Consiglio Comunale, proposta la sdemanializzazione dell’area portuale e di ponente

Di fronte ai consiglieri comunali ad illustrare il PRG (piano regolatore generale) del porto è presente il comandante della Capitaneria Rottino.

Proiettato sulla parete il progetto che prevede il taglio del Molo Marullo e che separa il “porto storico”, destinato a diportismo e navi veloci, dal resto del porto dedicato a navi ro-ro, merci e crocierismo.

molo-marulloUn progetto, realizzato dall’ing. Mallandrino, che trova molte perplessità tra i consiglieri oltre che tra gli operatori.

Il Consigliere Capone richiama infatti l’attenzione su problemi di sicurezza derivanti dall’ingresso attraverso il varco nel Molo Marullo di barche da diporto e di aliscafi.

Il Consigliere Nanì si preoccupa dei lunghi tempi di realizzazione che rischiano di lasciare per anni Milazzo senza porto e si chiede come mai si stia allargando il terminal passeggeri sebbene nel PRG andrebbe spostato.

I Consiglieri Foti e Magistri chiedono se il PRG sia stato discusso e approvato dal comitato portuale.

Domanda a cui risponde il Comandante Rottino, che conferma l’approvazione del PRG.

Magistri di conseguenza torna a chiedere i verbali delle riunioni del comitato portuale, per poter capire quale è stata la posizione dell’amministrazione milazzese sul PRG.

Questa volta a rispondere è il Consigliere Midili, dopo aver affermato che l’approvazione, senza chiedere preventivamente parere al Consiglio Comunale, era stata data l’ex assessore Ciccio Italiano, lancia l’idea di sdemanializzare l’area del porto e della riviera di ponente.

“Dobbiamo riappropriarci del nostro territorio.” E continua affermando “Io sarò accanto a chiunque si impegnerà a far si che le aree vengano sdemanializzate e restituite alla proprietà del Comune di Milazzo, così come è stato ottenuto a Trieste, dove un deputato è riuscito a far inserire un emendamento alla legge di stabilità per la sdemanializzazione del porto vecchio.”

A seguire l’intervento del Consigliere Foti, che, facendo una velata critica al compagno di partito Ciccio Italiano, riconosce come il passaggio in Consiglio Comunale prima dell’approvazione sarebbe stato un atto dovuto.

Ritiene condivisibile e degna di un’analisi più approfondita la proposta di sdemanializzare l’area portuale e la riviera di ponente.

Illustra quindi la sua visione del Porto di Milazzo, fondata essenzialmente su crocerismo e diportismo e traffico con le Isole Eolie.

Per quanto riguarda l’accorpamento con Gioia Tauro ribadisce il fermo no e riconosce che “sarebbe piaciuto vedere una amministrazione più energica contro l’accorpamento. Mentre non esprimo alcun giudizio sulla deputazione che è stata completamente silente.”

Un fermo no anche al taglio del Molo Marullo che “deve rappresentare un braccio della città, collegamento tra la città e il porto storico.”

No alle navi Ro-Ro per il collegamento con la Calabria ma si al commerciale leggero, il cui traffico consentirebbe il reintegro dei lavoratori portuali che hanno perso il lavoro.

Per quanto riguarda il porto Hub per il diportismo, nutre perplessità sul porto in marina e propone Acqueviole, per qualificare quell’area e rilanciare la cantieristica navale.

L’ecoporto in Marina Garibaldi necessita di una viabilità e aree di parcheggio che non abbiamo.

Il Consigliere Antonio Italiano lamenta come sui grandi temi, dall’Ospedale al Porto, è mancata negli anni una programmazione sinergica della città. Vi è stato solo uno scontro tra le amministrazioni che si sono succedute.

“Arriva il nuovo sindaco e riscrive tutto.”

Invita però il Consiglio Comunale ad uscire da queste logiche di parte e imbastire finalmente un discorso duraturo e costruttivo.

Nanì ha fatto presente l’assurdo che la strada di fronte al municipio è demaniale. Un paradosso a cui si deve porre rimedio.

In conclusione il Presidente del Consiglio Gianfranco Nastasi propone che i capigruppo prima del rientro delle ferie producano una Mozione dove si parli di sdemanializzazione e del futuro del porto di Milazzo in un documento più unitario possibile.

sdemanializzazione trieste

Nella foto, dopo l’accordo per la sdemanializzazione del porto vecchio di Trieste (un’area di un milioni di mq) la Serracchiani (Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) il sindaco di Trieste, il Presidente dell’Autorità Portuale, il direttore dell’Agenzia del Demanio, il Comandante della Capitaneria e il responsabile del Genio  civile Opere marittime.

 
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