Chiusura delle strutture sportive: botta e risposta tra consiglieri e sindaco in Consiglio Comunale

Il consigliere comunale Simone Magistri è intervenuto sulla chiusura delle strutture sportive parlando di ennesimo atto di forza dell’amministrazione.

Ritiene sia stato un atto grave, una forzatura dei rapporti che un assessore e un’amministrazione dovrebbero tenere con le associazioni per cercare di trovare soluzioni il meno traumatiche possibile.

Cosa che questa volta non è avvenuta”. Continua dicendo che si tratta di “un affronto nei confronti di molte associazioni che grazie all’impegno spesso gratuito hanno consentito a moltissimi giovani atleti di fare sport.”

Se togliamo anche la possibilità di fare sport credo che resti ben poco alla nostra città.”

Conclude dicendo che si tratta “dell’ennesima dimostrazione della frattura ormai insanabile tra l’amministrazione e la città di Milazzo e penso che il consiglio debba iniziare a prenderne atto.”

Midili, a seguire, fa presente che nella delibera n.133 del dicembre 2011, fatta dall’amministrazione Pino, le tariffe erano state quasi azzerate per le associazioni che effettuavano attività senza scopo di lucro, a differenza di quanto riportato in alcuni organi di stampa.

Riconosce la necessità di far pagare le strutture sportive, ma afferma che ci sono i margini per far pagare di meno a chi sviluppa attività sportiva non a fini di lucro.

Portare le tariffe dall’81% al 36% è possibile in quanto tutti gli altri servizi a domanda individuale sono superiori al 50%”.

Conclude dicendo che “la cosa più antipatica è stata chiudere le strutture e costringere i ragazzi, impossibilitati a recuperare le magliette che erano conservate all’interno, a giocare senza divisa con il numero scritto sulla maglietta con un pennarello”.

maglietta con numero

Dello stesso tenore gli interventi di Alesci, che ricorda all’assessore la possibilità di istituire la Consulta dello Sport, e di Saraò.

Il Sindaco, che da qualche mese è sempre presente in Consiglio Comunale, dà la sua “ricostruzione dei fatti”.

A marzo sono state definite le tariffe. “Partivamo da una tariffazione del 2013 (ndr stabilita dal commissario straordinario) che partiva da 25 euro l’ora e che è stata portata a 5 euro l’ora.

Adottata questa deliberazione, prima dell’estate l’amministrazione ha incontrato le associazione sportive, facendo presente che dal mese di settembre sarebbe stato necessario pagare gli impianti.”

Le associazioni hanno presentato le istanze per la concessione degli impianti, ma non tutte hanno effettuato i pagamenti.

Per chi non aveva effettuato i pagamenti è stato dato prima tempo fino all’1 novembre, poi prorogato al 13 novembre.

Questa data era conosciuta da tutte le associazioni.”

A questo punto “o noi mortifichiamo chi si è messo in regola avvantaggiando i morosi, o si fa quello che normalmente va fatto”.

Sostiene inoltre che con le associazioni sportive “il clima non è di rottura e non ci sono rapporti da ricostruire”.

Conclude auspicando che “con l’aiuto del consiglio comunale venga approvato a breve il relativo regolamento.”

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