QUANDO SI PARTE, QUANDO SI ARRIVA

Cannistra

Per e da Messina i collegamenti sono frequenti, rapidi e non costosi: euro 3,80; 25 corse al giorno, nelle ore di punta ogni mezz’ora circa; da Milazzo primo treno alle 5,54, ultimo alle 22,38, da Messina il primo alle 5,00 e l’ultimo alle 21,04; con una durata di circa 30 minuti, e addirittura di 20’ con gli Intercity (ma in questo caso il prezzo del biglietto raddoppia). Una sorta di metropolitana: comoda. Se fra il centro di Milazzo e la remota stazione ci fossero collegamenti di minibus pubblici sincronizzati e puntuali. Ma non ci sono. E  così spesso si preferiscono i bus di linea che partono dal centro o l’auto.

Per e da Palermo 14 corse al giorno ma non sempre ben distribuite come orari (da Milazzo la prima alle 5,21, l’ultima alle 20,17; da Palermo la prima alle 5,08, l’ultima alle 20,06), al prezzo di € 11,30, che diventa 19,50 per gli Intercity. Ma c’è un “ma”. Per un percorso di circa 200 Km, 3 ore di viaggio (con gli Intercity e alcuni regionali veloci si guadagna mezz’ora). Nello spesso tempo di tre ore le Frecce ti portano da Milano a Roma.

Per Roma, con gli Intercity delle 9,37 e delle 12,19, ci vogliono 9 ore di viaggio, che possono diventare 8 scendendo a Napoli e prendendo –coincidenze permettendo- una Freccia. Se  poi si viaggia con l’Intercity-Notte  delle 21,26 o delle 23,47 la durata si allunga a quasi 10 ore. E la situazione non è diversa per la tratta inversa, Roma-Milazzo.

Collegamenti diretti per le stazioni a nord di Roma non ce ne sono più. Cancellati da tempo il Treno del Sole e il Trinacria su cui tanti nostri fratelli siciliani andarono a cercar lavoro a Milano e Torino. Ora bisogna cambiare a Roma, o Napoli o Salerno (perché Cristo continua a fermarsi dalle parti di Eboli), oppure partire da Villa S. Giovanni, ma senza guadagnarci molto.

Da Milazzo a Milano, seguendo le indicazioni di “Trenitalia” si possono impiegare –nell’anno di grazia 2016- anche 18 ore e 43 minuti, cambiando tre treni (uno alle 4 di notte a Bologna!): si parte alle 12,29 e si arriva alle 7,02. Se invece si parte alle 15,55, si arriva a Pisa con ICN, da lì si va a Firenze e finalmente con un balzo si arriva a Milano alle 9,42: quasi 18 ore.

Ma ci sono soluzioni più rapide: partendo da Milazzo alle 21,26, con un solo cambio a Roma, si arriva a Milano alle 10,29: “solo” 13 ore. Oppure partendo alle 23,47 e cambiando a Napoli si arriva alle 11,55: “addirittura” 12 ore. Come mai “tanto” guadagno di tempo? Non già per una maggiore rapidità nella tratta fino a Roma o a Napoli, ma per la velocità delle Frecce nel centro-nord.

E se ci fosse il Ponte? Cambierebbe poco: il problema vero non è  il collo di bottiglia dello Stretto, ma la intera bottiglia, fra Villa S. Giovanni e Salerno.

Non ci resta che l’aereo, ma è inutile parlare di treni per l’aeroporto di Catania: a quella stazione si arriva, cambiando a Messina, in due ore, o anche tre; e poi da lì bisogna prendere un altro mezzo per l’aeroporto. Meglio il bus, o la propria auto.

Verrebbe veramente voglia di chiedersi: ma se le cose stanno così, se questa è la politica italiana dei trasporti riservata al Sud dai governanti e da Trenitalia, che ce la teniamo a fare una stazione?

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