Piazza Nastasi. Note da un parco giochi mancato

Domenico (2)

Piazza (o Villa) Nastasi è uno degli ultimi retaggi della città post unitaria. Con il suo perimetro rettangolare, perfettamente allineato al reticolo stradale, questo vuoto rappresenta un isolato anomalo, se confrontato con il soffocante tessuto urbano del centro di Milazzo.

Insieme a Piazza Roma e allo spazio dedicato al monumento a Luigi Rizzo, Piazza Nastasi forma un Parco della Rimembranza “diffuso”. I parchi, o giardini della rimembranza, erano (e in molte città lo sono ancora) aree destinate a verde pubblico con il valore aggiunto della celebrazione delle memorie civiche, nazionali e cittadine.

Oggi, tuttavia, il mezzo busto del Generale Gioacchino Nastasi, Comandate di Brigata sul fronte del Piave nel corso della Grande Guerra, sembra guardare con sconsolata indulgenza lo spazio dedicatogli dalla sua città.

Il monumento al Gen. Nastasi, al centro della “piazza”, spesso oggetto di atti vandalici

Quando ancora le civiche amministrazioni conoscevano bene il significato, letterale e simbolico, della parola decoro urbano, immaginavano la struttura delle città al fine di restituire ai cittadini degli spazi di ristoro immersi nel verde, che prima dell’Illuminismo erano una esclusiva della nobiltà. Piazza Nastasi è stata immaginata come la “villa comunale”, seppur di dimensioni insufficienti per una città importante come Milazzo (almeno ai tempi in cui il suo nome viaggiava per l’Europa e il Mondo grazie ai suoi prodotti). Vialetti, panchine, spazi di sosta, il monumento (prima in bronzo, fuso durante il secondo conflitto mondiale, e sostituito con il marmo) di un suo illustre figlio, alberi e siepi.

Col tempo sono arrivai i giochi per bambini, evoluzione naturale di quel tipo di giardino e segno di rispetto per l’infanzia.

Oggi, da padre di bambini piccoli, confesso che uno dei rari spazi del centro cittadino nel quale l’infanzia milazzese potrebbe trovare anche un solo attimo di divertimento mi mette in una situazione di disagio. E il disagio aumenta enormemente dal raffronto con altre realtà nelle quali il verde attrezzato è un elemento scontato della vita urbana. Spingere un’altalena e guardarsi attorno fa capire che la parola decoro urbano è scomparsa da tutti i radar, soprattuto di quelli che la piazza la sporcano.

Piazza Nastasi è quello che oggi si definisce “bene comune”: bene perché costituisce una piccola ricchezza e comune perché appartiene a tutti, bambini e adulti.

Questo bistrattato bene comune ha lo stesso peso della Marina. Seppur piccolo, lo spazio di Piazza Nastasi contribuisce alla irrisoria dotazione di verde attrezzato e, considerata l’assenza ormai cronica, di visione strategica nella programmazione dei servizi pubblici, necessita di un’attenzione sicuramente maggiore di quella ad essa rivolta. In sostituzione di questo spazio, svolge le sue funzioni di parco per i più piccoli, il fazzoletto con prato artificiale del Centro Commerciale, sempre più surrogato delle città reale. Basta osservare la spensieratezza dei bambini mentre giocano tra giochi d’acqua, casette e scivoli per capire come Milazzo sia in grave ritardo proprio nell’ambito dei beni comuni.

I rifiuti di ogni genere, presenti a pochi centimetri – se non sopra – giochi e panchine, denotano un utilizzo improprio di Piazza Nastasi.

Nelle immagini sopra, 6 marzo 2018, si notano i rifiuti vicini agli spazi di sosta e di gioco (persino uno stivaletto “nascosto” sotto una siepe)

Appunti sparsi per la riqualficazione

Per tale motivo sarebbe opportuno integrare i cartelli di divieto posti agli ingressi (oggi limitati al divieto di introdurre motocicli e animali) estendendoli al divieto di fumo (come aveva proposto il Ministero della Salute nel 2015 e come hanno già fatto molti Comuni) e di abbandonare rifiuti; inoltre sarebbe utile indicare gli orari di apertura e chiusura, oltre a norme di buon senso.

Si potrebbero utilizzare magari i fondi destinati a qualche effimera manifestazione (passeggera) per ridisegnare e riqualificare la Piazza (intervento strutturale) integrando il verde, curare le siepi al fine di migliorare l’effetto barriera ai rumori e allo smog.

Sarebbe necessario, inoltre, integrare i giochi, prevedere uno spazio flessibile al fine di poter ospitare manifestazioni dedicate proprio ai più piccoli, in accordo con le scuole della città: letture all’aperto, spettacoli, lezioni sulla legalità. Per la sicurezza complessiva dello spazio pubblico si dovrebbe migliorare l’illuminazione e prevedere un sistema di videosorveglianza, oltre a qualche periodica visita del corpo di polizia municipale o delle forze dell’ordine, proprio per manifestare come uno degli spazi più rappresentativi della città non sia più abbandonato a se stesso.

Infine, per ripristinare proprio la funzione storica della piazza si potrebbe predisporre e installare un cartello informativo con le note biografiche del generale Nastasi e la storia della piazza, magari messo a sistema con altri cartelli simili da distribuire a Piazza Roma e presso il monumento all’Ammiraglio Rizzo.

La piazza potrebbe essere simbolicamente adottata da una scuola o da un’associazione cittadina con il compito di monitorare la sua manutenzione e il suo corretto utilizzo, restituendo in questo modo lo spazio alla città e ai cittadini.

Una città e i suoi cittadini, i titoli (bandiere arancioni, città che leggono, borghi tra i più belli d’Italia, …), come uno sportivo, deve guadagnarseli sul campo. Occore prima completare un percorso duro e impegnativo coinvolgendo al massimo i cittadini che, alla fine, possono toccare con mano dei risultati. Altrimenti i titoli accaparrati ad honorem non sono altro che dei vessilli vuoti.