Dissesto avvelenato

Il dissesto, oramai da oltre 5 anni sta avvelenando oltremodo la politica milazzese.

Fine da quando nel 2011, Pino iniziò a parlare di dissesto, insorsero molti dei politici che in qualche modo avevano amministrato Milazzo negli anni precedenti.

La strategia utilizzata? Negare il dissesto e ricorrere al TAR.

Chi si opponeva al dissesto, sosteneva fosse uno stratagemma architettato da Pino per far fuori gli avversari politici. Infatti, una delle conseguenze del dissesto è l’incandidabilità per 10 anni dei i politici individuati come responsabili.

Nel 2012 l’allora amministrazione sosteneva che il dissesto aveva le sue radici negli anni delle amministrazione Nastasi (2000-2005) e Italiano (2005-2010).

Ora nessuno nega più il dissesto. Anzi si parla di ineludibilità.

Ma di chi sono le colpe del dissesto? L’attuale amministrazione non ha dubbi, sono di chi ha amministrato prima.

Ma non tanto prima, giusto qualche anno.

In altre parole le colpe sono tutte della giunta Pino.

Possibile? Prima era tutto perfetto?

Dove sta la verità?





Come il “non politico” Filippo Russo, capì e denunciò addirittura nel ‘93, vale a dire appena pochi mesi dopo essere stato eletto, già 20 anni fa i debiti erano parecchi e generati dalle stesse cause rilevate negli anni successivi dalla Corte dei Conti.

Una gestione “allegra” di parecchi aspetti dei bilanci comunali:

Un contenzioso che da decenni non si riesce a tenere sotto controllo e che genera milioni di euro di debiti fuori bilancio in risarcimenti e in parcelle di avvocati. Basta ricordare che uno dei debiti più grandi, quello Magnisi, si generò negli anni ’80;

I costi del personale elevati e difficili da contenere;

Le difficoltà nel recupero dei crediti;

Le spese elevate in dirigenti esterni ed esperti a pagamento. in quanto a seguito del mancato rispetto del patto di stabilità non è più stato possibile pagare esperti o dirigenti esterni.

Delle suddette cause solo all’ultima si posto un limite, in quanto obbligati a seguito del mancato rispetto del patto di stabilità.

Il contenzioso ancora oggi non è sufficientemente monitorato. Infatti nella relazione della Corte dei Conti si legge: “i debiti connessi alle liti civili e amministrative non sono esaustivi, poiché, data “l’enormità di atti”, l’ufficio del contenzioso, malgrado la richiesta dell’ispettore, non ha completato la quantificazione dei debiti fuori bilancio di sua competenza”.

Sui costi del personale si è intervenuto tagliando le integrazioni orarie al personale precario, ma sono stati assunti due nuovi dirigenti.

La cosa certa è che una massa enorme di debiti c’era nel ’93 (come dichiarato dall’ex sindaco Filippo Russo), c’era nel 2012 (certificata dall’OSL) e c’è ora nel 2016.

E se ci sono i debiti (fuori bilancio e non) ci saranno anche le responsabilità di chi, nell’ultimo ventennio, ha consentito che si generassero.

E’ necessario fare chiarezza, per cui ben venga la commissione consiliare d’inchiesta sulle cause del dissesto richiesta dal consigliere Midili.

Il problema è però che negli ultimi 20 anni non c’è stato un grosso ricambio della classe politica, per cui molti dei consiglieri, direttamente o indirettamente hanno sostenuto le amministrazioni che si sono succedute.

Con quale serenità valuteranno gli atti che potrebbero portare anche alla loro inelegibilità?

E’ facile profetizzare un altro anno di polemiche e veleni.

veleno

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