Antichi Mestieri: Il venditore di carboni

luigi celebre

Fino a pochi anni del tardo dopoguerra da noi, per cucinare, si usava prevalentemente il carbone.

Poi arrivò il gas in bombole che fece tramontare l’epoca dei venditori di carbone.

Ricordo tre botteghe di carbone: una al Borgo,una nella via Riccardo D’Amico e l’altra alla Sena (zona Piazza Perdichizzi).

Quella del Borgo era gestita da “zu Bastiano” ed era in cima alla scalinata che si parte da Vaccarella e termina accanto alla Chiesa del Rosario.

Scalinata intesa “a muntata” che con un pizzico di fantasia ed intraprendenza potrebbe essere valorizzata per mostre all’aperto,mercatino dello usato, dello antiquariato,ecc.

La bottega di zu Bastiano era un piccolo vano che prendeva luce solo dalla porta con tutte le pareti interne ed il soffitto annerite dalla polvere di carbone. La sera e nei giorni bui dell’inverno entrare suscitava una impressione un po’ lugubre.

Il carbone era accatastato in tre cumuli : da una parte quello più appariscente a forma cilindrica, da una altra quello tutto a pezzetti ed a forma di ciotoli ed in un angolo la “ginisa” che era quella più richiesta per fare il braciere in quanto durava più a lungo.

Per pesare vi era una bilancia con due piatti per le piccole quantità ed una stadera per le quantità maggiori.

L’arredo della stanza era una sedia ed un piccolo banco nel quale era posta la bilancia.

Mi raccontava un mio vecchio amico che un venditore di carbone poiché non sapeva né leggere né scrivere (in quel periodo l’analfabetismo era ancora molto alto) annotava i debiti di quelli che compravano a “cridenza con la libretta”indicando con una asticella la lire, con un cerchio le dieci lire. Non mi ha saputo chiarire però come distingueva le varie “librette”.

Forse li distingueva dal colore della copertina o da qualche segno particolare che vi apponeva.

Quando il carbone non si accendeva perché era molto umido le massaie davano la colpa al venditore sospettando che vi buttasse acqua per farlo pesare di più.

Il carbone veniva prodotto sui colli Peloritani e portato a Milazzo, in sacchi, con dei carretti che oltre a rifornire i bottegai di carbone rifornivano quelle famiglie che potevano permettersi di comprarlo a sacchi.

Con l’avvento del gas in bombole scomparvero gradualmente le botteghe di carbone e le madri di famiglia trovarono grande beneficio perché non dovevano perdere molto tempo per l’accensione del fuoco e per controllare che non si spegnesse.

carbonaio (1)

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