Movimento NO Inceneritori e RAM: chi a difesa dei cittadini?

LA CONTRORIVOLUZIONE DELLA GENERAZIONE TESTUGGINE

“Le industrie presenti sul territorio non possono più fare profitto a spese dei cittadini, dei lavoratori in primis”, si legge tra le righe dei tazebao comparsi stanotte a San Filippo del Mela e a Milazzo. Un messaggio chiaro e inequivocabile rivendicato dal Movimento No Inceneritori.

E qui casca il binomio ostico, cittadini-dipendenti Ram ed Enel. I lavoratori difatti sono tutti cittadini ma i cittadini ahimè non sono tutti lavoratori così ogni volta che viene messo in discussione il modello di sviluppo di questo fazzoletto di terra gli “ambientalisti” vengono etichettati come primi nemici dell’art. 4 della Costituzione “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, ogni cittadino ha il dovere di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Volendo proprio essere pignoli ci dovremmo chiedere se il polo industriale concorre ancora allo sviluppo della Valle del Mela, e soprattutto se questo sviluppo è sostenibile per il Pianeta. Non volendo essere pignoli invece potremmo chiederci chi e perché mette gli uni contro gli altri (cittadini vs. lavoratori). E’ la stessa domanda che mi sono posta quando la polizia faceva schermo intorno ai comizi di Casa Pound per “difendere” la democrazia, cazzo ma la democrazia sta da questa parte, giratevi no?!

Da una parte c’è chi lavora e difende il proprio diritto a sopravvivere, ad arrivare alla pensione, dall’altra ci sono le cavie della flessibilità del lavoro che intendono vivere, la generazione flessibile, gli Xennial, la generazione testuggine. Gli attivisti del Movimento, che rientrano per lo più nella fascia d’età 30 – 40 anni, rappresentano un campione dalla generazione più colpita dalla crisi economica e dalle riforme dei sessantottini. Nessuno meglio di loro poteva impugnare una lotta tanto tenace e aperta contro un polo industriale con un inceneritore nella manica, come quella che afferma adesso il proprio diritto all’autodeterminazione.
E se in un glossario impolverato autodeterminazione ha significato distruzione sappiate che per questa generazione invece coincide con alternativa e con condivisione.

Gli attivisti per la difesa del territorio non si sono mai battuti per un la chiusura della RAM bensì per la costruzione di un mondo possibile. E in questo mondo non ci sono inceneritori perciò i lavoratori della RAM e i cittadini della Valle del Mela devono lottare fianco a fianco.

COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO NO INCENERITORE

NESCISODDI 1

Perché la gente preferisce vedere due uomini che tengono due pistole piuttosto che due uomini che si tengono per mano?
(Ernest J. Gaines)

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