Mulino Lo Presti e Molo Marullo. Se c’è la volontà la strada si trova.

Mentre si spera, come promesso dal Ministro Delrio, in una ulteriore proroga al 31 dicembre 2017 per l’accorpamento con l’Autorità Portuale di Gioia Tauro, proviamo a fare il punto di quanto appreso nel giro di interviste effettuato oramai un anno fa e in occasione dei consigli comunali straordinari, durante i quali sono intervenuti i principali operatori portuali.

Il no al taglio del Molo Marullo trova tutti d’accordo.

Anche il progetto del Mulino Lo Presti “Porta del Mare” o stazione marittima ha un largo consenso.

Qui però il problema sta nel fare finanziare all’Autorità Portuale la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile, dato che appartiene al Comune di Milazzo (ente in dissesto).

Stesso dicasi per il progetto di ristrutturazione del Molo Marullo realizzato dallo studio UFO nel 2010 e consegnato al Comune di Milazzo. Bel progetto la cui realizzazione però necessita di un grossa comunione di intenti tra Comune e Autorità Portuale.

Su questi temi (Mulino e Molo), non è sicuramente semplice trovare una soluzione, ma è comunque importante provarci, con un’azione politica che duri nel tempo, trasversale ai partiti e che coinvolga anche i nostri rappresentati regionali e nazionali.

Volere è potere.

A Trieste, ad esempio, Comune, Regione, Demanio e Autorità Portuale, sono riusciti a “sdemanializzare” il porto vecchio dandolo così in gestione al comune. (link articolo)

Dimostrando che, se c’è la volontà, la strada si trova.

L’alternativa è rassegnarci a vedere le risorse del porto di Milazzo (8 milioni di euro all’anno) utilizzate per risolvere i problemi di altri porti.

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