Comitato Bastione: Lettera aperta al Prefetto

 

Ill.mo Sig. Prefetto,

con la presente il comitato dei cittadini di Bastione del Comune di Milazzo vuole sottoporre alla Sua attenzione la grave situazione della mancata messa in sicurezza del territorio, in prossimità del torrente “Mela”.

A distanza di tanto tempo, sono trascorsi 47 anni dallo straripamento del torrente Mela, che ha provocato la rottura degli argini, e da allora nulla è stato fatto per sistemarlo.

Negli anni successivi abbiamo subito altre due esondazioni, la prima il 22 novembre 2011 e la seconda il 10 ottobre 2015, che hanno causato notevoli danni alle abitazioni e alle attività produttive, senza avere avuto fin’ora nessun risarcimento.

Da troppo tempo siamo in attesa di vedere attuati gli interventi necessari, al fine di tutelare l’incolumità e la salute dei cittadini.

Purtroppo, da anni registriamo ritardi e inadempienze da parte dell’Assessorato Regionale Ambiente e territorio ed anche dalla Protezione Civile Regionale e Provinciale, ritardi che non trovano nessuna giustificazione.

Se è vero come è vero che dal 10 ottobre 2016 il Direttore della Protezione Civile di Messina Ing. Alfredo Biancuzzo è stato nominato responsabile unico procedimento per gli interventi di messa in sicurezza, ripristino degli argini e rimozione del sovralluvionamento del “torrente Mela”, avendo avuto assegnato una perizia di somma urgenza di 700 mila euro e stiamo ancora aspettando i lavori da fare.!

Stesso discorso si può fare per quanto riguarda la somma di 800 mila euro assegnata alla Provincia Regionale di Messina, responsabile unico procedimento l’Arch. Francesco Orsi, fondi del 2011 dati dalla Protezione Civile Regionale, per mettere in sicurezza il ponte che collega Milazzo a Barcellona P.G. e stiamo ancora aspettando i lavori da fare.!

In ultimo, Le segnaliamo la situazione più importante, a dicembre 2016 il Genio civile di Messina Ing. Leonardo Santoro, con grande impegno ha presentato all’Assessorato Regionale Ambiente e teritorio il progetto per la definitiva messa in sicurezza del torrente Mela, previsto dal Patto per la Sicilia, importo di 5 milioni 970 mila euro da utilizzare entro il 2017, noi stiamo ancora aspettando le relative autorizzazioni da parte della Regione.!

In questo quadro, come comitato Le chiediamo un Suo autorevole intervento nei confronti degli Enti sopracitati, al fine di avere certezze sui lavori necessari per dare risposte concrete agli abitanti dei comuni di Milazzo e Barcellona P.G.

Sicuri di un Suo riscontro, Le porgiamo Distinti saluti.

Milazzo, lì 28 Febbraio 2018

p.il Comitato

(Stefano Maio)




Comitato Bastione: Lettera aperta al Presidente Musumeci

Egregio Presidente,

La presente per ricordarLe uno dei tanti problemi che il SUO GOVERNO REGIONALE dovrà affrontare e risolvere.

E’ il caso della messa in sicurezza del territorio della zona di Milazzo e Barcellona P.G. in prossimità del Torrente Mela.

Negli ultimi anni, (22 novembre 2011 e 10 ottobre 2015) abbiamo subito due eventi calamitosi con la esondazione del torrente Mela, che ha causato gravi danni e fino ad oggi non abbiamo avuto nessun risarcimento, né ci sono stati gli interventi necessari per ripristinare gli argini (BASTIONI), né tantomeno la rimozione del sovralluvionamento del torrente stesso.

Sono trascorsi quarantasei anni dallo straripamento del torrente Mela che ha provocato la rottura degli argini e da allora nulla è stato fatto.




Il torrente rappresenta un grave pericolo per l’incolumità e le salute degli abitanti di Bastione del Comune di Milazzo, ma anche per coloro che vivono nel Comune di Barcellona P.G.

Tutto questo, nonostante ci sono 700 mila euro di somme urgenze della protezione civile Regionale che non sono state finora utilizzate, lo stesso si può dire per le somme di 800 mila euro della Protezione Civile Regionale, assegnata alla provincia Regionale di Messina per mettere in sicurezza il ponte sul Mela che collega Milazzo a Barcellona.

In ultimo, sollecitiamo un  Suo Autorevole intervento per rendere nel più breve tempo possibile esecutivo il progetto redatto dal genio civile di Messina, per un importo di 5 milioni e 900 mila euro che potrebbe dare una soluzione definitiva per il torrente Mela.

C’è tutto un iter amministrativo e relative autorizzazioni che attiene al Suo Governo che bisogna accelerare, se si vuole seriamente dare risposte concrete, al fine di tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini di Milazzo e Barcellona P.G..




Per questo, come comitato Bastione le chiediamo di intervenire urgentemente al fine di rimuovere gli OSTACOLI che bloccano l’ iter degli interventi necessari, per dare concrete risposte agli abitanti di Milazzo e Barcellona P. G..

Restando in attesa di un Suo riscontro, Le porgiamo

Distinti Saluti.

Milazzo lì 18/11/2017

p.il Comitato Bastione

Stefano Maio




Comitato Bastione: Lettera aperta al sindaco a 20 mesi dall’esondazione

La presente per rammentarle che sono trascorsi venti mesi dall’esondazione del Torrente Mela che ha interessato la Via Bastione, e stiamo ancora aspettando la messa in sicurezza del territorio.

Da tempo gli abitanti di Bastione si chiedono se il Sindaco del comune di Milazzo è interessato al problema. Negli ultimi sei anni abbiamo subito due esondazioni che hanno causato ingenti danni, ma finora non abbiamo avuto nessun risarcimento. A tal proposito le ricordiamo l’impegno a suo tempo assunto dalla sua persona per quanto concerne il contributo di centomila Euro assegnati dalla Regione Sicilia da destinare al ristoro dei danni subiti dalla popolazione. La frazione di Bastione sembra abbandonata a se stessa, e nonostante i numerosi proclami di impegno per risanare la situazione del territorio ed ovviare alle problematiche dello stesso, è stato fatto poco e nulla a riguardo.

La Politica Regionale e Provinciale hanno dimostrato di rappresentare il nulla, soprattutto nei confronti della Protezione Civile Regionale e Provinciale, incapaci persino di utilizzare Settecentomila Euro di somme urgenze destinate agli interventi di messa in sicurezza del Torrente.




A tal proposito vogliamo ricordarle che la rimozione del materiale di risulta nel Torrente Mela potrebbe essere riutilizzato per il ripascimento del litorale di ponente antistante alla frazione di Bastione. Litorale che per altro, sembra essere stato dimenticato dalle politiche comunali di ripristino delle zone balneari, in quanto sprovvisto totalmente di cestini per il conferimento dell’immondizia, e privo di alcun tipo di pulizia, tanto che, recentemente è stato teatro di pericolosi roghi.

Cogliamo l’occasione per manifestare l’ulteriore disagio dei cittadini, a causa della mancata disinfestazione del territorio, che rappresenta un serio problema per la salute pubblica. Essendo Bastione, zona periferica circondata da campagne, un intervento in tal senso sarebbe particolarmente necessario.

Sicuri del suo personale impegno per la soluzione dei problemi sopra citati le porgiamo distinti saluti.

Milazzo lì 12/07/2017                               Per il comitato Bastione

Stefano Maio




Come un diritto negato diventa un favore

Come riportato nella lettera aperta al Sindaco del Comune di Milazzo, inviata ad ottobre 2016 dal Comitato Bastione: “Negli ultimi 5 anni (22 novembre 2011 e 10 ottobre 2015) abbiamo subito due eventi calamitosi con zero risarcimenti e nulla è stato fatto finora per mettere in sicurezza il territorio”.

Da allora sono passati altri sette mesi, nel frattempo è stato effettuato qualche intervento di pulizia del torrente Mela ed è stata votata dal Consiglio Comunale l’istituzione di un tavolo tecnico.

Risarcimenti ancora a zero, messa in sicurezza del torrente ancora lontana.

Ma le elezioni regionali si avvicinano inesorabili ed ecco che a Milazzo sono spuntati manifesti di ringraziamento.

E così un diritto è diventato un favore.

formicaDobbiamo ringraziare un consigliere regionale, che per servire i cittadini è pagato 100.000 € netti anno per un totale di 500.000 € in 5 anni, perché a Barcellona, Milazzo e Antillo, i Comuni interessati dall’alluvione del 2015 che hanno subito decine di milioni di euro di danni, sono stati assegnati dalla Regione in totale 500.000 € (a Milazzo toccheranno poco più di 200.000 euro) da utilizzare per l’esecuzione d’interventi manutentivi sull’intero territorio comunale, vale a dire strade, fognature, etc..

Grazie!




Lettera aperta del Comitato Bastione

Dott. Maurizio Croce
Assessore Regionale
Territorio e Ambiente
Regione Sicilia
Via Ugo La Malfa 169
98146 Palermo

e. p. c.           Ing. Calogero Foti
Dirigente Generale
Protezione Civile Sicilia
Via Gaetano Abela 5
98141 Palermo

LETTERA APERTA

Egregio Assessore,
con la presente il comitato Bastione del Comune di Milazzo vuole sottoporre alla sua attenzione l’annosa questione della messa in sicurezza del territorio nella frazione di Bastione.

Come Lei ha avuto modo di verificare, noi negli ultimi anni (22 Novembre 2011 e 10 Ottobre 2015) abbiamo subito due esondazioni del Torrente Mela, che hanno causato notevoli danni e fino ad oggi noi non abbiamo avuto nessun risarcimento.

Solo danni considerevoli al punto che alcune famiglie, avendo avuta distrutta la propria abitazione hanno deciso di non stare più nella frazione di Bastione. Purtroppo a distanza di tanto tempo, terminato il clamore mediatico dell’evento, stiamo ancora aspettando gli interventi urgenti e necessari per scongiurare altri disastri.




In questo quadro, Le Chiediamo di verificare se ci sono o no disponibili i 700 mila euro di somma urgenza della protezione Civile Regionale, per attuare interventi di messa in sicurezza del torrente Mela.

Se ci sono le somme disponibili, non si capisce perché è stato fatto un solo intervento dal 16 novembre al 16 dicembre del 2016, con i mezzi meccanici dell’ESA poi nulla più.

A nostro giudizio, i lavori vanno completati urgentemente se vogliamo dare una soluzione concreta.

Lo stesso si può dire per le somme di 800 mila euro della Protezione Civile Regionale, assegnata alla provincia Regionale di Messina per mettere in sicurezza il ponte sul Mela che collega Milazzo a Barcellona, e a tutt’oggi non abbiamo notizie.

In ultimo, le sollecitiamo un Suo Autorevole intervento per rendere nel più breve tempo possibile esecutivo il progetto redatto dal genio civile di Messina, per un importo di 5 milioni e 900 mila euro che potrebbe dare una soluzione definitiva per il torrente Mela.

C’è tutto un iter amministrativo e relative autorizzazioni che attiene al suo Assessorato che bisogna accelerare, se si vuole seriamente dare risposte concrete, al fine di tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini di Milazzo.

Restando in attesa di un Suo riscontro, le porgiamo
Distinti Saluti.

p. il Comitato
Stefano Maio







Lettera semiseria a “Italia Nostra”

Ho apprezzato moltissimo l’incontro che avete organizzato un paio di settimane fa sulle problematiche del fiume Mela, ma da allora ci sono alcuni nuovi elementi che è necessario prendere seriamente in considerazione.

Infatti, da quanto la nostra qualificatissima stampa locale provinciale ci racconta, il Comitato per l’Aeroporto del Mela si è rifatto avanti per ricordarci, qualora ce lo fossimo dimenticato, che la presunta “necessità” di un aeroporto in zona “MELA” continua a sussistere, e potrebbe ancora essere una grandiosa “opportunità” per promuovere lo sviluppo dell’intera fascia tirrenica della provincia di Messina.





Se poi consideriamo che il gruppo indiano “Panchavaktra” – appartenente al famoso “Fatebenefratelli Group” – è molto interessato all’intero progetto, e che quindi il nostro settore pubblico non sarebbe costretto a scucire il becco di un quattrino, siamo proprio a posto. Se consideriamo ancora che il nostro attuale Governo ha una naturale propensione alle grandi opere, il progetto, assieme a quello per il Ponte sullo Stretto, sarebbe sicuramente un successone.

D’altra parte la costruzione dell’Aeroporto è di così semplice realizzazione che ci si dovrebbe stupire di come non ci sia pensato prima.

In fondo si tratta solo di mandare a gambe all’aria qualche attività florovivaistica.

Gli abitanti di Bastione, alcuni dei quali piangevano all’incontro da Voi organizzato un paio di settimane fa, potrebbero essere facilmente “trasferiti” – ad esclusione dei sordi – in località da definire : sicuramente tornerebbe loro il sorriso.

Le problematiche del fiume Mela, da Voi così ampiamente e scientificamente trattate, sicuramente non sono molto importanti, tant’è vero che il Comitato pro Aeroporto non ha neanche sfiorato l’argomento. Cosa può mai essere un minimo dissesto idrogeologico in confronto ad uno sviluppo economico sicuramente maestoso ?

Un polo industriale così pericolosamente vicino ? Balle ! Vogliamo paragonarlo con un’offerta di manodopera così imponente come quella che serve per la costruzione di un’aeroporto ? Sembra quasi di essere negli anni ’60, quando un’economia disastrata disse di sì a braccia aperte alla costruzione del polo industriale che ora sta maledicendo in tutti i modi.

Presidente Guglielmo Maneri, un consiglio : se con Italia Nostra dovessi avere intenzione di portare avanti qualche altro argomento della stessa importanza, non perdete il vostro tempo. Le vostre tesi non verrebbero recepite neanche invitando gli scienziati del M.I.T. di Boston.








Considerazione sul Piano per l’Assetto Idrogeologico del Torrente Mela.

giuseppe-damico

Il tema della sistemazione idraulica del torrente Mela è di recente attualità in quanto affrontato nel dibattito di Italia Nostra presso PALAZZO D’AMICO. La lodevole iniziativa promossa dall’Associazione ha certo avuto il non trascurabile effetto di stimolare il dibattito sull’argomento in una città sonnecchiante e fatalista.





L’aspetto ingegneristico ha però lasciato a desiderare, e se ciò è comprensibile, vista la platea cui era rivolta la riunione ed il carattere divulgativo del dibattito, non lo è più quando è la Regione a mancare su questo aspetto. In questi casi, infatti, a sintesi dei dati di input ricevuti dalla geologia e dall’idrologia, il documento finale non può che essere la Relazione Tecnica d’Ingegneria Idraulica indicante la modellazione finale di progetto dell’alveo non esondante, che non esiste.

 

Sul sito della Regione, nel Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) – Bacino Idrografico del Torrente Mela (007) e centro abitato di Santa Lucia del Mela, oltre alla esauriente scheda di identificazione del torrente Mela, c’è tutto quanto ha formato oggetto di quel dibattito, ma in forma più approfondita. Vi è riportato infatti:

  • L’inquadramento geografico del bacino idrografico del Torrente Mela;
  • La morfologia del territorio;
  • L’idrografia del bacino nel dettaglio;
  • Gli affluenti e la descrizione dei principali sotto bacini;
  • L’uso del suolo;
  • Il Regime termico e pluviometrico;
  • L’inquadramento geologico;
  • L’assetto geomorfologico dei versanti;
  • Le modalità della circolazione idrica;

il tutto proviene da uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Palermo, incaricati dalla Regione, allora Presidente Totò Cuffaro (detto il mafioso, anche se lui qualcosa ha fatto a differenza di chi, sulla carta, non lo è).





Il P.A.I. analizza il RISCHIO GEOMORFOLOGICO per la redazione delle “Carte della Pericolosità e del Rischio Geomorfologico”, redige il PIANO DEGLI INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO GEOMORFOLOGICO, cita la Circolare regionale n.1/2003, che pare sia stata disattesa in quanto si scopre che  nessun progetto è stato mai  proposto dall’Amministrazione comunale, riguardante la porzione di territorio interna al bacino del Torrente Mela, per cui si è persa la possibilità di accedere ai finanziamenti.

Passa alla “Scelta delle aree potenzialmente inondabili”, e per Milazzo ricorda, in riferimento all’ AVI,  di un evento di inondazione relativo al territorio del Comune di Milazzo provocato dal torrente Mela in data 15/10/1951, senza una precisa collocazione. Procede quindi alla “verifica idraulica degli attraversamenti”, considerando un tratto del tronco fluviale del torrente Mela, compreso tra l’attraversamento della S.S.113 e la foce, per una lunghezza complessiva di circa 4,5 km.

Peccato però che, come dichiarato nella stessa relazione, “Nello studio non è stata presa in considerazione, per carenza di dati, l’interazione fra la corrente fluviale ed il moto ondoso, fenomeno che solitamente riveste grande importanza per la corretta stima dei livelli idrici che si determinano durante le piene nel tratto terminale dell’asta fluviale”.

Successivamente viene redatta la Perimetrazione delle aree potenzialmente inondabili.

Dalla lettura del documento, appare evidente come lo studio idraulico finale, il più importante, perché sintesi tra tutti i precedenti di natura essenzialmente geologica e pluviometrica, dia risultati rassicuranti, smentiti dai fatti accaduti negli anni successivi.

Lascia perplessi l’affermazione secondo cui il tirante idrico si mantiene significativamente al di sotto della quota di imposta degli argini.

Ma gli esperti incaricati insistono nel dire che “gli studi condotti permettono di concludere che gli attraversamenti presenti nel tratto che va dal ponte della S.S.113 fino alla foce del torrente Mela non danno luogo a rischio idraulico.” E tutto ciò con la benedizione del comune di Milazzo che non presenta osservazioni, seppur sollecitato a farlo con la circolare n.1/2003.





E in effetti il PAI si para il colpo anche con le considerazioni finali: “Si osserva, ancora, che occorre sempre tenere sotto osservazione la foce del fiume in quanto, essendo variabile il profilo altimetrico del fondale determinato dalle mareggiate, in seguito a lunghi periodi di magra del fiume potrebbe configurarsi una cosiddetta barra di foce (ossia una duna sommersa) che chiuda parzialmente o completamente il suo sbocco a mare. Se la barra di foce si presenta di grandi dimensioni e stabilizzata per la presenza di vegetazione o sedimenti grossolani, a monte di essa si può determinare un incremento dei livelli idrici del fiume ed un conseguente pericolo di esondazione durante un evento di piena”.

Insomma, da tutta questa vicenda appare chiaro che nel 2003, qualora i Comuni avessero ritenuto di non avere sul territorio di competenza situazioni di dissesto e/o pericolosità di inondazioni, ai sensi della circ. 1/2003 in ogni caso ne avrebbero dovuto attestare l’assenza. Da eventuali inadempienze di codesti Enti, sarebbe derivato un danno alla programmazione regionale in materia anche economica, con il mancato inserimento di accesso ai finanziamenti di cui al P.O.R. Sicilia 2000/2006.

 

A CIASCUNO LE PROPRIE CONCLUSIONI. Le mie sono che:

  • Il PAI è contraddittorio, perché da uno studio scientifico approfondito iniziale trae conclusioni troppo tranquillizzanti nella deludente Relazione Idraulica conclusiva;
  • Le cause e/o aggravamenti di possibili esondazioni vengono però ventilate nelle conclusioni finali PAI (in contraddizione con la precedente dichiarata assenza di rischio idraulico) e non sono state prese in considerazione nemmeno dalle amministrazioni successive al 2003, che avrebbero dovuto quanto meno segnalare e vigilare;
  • Il comune di Milazzo sarebbe stato inadempiente nel 2003;
  • A causa di ciò sembrerebbe essersi perso l’accesso ai finanziamenti POR 2000/2006;
  • Le successive Amministrazioni pare non abbiano mai riferito sulla necessità di manutenzione della foce, la cui duna è causa di esondazioni, in base alle conclusioni del PAI;
  • Oggi si piange, oltre che sui danni morali e materiali di Bastione, sulla mancanza di soldi per l’acquisto del carburante dei mezzi che devono fare la normale manutenzione ordinaria all’interno dell’alveo torrentizio.








Roberto Iraci: Criticità idrauliche e mitigazione del rischio alluvionale

Riportiamo una sintesi dell’intervento del geologo Roberto Iraci al convegno, organizzato da Italia Nostra, “La Fiumara del Mela, dall’emergenza alla salvaguardia del territorio”.

Il titolo dell’intervento è stato: “Criticità idrauliche e mitigazione del rischio alluvionale”.





Partendo dal termine fiumara di cui si caratterizza l’ambiente calabrese e peloritano per la virulenza del suo impatto, Iraci, ci ha fatto notare come bisogna distinguere, nel caso delle alluvioni, tra fattori predisponenti, ovvero tutto quello che riguarda le modificazioni di una zona nel tempo da parte dell’uomo (deviazione del corso, deforestazione, abbandono all’incolto, demolizione delle montagne) e fattori occasionali (la quantità di pioggia che può cadere in un determinato numero di ore nello stesso punto).

Avvalendosi di un grafico di censimento con una curva di probabilità pluviometrica (che calcola la quantità di pioggia in cinquant’anni), Iraci ci ha mostrato come il rischio di alluvioni può essere ridotto, ma non eliminato, perché il fenomeno meteorologico specie negli ultimi anni, si ripete con una violenza che irrompe inevitabilmente anche nelle devastazioni del territorio, a monte e a valle, che negli anni, nei secoli, abbiamo causato ancor prima delle alluvioni.

Anche l’intervento di Iraci si conclude con delle proposte di intervento volte a contenere il rischio di esondazione.

– Risagomatura dell’intero tratto terminale del Mela, non solo con l’ovvia risarcitura degli argini crollati, ma anche con un intervento che ripristini la capacità di portata del canale e renda efficienti tutti gli ambiti di laminazione della portata di piena.

– La messa in opera di una stazione pluviometrica in telemisura localizzata in prossimità dello spartiacque peloritano o comunque nella zona interna, in modo da avere un dato obiettivo e certo dell’attivazione di fenomeni temporaleschi di tipo autorigenerante e conoscere in tempo reale l’intensità precipitazione.

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Italia Nostra. Convegno sulla “Fiumara del Mela”

COMUNICATO STAMPA

“Italia Nostra, facendo seguito all’iniziativa citata, ha inviato al Ministero dell’Ambiente, al Presidente della Regione, agli Assessori al Territorio ed Ambiente ed Infrastrutture, alle relative commissioni parlamentari nazionali e regionali, al Prefetto, ai Sindaci dei Comuni del bacino del Mela,al Genio Civile, alla Protezione Civile, al Dipartimento Forestale ed al Demanio idrico-fluviale la seguente nota:

Italia Nostra  onlus

 Associazione nazionale per la tutela del Patrimonio Storico Artistico e Naturale della Nazione

SEZIONE DI MILAZZO

mail: sezione@italianostramilazzo.it                                sito: www.italianostramilazzo.it

 Sabato 17 dicembre, la sezione milazzese di Italia Nostra ha organizzato a Palazzo D’Amico di Milazzo un incontro sul tema ”La Fiumara del Mela, dall’emergenza alla tutela del territorio”.

Lo scopo che ci siamo proposti era quello di contribuire alla conoscenza delle criticità presenti nell’alveo del Mela, delle cause  e dei sistemi di mitigazione del rischio attraverso un’informazione dettagliata a poco più di un anno dall’ultima tracimazione che ha colpito soprattutto gli abitati delle contrade di Bastione di Milazzo e di Caldà di Barcellona P.G.

Qui vogliamo riportare una breve sintesi degli interventi e soprattutto degli approfondimenti e delle proposte espresse dagli esperti, approfondimenti e proposte che mettiamo a disposizione delle Istituzioni e dei soggetti preposti alla tutela del territorio.





 Nella qualità di presidente della sezione di Milazzo ho aperto i lavori ricordando come il risanamento sia la “grande opera” veramente necessaria al Paese e sottolineando la natura dell’ecosistema del Mela: fragile, trascurato (argini interrotti, fondo sollevato di diversi metri, coltivazioni dentro l’alveo), violentato da interventi dell’uomo (piloni di ponti ferroviari, stradali ed autostradali, gomiti e restringimenti).

Sono seguiti poi proiezioni di filmati e di foto, gli interventi dei sindaci di Milazzo, di Barcellona P.G. e di S.Lucia del Mela, l’illustrazione del progetto che il Genio Civile porterà in Conferenza dei Servizi.

Stefano Maio, presidente del Comitato alluvionati di Bastione: ”IL RACCONTO DELL’ESONDAZIONE”

Il responsabile del Comitato ha denunziato i forti ritardi nell’intervento iniziato solo nello scorso novembre dopo oltre un anno dall’esondazione nonostante lo stanziamento di 700 mila euro per l’emergenza.

Nessuna notizia degli indennizzi alla popolazione mentre decine di abitazioni, le coltivazioni ed un’officina hanno subito seri danni, le strade sono state invase dal fango, il ponte sul litorale è seriamente danneggiato.

”E’ convincimento del Comitato, ha poi detto, voler attuare tutte le iniziative per avere certezza che l’alveo del Mela venga messo in sicurezza con la pulizia del greto e la ricostruzione del muro d’argine caduto nel 1971 !





Cono Terranova, architetto, esponente di  Italia Nostra Milazzo: ”storie di un fiume deviato”

Ha innanzitutto illustrato la deviazione della fiumara effettuata da Federico III d’Aragona nel XIV secolo, in località San Cristoforo, all’altezza del cimitero di San Filippo del Mela, deviazione che, forzandone il corso, ha determinato la peculiarità di questa fiumara rispetto alle altre dell’appennino calabro-siculo. Da allora numerose e frequenti sono state le esondazioni con danni a persone e cose, e gli interventi anche a parziale ripristino dell’antica biforcazione, o di ritorno alla sua attuale deviazione.

Naturalmente i corsi d’acqua sono portati a riprendersi, quando necessario, lo spazio naturale con  conseguenze che poi vengono raccontate e documentate nei telegiornali, nei quotidiani, nei social etc .

Tra le cause delle recenti esondazioni anche la scomparsa dei boschi (deforestazione), le cave, la mancata manutenzione degli argini e poi gli interramenti, le aree rubate al naturale decorso dell’acqua, la sovrapposizioni di infrastrutture, coltivazioni abusive o addirittura concesse, costruzioni abusive ma anche autorizzate, insediamenti produttivi scriteriati, discariche qua e la’. Il tutto condito da incuria e abbandono pressoché totali.

Le esondazioni della fiumara sono il frutto della concomitanza di una natura violentata e di errori strategici da parte dell’uomo. Ma la memoria corta non scoraggia dal proseguire sulla strada dell’avventura (o sventura) con progetti devastanti come quello dell’ Aeroporto del Mela  In realtà, visto il lay-out, si tratta di  Aeroporto NEL Melacon inevitabili decine di nuovi piloni dentro il greto.

Ogni  commento è superfluo: inevitabilmente sarebbe un’ulteriore ”diga” per il torrente.





Davide Gori, dottore in geologia: ”LE CRITICITA’ DELL’ALTO ALVEO”

Prende in considerazione le principali criticità geologiche ed “idrauliche” della parte medio-alta dell’alveo e del bacino idrografico del Torrente Mela.

L’area analizzata ossia la zona di confluenza del Torrente Gilormella e della Fiumara di Santa Lucia è da prendere come esempio generale e le criticità si possono “estendere” anche risalendo verso i punti più alti del bacino idrografico.

L’analisi della Carta dei dissesti N° 5 pubblicata nel Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.), Bacino Idrografico del Torrente Mela (007), Regione Siciliana, Assessorato Territorio ed Ambiente, delle immagini da satellite e dei dati/foto ricavati dal survey di campo lungo l’alveo, hanno evidenziato il pessimo ”status ambientale” della parte alta dell’alveo del torrente Mela.

Gli alvei principali e secondari sono “minacciati” da estesi fenomeni franosi (attivi e quiescenti) prevalentemente di 3 tipologie ossia crollo, colamento rapido ed erosione accelerata.

Tali criticità dovrebbero essere messe in sicurezza così da NON compromettere od alterare, scendendo nell’alveo insieme a depositi di legname, il flusso idrico della fiumara mediante strozzature o “dighe” che rompendosi potrebbero generare pericolosissime onde di piena (flash flood) NON prevedibili o temporizzabili.

Indica poi una serie di interventi operativi (in gran parte già presenti nel P.A.I.) che dovranno chiaramente superare una “verifica di fattibilità” oltre ad avere un’adeguata copertura economica:

  • opere di controllo dell’erosione (es. rivestimenti antierosivi biodegradabili) e di stabilizzazione (es. viminate e palizzate vive) superficiale dei versanti;
  • opere di sostegno (es. ancoraggi), di difesa massi (es. reti) e di drenaggio (es. trincee) dei versanti;
  • opere di sistemazione fluviale quali:
    • controllo del trasporto solido (es. rimozione briglie demolite e realizzazione di nuove dopo adeguato studio sul trasporto solido);
    • difesa dall’erosione (es. gabbionate);
    • riduzione della portata (es. studio per realizzazione di una cassa d’espansione da ubicare in zona Femminamorta).





Roberto Iraci, geologo: ”CRITICITA’ IDRAULICHE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO”

Il Mela è una fiumara:,un corso d’acqua ad elevato angolo di inclinazione, a carattere idraulico spiccatamente torrentizio, ma con un ampio alveo ciottoloso e sabbioso che tende a occupare l’intero fondo valle. L’inclinazione tende a diminuire nella parte medio-bassa del bacino provocando la tendenza al sovralluvionamento; con tempi di corrivazione (tempo necessario perché l’acqua caduta nella zona montana raggiunga una determinata sezione del corso d’acqua a valle particolarmente brevi.

Il tempo di corrivazione del Mela, dalle sorgenti alla foce, è di circa 3 ore e 30 minuti.

I fenomeni di piena più comuni si formano per la trasformazione delle precipitazioni meteoriche in deflussi superficiali. Grande importanza nello studio della piena fluviale riveste non la quantità di precipitazione assoluta, ma quanta ne cade in un determinato lasso di tempo.

Le precipitazioni e soprattutto i nubifragi dovrebbero essere rilevati dai pluviometri, se fossero presenti

nel bacino imbrifero.

I principali punti critici nel tratto terminale della fiumara sono l’attraversamento ferroviario, l’assenza di muro d’argine in destra idraulica tra il tracciato ferroviario e l’abitato di Bastione, gli Insediamenti abitativi in sinistra idraulica all’interno della fascia di sicurezza, l’Interramento delle fasce di sicurezza. Proprio opere moderne come i ponti ferroviari o quello della litoranea hanno messo  in crisi idraulica l’asta fluviale.

Quali interventi mettere in campo per mitigare il rischio alluvionale?

Proposte e spunti

  • E’ urgente una risagomatura dell’intero tratto terminale del Mela con un intervento che ripristini la capacità di portata del canale e renda efficienti tutti gli ambiti di laminazione della portata di piena;
  • Sarebbe immensamente utile, anche ai fini di protezione civile, la messa in opera di una stazione pluviometrica in telemisura localizzata in prossimità dello spartiacque peloritano o comunque nella zona interna, in modo da avere un dato obiettivo e certo dell’attivazione di fenomeni temporaleschi di tipo autorigenerante e conoscere in tempo reale l’intensità precipitazione.





In conclusione sintetizziamo le indicazioni di priorità fatte proprie da Italia Nostra:

  • rimozione briglie demolite e realizzazione di nuove, gabbionate e reti nelle zone di erosione, realizzazione delle casse d’espansione a Femminamorta e a monte del ponte ferroviario,
  • ricostruzione degli argini, rimozione di ogni insediamento al loro interno,
  • realizzazione di una stazione pluviometrica a ”Posto Leoni”,
  • abbandono di ogni progetto ulteriormente invasivo nel greto del torrente come il famigerato AEROPORTO DEL MELA, opera costosa, inutile nell’economia del trasporto aereo ed assai pericolosa per le ragioni sopra esposte.

 

RingraziandoVi per l’attenzione e confermando la disponibilità della nostra Associazione ad ogni forma di confronto e collaborazione nel comune interesse della tutela del territorio e dei cittadini che lo abitano, segnaliamo che le slide ed i filmati proiettati, utili alla completezza degli interventi qui riportati, sono pubblicati sul sito: www.italianostramilazzo.it

Distinti saluti. 

Milazzo, 20/12/2016                                                                       

Italia Nostra – sezione di Milazzo

il presidente

Guglielmo Maneri








Davide Gori: Le criticità dell’Alto Alveo della fiumara del Mela.

Di seguito una sintesi dell’intervento del geologo Davide Gori, tenuto nel convegno, organizzato da Italia Nostra, sulla “La fiumara del Mela. Dall’emergenza alla salvaguardia del territorio’.

Il Focus dell’intervento è sulle criticità dell’Alto Alveo.





Dalla relazione emerge come, gli alvei siano “minacciati” da molti fenomeni franosi che dovrebbero essere messi in sicurezza così da NON compromettere il flusso del torrente mediante pericolosissime strozzature o “dighe” che rompendosi…potrebbero generare pericolosissime onde di piena NON prevedibili o temporizzabili.

Indica quindi come attività prioritari da “programmare” per proteggere gli abitati a valle la “messa in sicurezza dei versanti che si affacciano sul torrente Mela ed affluenti”

In conclusione propone una serie di interventi operativi :

– opere di controllo dell’erosione (es. rivestimenti antierosivi biodegradabili) e stabilizzazione (es. viminate e palizzate vive) superficiale dei versanti;

– opere di sostegno (es. ancoraggi), di difesa massi (es. reti) e di drenaggio (es. trincee) dei versanti;

– opere di sistemazione fluviale quali:

controllo del trasporto solido (es. briglie);

difesa dall’erosione (es. gabbionate);

riduzione della portata (es. casse di espansione).

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