L’artista Alfredo Pirri in visita a Capo Milazzo

L’Arte e l’Architettura sono sempre state intimamente legate, in particolare nelle costruzioni simboliche e rappresentative. In ambito contemporaneo Alfredo Pirri è uno degli artisti italiani più noti a livello internazionale nella produzione di opere simbiotiche tra contenitore e contenuto, spaziando dalla scultura alla pittura – con esposizioni alla Biennale di Architettura di Venezia e al MOMA di New York – fino alle installazioni site specific, come ad esempio nell’intervento realizzato nell’ambito della riqualificazione del Museo Archeologico di Reggio Calabria.

L’installazione “Passi” (2013) a Palazzo Te, Mantova (©alfredopirri.com)

Le opere di Pirri misurano lo spazio e, grazie alla luce e alle superfici, spostano l’attenzione di chi osserva, generando riflessi e punti di vista plurimi; ne sono chiaro esempio la grandi superfici in vetro stratificato posato come pavimento artistico e temporaneo, all’interno di ambienti architettonici storici. La rottura fisica e simbolica di questa superficie raddoppia ogni spazio, dando vita ad un’opera artistica, ma anche ad un’esperienza sensoriale, accelerata dalla possibilità di attraversare i piani che – sottotraccia – rimangono frantumati.

L’artista, calabrese di nascita e romano di adozione, nel corso di un suo breve viaggio in Sicilia ha fatto tappa alla Baronia di Capo Milazzo. Pirri, attualmente protagonista di una mostra antologica dal titolo I pesci non portano fucili, al Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO), ha effettuato un sopralluogo informale all’interno dell’area di proprietà della Fondazione Lucifero al fine di valutare la possibilità di realizzare una installazione permanente nell’ambito della riqualificazione di uno dei manufatti che costituiscono il complesso della Baronia, in collaborazione con lo studio NextBuild di Milazzo.

Un momento della visita di Alfredo Pirri all'interno della Fondazione Lucifero

Un momento della visita di Alfredo Pirri a Capo Milazzo

La visita ha riguardato, inoltre, l’orto biologico, la cantina Planeta, l’area della Fattoria didattica e gli spazi di Gigliopoli; nel corso dell’incontro l’artista – impegnato anche nella campo della formazione come docente presso la Sapienza di Roma e in diverse Accademie italiane – ha espresso il suo stupore per la valenze paesaggistiche del contesto e apprezzamento per le attività sociali, didattiche e formative organizzate dalla Fondazione.

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