Street Art, come opportunità di rigenerazione urbana

Le nostre città, crescono e si sviluppano spesso disordinatamente, senza un filo logico. Si vengono così a creare aree abbandonate, tristi e squallide, oppure aree densamente popolate ma con pochissimi spazi di aggregazione. Periferie, non perché distanti dal centro ma in quanto degradate o prive di spazi di aggregazione da vivere.

In questo caso la street art può essere una grande opportunità di rigenerazione urbana.

Una change per recuperare e vivere le tante periferie.

Questo il tema trattato nel convegno “Street Art – mito storia denuncia sociale” organizzato il 13 maggio a Palazzo D’Amico dal consigliere comunale Antonio Foti, primo firmatario dell’interrogazione, approvata dal Consiglio Comunale a gennaio del 2017, con cui si chiede l’impegno dell’amministrazione su progetti di riqualificazione urbana tramite la Street Art.

Dopo l’introduzione al tema del convegno fatta da Antonio Foti è intervenuta Valentina Certo, storica dell’arte, che ha illustrato i tanti casi di Street Art presenti nella nostra provincia.

A Messina vi sono i murales di MaCa (Manuela Caruso), di Blu (artista italiano segnalato come uno dei 10 migliori street artist in circolazione), le pensiline del tram e le tante opere d’arte realizzate nella zona del porto.

maca

Valentina Certo, che è anche organizzatrice dell’Inumani Festival, tenutosi a Castell’Umberto nel 2015 e nel 2016, ha mostrato le opere con cui si è fatto rivivere il borgo semi abbandonato di Castania.

Castania

Castania

 

A seguire l’intervento di Erika Bucca, sociologa, che esordisce richiamando l’attenzione sulla differenza tra le città rurali, nelle quali le case sono distanti ma le relazione tra gli abitanti intense, e le città moderne in cui negli enormi palazzi le case sono vicine ma le relazioni sono quasi inesistenti.

Questo in quanto gli spazi sono esclusivamente privati e mancano i luoghi di aggregazione.

Pochi spazi di socializzazione ma anche ambiente degradato. L’incuria ed il disordine accrescono il malessere sociale e contribuiscono a far degenerare l’ambiente circostante.

In altre parole, se c’è sporcizia ti senti quasi autorizzato a buttare una sigaretta a terra.

La Street Art è un’occasione per abbellire dei luoghi, combattere il degrado e provare a recuperare spazi di socializzazione.

A Milazzo, purtroppo, le aree da riqualificare non mancano. Erika Bucca fa l’esempio di piazza Peppino Impastato o dell’area del vecchio palazzetto dello sport.

Tra gli esempi di successo in Sicilia, Erika Bucca ricorda la cava di tufo di Mazzara del Vallo, la scuola San Teodoro di Modica Alta, e il Cultural Park di Favara.

Favara Cultural Park

Favara Cultural Park

 

Ultimo intervento quello di Carmelo Allegra, ingegnere, del collettivo Mi_lab, che ha mostrato molti esempi di Street Art realizzati a Genova.

Interventi che sono stati promossi dall’ammistrazione comunale, dalle scuole ma anche da privati, come il caso delle saracinesche dipinte nei vicoli del centro di Genova.

saracinesche

In conclusione, Allegra propone come luoghi di intervento a Milazzo il Mulino Lo Presti e la ex stazione FS. Due edifici che pur essendo centrali sono da anni in stato di abbandono.

mi lab

Le idee ci sono e anche la voglia e la capacità di fare.

Ora la palla passa all’amministrazione, la grande assente del convegno.

Era infatti prevista la presenza dell’assessore Presti e del responsabile dello sportello Europa Mangano, ma entrambi non hanno partecipato al convegno.

Non ci resta che ricordare all’amministrazione la mozione approvata all’unanimità a gennaio dal Consiglio Comunale in cui si chiedeva l’impegno della giunta a:

1 – considerare la Street Art quale soluzione alternativa e/o integrativa nei progetti di riqualificazione e manutenzione degli spazi pubblici degradati;

2 – individuare, attraverso le modalità ritenute più opportune e con i relativi adempimenti burocratici, gli spazi e le area adatte per opere di arte urbana muraria e graffiti;

3 – promuovere e favorire progetti per la realizzazione di opere di Street Art volti alla riqualificazione degli spazi pubblici individuati;

4 – coinvolgere istituti scolastici, associazioni, collettivi e chiunque intenda partecipare allo sviluppo ed alla realizzazione delle opere in oggetto.

5 – di approvare un regolamento comunale per le attività di street arts e writers.

Foto di Nicola Mento

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