Grande jazz ieri sera nel Complesso Monumentale di Milazzo

maneri

Erano le 22 quando le dita di Gonzalo Rubalcaba e Armando Gola hanno iniziato a picchiettare su pianoforte e basso e le bacchette di Horacio ”El Negro” Hernandez ad aggredire tamburi, piatti e campana.

Erano le 22,30 quando dall’onda sonora è venuto fuori un calypso suadente.

Erano le 22,45 quando son cominciati ad apparire riconoscibili  diversi spunti di classici latino-caraibici.

Erano le 23,30 quando, nel bis finale, abbiamo ascoltato le sincopate noccioline al sale (”Salt peanuts”) di Dizzy Gillespie.

Un jazz moderno quello del Volcan Trio, ma profondamente intriso dalla tradizione da cui ha attinto a piene mani, da Chuco Valdez, a Machito, da Arturo Sandoval a Dizzy Gillespie.

Non semplici riletture, ma improvvisazioni vulcaniche (Volcan trio), a ritmi spesso frenetici e incalzanti: scontata la grande classe di Rubalcaba alternatosi tra piano acustico e piano elettrico (mi è piaciuto più il primo), perfetto l’interplay con ”El negro” sempre imprevedibile nell’accompagnamento e nelle variazioni improvvisative, inaspettata la prestazione di Gola, almeno per me che non lo conoscevo, su un originale basso elettrico a sei corde che gli consentiva sia un incalzante walking che l’esposizione di melodie.

Dov’era la parte ”latin” ? Ma nel ritmo ovviamente, compresi i momenti in apparenza statici suonati con studiata lentezza e uso sapiente dei silenzi.

Musica figlia del ”sincretismo” la loro, come figlia del sincretismo è la Cuba da cui provengono: la tendenza a conciliare elementi culturalireligiosi e musicali eterogenei appartenenti a culture e dottrine diverse. In fondo l’essenza del jazz è proprio nell’essere ”musica meticcia” continuamente reinventata, capace di fondere culture ed approcci musicali differenti, dai ritmi portati dagli schiavi dell’Africa equatoriale, alle bande creole di New Orleans, ai blues del Delta del Mississippi.

 

Toccante infine l’affermazione in spagnolo di Gonzalo Rubalcaba:

”Difficile suonare senza distrarsi quando si è circondati da tanta bellezza”.

Abbastanza per tornare a casa soddisfatti !

 

Nb: appuntamento al 5 agosto con il white jazz della pianista e vocalist Sarah McKenzie, da non perdere.

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