La finanziaria, la Sicilia, Milazzo

Dal DEFR, Documento di Economia e Finanza Regionale, approvato in questi giorni all’Assemblea Regionale Siciliana, esce un quadro a dir poco allarmante della Sicilia, relegata all’ultimo posto tra le regione italiane e tra gli ultimi nell’area europea.

Sintetizzando:

  • La nostra isola ha 5 milioni di residenti e solo 1.370.000 di occupati (sommersi compresi). Per fare un confronto, in Emilia Romagna su 4.5 milioni lavorano 2 milioni. In proporzione abbiamo un milioni di lavoratori in meno;
  • Ben il 55,4% delle famiglie è a rischio povertà;
  • L’indice di infrastrutturazione è pari a metà di quello della Liguria, siamo al penultimo posto in Europa, dopo la Calabria;
  • 800 mila siciliani vivono all’estero;
  • 25.000 siciliani emigrano ogni anno;
  • I Neet (giovani tra 18 e 24 anni che non studiano e non cercano lavoro) sono al 41%. Percentuali altissime superate nel mondo solo dalla Guyana francese (44,7%) e ad una remota regione bulgara (46,5%);
  • Abbiamo un’altissima dispersione scolastica ed universitaria;
  • Il PIL pro capite è di appena 17.100 €, inferiore a quello della Grecia e dell’Ungheria;
  • E peggioriamo, in quanto dal 2007 al 2016 è stato perso il 12% del PIL ;
  • Siamo al 237° posto su 263 regioni europee come indice di competitività (calcolato come un mix di innovazione, trasporti, istruzione, salute…);
  • Le piccole e medie imprese hanno difficoltà di accesso al credito;
  • Scarsa incisività degli investimenti europei. Infatti con la programmazione europea 2007-2013 sono stati creati solo 8.663 posti di lavoro. A conti fatti un posto di lavoro è costato 484.000 euro di investimenti;

Per i prossimi anni, le risorse disponibili per finalità di sviluppo con fondi europei e nazionali, inclusi i Patti per il Sud del governo Renzi, ammontano a circa 8 miliardi di euro.

Consistenti, ma da spendere meglio che in passato. Se infatti si dovesse ottenere l’efficienza di quelli precedenti porterebbero ad appena 16.000 posti di lavoro in più.

Praticamente una goccia nel mare.

info defr

E Milazzo?

I finanziamenti europei intercettati sono ben pochi.

Nella finanziaria poi si parla poco di ZES, la zona economica speciale, che potrebbe rappresentare una occasione di rilancio dell’ex area ASI di Giammoro.

Su questo argomento, mentre in Sicilia si discute da qualche mese della “cabina di regia” per definire le ZES, in Calabria sono già pronti a partire.

Sulla portualità, infine, non vi è una parola sul destino dell’Autorità Portuale di Messina – Milazzo.

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