Nuove scoperte paleontologiche a Capo Milazzo

Capo Milazzo, lingua di terra sulla costa nord orientale della Sicilia, protesa nel mar Tirreno per circa sette chilometri, apprezzata per le sue bellezze naturali,  paesaggistiche è  meta ogni anno di turisti da ogni parte del mondo.

Tra le peculiarità di questa penisola, ci sono rilevanti  aspetti scientifici di botanica, zoologia, geologia, paleontologia e archeologia, e che attirano ulteriormente l’interesse di studiosi e ricercatori da ogni parte del mondo.

In questi ultimi anni, grazie anche all’impegno profuso di associazioni locali, come “Associazione Amici di Milazzo” che ha tenuto rapporti con varie università, organizzando e sponsorizzando manifestazioni a carattere scientifico, che hanno visto Capo Milazzo inserita nel circuito di visita di congressi scientifici tenuti in Sicilia. La maggiore attenzione degli studiosi  e le approfondite ricerche sul territorio, sono stati ripagati con il risultato di scoperte degne di nota.  Eccone alcuni :

Recentemente il Prof. Francesco Sciuto, Paleontologo dell’ Università di Catania,  ha scoperto a Punta Messinese, una specie nuova del Pleistocene Inferiore di Capo Milazzo; il  Bythocythere mylaensis , il cui  studio è stato pubblicato nel Bollettino n° 48 del 15 Novembre 2009 , della Società  Paleontologica Italiana. (01.Bollettino-SPI-N48-del-2009)

Nel 2015, due ricercatrici di paleontologia dell’Università di Catania, la Prof. Antonietta Rosso e la Prof. Rossana Sanfilippo, sempre a Capo Milazzo, hanno ulteriormente identificato una grotta con  cospicua presenza di  fossili della specie Astroides calycularis (coralli)  e  Scleractinia da essere definito come un giardino pendente di età tirreniana della Sicilia.

La grotta è  ubicata a circa 53 metri sul livello del mare, sopra Punta Rotolo lungo la strada provinciale che conduce a Capo Milazzo.

La scoperta della grotta ed i successivi studi , sono stati esposti al convegno scientifico internazionale, “ Cave environments: present and past”  tenuto a Custonaci (TP) nel 2015.

Nel mese di Gennaio del presente anno, la Società Paleontologica Italiana ha pubblicato sul suo Bollettino N° 56 del 2017 (02.-Bollettino-SPI-N-56-del-2017)  lo studio dettagliato della scoperta avuta a Capo Milazzo, curato dai Proff. Antonietta Rosso  e Rossana Sanfilippo   dell’Università di Catania, dalla Prof. Agostina Vertino  dell’Università di Milano – Bicocca e dal Prof. Helmut Zibrowius  della Station Marine d’Endoume di  Marsiglia.

Alla grotta è stato attribuito il nome dello scopritore, appassionato di paleontologia e storia  locale, il milazzese Carmelo Fulco.

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