Porto: Le regole, le eccezioni e le petizioni

“La legge è uguale per tutti”, non vale spesso in politica, dove ci sono regole che, puntualmente, sono accompagnate dalle eccezioni.

Un tipico esempio è la legge Del Rio, fatta per “razionalizzare” le autorità portuali.

Una prima eccezione c’era già stata per il porto di Salerno, probabilmente per accontentare De Luca, ex sindaco della città che ha beneficiato dell’eccezione e ora governatore della Campania.

La seconda, più recente, è l’aver stabilito sede dell’Autorità Portuale della Sicilia Orientale, Catania invece di Augusta, rendendo felice il sindaco del capoluogo etneo Enzo Bianco.




Questa seconda eccezione, oltre a far perdere ulteriormente credibilità al ministro, sta facendo insorgere Messina, in quanto suona come una “certificazione” del basso peso della sua classe politica.

Su change.org hanno così fatto partire una petizione per chiedere lo spostamento della sede dell’autorità portuale da Gioia Tauro a Messina.

E Milazzo? Al di là della delusione per le regole ad elasticità variabile, il fatto che il nostro peso politico fosse basso era risaputo, per cui nessuna delusione.

Avere poi la sede a Messina o a Gioia Tauro, per noi poco cambia. Pur avendo la sede a Messina per 17 anni, non siamo riusciti ad ottenere nulla quando all’interno dell’Autorità Portuale vi eravamo solo due porti (Milazzo e Messina), figuriamoci ora che i porti saranno 8 (Gioia Tauro, Milazzo, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Crotone, Corigliano, Palmi).

La petizione che dovremmo firmare è per chiedere l’inserimento nell’AP di Palermo o, in subordine, la classificazione come porto regionale.

gioia-tauro

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