Lo scandalo della Banca Romana nel libro del messinese Francesco Savasta

Era il 1892 quando scoppia il primo grande caso dell’Italia unitaria nel quale gli intrecci oscuri tra la finanza, la politica e la grande imprenditoria venivano resi pubblici, grazie all’amplificazione data dalla stampa nazionale. 125 anni dallo scandalo che colpì la Banca Romana, uno degli Istituti autorizzati a battere moneta, una nuova ricerca focalizza l’attenzione su alcuni dei passaggi meno noti della vicenda che fece tremare il Regno, dalle Alpi alla Sicilia, e ricondotta poi a più tenui conseguenze secondo il principio del “tutti colpevoli nessun colpevole”. Si tratta del libro Il processo della Banca Romana, il mistero delle assoluzioni (Fuoco Edizioni), curato dal messinese Francesco Savasta, avvocato e funzionario della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). Il prossimo giovedì 11 maggio il volume sarà illustrato a Roma, presso la “Sala Cenacolo” della Camera dei Deputati alla presenza del Presidente della VI Commissione Finanze della Camera, On. Maurizio Bernardo, e dell’On. Tommaso Currò membro della stessa Commissione e promotore dell’iniziativa che, partendo dal titolo emblematico del volume, vuole svolgere una riflessione sul passato perché si possa imprimere una reale svolta alle riforme del futuro.




Saranno presenti anche il prof. Dario Latella, associato di diritto commerciale all’Università di Messina, il prof. Alberto Lupoi, associato di diritto dei mercati finanziari all’Università di Padova, il Dott. Enea Franza, dirigente CONSOB e il regista Ugo Cavaterra.

Il processo (anche mediatico) alla Banca Romana, celebrato sullo scorcio del XX secolo, sembra anticipare il ruolo pervasivo svolto della finanza per tutto il secolo breve, fino all’ennesimo ciclo economico di cui stiamo vivendo ancora la crisi.

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