118 senza medico a bordo, prossimamente a Milazzo

Nel decreto Gucciardi è previsto che l’ambulanza del 118 di Milazzo (o meglio di San Filippo dove da qualche anno è stata spostata) sarà senza medico a bordo a partire da gennaio 2018.

Abbiamo chiesto al dott. Francesco Briglia (medico del 118) cosa succede in caso di arrivo di ambulanza senza medico a bordo:

Il paziente viene preso in carico dall’autista soccorritore, formato per intervenire in incidenti stradali (pre hospital trauma care) rianimazione cardiopolmonare di base(BLS) e con defibrillatore (blsd), ma non può fare diagnosi nè terapia e deve basarsi sul dispatch inviato dalla centrale 118 che a sua volta viene redatto su domande poste all’utente che chiama per richiedere intervento.

La centrale invia il mezzo della zona o il primo disponibile e il personale trasporta il paziente al primo pronto soccorso, indipendentemente dall’essere il pronto soccorso quello più idoneo per la patologia del paziente.

In altre parole c’è il rischio concreto di perdere tempo prezioso, che in caso di trauma, ictus o infarto può fare la differenza tra la vita e la morte.

Secondo le linee Guida della Conferenza Stato Regioni del 1996, si raccomandavano tempi di arrivo dei mezzi di soccorso appropriato in emergenza entro 8 minuti in area urbana e 20 minuti in area extraurbana.

Come tali tempi possano essere garantiti senza un’ambulanza con medico a Milazzo è tutto da capire.

Nei casi più gravi (per esempio problemi cardiovascolari) c’è il rischio che si debba aspettare l’ambulanza da Torregrotta o da Barcellona o, se queste sono impegnate, da Saponara o da Falcone.

mappaIn Blu le ambulanze che saranno senza medico a bordo.

Nel decreto Gucciardi è anche prevista la chiusura dei PTE (Presidi Territoriali di Emergenza), e in questo caso vi è il rischio di congestionare ulteriormente il Pronto Soccorso di Milazzo, che dovrà far fronte non solo alla chiusura del Pronto Soccorso di Barcellona, ma anche dei PTE della zona.

Nel 2016 in provincia di Messina sono stati 28.000 i pazienti trattati dai PTE senza ricovero in Ospedale o al Pronto Soccorso.

Ad esempio il PTE di Torregrotta mediamente solo il 7 % dei pazienti viene inviato al pronto soccorso per approfondimenti diagnostici, il restante 93% viene trattato in loco.

Come riferisce il dott. Briglia “Si tratta di semplici punti di sutura, coliche addominali e globi vescicali, precordialgie ed aritmie, crisi ipertensive od ipotensive, o più banali crisi di panico.”

Di conseguenza, secondo i sindacati (SNAMI, FIMMG e SMI), tenendo attivi i PTE si avrebbe un risparmio di 4milioni di euro/anno, dovuti al minore ricorso al al pronto soccorso, dove un intervento costa mediamente al Servizio Sanitario ben 250 €.

Ma al di là del risparmio, mantenendo le PTE e le ambulanze con medico a bordo non si andrebbe a peggiorare ulteriormente il Servizio Sanitario, allargando il divario tra Sicilia e resto d’Italia.

Ricordiamo infatti che in Sicilia la speranza di vita è inferiore (1 anno in meno) alla media nazionale mentre la mortalità infantile (+63%) così come la mortalità per malattie del sistema circolatorio (+17%) sono nettamente superiori al resto d’Italia.

Peccato, perchè dal Presidente Crocetta, che dice di essere di sinistra, ci saremmo aspettati una riforma completamente diversa.

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