Premiato dal Ministero dei Beni Culturali un progetto di riqualificazione a Barcellona

Pubblicato l’esito di un concorso di idee con l’obiettivo di rigenerare le periferie, promuovendo la qualità del progetto, la partecipazione e il talento dei giovani architetti

 

Non solo scuole nelle cronache architettoniche italiane delle ultime settimane. Quasi in contemporanea con l’esito del bando #suoleinnovative del MIUR un altro Ministero, quello dei Beni Culturali, ha annunciato i 10 progetti vincitori del concorso Periferie 2017.

L’iniziativa, organizzata di concerto tra la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MIBACT e il Consiglio Nazionale degli Architetti, è giunta alla seconda edizione registrando una massiccia partecipazione di comuni: 57 per un totale di 61 proposte. Tra le prime regioni per candidature figura anche la Sicilia.

I progetti partecipanti dovevano essere focalizzati su aree che necessitano di migliorare il proprio decoro urbano, comprese le proposte finalizzate al riutilizzo di arre pubbliche o edifici dismessi. Ammessi anche interventi per aumentare la sicurezza territoriale, per incentivare la mobilità sostenibile e incrementare la dotazione di strutture destinate a servizi pubblici di tipo sociale, culturale, educativo e didattico.

Tra le dieci aree individuate dal bando 2017 era presente anche Barcellona per la quale sono state elaborate 18 proposte, concentrate sul comparto residenziale pubblico (case IACP) di via del Mare. Al momento la proposta prima nella graduatoria provvisoria è quella denominata Zolle Urbane (gruppo di progettazione: Francesco Messina, Fabrizio Ciappina, Giuseppe Fugazzotto, Gaetano Scarcella, Giuseppe Messina, Cacciamani Agnese, Marco Antonio Messina), parte dalla prima e più immediata considerazione sul contesto di intervento, privo – già nella fase della sua prima urbanizzazione – di una dichiarata qualità urbana.

Gli edifici, invariabile del tessuto edilizio, appaiono grigi non solo per la loro intrinseca standardizzazione ma – questo la seconda considerazione – per l’assenza di un disegno dello spazio vuoto che separandoli fisicamente li unisce sotto il profilo organizzativo. Zolle Urbane opera, pertanto, a volume zero ridisegnando lo spazio collettivo tramite il verde, la pavimentazione e dell’arredo urbano. Una proposta di ricucitura che vuole restituire allo spazio pubblico, in questo caso pertinente ad un insediamento residenziale, il suo carattere di accoglienza.

Sopra, studio e ridisegno dei percorsi nel progetto Zolle Urbane, (c) www.concorsiawn.it

Il bando mette a disposizione, per ognuna delle 10 proposte selezionate, un premio di 10 mila euro, mentre le idee divengono patrimonio del Comune di riferimento, il quale – reperite le somme per procedere con le successive fasi delle progettazione – dovrà affidare gli incarichi agli stesi progettisti selezionati.

Il numero dei partecipanti e la natura, ormai ripetitiva, delle problematiche delle nostre periferie ci dicono che esiste un fermento positivo e propositivo si cui le città hanno tremendamente bisogno. La città di Barcellona è riuscita – a costo zero – ad incamerare una proposta progettuale (che ora necessita, certo, dei dovuti approfondimenti) che può aprire il fronte della riqualificazione urbana.

image_pdfimage_print

Commenti chiusi