Consiglio straordinario su bollette e porta a porta: Molte domande poche risposte

Ad aprire gli interventi è il consigliere Midili che da il benvenuto al dirigente della ragioneria, finalmente presente in consiglio, dopo tre inviti a cui aveva dato “buca”.

Pone sostanzialmente tre domande:

1) Come mai a fronte di un piano finanziario approvato dal consiglio che prevedere bollette per 7.100.000 euro sono state emesse bollette Tari per 7.800.000 euro? Con un aumento di circa il 10%?

2) Come mai i costi fissi sono passati dai 900.000 euro del 2015 a 3.400.000 euro del 2017, con un aumento di oltre il 300%?

3) Come mai le seconde case sono state tassate come se fossero prime case?

Le prime due domande, anche al termine delle 4 ore e mezzo di consiglio comunale, sono rimaste, anche questa volta, senza risposta.

Magistri, a seguire, ha posto l’attenzione sull’aumento delle tariffe e sul peggioramento di un servizio che “spesso è disservizio”.

Il Presidente del Consiglio Giafranco Nastasi ha quindi dato spazio agli interventi del numeroso pubblico.

Parecchi i cittadini che hanno lamentato sia l’aumento significativo delle tasse che il non corretto svolgimento della raccolta porta a porta.

Poi sono intervenuti anche ex amministratori.

Enzo Russo, che ha accusato l’amministrazione Formica di “arroganza e improvvisazione” e ha manifestato solidarietà ai lavoratori della Loveral che “sgobbano” e ricevono anche lo stipendio in ritardo.

A seguire Maurizio Capone, che ha letto l’ordinanza della presidenza della Regione Sicilia del 28 febbraio 2018, con cui il Sindaco sostiene che sia stato imposto ai Comuni l’avvio del porta a porta da inizio marzo.

Il comma 3 dell’art. 4 riporta che “i sindaci dei Comuni che conseguono una percentuale di differenziata inferiore al 65% sono obbligati entro il 31 marzo 2018 a valutare ed attivare ogni azione utile per incrementare le percentuali di raccolta differenziata…”.

Schermata 2018-03-17 alle 14.09.42Contesta di conseguenza l’obbligo perentorio riferito dal sindaco.

Marano nel suo intervento invece sostiene che è mancato il confronto con i cittadini tanto sbandierato in campagna elettorale dal Sindaco Giovanni Formica.

Ritiene sia un fallimento politico, economico e sociale far pagare 500 euro di spazzatura ad ogni nucleo familiare.

Pino, sindacalista della CGIL, parla invece per conto dei lavoratori della Loveral, e rappresenta il disaggio che i lavoratori stanno vivendo, in quanto sottoposti a carichi di lavoro insopportabili, dovuti ad un passaggio al porta a porta che ha definito come “frettoloso”.

Contesta anche il numero delle ore previste nel capitolato d’appalto e fa l’esempio del vetro.

Per il vetro infatti è prevista la raccolta solo 4 volte al mese. Un totale di 16 ore al mese per raccogliere tutto il vetro prodotto: “immaginate gli esercizi pubblici, dove dovrebbero mettere il vetro di una settimana?”

Lamenta che l’amministrazione ha fino ad ora rifiutato di incontrare i rappresentanti sindacali della Loveral.

Ha concluso annunciando che a breve si terrà un’assemblea per capire quali azioni intraprendere, in quanto la ditta ha comunicato che non verrà pagato lo stipendio di marzo.

Il consigliere Foti, parla anche della necessità di realizzare le isole ecologiche, ricordando che secondo il piano della differenziata era prevista l’istituzione di 3 isole ecologiche mobili.

Concorda ovviamente sulla necessità di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, ma per farla bene servono ovviamente gli strumenti adatti, e pone l’attenzione sulla mancanza del CCR (centro comunale di raccolta).

Sottolinea infine come la differenziata richieda un lavoro di informazione e formazione ai cittadini che purtroppo è mancato.

Sindaco, Giovanni Formica, inizia l’intervento con un piccola stoccata al Consiglio, dice infatti di ritenere “molto più stimolanti gli spunti venuti dal pubblico che dai consiglieri”.

Sui ritardi nei pagamenti lamentati dalla Loveral ribadisce che il Comune ha l’obbligo di pagare entro 60 giorni dal ricevimento della fattura e questo viene mediamente rispettato.

Limitatamente solo al mese di novembre riconosce che vi è stato un ritardo.

Ricorda inoltre che, in base alle recenti normative, il costo del servizio dei rifiuti deve essere integralmente coperto da entrata da tariffa.

Questo è una delle cause dell’aumento delle bollette, come anche la chiusura della vicina discarica di Mazzarà che obbliga da tre anni il Comune a smaltire l’indifferenziato in provincia di Catania.

Ribadisce che la differenziata a regime farà diminuire i costi, in quanto conferire indifferenziato in discarica costa 155 euro a tonnellata mentre per l’umido il costo è di 85 euro a tonnellata.

Nella fase di avvio il sistema porta a porta costa di più in quanto c’è un impiego di personale maggiore, rispetto alla raccolta con i cassonetti, ma “più noi differenziamo, più incassiamo e di conseguenza si bilanceranno i maggiori costi del personale.”

Riconosce che il servizio non sta funzionando come dovrebbe.

Ma è fiducioso, in quanto anche nelle zone periferiche i problemi inizialmente erano gli stessi, con il tempo però le criticità sono scomparse.

Consiglio, dirigente della ragioneria, afferma di aver rispettato quanto determinato dal Consiglio Comunale.

Per quanto riguarda la Tari sulle 1.400 seconde case, sostiene che gli uffici hanno chiesto chiarimenti ai contribuenti.

“In mille li hanno forniti e non hanno avuto sorprese in bolletta. Se qualcuno vuole spiegazioni può venire negli uffici e daremo chiarimenti.”

A concludere l’arch. Torre, il RUP che ha redatto la perizia alla base del capitolato d’appalto della raccolta rifiuti.

Ha ricordato che nel 2001, anche allora lui era il progettista, si era passato dallo 0% al 17% di differenziata in soli 6 mesi, ed anche allora l’arrivo al centro del servizio porta a porta causò qualche disservizio.

Snocciola poi i risultati conseguiti nel 2017, vale a dire la media annuale di differenziata salita al 13,7% e il risparmio di 200.000 euro come minori costi di smaltimento.

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