Stati generali del Castello: La proposta di Italia Nostra

Il contributo di Italia Nostra ai cosiddetti ”stati generali” ha riguardato una visione innovativa del nostro Complesso Monumentale, capace di intercettare fondi europei e al contempo sia attraente quel turismo di conoscenza e di qualità che apporta vantaggi economici alla collettività. L’abbiamo esposta nel Convegno Nazionale del 1 aprile scorso i cui atti sono in corso di pubblicazione e qui ne riportiamo i contenuti.

La Città Fortificata, nelle sue componenti di Città Murata e Castello/Mastio, è un grande museo all’aperto; per questo, proponiamo:

  • la realizzazione del ”museo diffuso della Citta’ Fortificata” per la pluralità di aspetti che contiene;

  • la chiave di lettura dei ”percorsi museali”, intesi sia come percorsi fisici ”di attraversamento” che tematici, tramite i quali è possibile ricostruire una conoscenza completa del Complesso;

  • l’ uso della multimedialità per raccontarne storia, arte, cultura, vita civile, militare, religiosa e amministrativa in maniera attuale e appetibile, superando l’impostazione dei musei realizzati secondo schemi tradizionali, che diventano faticosi e parlano poco.

Il Museo diffuso altro non è che il racconto, attraverso una rete di esposizioni e luoghi, delle trasformazioni e dell’ identità storica, senza sottrarre beni ai luoghi dove sono stati creati e ritrovati, ma riproponendoli con rigore.

I percorsi fisico/museali proposti, corrispondenti a itinerari di visita ricavati dallo studio della storia e della conformazione del bene, sono:

  1. il percorso esterno alla base delle Mura Spagnole, tra la Porta carrabile di S.Maria e quella pedonale dell’Isola;

  2. il percorso sugli spalti delle Mura Spagnole, dal Bastione della Fonderia a quello di S. Maria e fino a quello dell’Isola;

  3. il percorso della via di levante, dalla Porta di S. Maria fino alla Porta Aragonese

  4. il percorso dell’ Annunziata, dalla Porta nell’ antemurale fino al Monastero delle Benedettine

  5. il percorso delle mura meridionali, dal Bastione della Fonderia sino alla Torre di Mezzojorno

  6. il percorso della via di ponente, dalla Porta di S. Maria fino alla Porta Aragonese del Mastio

  7. il percorso circolare intorno alle mura sveve, interno alle mura aragonesi.

Accanto e spesso intrecciandosi con essi andrebbero realizzati dei percorsi tematico/museali :

  1. Il Mastio e la grande corte, valorizzando il Nucleo ”Torre Normanna – Domus – sala Camino”, mettendo in sicurezza e consentendo il cammino sugli spalti, svolgendone il racconto storico tramite ricostruzioni e audiovisivi nelle stanze o nelle celle, riaprendo la Posterla (detta Porta falsa), e così via;

  2. l’itinerario delle Fortificazioni, la cinta bastionata degli Spagnoli, la cinta Aragonese, la cinta turrita sveva e i loro interni, con la ricostruzione dei sistemi di difesa;

  3. il percorso delle cisterne, con i sistemi di raccolta dell’acqua e di autosufficienza per tutelarsi in occasione di assedi e minacce esterne;

  4. la memoria delle carceri, borboniche e poi italiane, nel Mastio e non solo;

  5. il verde con un parco urbano nel terrazzamento esterno tra il Rivellino di S.Giovanni e la via Papa Giovanni XXIII, il Giardino delle Mura sveve o del Novecento, l’ orto botanico della Mola. A ridosso del verde (Rivellino, Giardino del Novecento) possono realizzarsi strutture di ristorazione per i visitatori.

La multimedialità, infine, è la moderna chiave di lettura che può e deve accompagnare i percorsi di conoscenza attraverso fedeli ricostruzioni, racconti filmati, guide e pannelli interattivi, racconti della storia e della vita quotidiana del Complesso e di singole parti. Abbiamo inoltre proposto:

  1. due punti di informazione presso le porte di S.Maria e dell’Isola (mappe, guide, informazioni su altri monumenti cittadini, trasporti, etc);

  2. un Bookshop alle Benedettine per la vendita di pubblicazioni storiche, libri d’arte, riproduzioni di documentazione cartografica, editoria locale;

  3. una Biblioteca multimediale nell’ala est del Mastio per l’approfondimento e la consultazione di testi, portolani, carte militari, filmati.

Per quanto riguarda le attività culturali, la Città Fortificata non ha le caratteristiche per ospitare eventi di dimensioni quantitativamente (numero degli spettatori) e qualitativamente (musica di massa, strutture e inevitabile accesso degli automezzi di servizio) insostenibili per tre ragioni: 1) il rischio di snaturamento; 2) la naturale fragilità e vetustà delle strutture, a partire dal Duomo Antico; 3) le evidenti ragioni di sicurezza.

Altri luoghi della Città Moderna e fuori le mura sono più idonei.

Il Complesso Monumentale può invece ospitare convegni, mostre, eventi culturali, spettacoli musicali e teatrali, purché di dimensioni più contenute. Spazi idonei sono l’ Auditorium nel Bastione di S. Maria, il Duomo Antico, gli Spalti delle Mura Spagnole e del Bastione dell’Isola, il cosiddetto terrapieno Zirilli, il Monastero delle Benedettine, il terrapieno tra le Mura Sveve e Aragonesi, il Cortile del Mastio.

Per queste ragioni, e per far emergere la Città Murata sepolta, chiediamo la cancellazione del progetto di teatro dietro il Bastione dell’Isola e la demolizione dell’obsoleto teatro metallico a ridosso del Duomo Antico.

Infine, sia per le fasi di progetto che per la successiva gestione delle attività (che devono svolgersi per l’intero anno solare), Italia Nostra propone

  1. la costituzione di un ente di gestione sulla base di una partnership tra Comune, Associazioni Culturali qualificate e privati disposti a investire sui beni culturali, che nomineranno i componenti a titolo gratuito. Sarà opportuna la presenza di nominativi indicati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

  2. il reinvestimento degli introiti da sbigliettamento e utilizzo dei locali nella manutenzione, gestione e dotazioni dello stesso Complesso Monumentale.

La Città Fortificata va messa in valore per quello che è, con rispetto e senza snaturarla o deturparla commercialmente, esaltandone ”la grande bellezza”.

C’è bisogno di mettere a punto un progetto forte, organico, e di perseguirlo con coerenza e determinazione; un passo dopo l’altro, certo, ma tenendo ferma una rotta da non smarrire mai.

E’ proprio qui, dov’è il cuore della città antica, dov’è il cuore antico della città moderna, è qui che sono le radici della nostra città del futuro”.

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