Valorizzare l’area della ex Montecatini senza asservirla ai TIR. Intervento di Italia Nostra

Sabato 7 ottobre la sezione milazzese di Italia Nostra ha effettuato un sopralluogo nella ex stazione ferroviaria e nell’area a ridosso dell’ex Montecatini, oggetto quest’ultima del progetto del “Polo urbano e sviluppo Hub Milazzo”.

I suddetto progetto era stato annunciato un paio di settimane fa dall’Autorità Portuale, e vedeva coinvolti il Centro Mercantile la Caronte e Tourist SpA (proprietaria dalla ex Montecatini) e il Comune di Milazzo.

Il sindaco, Giovanni Formica, aveva però prontamente smentito di aver sottoscritto tale accordo (vedi link), e aveva affermato che “Milazzo non sarà mai terra di TIR”.

Come ricordato da Guglielmo Maneri, presidente della sezione milazzese di Italia Nostra, “tra le righe di questo protocollo (Polo urbano e Hub Milazzo) si legge tra l’altro la previsione di “servizi di intermodalità per passeggeri e merci”, ”servizi interportuali”, ”operazioni di imbarco e sbarco delle merci non solo per le Eolie ma anche per altri porti”, “organizzazione logistica di smistamento”, ”nuova intermodalità”, ”area di interscambio”.

maneriE’ chiaro che tramontato il progetto del centro commerciale, si riaffaccia in quell’area la riproposizione dell’ipotesi di traghettamento del traffico commerciale tra il porto di Milazzo e Gioia Tauro o altro porto tirrenico con il passaggio dei TIR dentro la Città e il conseguente rischio di “devastazione di una rilevante area di archeologia Industriale oggetto di vincolo etnoantropologico apposto dalla Soprintendenza su iniziativa di Italia Nostra, e dell’allora presidente Girolamo Bambara.”

Il destino della ex Montecatini, come di tutte le aree dismesse (ad esempio Mulino Lo Presti ed ex stazione FS ) è fondamentale per il rilancio della città.

Milazzo, a cavallo degli anni ’70, è cresciuta velocemente, si costruiva un palazzo accanto all’altro, occupando tutte le aree disponibili, spesso senza servizi, senza parcheggi, senza aree a verde, senza piste ciclabili…

Le aree dismesse offrono spazi che consentirebbero di riadattare la città alle esigenze degli abitanti.

A Torino teatri, videoteche hanno riempito il vuoto lasciato dalle fabbriche di tram e stabilimenti delle OGM.

A Milano gli ex edifici della Pirelli ospitano l’Università Bicocca.

L’invito fatto da Italia Nostra alle forze politiche è quello di riprogettare l’uso di queste aree in base agli interessi dei milazzesi e non a quelli di qualche gruppo imprenditoriale.

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