Ex pastificio Puglisi: Palazzoni o parcheggio?

A volte ritornano.

Venti anni fa, a seguito del via libera da parte del Comune per la demolizione del vecchio pastificio e per l’edificazione dei tre nuovi stabili, parecchie furono le proteste di chi chiedeva che tutta l’area dell’ex pastificio Puglisi fosse destinata a parcheggi.

Ora, a seguito della recente pubblicazione sul sito del Comune di Milazzo della decisione del commissario ad acta di rendere edificabile anche la rimanente area dell’ex pastificio Puglisi, si sono nuovamente alzati forti cori di protesta.

Questa volta però, a differenza di venti anni addietro, la cosa positiva è che tutti concordano sul fatto che su quell’area non vadano costruiti altri palazzi.

Rimane da capire se vi siano ancora i margini legali per bloccare tale scelta.

Purtroppo da decenni dibattiamo, senza risolverli, degli stessi argomenti.

A riprova di ciò riportiamo di seguito un articolo, a firma di Santino Stracuzzi, pubblicato su “la Città di Milazzo” del 28 aprile 1998, dal titolo

“Palazzoni o parcheggio?”

L’assessore Catanzaro aveva detto: “Ne farò un parcheggio per 3000 autovetture”.

Riferimmo l’intenzione dell’amministratore all’allora consigliere del CDU Gioacchino Puglisi, uno dei proprietari dell’area e a quel tempo all’opposizione.

Ci rispose con fare sarcastico: “L’assessore non sa quello che dice”, tagliò corto.

E il suo capo gruppo di allora, Carmelo Torre, presente a quell’intervista, confermò e anzi rincarò la dose contro quella amministrazione a cui, da lì a qualche mese, gli stessi Torre, Puglisi e tutto il CDU avrebbero dato, a sorpresa, il proprio appoggio.

Da allora ne è passata acqua sotto i ponti. Puglisi, sceso in lista con lo stesso CDU, ma stavolta a sostegno del sindaco, non viene rieletto, ma Pino lo premia affidandogli un assessorato, e non da poco, quello delle finanze.

Puglisi ora siede accanto al collega Catanzaro che aveva avuto quella “strana” idea di adibire a parcheggio la sua proprietà privata.

L’amministrazione, comunque, non parla più di parcheggio nell’area dell’ex pastificio, ma gli concede anche una licenza edilizia nella stessa area. Addirittura il sindaco sostiene adesso che “nella zona esistono già – nel raggio di 300 metri – sufficienti aree di parcheggio”, e quindi “sarebbe inutile concentrare tutte le aree di parcheggio in una sola zona (Gazzetta del sud del 21 aprile ’98).

I consiglieri Antonella Di Salvo e Peppino Codraro, avendo “scovato” tra le carte del Comune un “Piano Parcheggi” adottato nel luglio del 1988 da un commissario ad acta, e reso esecutivo da una delibera del Consiglio Comunale nel marzo del 1992, chiedono che l’area dell’ex pastificio rimanga vincolata a parcheggio e contestano che, con la concessione della licenza edilizia, se ne sia cambiata la destinazione d’uso.

I due fanno rilevare come non si sia tenuto conto degli atti dell’88 e del ’92 sia nel rilascio della licenza edilizia che nel parere richiesto nell’ottobre del 96 all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Invitano pertanto il sindaco ad “annullare in autotutela, la concessione edilizia alla ditta Puglisi”.

Sindaco e assessore competente (Stefano Milioti), confutano ovviamente le argomentazioni di Codraro e della Di Salvo e ne respingono la richiesta.

Pino parla addirittura di “abbaglio” preso dai due in quanto, fra le “carte” consultate, non avrebbero tenuto conto di una successiva delibera del Consiglio comunale (settembre ’88) che, sempre a parere del Sindaco, avrebbe limitato la zona parcheggio “alla sola area libera dall’isolato esistente”.

Ammesso che sia veramente così, non ci pare tuttavia che nella concessione edilizia sia stata fatta salva “l’area libera” degli edifici esistenti, quello che è certo è che la costruzione di due edifici a sei piani toglierà il “respiro” ad una delle poche zone “ariose” del centro cittadino, data anche la contiguità della Villa Nastasi.

Ma di verde nell’area dell’ex pastificio proprio non se ne vuole, considerata la condanna al rogo dell’unica pianta esistente, quella palma che, pur facendo adesso “brutta mostra” di sè per colpa degli “incendiari”, tutta annerita com’è, non sembra voglia darsi per morta. Lì in alto infatti, alla sua sommità, resiste un ciuffo verde.

Ma non solo, è spuntata una nuova foglia che si protende verso il cielo.

Forse è stato il miracolo della Pasqua appena trascorsa, che rinnova il mistero della vittoria della vita sulla morte! Speriamo che almeno di questo si abbia rispetto e che a nessuno venga in mente di ritentare “l’assassinio” della palma.

 

E’ bene ricordare inoltre, che come riportato su “la Città di Milazzo” del 28 gennaio 1998, una settimana prima del via libera per la demolizione del vecchio pastificio e l’edificazione dei tre nuovi stabili, la Soprintendenza ai BB.CC. di Messina aveva inviato al Comune una lettera per chiedere il nome del proprietario dell’area all’interno della quale sorgevano un pozzo ed una senia che si pensava di vincolare.

seniaPurtroppo l’ente si è mosso in ritardo, la lettera della Soprintendenza è datata 12 dicembre, il progetto di demolizione porta la data del 19 dicembre.

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