Cronaca di una mozione. Racconto e note a margine dell’ultima seduta del Consiglio Comunale

Lo scorso 14 novembre, nello stesso giorno in cui sul sito istituzionale del Comune di Milazzo veniva pubblicato il bando di gara per i lavori di riqualificazione delle sedi stradali, con abbattimento delle barriere architettoniche, è andata in votazione la mozione, presentata dal consigliere Antonio Foti, sul concorso di idee per il collegamento tra la via Marina Garibaldi e la scalinata S. Francesco, la cui votazione era stata spostata dopo il rinvio della seduta del 9 novembre.

Si tratta di una mozione a cui siamo particolarmente interessati in quanto segue, e fa riferimento, ad un dossier pubblicato in tre articoli sul nostro Blog nel mese di ottobre. L’occasione, inoltre, è particolarmente importante – come afferma il consigliere Foti in aula – per riprendere il dibattito tra i Consiglieri, l’Amministrazione e i cittadini sul Piano Particolareggiato del Centro Storico, sul Piano Regolatore e, in generale, sulla progettualità di Milazzo. Progettualità e visione di città che – concordiamo con il consigliere Midili – fino ad ora è per lo più mancata, come abbiamo già raccontato da queste pagine.

Nelle dichiarazioni di voto, dopo il parere favorevole di Saraò, arriva l’intervento del consigliere Nino Italiano che dice di non capire il senso della mozione, annunciando l’uscita dall’aula del proprio gruppo con questa dichiarazione: «c’è un progetto già presente nel piano particolareggiato con un iter già definito e che il consigliere Foti ci ripropone». Foti, rispondendo ad Italiano, ha fatto presente che la precedente Delibera del Consiglio Comunale è datata maggio 1997, vale a dire 20 anni fa, e ad essa – il che è palese – nessun seguito è stato dato da allora; inoltre – prosegue Foti, approfondendo il documento presentato in Aula – «…la mozione parla di riperimetrazione dell’area partendo dagli spazi pubblici, al fine di minimizzare espropri e vincoli, per cui, pur ispirandosi a quella di 20 anni fa è completamente diversa».

Il consigliere Alesci annuncia il suo voto favorevole in quanto, al contrario del consigliere Italiano, ritiene che la mozione abbia un senso perchè riprendere un progetto da troppo tempo sopito può stimolare l’Amministrazione su una proposta – quella della riqualificazione del sistema di scalinate tra Lungomare e Borgo/San Francesco – che, qualora potesse essere attivata, rappresenterebbe un fiore all’occhiello per la città.

Il consigliere De Gaetano, a nome dei DEM, considera la proposta apprezzabile ma non nei tempi, in quanto ritiene «…necessaria una valutazione più attenta per verificare cosa è programmabile compatibilmente con la situazione di dissesto del Comune», chiedendo, pertanto, il ritiro della mozione per presentarla in un momento in cui si conoscano meglio le possibilità economiche e, di conseguenza, cosa è possibile realizzare.

Risultato della votazione: 15 voti favorevoli e 4 astenuti (Midili, De Gaetano, Spinelli e Nanì). La mozione è approvata.

 

Fin qui la cronaca della seduta che merita qualche breve considerazione.

Con la discussione sul tema “scalinata” il Consiglio Comunale ha preso atto della Determina del 1997, sconosciuta a buona parte dall’aula, e che, tuttavia, costituisce un elemento della programmazione urbanistica a cui nessuno è riuscito a dare esecutività; l’assenza di esecutività, senza ombra di dubbio, è dovuta alla impraticabilità di un intervento come quello solo appena tratteggiato nel Piano Particolareggiato del Centro Storico.

Come avevamo scritto nell’ultima puntata del nostro dossier (Scalinate: una possibile soluzione), di quella idea occorre recuperare la finalità e non le previsioni dimensionali, ovvero: piuttosto che realizzare una inutile scalinata monumentale, meglio riqualificare il sistema delle scalinate esistente, intervento che, peraltro, nello stesso Piano Particolareggiato era già previsto al di fuori del perimetro del concorso di idee. La considerazione di concentrare un eventuale intervento sullo spazio pubblico è dirimente tra una proposta troppo ambiziosa (e irrealizzabile) e una che, ivece, ha buone chance di essere portata avanti.

Ora la speranza, concreta e non di prassi, è quella che si inizi seriamente a trattare il tema della riqualificazione urbana, con il massimo coinvolgimento dei cittadini e dei professionisti della città, altrimenti tra 20 anni qualcuno, rileggendo la mozione approvata il 14 novembre del 2017, si chiederà (magari su un blog) perché in quaranta anni nessuno sia stato in grado di sistemare 5 scalinate di collegamento tra le due più belle zone della città.

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