Riaprire il confronto sulle scelte strategiche

Sui progetti per l’area ex Montecatini, definiti dal protocollo “Polo urbano e sviluppo Hub Milazzo”, a seguito del Consiglio Comunale straordinario del 12 ottobre e dei successivi comunicati stampa abbiamo appurato quanto segue:

– nessuno dei consiglieri presenti al Consiglio Comunale straordinario tenutosi il 12 ottobre diceva di conoscere nei dettagli il protocollo “Hub Milazzo”;

– La Tassa (Centro Mercantile), Franza (Caronte & Turist), De Simone (Autorità Portuale), sostenevano invece che tale progetto era da più di un anno conosciuto dall’amministrazione;

– il sindaco Giovanni Formica, ha più volte sostenuto di essersi confrontato con la propria maggioranza;

– associazioni, operatori e cittadinanza nulla sapevano del progetto.

E’ evidente che vi sono problemi di comunicazione, come anche detto dal Commissario dell’AP De Simone.

Tra amministrazione e consiglio comunale, tra l’amministrazione e la maggioranza che la sostiene (il consigliere De Gaetano, capo gruppo dei DEM, non era a conoscenza del protocollo), ma anche tra l’Autorità e il consiglio comunale. E’ vero che De Simone negli ultimi due anni ha relazionato ben tre volte in consiglio, ma perchè i verbali dei comitati portuali, più volte richiesti dai consiglieri, non sono stati resi pubblici? Ad esempio pubblicandoli sul sito istituzionale dell’Autorità Portuale?

Eppure su temi importanti, quali l’utilizzo dell’area ex Montecatini, su cui si gioca il futuro del porto e del popoloso quartiere del Ciantro, è necessaria a massima condivisione e trasparenza.

Condividiamo quanto affermato dall’ing. Nino Nastasi, quando dice che “sul territorio il primato appartiene alle istituzioni”.

E’ la Politica, quella con la P maiuscola, che in concerto con le associazioni e i cittadini deve elaborare un piano strategico di sviluppo, organico, sostenibile e condiviso.

Ricordiamo che la redazione del Piano strategico di sviluppo di Milazzo fu finanziata dal CIPE nel 2002, e prevedeva anche l’istituzione di un forum permanente per il coinvolgimento continuo nelle scelte della cittadinanza e delle associazioni.

Il piano strategico fu poi realizzato durante l’amministrazione Italiano, ma con quali risultati? Che fine ha fatto il forum permanente?

Riteniamo sia importante riaprire un confronto chiaro e trasparente sulle più importanti scelte strategiche.

Apertura che non può essere episodica (vedi “Stati generali del Castello”) ma deve diventare un “modus operandi” consolidato, magari, se possibile, rispolverando il forum permanente per il piano di sviluppo strategico, che troppo presto è stato smantellato.

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