Crocetta: Addio proroga. Milazzo: Addio porto.

porto-puffIl Governatore Crocetta, dopo avere annunciato che le speranze di ottenere la proroga dal ministro Del Rio sono quasi nulle, e che quindi è inevitabile l’accorpamento con Gioia Tauro, prova, in perfetto politichese a rilanciare e afferma: “Il problema non è il rinvio o no, perchè se otteniamo il rinvio ma a condizioni sfavorevoli è come se non lo avessimo ottenuto. Il problema non è l’Autorità Portuale ma il ruolo dei nostri porti. E’ necessario rinegoziare i diritti di Messina e Milazzo.”

Conclude affermando che “I soldi di Milazzo e Messina devono rimanere nei porti di Messina e Milazzo.

Ottima intenzione, ma nei fatti, con l’inevitabile accorpamento con Gioia Tauro, sono solo parole al vento.

Di fronte ad un porto come quello di Gioia Tauro, “affamato” di soldi (da 4 a8 milioni di euro di perdite anno) e di lavoro (oltre 400 cassi integrati), diventano poca cosa i nostri investimenti e i nostri 20 portuali rimasti senza lavoro.

Ieri il Consiglio Comunale di Messina, ha definito una scelta fallimentare quella dell’accorpamento con Gioia Tauro.

Antonella Russo, consigliera comunale del PD, chiede che “vengano mantenuti gli impegni presi con l’attuale Autorità Portuale, vale a dire gli interventi delineati con il Patto della falce, riqualificazione della cittadella fieristica, il porto di Tremestieri. ”

Reclama inoltre che la sede gestionale sia Messina e a tal fine si auspica l’intervento della deputazione nazionale e regionale.

Fondamentalmente la richiesta è quella di “mantenere l’autonomia finanziaria dell’Autorità Portuale di Messina, quindi che i soldi che si producono a Messina si spendano nel porto di Messina.”

Giusto diciamo noi, ma va precisato che il porto di Messina da solo è in deficit, vale a dire spende più di quanto incassa.

Ad essere notevolmente in attivo è il porto di Milazzo, che, grazie ai 9 milioni annui di tributi prodotti dai pontili della Raffineria, fa andare i bilanci dell’Autorità in attivo di circa 5 milioni anno.

Era presente al dibattito tenutosi nel consiglio comunale di Messina anche il deputato regionale Picciolo, che, tra le righe, prova a legare il Si al referendum con il tema della portualità.

Non abbiamo invece notizia di alcuna dichiarazione su tale argomento del “nostro” deputato nazionale, Tommaso Currò. Eppure era sul palco a fianco del sindaco Giovanni Formica, quando quest’ultimo, nei comizi elettorali, sosteneva che il futuro di Milazzo passa necessariamente dal porto.

Era distratto allora? E’ distratto ora?

L’unica cosa certa è che sarà a Milazzo lunedì 14, ,ma non per parlare del porto, e nemmeno dell’ospedale che stanno pian piano smantellando, ma sarà accanto al sindaco per sollecitare il SI al referendum costituzionale.

Insieme a lui tutti gli altri grandi assenti sui reali problemi di Milazzo, vale a dire Laccoto, Faraone e Bellanova.

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