Ricordi: La festa di Santo Stefano

luigi celebre

“Senza memoria

L’uomo non saprebbe nulla,

e non saprebbe far nulla”

Giacomo Leopardi, Zibaldone

LA FESTA DEL PATRONO SANTO STEFANO

Sin dal lontano passato la festa del Patrono di Milazzo, Santo Stefano Protomartire, ha avuto solenni celebrazioni sia religiose che civili.

Forse è bene ricordare che nella chiesetta di Santa Maria del Boschetto (contrada Parco) venne rinvenuta, oltre cinque secoli fa,una cassetta di piombo nella quale vi era una reliquia ed una antica pergamena scritta con caratteri non saputi decifrare.

Nell’anno 1481,come ha raccontato nel suo “Milazzo sacro” (1696) Padre Francesco Perdichizzi,cappuccino, e nella trascrizione che l’ing. Domenico Ryolo fece della copia redatta nell’800 da Giuseppe Piaggia, ”passando per Milazzo alcuni Preti Caldei e leggendo lo scritto lo trovarono proprio loro linguaggio e riferirono che fra queste reliquie vi era il braccio di S.Stefano Protomartire.”

”Non diedero i milazzesi a quei preti piena fede,ma ricorrendo all’arcivescovo s’addossò questi la cura di far migliore diligenza con far di nuovo riconoscere la scrittura.”

La trascrizione continua che fu riconosciuta la traduzione dei preti Caldei prima del 1521 e da allora si ripose la reliquia nella Chiesa Maggiore e si incominciò a festeggiare con speciale devozione il Santo Protomartire.

Dopo la battaglia del 20 luglio 1860 il vecchio Duomo venne dichiarato inagibile e nel 1866 la Chiesa di San Giacomo venne elevata a matrice nella quale venne trasferito dal vecchio Duomo anche l’altare maggiore in tarsie marmoree.

Dopo oltre 80 anni di permanenza nella Chiesa di San Giacomo, con l’inaugurazione del nuovo Duomo, avvenuta alla vigilia del Santo Natale del 1951, il Patrono della nostra città trovò la sua sede definitiva.

Nella solenne occasione tornarono a suonare le campane del vecchio Duomo che per circa un secolo erano rimaste custodite nella casa comunale.

I festeggiamenti religiosi con relativa processione del simulacro del Santo si svolgevano la prima domenica di agosto mentre successivamente sono stati spostati alla prima domenica di settembre.

Alla Messa solenne celebrata la mattina della domenica della processione partecipavano i rappresentanti della città ed al Sindaco veniva riservato il posto d’onore a fianco dell’altare maggiore.

I festeggiamenti civili duravano più giorni sin dal lontano passato come risulta da una relazione relativa al festino del 1786.

La relazione inizia: “ Per disposizione del Magistrato Li Signori Domenico Impallomeni, D.Francesco Cumbo Zerilli, D. Francesco Catanzaro, D. Giuseppe D’Amico e Gregorio Sind”

E dà notizie della organizzazione di più corse di cavalli, rappresentazioni, suoni e di una regata.

Fuochi di artificio sia il sabato che la domenica, in Santa Maria Maggiore, dopo i concerti di musica.

A seguire, in Piazza Carmine, “la macchina dei fuochi con varietà di girandole, rotelle e placca.”

Venne previsto anche l’omaggio ai regnanti ( si era in periodo di monarchia assoluta sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone al quale un poeta dedicò i versi:

“eri quarto or sei primiero

La prossima volta sarai zero”.

L’omaggio ai regnanti consisteva: “…..sotto un baldacchino cremisi trinato d’oro, si esporranno i ritratti dei nostri graziosissimi sovrani al giulivo suono di trombe, e replicati tiri della Reale Artiglieria.”

La lettura dell’omaggio ai sovrani mi ha ricordato l’episodio del cappello del governatore nel Guglielmo Tell di Schiller.

Passando ai tempi relativamente più recenti ricordiamo che anche negli anni ’50 del secolo scorso i festeggiamenti si svolgevano in più giorni.

Una delle manifestazioni più attese era la gara ciclistica che richiamava numeroso pubblico anche da altri comuni per la presenza di ciclisti di fama regionale e nazionale.

Alcuni anni la gara ciclistica è stata sostituita con quella motociclistica alla quale partecipavano anche centauri locali tra cui l’allora comandante dei vigili tenente Buccafusca.

Si svolgevano anche le corse dei cavalli al Tono: Anche questa era una manifestazione molto seguita.

In un paese di mare non poteva mancare la regata che vedeva la partecipazione di molti vogatori.

Altre manifestazioni erano la Rassegna di arte varia denominata :”Il Dilettante allo sbaraglio” e quella dei carri allegorici per i quali erano previsti oltre una sovvenzione a tutti a fondo perduto numerosi e ricchi premi.

I festeggiamenti venivano chiusi dal concerto di musiche operistiche della banda musicale seguito dagli immancabili fuochi di artificio.

Schermata 2017-08-29 alle 22.34.38

image_pdfimage_print

Commenti chiusi