Le ragioni della sfiducia

Se il fine era quello di accaparrarsi il consenso dei milazzesi, l’opposizione non poteva scegliere momento migliore per presentare la mozione di sfiducia.

La notizia è infatti arrivata praticamente in contemporanea con le bollette TARI del 2017, un salasso in parte preannunciato ma comunque non gradito, anche perché arriva dopo tre anni di aumenti continui.

Le 17 firme sulla mozione di sfiducia (Magistri, Nastasi, Rizzo, Andaloro, Maimone, Russo F., Russo Lydia, De Gaetano F., Midili, Bagli, Alesci, Saraò, Oliva, Cocuzza, Piraino, Magliarditi e Foti) pur essendo sufficienti per portarla in discussione in Consiglio Comunale, non bastano per ottenerne l’approvazione, che deve invece essere votata favorevolmente da ben 20 consiglieri.

Ne mancano quindi tre, ma potrebbero diventare quattro in caso di decadenza del consigliere Saraò, che avendo intentato causa al Comune rischia di dover abbandonare anzitempo il Consiglio Comunale.
Al di là del risultato, i consiglieri di opposizione, presentando la sfiducia, hanno voluto rimarcare le distanze con l’attuale amministrazione, che viene accusata non solo di mancata applicazione del programma ma anche di totale assenza di dialogo e confronto con i consiglieri e con la cittadinanza.

Contestano come la maggior parte del programma, ad oltre 1000 giorni dall’insediamento, risulti non attuata.

Dall’istituzione dei comitati di quartiere, al tavolo di concertazione per individuare un nuovo modello di sviluppo.

Dalla variante al Piano Regolatore Generale all’installazione di una rete di monitoraggio degli agenti inquinanti, dove non solo è stato perso il finanziamento ma si è rinunciato al ricorso amministrativo.

Dall’immobilità sui temi del porto, sui quali si gioca buona parte del futuro della nostra città, alla mancata valorizzazione del Castello, punto di forza della nostra offerta turistica.

E ancora, il mancato avviamento del servizio di sosta a pagamento, nessuna concreta iniziativa per la salvaguardia dell’ospedale di Milazzo, mancata attuazione del Piano Urbano del Traffico, servizio mensa nelle scuole sospeso da tempo.

In sintesi l’accusa che lanciano al Sindaco e alla sua giunta è quella di mancanza di visione strategica accompagnata da scarse capacità gestionali.

Difficilmente riusciranno però a scalzare l’avv. Giovanni Formica, che dopo aver ottenuto la conferma dell’appoggio dei 3 consiglieri di Forza Italia (Capone, Italiano e Formica del gruppo “Ora Milazzo” link comunicato) può ancora contare sull’appoggio di 13 consiglieri.

Il Sindaco deve però provare a dare una decisa accelerazione all’azione della sua giunta se vuole realizzare nei prossimi due anni, anche solo in minima parte, quanto promesso in campagna elettorale.

Per il momento il risultato ottenuto è quello di aver “spaccato” il folto gruppo di consiglieri di Forza Italia presenti in consiglio comunale.

In sette per la sfiducia, e tre in sostengono a Formica, con quest’ultimi che accusano i colleghi  di partito di aver “tradito” l’amministrazione “per aver ricevuto diversi NO a richieste personali”. Accuse pesanti che, in altri tempi, avrebbero fatto scattare l’intervento dei vertici del partito.

 

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