Sentieri di Capo Milazzo. Legambiente e Lions firmano un protocollo di intesa.

Oggi, a valle della conferenza di Legambiente a difesa del Boschetto dell’Ancora, è stato firmato il protocollo di intesa tra la sezione di Milazzo di Legambiente e i Lions per la manutenzione e valorizzazione degli antichi sentieri di Capo Milazzo.

La prof.ssa Graziella Giorgianni di Legambiente ha ricordato i campi di volontariato internazionale organizzati, fin dagli anni ’90, da Legambiente, e come tali volontari dedicassero tutte le mattine alla nostra Milazzo consentendo l’apertura di parecchi sentieri.

Poi nel 2008 qualche cosa si è rotto (n.d.r. non furono più messi a disposizione dell’associazione i locali della scuola elementare di Capo Milazzo in cui i volontari alloggiavano).

Dei tanti sentieri, solo quello della manica è ancora completamente percorribile, sugli altri vi sono criticità che li rendono parzialmente fruibile.

Da qui l’importanza della firma di questo protocollo d’intesa, grazie al quale si pongono le basi per ripristinare, dopo dieci anni, i sentieri, assicurando una manutenzione periodica, ricollocando la cartellonistica, e infine con la pubblicazione della mappatura dei sentieri.

Per i Lions di Milazzo sono intervenuti l’avv. Giovanni Siracusa, vice presidente del Lions Club di Milazzo, il dott. Mario Portera e l’avv. Salvatore Picciolo il cui impegno è stato determinante per la definizione del protocollo d’intesa.

L’avv. Siracusa ha sottolineato che anche negli anni passati i service distrettuali e i temi di studio distrettuali trattati sono coincisi con i valori di Legambiente, e ha citato:

Tutela del mare, tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, rischio idrogeologico, paesaggi siciliani violati, mi illumino di meno, arti e mestieri delle tradizioni siciliane.

Un ottimo punto di partenza che speriamo possa portare presto alla completa fruizione dei sentieri di Capo Milazzo.

Una attività a costo zero per il Comune, sulle cui casse non graveranno nemmeno i costi dell’incontro, tenutosi al “Covo del Pirata”, piuttosto che in una sede più “istituzionale” come Palazzo D’Amico, come inizialmente comunicato e come l’importanza degli argomenti trattati avrebbe richiesto.

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