La città murata al centro dello sviluppo di Milazzo: Convegno di Italia Nostra al Monastero delle Benedettine

alessandro di Bella

Mettere la Città Murata “al centro di un progetto di futuro dei beni culturali ed ambientali” di Milazzo”. Così Guglielmo Maneri, presidente della sezione milazzese di “Italia Nostra”, esordisce al Convegno di sabato 1 aprile scorso su “La Città Murata, non un vuoto da riempire, ma un pieno che va custodito e valorizzato”.

L’enorme afflusso di pubblico in un Monastero delle Benedettine stracolmo impone una riflessione: il Castello, anzi la Città Murata è percepita dai milazzesi come “sede della memoria della nostra identità”, sostiene il Prof. Bartolo Cannistrà, e, allo stesso tempo, l’occasione privilegiata per imprimere un cambio di rotta allo sviluppo della nostra comunità cittadina. Parafrasando Carlo Levi, “il futuro ha un cuore antico”: bisogna ripartire dalla Città Murata per elaborare “una idea forte, chiara e condivisa sul futuro della nostra città”, diversamente si resterà esposti al rischio di promesse mirabolanti di opere e linee di sviluppo non rispettose dell’identità e della vocazione del nostro territorio. Il Prof. Cannistrà ricorda anche la continuità dell’impegno di Italia Nostra per la valorizzazione del Castello e l’opera di vigilanza compiuta per arginare interventi di restauro invasivi, alcuni dei quali risultati, comunque, alquanto discutibili. Ribadisce che solo la Città Murata, per la sua unicità, può essere l’elemento decisivo di richiamo per il visitatore di Milazzo, “la nostra carta vincente per progettare una prospettiva di sviluppo” all’insegna del turismo sostenibile, un turismo di qualità e destagionalizzato in un’ottica non più municipalista ma di un comprensorio che va da Oliveri a Villafranca. “C’è bisogno”, conclude Cannistrà, “di un progetto organico, forte, coerente, condiviso”, da attuare con gradualità nel rispetto della nostra geografia e della nostra storia: “è nel cuore antico della città moderna che sono le radici del nostro futuro.”

L’Arch. Cono Terranova rimarca la necessità di concepire nuove idee per l’organizzazione di un percorso museale come “attraversamento della Città Murata per compiere una visita a passi lenti” di un complesso costruito in 500 anni, un percorso in cui la storia della nostra città possa essere evocata e raccontata. Tale percorso inizierebbe dalla Corte del Castello, “centro ordinatore del nucleo originario del castello federiciano” e, al medesimo tempo, punto privilegiato, per il visitatore, verso l’esterno. Varie, secondo l’Arch. Terranova, le proposte di ulteriore fruizione: riaprire l’interno dell’ex Bastione di Santa Maria per allestirvi un punto informazioni oppure una sala concerti o per proiezioni; recuperare i nomi di strade e contrade interne all’abitato della Città murata; delimitare percorsi pedonali sulle mura per comprendere meglio il significato architettonico e militare dell’intera struttura; allestire giochi didattici e altro, ad esempio sulle meridiane. Un ulteriore percorso tematico potrebbe prevedere il confronto tra i castelli di Siracusa, Augusta, Trapani e Milazzo, tutti e quattro siti su penisole. Tutto ciò per “riempire” di nuovo con visitatori l’abitato della Città Murata, abbandonato a causa dei mutamenti nelle tecniche militari a causa delle quali la popolazione, in caso di assedio, era esposta ad enormi rischi.

Riprendendo la parola, Maneri nota l’importanza della ripresa di un dialogo con le associazioni di volontariato che si sono occupate della Città Murata, sottolineando come vari aspetti della sua identità non sarebbero stati conosciuti senza il loro operato. Maneri rilancia anche sull’apertura della Porta delle Isole e sulla contestuale cancellazione del progetto del teatro in pietra alle sue spalle. Auspica, soprattutto, la collaborazione con la Soprintendenza, per evitare ulteriori forzature ed errori ma sottolineandone anche il ruolo di garanzia: Maneri chiede, in sostanza, che essa sia “più amica della nostra città di quanto non lo sia stata in passato”.

Il Sindaco, l’avv. Giovanni Formica, avverte “l’esigenza di un confronto per avere un’idea condivisa” di fruizione della Città Murata: “Non ci può essere futuro per questo bene se non c’è un’idea di città”. Tuttavia, nota il Sindaco, immaginare un modello di fruizione della Cittadella comporta la valutazione della sostenibilità finanziaria con entrate annue che, al momento, risulterebbero di circa 75000 euro all’anno e con il 36% dei costi di gestione della struttura che, secondo la normativa vigente, deve essere coperto con le sole entrate. Lo stesso sviluppo turistico, alternativa non esclusiva a quello industriale, deve essere collegato ad un’adeguata attività di promozione del territorio per la quale sono anch’esse indispensabili risorse finanziarie adeguate.

In rappresentanza della Soprintendenza, prende la parola la Dott.ssa Mirella Vinci, la quale sottopone la questione del profilo di turista da portare nella Città Murata, all’interno di un mutamento globale della fruizione degli spazi museali.

Conclude il fitto programma il Presidente nazionale di Italia Nostra, Avv. Marco Parini, che ribadisce la necessità di un sano confronto tra Amministrazione Comunale, associazionismo e privato, all’insegna della sussidiarietà, per costruire un modello di sviluppo per la nostra città basato su un turismo sostenibile e destagionalizzato. Auspica, a tal proposito, la costituzione di un gruppo di lavoro pubblico-privato per trovare fonti di finanziamento per fruizione della Cittadella, che divenga un laboratorio di idee in cui “si possa ragionare su un modello di sviluppo diverso da quello perseguito per tanti anni” e con cui costruire concrete opportunità occupazionali.

La Città Murata dovrebbe anche offrire al visitatore dei prodotti e dei percorsi didattici: una possibilità sarebbe costituita dalla creazione di un sistema multimediale con cui raccontare le vicende del sito in relazione alle varie dominazioni che si sono succedute.

Insomma, si sta comprendendo come con la cultura si possa investire per creare reddito. Risulta fondamentale, conclude Parini, “la strategia, non la tattica” per dare un sogno a Milazzo con al centro la Città Murata.

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