Le società di Mutuo Soccorso contestano il nuovo regolamento comunale per le concessioni cimiteriali

Con un documento dettagliato inviato ai consiglieri comunali, Filippo Lo Schiavo, Presidente della “Società Operaia N. Puglisi” contesta il regolamento comunale sul cimitero recentemente esitato dalla Giunta.

Un regolamento che sembra voler mettere “i bastoni tra le ruote” alle società di Mutuo Soccorso, che effettuano a Milazzo l’80% delle tumulazioni, in quanto oltre ad azzerare un iter che già dura da 9 anni, aumenta la burocrazia con nuovi obblighi e costi.

Conoscendo i tempi della nostra burocrazia, alcuni obblighi, rischiano seriamente di non poter essere rispettati.

Ad esempio il regolamento prevede che potranno richiedere l’assegnazione di nuove aree su cui edificare cappelle solo i sodalizi che abbiano una disponibilità di loculi inferiore al numero di seppellimenti effettuati negli ultimi tre anni.

Ma dato che tutte le operazioni di rilascio delle autorizzazioni, costruzioni e quindi nuovamente rilascio dell’agibilità è purtroppo prevedibile che richiedano più di tre anni (fino ad ora non sono bastati 9 anni per ottenere l’autorizzazione), c’è il rischio che le società non possano disporre di alcun loculo in cui seppellire i propri soci.

Riportiamo di seguito una sintesi dei rilievi segnalati da Lo Schiavo ai Consiglieri Comunali:

  1. Il nuovo regolamento interviene, ignorando, smentendo e azzerando l’impegno preso dalla precedente Amministrazione nel 2014 con le Società di Mutuo Soccorso. Accordo giunto a valle di un lungo e laborioso ITER durato 5 anni;

  2. Allunga, in modo considerevole, i tempi burocratici;

  3. Non è dato sapere, come previsto dall’Art. 3 di tale Regolamento, se è e attualmente aggiornata la planimetria del Cimitero in cui sono individuate le aree destinate alle Società di M.S.;

  4. Art. 4 (il più incomprensibile se non il più risibile) NON POTRANNO ESSERE TUMULATE LE SALME DI QUEI SOCI NON COMUNICATE ALMENO TRE MESI PRIMA DEL DECESSO. PER OGNI DECESSO BISOGNA ESIBIRE COPIA AUTENTICA DELLA DELIBERAZIONE DI ISCRIZIONE ALLA SOCIETA’.

Il che, in poche parole significa che:

  • qualunque socio che abbia a defungere nei tre mesi seguenti la sua iscrizione non potrà essere tumulato nella cappella sociale nonostante l’avvenuto versamento della quota d’iscrizione e l’appartenenza a pieno titolo alla Società stessa. LIMITAZIONE INCOMPRENSIBILE e foriera di una grossa problematica, in quanto la salma resterebbe insepolta innescando processi di rivalsa a catena. Infatti, la Società al momento dell’iscrizione, non potrà mai prevedere la data del decesso del socio che, comunque, si sente garantito dalla sua iscrizione salvo poi perdere tale diritto perché è morto entro i tre mesi successivi.
  • Diventerebbe necessario recarsi, in caso di morte di soci, presso un Notaio o agli Uffici Comunali per ottenere una copia autentica del foglio del Registro Verbali in cui è annotata la delibera di ammissione. UNA PRETESA A DIR POCO ORIGINALE in quanto gli Uffici sono già in possesso dell’elenco soci e dei suoi aggiornamenti!
  1. ART: 6. Allo stato attuale, sebbene l’Amministrazione abbia maturato ben tre anni di insediamento non ha mai pubblicato un avviso pubblico contenente il numero di aree che intende assegnare alle Società di M.S. per la costruzione delle Cappelle. Nella delibera del 2014 della precedente Giunta erano già state individuate!

  2. ART. 7. Le Società potranno chiedere l’assegnazione di tali aree ma SOLO I SODALIZI CHE, ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DELL’AVVISO, ABBIANO UNA DISPONIBILITA’ DI LOCULI INFERIORE AL NUMERO DI SEPPELLIMENTI EFFETTUATI NEGLI ULTIMI TRE ANNI.

Ma dato che il tempo necessario per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per la costruzione di cappelle multi posti di circa 700-1000 posti (che l’attuale Amministrazione dimostra di essere lungamente superiore ai tre anni), è ben superiori ai tre anni, fino ad ora non ne sono bastati 9. le Società, con assoluta certezza, sarebbero costrette a subire l’onta di non potere più disporre di alcun loculo in cui seppellire i propri soci.

  1. ART: 16, punto 6. Dall’inizio dei lavori per la costruzione di nuove cappelle il Comune concede 18 mesi per la conclusione dei lavori stessi, pena l’applicazione di una penale di 30 euro per ogni giorno di ritardo. Tale richiesta contrasta con la pretesa di negare l’uso di mezzi meccanici all’interno dell’area cimiteriale per la totale impossibilità di usarli in supporto al cantiere e la conseguente necessità di fare ricorso a semplici mezzi manuali per la realizzazione dell’opera. Pur tuttavia, si impongono termini così restrittivi da poterli ritenere poco credibili. Per elevazioni a quattro piani fuori terra con strutture particolarmente complesse, il termine dovrebbe essere esteso fino a 36 mesi, fermo restando un’ulteriore proroga di 12 mesi, a seguito di circostanziata istanza, senza ulteriori penalità, onde favorire anche una più morbida distribuzione dell’impegno economico.

  2. ART.22, punto 4. Si nota una contraddizione. Gli operatori edili operanti al servizio di privati nell’area cimiteriale sono tenuti al versamento di un deposito cauzionale, anche a mezzo di una polizza fideiussoria dell’importo deciso dal Responsabile dell’Area che gestisce i servizi cimiteriali. Si presume che tale importo debba essere proporzionale all’entità dei lavori e quindi non si capisce come nell’ambito dello stesso articolo il valore fideiussorio sia poi indicato in euro 500.000,00, ritenuto abnorme rispetto all’effettivo rischio di danni.

  3. Dovrà essere prevista anche la concessione di un’adeguata area di cantiere, debitamente recintata onde evitare intromissione di estranei, furti, danneggiamenti etc.

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