Un porto in bilico tra gommato pesante e diportismo

Porto di Milazzo, dopo il giro di interviste e dopo i due consigli comunali straordinari tenutisi a settembre e ottobre, proviamo a fare una sintesi delle posizioni emerse e sui possibili utilizzi.

Quali posizioni sono emerse su “Traffico gommato pesante”, “Crocierismo”, “utilizzo Molo Marullo”, “Diportismo”?

Iniziamo con il “Traffico gommato pesante”.

Questo è uno dei temi più delicati. Da circa 20 anni interessi privati spingono per dirottare a Milazzo almeno parte del traffico dei camion che attualmente attraversano lo stretto da Villa a Tremestieri.

Fino ad ora tutti i sindaci che si sono succeduti hanno cercato di bloccare questo tipo di collegamento. Ricordiamo i consigli comunali tenuti da Pino nel porto (dinanzi al Mulino Lo Presti) nel ’96, ma anche Il blocco dei Tir effettuato nei primi anni 2000 da Nastasi e il recente “no grazie” dell’amministrazione Formica .

Chiaramente sul fronte del no a questo tipo di traffico, che a Messina cercano in tutti i modi di “sbolognare” a Milazzo c’è anche Legambiente.

E’ però molto ampio anche il fronte che vede positivamente questo tipo di traffico. In tal senso si è espresso De Simone, Commissario dell’Autorità Portuale, molti operatori portuali e il Comandante Sciotto.

Questo fronte sembra aver convinto anche il sindaco Giovanni Formica, che pur dicendo di voler bloccare il collegamento via tunnel tra porto ed asse viario, collegamento che consentirebbe ai TIR sbarcati di raggiungere agevolmente l’asse viario, nel consiglio comunale del 29 settembre (http://www.lacittadimilazzoblog.it/dossier/consiglio-sul-porto-sindaco-scacco/) affermava:

Noi no a tutto non lo possiamo dire. Questo lo dico alla politica e anche alla mia maggioranza, si deve vedere cosa dobbiamo fare. Pensando anche a cosa dobbiamo rispondere quando lavoratori perdono il posto, in quanto in questo porto si lavora sempre meno.

Su queste prospettiva non decidere significherebbe far decidere ai privati, Franza in primis.

Loro da tempo hanno infatti individuato un possibile business, hanno già acquistato aree strategiche (ex Montecatini) e aspettano l’occasione migliore per sfruttarle.

Crocierismo

Qui siamo tutti d’accordo. Abbiamo però appreso che anche ampliando al massimo il molo Marullo, non si riuscirà ad accogliere le grandi navi da crociera. Queste però possono anche andare all’ancora (come a accade ad esempio a Santorini) e poi i turisti potrebbero venire sbarcati con i tender.

nave-in-radaE’ però necessario dare continuità all’azione di “richiamo” per le crociere, continuità che è mancata, come detto da Di Sarcina (segretario generale Autorità Portuale).

E’ un lavoro che deve essere fatto “a terra” per rendere la tappa di Milazzo più allettante.

Molo Marullo.

Anche qui tutti d’accordo. Il molo Marullo deve diventare l’anello di unione con la Marina Garibaldi e il centro di Milazzo.

molo-marulloPer cui è da bocciare il progetto alternativo che prevede un taglio del Molo e la chiusura del “porto storico”.

Questa soluzione, a detta degli operatori portuali, non è fattibile anche per motivi tecnici (insabbiamento e onda di risacca).

Diportismo

Ovviamente tutti d’accordo su questa tipologia di traffico. Ma dove?

Il Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale lo prevede nel porto storico.

Legambiente lo propone invece ad Acqueviole, dove avrebbe il duplice scopo di bloccare anche la possibile espansione del traffico gommato pesante.

L’assessore Torre pensa all’Ecoporto in Marina Garibaldi.

La soluzione più probabile è quella di vederlo nel porto storico, come disegnato dall’Autorità Portuale e dove tra l’altro c’è già il porticciolo gestito da “Marina di Nettuno”.

 

Infine un argomento spesso dibattuto è la “cancellata”, una barriera alta quasi due metri che dovrebbe dividere e “proteggere” il porto dal resto della città.

L’Autorità Portuale sostiene sia un obbligo di legge.

Ma se, come previsto nel Piano Regolatore, il porto storico dovrà essere “urbanizzato”, vale a dire ridato alla fruizione della cittadinanza, perché prevedere e realizzare con tanta fretta la famosa barriera divisoria.

Misteri.

Come è un mistero anche il destino del Mulino Lo Presti.

Tutti sono d’accordo sull’importanza di una sua ristrutturazione, ma è fuori dalla competenza dell’Autorità Portuale, e, dato che il Comune di Milazzo non ha i soldi per ristrutturarlo, è necessario trovare finanziamenti.

Persa la grande occasione del Patto per il sud (Masterplan) nel breve e medio periodo però le speranze sono ben poche.

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