Hub Milazzo: gli interventi in Consiglio di Sciotto, Nastasi, Italiano e Foti

Di seguito riportiamo il sunto dei principali interventi effettuati in occasione del Consiglio Comunale Straordinario sul protocollo per il “Parco urbano e Hub Milazzo”.

Il Comandante Sciotto reputa questo progetto troppo vasto per il mero collegamento con le isole eolie.

Ritiene che per gli armatori effettuare il collegamento con navi Ro-Ro tra il continente e Milazzo sia conveniente: “facendo il paragone tra Milazzo e Messina, le navi a Milazzo hanno 20 miglia in meno sia all’andata che al ritorno”. A questi notevoli risparmi si devono aggiungere le spese di pilotaggio necessarie per attraversare lo stretto.

Per questo motivo ritiene che possa celarsi qualche altro fine.

Sciotto continua ricondando che “noi abbiamo avuto armatori che sono venuti qui proponendo il traghettamento tra Milazzo e Gioia Tauro e che avrebbero offerto 7 euro per ogni mezzo che traghettava. Si impegnavano inoltre ad assumere personale a Milazzo”.

“Ho paura che altri armatori non offriranno le stesse garanzie, in quanto stanno già operando da anni nel porto di Milazzo spogliando i posti di lavoro”. Conclude sottolineando che nel porto di Milazzo vi sono oltre 500 posti di lavori, ma i milazzesi impiegati sono solo il 20%.

Lorenzo Italiano, come ex sindaco e rappresentante di Forza Italia si dichiara favorevole. “Gli investimenti dei privati vanno sempre agevolati, mai chiudere”.

E in effetti ricordiamo che tale era la sua convinzione anche durante i suoi 5 anni di amministrazione, quando, quasi in contemporanea, furono aperti il Parco Corolla e il Centro Commerciale Milazzo, svuotando così il centro di Milazzo, mettendo in crisi decine di attività commerciali e intasando l’ingresso dell’asse viario (la rotonda all’uscita dell’autostrada fu realizzata solo successivamente).

Fortunatamente di tutt’altro tenore l’intervento dell’ex sindaco ing. Nino Nastasi, che afferma che “sul territorio il primato appartiene alle istituzioni”. I privati possono ovviamente suggerire soluzioni e opportunità “ma guai a ribaltare i ruoli”.

Fa inoltre notare come il sindaco di Milazzo non poteva firmare il protocollo in quanto non aveva un mandato esplicito del Consiglio Comunale a cui spetta la decisione, essendo necessaria una variante al PRG, e “non una variante da poco”.

Entrando poi nel merito del protocollo “Hub Milazzo” ritiene poco probabile la possibilità di intercettare il traffico dei TIR, ma ritiene che gli interessi degli imprenditori siano su gli 800.000 transiti per le Eolie che vi sono nel porto di Milazzo.

Ricorda che la Caronte & Tourist ha già il monopolio nel porto e se vuole può benissimo portare la biglietteria al Ciantro.

Questo comporterebbe la desolazione del nostro waterfront che in buona parte vive su questi 800.000 transiti. Tutto avverrebbe lì, al Ciantro. Solo nell’imminenza della partenza i pulman porterebbero i turisti all’aliscafo.

Invita infine il Commissario De Simone, a prendere in esame l’ipotesi del Mulino Lo Presti come stazione marittima.

Il consigliere Antonio Foti, si rammarica per l’assenza al dibattito del sindaco, in quanto sarebbe stato un momento di confronto importante.

Riconosce che gli enti locali vivono una situazione di grossa difficoltà e hanno difficoltà a fare investimenti.

Milazzo, ricorda, ha subito due dissesti finanziari negli ultimi anni, e chiaramente ciò implica grosse difficoltà nella programmazione degli investimenti sul territorio.

“Nasce quindi l’esigenza di valutare sinergie ulteriori, con i privati, con l’AP, il Centro Mercantile”. Condivide però parecchi spunti lanciati dall’ing. Nino Nastasi, e ricorda come il progetto di fare del Mulino Lo Presti “La porta del Mare” è un’elaborazione nata dal confronto con la città, con le associazioni ed e largamente condivisa.

Sulla possibilità di realizzare una ZES (Zona Economica Speciale) che includa l’area industriale di Giammoro, pone forti interrogativi dovuti sia all’imminente accorpamento del nostro porto con l’AP di Gioia Tauro che al limite delle due ZES per regione, che finirebbe per avvantaggiare le aree di Palermo e Catania.

Sulle ZES, il commento di De Simone è sintetico e non lascia margini ad equivoci: “il treno della ZES è perso”.

In chiusura di seduta De Simone interviene anche sul Mulino Lo Presti.

Riferisce che nel comitato portuale del 18 maggio 2016 ha fatto presente all’amministrazione, che chiedeva all’AP di acquistare il Mulino Lo Presti, che stanno nell’area portuale ma non in quella demaniale, non è possibile per l’Autorità Portuale acquistare l’edificio.

Riferiva inoltre di aver proposto all’amministrazione di dare in comodato d’uso all’AP parte del Mulino in cui spostare i servizi portuali presenti al molo Marullo.

Il molo Marullo sarebbe stato così dato in concessione per poter prendere introiti con cui pagare i lavori effettuati al mulino.

A seguito di tale proposta, afferma De Simone, l’amministrazione comunale di Milazzo aveva promesso di produrre gli studi di fattibilità.

Conclude dicendo “Io ancora aspetto quegli studi”.

Il Sindaco, con successivo comunicato afferma che assieme all’allora assessore Ciccio Italiano “non abbiamo creduto e non abbiamo dato seguito” alla proposta di comodato d’uso del Mulino avanzata dall’Autorità Portuale.

Così facendo ora è però il comune ad essere in “difetto”. Se Sindaco e Assessore pensavano fosse un “bluff”, sarebbe stato forse più opportuno pubblicizzare tale disponibilità e consegnare all’Autorità Portuale lo studio di fattibilità.

In pratica andando così a “vedere” le carte e mettendo nell’angolo De Simone.

Così, invece, tacendo e rimanendo fermi, nell’angolo è finita l’amministrazione e il porto di Milazzo.

image_pdfimage_print

Commenti chiusi