subito all’occhio è una grande cura del profilo social di Facebook

Si, ho assunto un ragazzo che pago mensilmente per la cura del profilo. Ho da subito scartato l’ipotesi di un sito internet dedicato alla nostra attività, perché credo fortemente che un profilo social sia più facilmente reperibile e possa pubblicizzare in maniera più efficace l’attività che gestisco, credo fortemente in Facebook e nell’immagine che riesce a dare. Oltretutto cerchiamo di muoverci sempre attivamente tramite internet, abbiamo un circuito booking importante che porta molte band ad offrirsi per le nostre serate, e ovviamente tutto ciò aiuta ad ammortizzare i costi.

perditempoQual è il segreto del vostro successo?

Noi cerchiamo di portare avanti un’attività con umiltà e cercando di introdurre piccole innovazioni che colpiscano, non pensiamo di fare cose dell’altro mondo, io sono sempre stato affascinato dalla musica live poiché penso sia un’offerta di qualità ed originale; ti dà la possibilità di ascoltare canzoni che non conosci e di appassionarti a band che non avresti mai potuto ascoltare. E’ un grosso rischio, ma me ne faccio carico con molta soddisfazione; il dj set è più sicuro e meno dispendioso a livello economico, ma allo stesso tempo è facilmente replicabile, noi cerchiamo di offrire qualcosa di più originale, e anche se più costoso, ne andiamo davvero fieri!

Propositi per il 2017, cosa ci aspetta?






Noi cercheremo sempre di migliorare, in queste festività abbiamo lavorato in stretta collaborazione con le attività che sono nate,forse, questo è ciò che mi fa ben sperare per l’anno appena iniziato, siamo entusiasti di questa splendida intesa che si sta formando e speriamo possa portare ad un successo sempre maggiore!

E’ sempre un piacere, forse un onore, sentire l’opinione e la storia dei giovani che si cimentano, nonostante le grandi difficoltà del momento, nella gestione di attività. Pietro che in un paio di anni si è reso protagonista del suo stesso sogno, scoraggiato da molti che non vedevano nessuna possibilità di rivalutare l’area dove nel 2014 sorse poi il “Perditempo”. Si evince una grande soddisfazione dalle sue parole, parole di chi oggi dall’alto della sua vittoria, ha tracciato una strada per le nuove attività nascenti, parole di chi nella Via Longo di Barcellona non ha visto un luogo sterile, ma con grande lungimiranza ha visto un’area pedonale da rivalorizzare grazie ad un progetto che ancora è lontano dal finire, e vive adesso il picco del suo successo.






i-misteri




Sicurezza del borgo antico:Mozione dei Centristi

antico-borgoOggetto: Sicurezza del borgo antico

In merito al noto dibattito sulla gestione dei locali nella zona del Borgo di Milazzo e la giusta necessità di garantire civili ed adeguate condizioni di vita ai Residenti del Borgo stesso, i sottoscritti Consiglieri Comunali invitano l’Amministrazione ad elaborare, con conseguente ufficializzazione al Consiglio Comunale, un preciso e concreto programma di interventi finalizzati a mitigare ed eliminare le più gravi criticità.






Tenuto conto Che gli ultimi episodi in ordine cronologico avvenuti al borgo di Milazzo hanno generato la sola conseguenza di allontanare in maniera netta buona parte dell’utenza che ovviamente contribuiva in maniera fondamentale a mantenere aperte le poche attività rimaste dopo il periodo estivo con la conseguente perdita di lavoro di diversi giovani senza peraltro trovare alcuna soluzione definitiva e costruttiva al problema.

Che sia per gli operatori economici (gestori dei locali), che per i residenti (limitrofi e non) non è più tollerabile una condizione allo sbando, di fatto anarchica, dove si ricorra occasionalmente a pseudo-soluzioni drastiche, ad improbabili tavoli di confronto dove si decide qualcosa di categorico, salvo poi fare retromarcia.

Considerato PRIORITARIO il tema ‘Sicurezza’ sia per residenti che per i frequentatori della zona nelle ore notturne, ed in particolare nei week-end dell’anno ed in tutte le sere di Luglio ed Agosto.

Ritenuto FONDAMENTALE al fine di migliorare la qualità dei servizi della zona, per ampliarne l’offerta, diversificandola, e raccogliere un più ampio ventaglio di utenza, di giovani e meno giovani, “APRIRE” il Castello e farlo funzionare UNA VOLTA PER TUTTE: convenzioni pluriennali con realtà private, serie e competenti, in ambito ricreativo, culturale, sociale, con offerte enogastronomiche e percorsi promozionali utili allo sviluppo turistico di tutto il territorio.

E’ impensabile continuare con una gestione improvvisata e in sordina, legata ad eventi occasionali con risonanza limitata.

Il Castello dovrebbe essere un grande contenitore promozionale, ricco di opportunità per tutta la Comunità.

Proponiamo di valorizzare come merita uno dei borghi più belli d’Italia ed in particolare un sistema concreto e praticabile di REGOLE: – che dovrebbero disciplinare, innanzitutto, il sistema dei “parcheggi selvaggi” in strade a due corsie dove a stento poi riesce a transitare una singola fila di auto, arrecando inquinamento acustico quanto ambientale, ingorghi e pericoli. – che dovrebbero favorire i parcheggi dei residenti del Borgo ed il transito dei residenti di tutta l’area del Capo, che in specifiche fasce orarie sono ostaggio del caos di quella zona. – che dovrebbero essere note agli autoctoni quanto ai frequentatori della zona, turisti quanto abitanti in comuni vicini: l’area dovrebbe essere disciplinata da un piano del traffico particolareggiato, come sempre più spesso si adotta in centri turistici e borghi antichi.






Ovvia e doverosa la costante presenza di pattuglie e l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza, anche alla luce dei frequenti episodi di vandalismo ed inciviltà.

Chiediamo quindi inoltre

– Controllo costante e continuato da parte dei vigili urbani al fine di far rispettare il divieto per i visitatori di parcheggiare negli stalli riservati ai residenti permettendo a questi ultimi un rientro più agevole e “normale” a casa propria.

– Immediata costituzione di un tavolo di concertazione con le associazioni o i rappresentanti di categoria al fine di poter programmare e concordare eventi condivisi e poter offrire ai visitatori una varietà di “prodotti e servizi” di qualità.

In conclusione, auspichiamo che per il 2017, l’Amministrazione Comunale di Milazzo si assuma tutte le proprie responsabilità, con atti di indirizzo finalizzati a valorizzare la zona del Borgo, senza inutili proibizionismi, ma con la volontà di agevolare una cultura di rispetto del valore della zona e dei suoi abitanti.

Chiediamo, dunque, che il Consiglio Comunale nell’esercizio delle sue funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo, approvi la mozione dei consiglieri in oggetto al fine di poter consentire un radicale cambio di passo nell’ormai lungo tentativo di gestire la questione “borgo antico” facendo in modo che non costituisca più un problema ma bensì un opportunità di sviluppo turistico.

Milazzo, 13/12/16

GRUPPO CENTRISTI PER MILAZZO

Rosario Piraino

Maria Magliarditi

Coppolino Franco Mario e

Oliva Alessandro








I ragazzi “perditempo”. Milazzo prendi nota.

marco-amato“Fra i due litiganti il terzo gode” così recitava Carlo Goldoni in una sua celebre opera, e così potremmo commentare ciò che sta accadendo negli ultimi tempi a Milazzo.

barcellona-perditempoUn’altra settimana è passata, e mentre la situazione al borgo rimane sempre bloccata, i rapporti tra gestori dei locali e amministrazione vanno sempre più a peggiorare, l’altra faccia della medaglia è rappresentata da Barcellona Pozzo di Gotto che, sfruttando le difficoltà del comune “rivale”, sta vivendo un momento d’oro.

Il noto locale “Perditempo” sta diventando sempre più centro di aggregazione dei giovani milazzesi che, stanchi della monotonia che affligge la propria città, stanchi della situazione generale che la movida milazzese vive, ne stanno approfittando per poter godere della migliore offerta proposta da Barcellona Pozzo di Gotto.






I servizi forniti sono di gran lunga superiori, musica live ogni venerdì sera, e passeggiando per la via e fuori dal locale stesso,troviamo numerosi cestini che facilitano il corretto comportamento che legalmente i cittadini sono obbligati a tenere.

Eppure non sembra niente di particolare, eppure non è nient’altro che una semplice via con un locale, nessun panorama, nessuna cittadella fortificata, solo un semplice locale.

perditempo1Appare ovvio che la differenza venga fatta dall’umiltà dell’organizzare per il bene del luogo e dei profitti del privato, il “semplice” che riscuote successo, usando un’espressione del sindaco Formica. E Milazzo?

Milazzo si specchia come Narciso, ammirando le proprie bellezze, compiacendosi di ciò che madre natura le ha donato, con la superbia, di chi si ama troppo per pensare a migliorare e stupidamente pensa di essere perfetto!








Il mancato “patto per il borgo”

Dopo quasi un mese dall’ufficializzazione dell’ordinanza, che vieta la diffusione della musica all’esterno dei locali oltre la mezzanotte, le trattative tra l’amministrazione e gestori dei pub sembrano ancora lontane da un possibile punto d’accordo.

Nonostante in settimana, tramite una nota congiunta, i proprietari dei locali hanno mosso un passo importante nei confronti dell’amministrazione, promuovendo il “patto per il borgo”, il comune almeno per il momento non sembra volersi smuovere dalla posizione presa.






I gestori fanno presente, all’interno della nota, di volersi impegnare in una raccolta differenziata e nell’attuazione di una serie di iniziative a tutela del decoro urbano.

Inoltre all’interno del comunicato risalta una forte volontà di chiudere definitivamente una discussione da cui non si stanno traendo molti vantaggi.

Dinnanzi ad un netto miglioramento della situazione igienica, troviamo un’affluenza molto scarsa anche a distanza di un mese, locali in forte perdita, e il borgo che, precedentemente era il centro di aggregazione della maggior parte dei ragazzi di Milazzo e dintorni, sta perdendo il proprio fascino nei confronti degli stessi.

L’amministrazione dovrebbe iniziare a guardare in faccia la realtà e prendere atto che i problemi igienici non si risolvono allontanando le persone ma educandole, disponendo i servizi adeguati e promuovendo, anche grazie al supporto dei locali, un programma importante che possa finalmente rappresentare un punto di svolta all’interno di una città storicamente indolente, che preferisce sviare i problemi anziché affrontarli seriamente.