E’ dissesto. Il Consiglio Comunale

La seduta del Consiglio Comunale dell’8 novembre 2016 inizia poco prima delle 20, con il sindaco Formica che legge la delibera del dissesto.

Il pubblico c’è, circa 20 persone, come non accadeva da anni.

dissesto-aulaConclude il suo intervento, vale a dire la lettura della delibera che chiede al consiglio di votare il dissesto, dopo circa 5 minuti.

Intervengono quindi i consiglieri, inizia Midili, che chiede vengano illustrate le cause del dissesto.

E in effetti se non si conoscono le cause come si possono fare le correzioni?

Sostiene Midili che le cause del dissesto non sono state indicate né nella relazione di Logoteto, nè in quella dei revisiori dei conti, e sostiene: “A me interessa sapere perchè le generazioni fino al 2042 dovranno pagare debiti fatti da altri.”

Inoltre rileva come il totale dei debiti rilevati dai revisori dei conti differisca significativamente da quelli presentati in commissione dagli uffici comunali.

E chiede il perchè di tale anomalia.

Si dice sorpreso della facilità con cui i consiglieri Alesci e Maisano si sono convinti della necessità di dichiarare il dissesto e commenta: “tra l’altro la corte dei conti che nel 2015 non aveva chiesto di dichiarare il dissesto prima lo aveva richiesto”.

Inoltre ricorda che “tra i parametri che definiscono un Comune deficitario ci sono le esecuzioni forzate di qualsiasi natura”, e chiede ai revisori: “come mai avete accertato che non esistono procedure forzate per questo ente, mentre sono soggette ad esecuzione forzata il vecchio macello e il mulino Lo Presti?”

“L’errore è evidente. Il parametro era sforato, e il Comune doveva essere nuovamente ente strutturalmente deficitario.”

In sintesi le domande che pone ai revisori sono:

  1. Come mai dati discordanti sui debiti fuori bilancio tra i dati dei revisori e quelli forniti dagli uffici comunali?
  2. Esistono, ed esistevano nel 2013 esecuzioni forzate?

Interviene il consigliere Simone Magistri

Pone l’attenzione sull’anticipazione in base al DL n.85 con cui nel 2016 si è iniziato a pagare debiti, facendo presente che alcuni creditori sono stati pagati al 100% e altri invece avranno decurtato il credito al 60%, creando una grave disparità.

Ricorda che il 27 luglio il sindaco all’audizione della Corte dei Conti aveva detto che nel giro di qualche settimana si sarebbe votato dissesto. Si è invece arrivati al voto dopo oltre 3 mesi.

Rileva parecchie differenze anche tra relazione Logoteto e quella dei revisori dei conti, per cui si chiede il perchè di allegare alla dichiarazione di dissesto una relazione che lo stesso Logoteto aveva dichiarato essere provvisoria e incompleta e in contrasto con quella dei revisori.

Chiede di capire quali siano le differenze che ci sono state tra aprile 2016 quando si insisteva sul piano di riequilibrio e ora che si chiede il dissesto.

Segue l’intervento del consigliere Piraino

Anche lui dice che non sono indicate le cause ma solo gli effetti.

Ma soprattutto non capisce cosa è avvenuto dal 2015 ad oggi.

“A dicembre abbiamo dovuto deliberare il pagamento di 8.400.000 di euro (ndr. fondi DL 78/2015 decreto sblocca pagamenti), per pagare il 100% del credito ad alcuni fornitori. Sarebbe stato più corretto aspettare la certificazione di tutti i debiti fuori bilancio, invece di creare tale squilibrio.

Tali fondi sono stati accreditati a dicembre 2015, ma il primo pagamento viene fatto ad aprile del 2016, poco prima del tentativo di riequilibrio.

A maggio, nel tentativo di portare avanti il piano di riequilibrio, vengono inviate le prime lettere ai creditori con la richiesta di riduzione del credito 65% pagabili in 10 anni, mentre negli stessi giorni ad altri creditori venivano pagati altri crediti subito e al 100%.”

E aggiunge: “Ad oggi risultano pagati circa 7.300.000 euro.

Visto che era evidente che oramai non si poteva più fare riequilibrio perchè sono stati pagati?”

Inoltre, si chiede “E’ possibile che un comune paghi 1 milione di euro anno di parcelle ad avvocati?”

Il revisori rispondono con Magistri che sostiene che le procedure esecutive risultavano sospese nel 2013, non solo quella del Mulino Lo Presti ma anche sul Macello.

Per quanto invece riguarda i debiti fuori bilancio 44 milioni di euro fuori bilancio e circa 11 milioni di passività potenziali, da loro riportati nella loro relazione è quanto è stato riferito dai dirigenti comunali.

Midili, fa presente ai revisori che il mulino Lo Presti non è mai stato svincolato dal Tribunale, in quanto il giudice non si è mai pronunciato sull’argomento. Stesso sul Macello, anche lì il giudice non ha ancora formalizzato la decisione, per cui entrambi le procedure esecutive risultano attive.

Di conseguenza, sostiene che il parametro è stato sforato, in quanto fino a quando il giudice non si esprime la procedura non è sospesa.

Presenta inoltre una mozione in cui richiede di allegare il dettaglio dei debiti forniti dall’ufficio contenzioso, che a questa data risultano più di 44 milioni di euro, e più di 11 milioni di euro.

Piraino si sorprende come il consigliere Alesci, che prima era nettamente contrario al dissesto, nella prima commissione utile, “ancora dovevamo guardare le carte e lui ha dichiarato di aver cambiato idea affermando che ora il dissesto c’è.”

Sindaco risponde a Piraino, affermando che non conosce i tempi dei pagamenti. “Evidentemente uno aveva un debito riconosciuto e l’altro un debito fuori bilancio.”

Midili presenta la richiesta di emendamento (con 8 firme) per inserire nella delibera anche il dettaglio dei debiti fuori bilancio.

9 voti favorevoli, 2 astenuti, 15 contrari. L’emendamento è bocciato.

Avevamo auspicato una maggiore trasparenza, ma si parte male.

Si passa quindi alle dichiarazione di voto sulla delibera del dissesto, intervengono Midili, Andaloro, Antonio Italiano, Alesci, Foti, Magistri, Cocuzza, Piraino, Sindoni, Rizzo

Da notare che il Consigliere Cocuzza, in un breve intervento, invita il sindaco a riconoscere che ha sbagliato a negare il dissesto.

 5 astenuti 2 contrari 22 favorevoli. Il dissesto è approvato.

Astenuti: Magliarditi, Piraino, Coppolino, Bagli, Magistri

Contrari: Andaloro, Maimone

image_pdfimage_print

Commenti chiusi