Depuratore, botta e risposta tra amministrazione ed opposizione

Dopo gli ultimi “non usuali” affidamenti per la gestione del depuratore, per altro effettuati in ritardo (gennaio 2018) o nell’ultimo giorno utile (febbraio 2018), e le successive critiche dell’opposizione (link articolo gennaiolink articolo marzo), ecco un nuovo botta e risposta tra amministrazione e opposizione, sempre sulla gestione del depuratore.

Il Sindaco Formica afferma che in base al report storico dei fanghi biologici di depurazione prodotti dal processo depurativo ed avviati a discarica (report che però non si riesce a trovare nel sito del Comune nella sezione “Amministrazione trasparente” – Informazioni ambientali) la produzione di fanghi del 2017 è mediamente 5 volte maggiore di quella prodotta nel periodo dal 2012 al 2015 e 3 volte di più di quella prodotta nel 2016.

Conclude dicendo che “E’ evidente che se depuri produci fanghi altrimenti no.”

In altre parole prima si depurava molto di meno.

Alla base di questi risultati vi è, sempre a detta del Sindaco, l’aver ”adottato anche un nuovo modello organizzativo per la gestione del depuratore. Per esempio, in passato il gestore forniva anche i prodotti chimici, curava i rapporti con la discarica e addirittura eseguiva le analisi delle acque”.

Quindi separazione tra controllore e controllato.

Immediato l’intervento del consigliere Midili del gruppo “Milazzo Futura”, che, data la “gravità” delle affermazione del Sindaco annuncia la presentazione di un’interrogazione “per avere in aula i riscontri dovuti dal Sindaco in merito agli atti di indirizzo che lui o il consulente hanno fatto agli uffici del Comune, per conoscere cosa sia cambiato nelle perizie condotte dagli uffici, cosa sulla gestione dell’impianto e perché in passato si producevano pochi fanghi ed oggi invece 5 volte di più.

E aggiunge “E’ un obbligo nei confronti della città e della trasparenza che impone una perfetta conoscenza ed eventuali interventi da parte di chi di competenza qualora le parole del Sindaco dovessero sottendere a situazioni poche chiare che non possono comunque essere lasciate come farina in aria e meritano il giusto riconoscimento”.

 

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