Dopo il Dissesto rispetto delle regole e trasparenza

Sul dissesto del Comune di Milazzo dove sta la verità? E’ quella tracciata dal sindaco nella recente conferenza stampa? Oppure è quella che contrappongono Midili e Pino?

Noi non abbiamo la presunzione di essere detentori della verità assoluta.

La Pravda (Verità in russo, come il giornale ufficiale dell’Unione Sovietica fino al 1992) la lasciamo ad altri.

Ci limitiamo a riportare quello che siamo riusciti a capire, seguendo la politica milazzese. “La Città di Milazzo” dal ’96 al 2012 ha pubblicato ogni anno una sintesi del bilancio comunale.

Il sindaco Formica, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la dichiarazione di dissesto ha più volte fatto ricorso alle risultanze della relazione ispettiva del dott.Giovanni Logoteto, inviato a Milazzo dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Ma che cosa ha detto di così nuovo il dott. Logoteto da convincere il nostro sindaco e la maggioranza che lo ha sostenuto ad imboccare la strada del dissesto?

Apprendiamo dalla conferenza stampa tenuta dal sindaco, in quanto sul sito del Comune non siamo riusciti a trovare la suddetta relazione ispettiva, che il dott. Logoteto lamenta la mancanza di monitoraggio della riscossione e la presenza di residui attivi superiori a 5 anni, quindi scarsamente esigibili.

Ebbene questo lo aveva anche detto la dott.ssa Margherita Rizza, responsabile della vigilanza e controllo degli enti locali della Regione Sicilia, prima della dichiarazione di dissesto nel 2012 a seguito dell’intervento ispettivo sulla situazione finanziaria del Comune di Milazzo.

Ma lo aveva detto anche il sindaco Filippo Russo addirittura già nel 1994. Allora in un manifesto fatto pubblicare a proprie spese denunciava infatti:

  • Rischio entrate acquedotto;
  • inesistente organizzazione degli uffici di riscossione;
  • non emesse fatture dal ‘91 (vale a dire da 3 anni);
  • credito del Comune che ammontano a 11 miliardi;

manifesto russo 001Quindi questa “rivelazione” di Logoteto era nota almeno da 22 anni.

Sempre Logoteto segnala un costante ricorso ad anticipazione di cassa

Ebbene di seguito è riportato l’andamento del saldo, sempre negativo, del conto del Comune di Milazzo dal 2001 al 2012.

Già con la giunta guidata da Nino Nastasi nel 2004 avevamo toccato i meno 3,5 milioni di euro. Il record però spetta all’amministrazione di Lorenzo Italiano che nel 2008 ha sfiorato i meno 4 milioni di euro.

saldo-2001-2012Anche questa rivelazione non sarebbe dovuta risultare nuova a chi ha seguito la politica negli ultimi anni.

Logoteto denuncia l’esistenza di debiti fuori bilancio per circa 50 milioni di euro

E anche qui ecco Filippo Russo, che, senza bisogno di esperti e task force nel lontano 1994, a pochi mesi dall’insediamento, lui, professore e non politico di lungo corso, si accorgeva che vi erano miliardi di lire di debiti fuori bilancio ed elencava:

– Magnisi per una causa che risale al ’71 (poi la causa si chiuse con un debito di 3.5 milioni di euro);

– Discarica contrada Masseria, con necessarie costose bonifiche e contenziosi con proprietari dei terreni;

– Asse viario, espropri che potrebbero portare le casse comunali a livelli critici

Nel 2012 inoltre, la dott.ssa Rizza invece segnalava 10 milioni di euro fuori bilancio e 12 milioni di debiti in bilancio, totale 22 milioni.

Mentre l’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) nella relazione di chiusura del 2015 riporta 61 milioni di residuo passivo a fronte di 23 milioni di residuo attivo (20 dei quali con anzianità superiore a 5 anni quindi con scarse possibilità di essere riscossi).

Insomma un debito non molto lontano dai circa 50 milioni indicati da Logoteto.

Logoteto segnala infine anche la mancanza di una politica di contrazione della spesa

Spesa che per quasi il 50% è dovuta al costo del personale

 

tabella-costi-personaleSi nota come in buona parte l’aumento dei costi è legato all’aumento del personale “fuori ruolo” passato dalle 70 unità del 2005 alle 175 del 2011.

grafico-costi-personaleMa si evidenzia anche una notevole riduzione dei dirigenti esterni, di cui se ne era fatto un largo uso dal ’95, fino al 2005, per poi arrivare all’azzeramento in conseguenza del dissesto.

Dopo la giunta guidata da Filippo Russo nominare dirigenti esterni diventò la normalità, come era abitudine consolidata nominare numerosi esperti a pagamento.

Quello che abbiamo capito è che anche su quest’ultimo punto Logoteto ha detto poco di nuovo.

Come dicevamo nell’articolo pubblicato su “la Città di Milazzo” a giugno del 2012, “anni di inadempienze politiche hanno condotto allo sfacelo economico del nostro Comune.”

Concordiamo sicuramente con il sindaco quando afferma che è necessario “muoversi in maniera diversa rispetto al passato”, e riteniamo che per il risanamento sia fondamentale, come da lui sottolineato, “il rispetto delle regole”.

Ma in ogni opera di risanamento è fondamentale anche il controllo, come anche ci ha insegnato lo “scandalo assenteisti”, e per il controllo è necessaria la trasparenza.

La metafora del Comune “casa di vetro”, tanto cara in campagna elettorale ma poi puntualmente dimenticata, dovrebbe finalmente diventare realtà.

La verità (Pravda) senza trasparenza (Glasnost) diventa un atto di fede, che in politica è fuori luogo.

Suggeriamo all’amministrazione di iniziare il nuovo corso pubblicando, come ha già fatto in passato l’Organo di Liquidazione Straordinario, l’elenco completo dei debiti che noi cittadini di Milazzo dovremo pagare.

Pagheremo, ma almeno vogliamo sapere chi stiamo pagando e per quale motivo.

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