L’eredità di Crocetta. Parte Seconda Torrente Mela, depuratore, spazzatura

Proseguiamo la “rassegna” esaminando cosa hanno lasciato nella nostra città e dintorni questi cinque anni di presidenza Crocetta che, a detta del ex presidente della regione Sicilia, dopo gli anni di Cuffaro e Lombardo avrebbero dovuto rivoluzionare la nostra regione. (link articolo precedente)

Alluvione Bastione e Torrente Mela.

Sulla messa in sicurezza del Torrente Mela, a 6 anni dall’alluvione del 2011 e ha 2 anni da quello del 2015, nonostante sia anche stato dichiarato lo stato di emergenza, poco è stato fatto. Questa volta però non sembra essere un problema di finanziamenti.

Il responsabile del Genio civile, a dicembre 2015, in una nota inviata al Consiglio Comunale di Milazzo rappresentava la necessità di effettuare gli interventi già proposti nell’aprile del 2014 e cioè:

  • Ricostruzione di un tratto di muro d’argine mancante sulla sponda destra in prossimità della frazione Bastione del Comune di Milazzo, lunghezza circa 350 metri, Importo € 735.000;

  • Svuotamento di un tratto di alveo di circa 2,5 km, importo 1,2 milioni di euro;

  • Ricostruzione di tratti di muro d’argine sulla sponda sinistra in prossimità di c.da Camicia in comune di Barcellona, importo € 420.000;

  • Realizzazione di catene di fondo nel comune di Santa Lucia, importo 1,5 milioni di euro;

Inoltre, sempre il Genio Civile, comunicava che erano state inoltrate all’assessorato regionale le richieste di somma urgenza relative ai lavori di:

  • Ripristino opere idrauliche danneggiate nel comune di Santa Lucia, importo € 250.000;

  • Ripristino sezione idraulica comuni di Barcellona e Milazzo, importo 2,1 milioni di euro;

In conclusione lavori per un totale di 6.205.000 euro.

Con il “Patto per la Sicilia”, siglato da Renzi e Crocetta, era stato finanziato l’“Intervento di sistemazione idraulica del Torrente Mela, per un importo € 5.870.000” .

In pratica ci sono i soldi per effettuare quasi tutti gli interventi previsti dal Genio Civile.

Ma ancora non è stata espletata una gara, non è stato effettuato alcun lavoro tra quelli previsti.

Depuratore

Anche in questo caso i fondi ci sono (verificare quanti) e anche da parecchio tempo.

Per il depuratore, infatti, dal 2014 sono disponibili i fondi per la realizzazione della seconda linea di depurazione che dovrebbe consentire il trattamento reflui prodotti da 40.000 abitanti.

Una storia questa, simile a quella del finanziamento ottenuto per il costone roccioso del Castello. In entrambi i casi il Comune di Milazzo è stato commissariato alla regione in quanto tardava a fare il bando per appaltare i lavori.

A giugno 2016 il commissariamento per il depuratore, ad inizio 2017 quello per il costone roccioso.

Non si può certo dire però che il commissariamento abbia prodotto un’accelerazione nell’espletamento della gara.

In entrambi i casi infatti non si è ancora provveduto ad appaltare i lavori.

Spazzatura

Anche in questo settore Crocetta nei suoi 5 anni di mandato non è riuscito a dare una sterzata a quanto fatto, o meglio non fatto, dai suoi predecessori Cuffaro e Lombardo (link articolo 17 anni di emergenza rifiuti).
Cuffaro e Lombardo che erano stati nominati i commissari per le emergenza spazzatura nella regione Sicilia. Crocetta questa nomina non l’aveva ottenuta da Renzi ma non è certo questo a giustificare il fatto che negli ultimi anni la differenziata non sia significativamente aumentata e la Sicilia continua a essere il fanalino di coda dell’Italia.

Tante le criticità. Sono attive solo due discariche a Palermo e a Catania, pochissimi impianti per il trattamento dell’umido e per il conferimento delle frazioni differenziate. Tutto questo si traduce in costi. Milazzo paga per il trasporto della spazzatura alle discariche di Catania (indifferenziata) e di Grammichele (umido) quasi un milione di euro l’anno.

La mancata entrata in funzione delle SRR ha fino ad ora impedito di poter celebrare una gara pluriennale per la raccolta e lo smaltimento di rifiuti


Irsap, ex ASI, di Giammoro è stata commissariata da Crocetta ma è in uno stato quasi di stallo con poca possibilità di rilancio.

A settembre l’Irsap aveva annunciato che entro fine anno sarebbero iniziati i lavori per la messa in sicurezza della strada di propria competenza.

Il progetto prevede il rifacimento del manto stradale, la rimozione delle velette (i blocchi di cemento che rivestono il viadotto, alcuni dei quali già rimossi per motivi di sicurezza), e ancora la realizzazione di tre rotatorie. Il valore complessivo dell’opera è di 2 milioni e 600 mila euro.

Siamo già ad inizio dicembre e ancora i lavori non sono iniziati.

Anche del gruppo indiano che voleva costruire l’aeroporto e che aveva indicato prima l’area del torrente mela e poi l’ area dell’IRSAP non si hanno da tempo più notizie.

La ZES (zona economica speciale), una specie di Zona Franca che potrebbe rivitalizzare la zona industriale, purtroppo è praticamente persa, come recentemente affermato dal commissario dell’autorità portuale De Simone.

Infatti non solo il decreto legge stabilisce un massimo di 2 ZES per regione, che per la Sicilia saranno sicuramente assegnate a Catania e Palermo, ma stabilisce anche che la ZES deve essere collegata ad una Autorità Portuale. Dato quindi che il porto di Milazzo sta per essere accorpato con quello di Gioia Tauro, che già ha la sua ZES, non v’è alcuna speranza per una ZES in area a Giammoro.

Ma ci sono anche i fondi ottenuti con il Patto per il sud siglato da Crocetta e da Renzi, cifre enormi, a memoria uno dei maggiori flussi di investimenti arrivati in Sicilia negli ultimi decenni.
La Regione Sicilia riuscirà a spenderli o andranno perduti?

In ogni caso, limitando l’analisi solo a Milazzo, ci interessa poco in quanto alla nostra città sono arrivate solo le briciole.

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