Milazzo come era: La vendemmia

Ci fu un periodo, ormai molto lontano, che Milazzo era una importante città del vino sia per la quantità che per la qualità.

Sin da allora la vendemmia era considerata e vissuta dai protagonisti non solo come lavoro ma anche come una festa per cui si svolgeva in una atmosfera lieta.

Per la raccolta degli altri prodotti (olive, frutta varia, ortalizi, uva da tavola, ecc.) i proprietari si vedevano raramente sui fondi e delegavano per le incombenze i campieri.

In occasione della vendemmia con la conseguente pigiatura dell’uva nel palmento i proprietari arrivavano sul fondo con tutta la famiglia e pranzavano in campagna insieme ai coloni ed ai lavoranti.

Amavano fotografare le varie fasi del lavoro e farsi fotografare insieme ai lavoratori.

La raccolta dei grappoli d’uva avveniva in modo prevalente ad opera delle donne.

L’uva veniva depositata in delle ceste o dei contenitori di legno che venivano trasportati dagli uomini a spalla nel palmento.

Quando il fondo era molto esteso ed il palmento distante spesso per il trasporto si ricorreva all’utilizzazione di qualche asino.

La pigiatura dell’uva veniva fatta a piedi scalzi prevalentemente dagli uomini.

All’ora di pranzo pesce stocco per tutti innaffiato da un buon bicchiere di vino e l’atmosfera diventava ancora più festosa.

Ora da noi, sarà perché non ci sono più i 1.427 ettari coltivati a vigneto dai quali, nel 1926, sono stati ricavati ben 42.000 ettolitri di vino, se non fosse per i manifesti delle aziende vinicole che pubblicizzano il mosto nessuno ricorderebbe che sono iniziate le vendemmie.

La produzione del vino coinvolgeva anche altre categorie di lavoratori: trasportatori, fabbricatori di botti, esperti per il travaso del vino quando nel fondo delle botti si formava deposito melmoso,rossastro,chiamato feccia,nel quale prevalgono Sali dell’acido tartarico,pectine,tannini.

La Feccia quantificata nel 1926 in oltre 4000 quintali veniva essiccata esponendola al sole sopra dei sacchi,anche sui marciapiedi,e poi inviata ad una industria farmaceutica di Palermo.

Per la notevole importanza rivestita dalla produzione vinicola venne istituita a Milazzo, nel 1903, per iniziativa dell’on.Nicola Fulci una delle tre Cantine sperimentali siciliane (le altre due erano a Noto ed a Marsala).

Non poteva mancare la “Festa dell’uva” con sfilate di carri allegorici.

Manifestazione che cessò nel 1940 a seguito della dichiarazione di guerra.

Ora tutto è cambiato.

Le botti sono quasi scomparse come pure i palmenti.

Tutto avviene con l’ausilio di macchine ed il mosto viene fatto fermentare in giganteschi silos di metallo.

La vendemmia non è più una festa.

E’ solo un ciclo della lavorazione.

Il rito secolare che avvicinava l’uomo a Cerere è finito.

Ora è l’era delle macchine.

Nostalgia ? No !

Constatazione che è finita una epoca che ha lasciato romantici ricordi.

image_pdfimage_print

Commenti chiusi