La Trinità dei Monti di Milazzo. Un’utopia del secolo scorso

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Sono passati esattamente 20 anni da quando il Comune di Milazzo ha chiuso formalmente il lunghissimo iter che a partire dal 1989 (con il conferimento dell’incarico di progettazione) ha portato all’elaborazione, discussione e adozione – nel 1997, per l’appunto – del progetto di massima del Piano Particolareggiato del Centro Storico (PPCS).  Si tratta di uno strumento urbanistico che regola le attività edilizie in una circoscritta porzione del territorio comunale compreso tra il Mar di Levante e la via del Sole, tra quella che oggi è la nuova rotatoria del Porto e i quartieri storici Borgo e Vaccarella. Questa cornice racchiude un comparto importante all’interno del quale sono presenti tutti i principali luoghi della rappresentanza cittadina, innestati su un tessuto urbano consolidatosi prima dell’espansione di Milazzo verso Sud, avvenuta nel secondo dopoguerra.

Il 27 maggio del 1997 il Consiglio Comunale è chiamato a dibattere per dare nuove indicazioni ai progettisti, e approvare, eventualmente emendandola, la proposta di massima del Piano Particolareggiato (presentato, addirittura il 21 maggio del 1993!). Sono 8 i punti che il Consiglio porta in Aula (dalla proposta di un piano del colore dei prospetti, all’acquisizione al Patrimonio Comunale del Palazzo dei Viceré o di Chiese sconsacrate prevedendone l’utilizzo come Servizi necessari al comparto). Al punto 5 del documento consegue un atto di indirizzo, letto e allegato alla delibera finale, dal titolo: “Normalizzazione del collegamento della via Marina Garibaldi con la scalinata S. Francesco esistente sulla via San Francesco di Paola mediante scalinata a larghezza costante”. Nell’atto si offrono ai progettisti alcune indicazioni operative per la realizzazione di un collegamento a scalinata tra la Marina Garibaldi e la scalinata S. Francesco. La premessa del sintetico documento, è chiara: si evidenziava la necessità di contemperare le esigenze di fruizione turistica del complesso Borgo-Vaccarella con una riqualificazione estetica e funzionale della zona. La soluzione progettuale la suggerisce la storia stessa dei luoghi e la presenza di una scalinata (l’attuale gradonata di Vico Galletti) che conduceva al demolito palazzo Ventimiglia, a partire dalla antica palazzata milazzese, affacciata sul Lungomare.

La parte finale dell’atto fissa alcuni indirizzi precisi, necessari per la realizzazione della proposta al fine di renderne impossibile l’eventuale stravolgimento o cattiva esecuzione, forse presagendo una inefficace gestione di una questione così importante. L’idea suggerita è quella di evitare una scalinata “stretta”, prevedendo una vera e propria scalinata scenografica armonizzata, filologicamente, al fronte settecentesco della Basilica del Patrono della gente di mare. Il riferimento più diretto (e ambiziosamente ardito) è quello alla scalinata romana che conduce alla Chiesa di Trinità dei Monti. L’obiettivo di una riqualificazione di alto livello fa ritenere opportuno ai consiglieri proponenti di conferire l’incarico della progettazione attraverso il metodo del concorso di idee, su scala almeno regionale, con la doppia finalità di ottenere qualità del manufatto e valorizzazione delle professionalità emergenti.

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Sopra, uno stralcio della tavola della zonizzazione del PPCS con il dettaglio dei vincoli con il dettaglio attorno alla scalinata di San Francesco

Il Progetto di massima del PPCS viene adottato con 20 voti favorevoli e 2 contrari (vedi Delibera del C.C. n. 91 del 27/05/1997) e l’atto di indirizzo diventa formalmente parte del Piano che, nella sua versione definitiva approvata nel 2002, prevede nell’elaborato della zonizzazione un’area da sottoporre a concorso di progettazione. Di quell’atto di indirizzo non resta che il documento, mentre in anni più recenti la Scalinata e il piazzale di San Francesco sono stati rivisitati con intervento parziale, sul quale risalta la nuova balaustra che imita l’originale e che da poco è stata oggetto di danneggiamento.

La “nuova” balaustra del piazzale antistante la Basilica di San Francesco, danneggiata lo scorso 4 ottobre

Si parla ormai da tempo di ridiscutere la variante al Piano Regolatore, ma sarebbe altrettanto importante – dato il lunghissimo periodo intercorso dalla sua approvazione – aggiornare il Piano Particolareggiato del Centro Storico esaminando cosa si è fatto, valutando se nel frattempo sono emerse nuove criticità, prendendo atto, in sostanza, di come è cambiata questa parte di città negli ultimi quattro lustri e ripartire con soluzioni calibrate e realmente praticabili. Nel caso specifico della Scalinata di San Francesco, in particolare, occorre perimetrare nuovamente l’area da sottoporre a concorso di progettazione inserendo tutto il sistema di scalinate esistenti, aggiornare il censimento delle proprietà catastali, dialogare con la proprietà privata al fine di agevolare soluzioni condivise (compreso l’eventuale esproprio parziale delle aree sulle quali la proprietà non ha intenzione di intervenire direttamente), ascoltare i residenti sulle reali necessità di chi abita quotidianamente attorno a quell’area (aree parcheggio e viabilità, scolo delle acque meteoriche, sicurezza e degrado urbano, accessibilità,…).

Due delle scalinate facenti parte del sistema di collegamento tra il Lungomare e il Borgo che meriterebbero una ridefinizione formale ed estetica

Dato lo stallo ormai prolungato, la riqualificazione urbana meriterebbe – forse – una delega assessoriale specifica, come avviene in moltissime città, perchè in assenza di indirizzi operativi precisi , ma soprattutto condivisi e fattibili, capaci di restituire risultati anche parziali ma progressivi, si perpetuerà lo stato di deregolamentazione che imprigiona tutte le straordinarie potenzialità di Milazzo. In questo potrebbero tornare utili i fondi regionali ed europei e il supporto a vario titolo dei professionisti che hanno a cuore la propria città.

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