Il 2017 e le strategie, spesso subite, di sviluppo

Cosa è stato il 2017 per Milazzo?

Di seguito una breve carrellata di progetti che avrebbero potuto cambiare, nel bene o nel male, il volto di Milazzo.

Molti di questi sono “calati dall’alto”, in base a strategie di sviluppo che vedono il nostro comprensorio come un’area da sfruttare per installare ciò che altrove non vogliono. Gommato pesante, inceneritore, aeroporto…

Sapremo resistere a queste continue “pressioni”?

Hub Milazzo: il titolo dell’editoriale de “la Città di Milazzo” del 28 febbraio 1998, circa venti anni fa, a firma di Bartolo Cannistrà, era “Franzàpoli”. L’interesse del gruppo Franza per l’area della ex Montecatini, la partecipazione nel Centro Mercantile, l’acquisto di alcuni fabbricati in zona Acqueviole, il tentativo nel ’96 di attivare il traghettamento tra Milazzo e Gioia Tauro, facevano trasparire la volontà di utilizzare Milazzo e tutte le aree suddette come terminale per il traghettamento del gommato pesante. Come già detto da Cannistrà 20 anni fa tale progetto “ha assunto l’andamento di un fiume carsico, si è inabissato, sparendo dalla vista di tutti, ma continuando a scorrere sotto terra, finchè non tornerà a diventare visibile quando sarà prossimo alla foce”.

Nel 2017, con la proposta di Hub Milazzo il progetto è tornato a galla più forte che mai, appoggiato dall’Autorità Portuale, e da buona parte dei politici “Genovesiani” milazzesi, ma per il momento è stato respinto. E’ stata vinta una battaglia o la guerra?

Porto: a lungo fermi i lavori alle banchine le uniche opere che procedono senza sosta e sono prossime al completamento sono quelle di recinzione del porto. Nessuna notizia del porto di Giammoro, la cui realizzazione era stata aggiudicata alla Ricciardello Costruzioni nel lontano 2012. Il 2018 porterà al tanto temuto accorpamento con Gioia Tauro. Contavamo poco quando eravamo solo con Messina, figuriamoci ora che nell’Autorità Portuale vi saranno 7 porti, tutti in deficit tranne quello di Milazzo.

Mulino Lo Presti: tutto fermo, come negli ultimi 16 anni. Da quanto riferito in Consiglio Comuanle dal commissario dell’Autorità Portuale di Messina De Simone, l’amministrazione Formica aveva chiesto all’Autorità di acquistare il Mulino, la controproposta del commissario era stata di ricevere in comodato d’uso parte del Mulino in cui spostare i servizi portuali presenti al molo Marullo.

Il molo Marullo sarebbe stato così dato in concessione per poter prendere introiti con cui pagare i lavori effettuati al Mulino (come se gli 8 milioni di euro l’anno di incassi fatti con il porto di Milazzo non fossero sufficienti per effettuare i lavori necessari a trasferire gli uffici).

Non se ne fa comunque niente in quanto l’amministrazione Formica dice che non abbiamo creduto e non abbiamo dato seguito alla proposta”.

Area marina protetta: La domanda sorge spontanea: Che fine ha fatto?

La davano per imminente già l’anno scorso, prima del referendum costituzionale. A settembre di quest’anno è arrivato il parere favorevole della conferenza unificata stato-regione. La sottoscrizione del decreto da parte del ministro dell’ambiente avrebbe dovuto essere una formalità, ma fino ad ora non è arrivato Tra tre mesi ci saranno le elezioni, probabilmente cambierà il governo, che fine farà l’area marina protetta?

Aeroporto del Mela: lunedì 9 gennaio 2017 (link articolo ) l’ing. Panchavaktra si presenta in Consiglio Comunale, in un’aula piena di consiglieri, deputati nazionali, deputati regionali e folto pubblico.

Il progetto non si è visto, però sono stati tanti i si incondizionati, dell’ex onorevole messinese Vincenzo Garofalo, del Presidente del Consiglio Comunale di Barcellona, Giuseppe Abbate, di Giuseppe Marano, del consigliere Antonino Italiano, dell’ex deputato regionale Laccoto che si è offerto di organizzare un incontro con l’allora Presidente della Regione Crocetta e l’assessore Lo Bello.

A chiedere chiarimenti solo il consigliere Antonio Foti, il presidente di Italia Nostra Guglielmo Maneri e l’ex sindaco Nino Nastasi.

Chiude l’incontro l’ing. Mahesh Panchavaktra che promette:

  • si creeranno da 1.600 a 10.000 posti di lavoro;
  • il 75% dei lavoratori saranno abitanti della zona;
  • l’aeroporto sarà alimentato al 100% con energia solare;
  • Verrà analizzato l’impatto idrogeologico, acustico, sociale e ambientale;
  • Saranno resi pubblici tutti i suddetti studi;
  • Ottenute le autorizzazioni, l’aeroporto sarà realizzato entro 18 mesi dalla posa del primo mattone;

Ad un anno di distanza dell’aeroporto, dell’ing Panchavaktra e del suo amico barcellonese Sammy D’Amico non ci sono più notizie.

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