Castello, cultura e turismo, quale strategia? Intervista a Giovanni Bono

Nel Piano nazionale Strategico del Turismo (PST 2017-2022) viene indicata la Cultura come elemento di forza dell’offerta turistica italiana.

Gli altri pilastri sono il mare e la natura.

Iniziamo la discussione con Giovanni Bono, presidente della Compagnia del Castello e imprenditore nel settore turistico, parlando proprio di Cultura e Castello.

Bono si chiede: “Che fine hanno fatto gli stati generali del Castello, lanciati l’anno scorso dall’assessore Presti?”

L’iniziativa di coinvolgere le associazioni”, seppur arrivata dopo due anni dall’insediamento dell’amministrazione, “era buona, avrebbe potuto produrre una strategia sostenibile e condivisa per conservare, valorizzare e promuovere il Castello, ma dopo un anno quali sono stati i risultati?”

In occasione degli stati generali del Castello, prosegue Bono, “la Compagnia aveva dato la propria disponibilità a completare la realizzazione e la installazione dei pannelli informativi.”

A tal proposito ricorda come con la precedente amministrazione, senza gravare sulle casse comunali, erano già stati installati 9 pannelli.

Compagnia del Castello

Il progetto per il completamento dei pannelli informativi c’è già, con testi multilingue già approvati dalla soprintendenza”.

Ma non abbiamo ancora ottenuto alcuna risposta da parte dell’assessore”.

La Società di Storia Patria il 22 giugno ha inaugurato, in una sala del Castello, la mostra sull’assedio di Milazzo.

Ottima iniziativa, ma, ripeto, qual’è la strategia globale?

On demand? Chiedi e ti sarà dato?

Anche la programmazione degli eventi lascia a desiderare. Siamo già ad inizio estate e gli unici eventi programmati sono il Mish Mash e il Castroreale – Milazzo Jazz.

Il cartellone dell’estate milazzese, come del resto avvenuto negli anni precedenti, non è stato ancora presentato.”

Se su Cultura e Castello la strategia probabilmente c’è ma non si vede, forse va meglio sugli altri pilastri del Turismo, vale a dire mare e natura.

Per quanto riguarda il mare”, prosegue Bono, “siamo quasi a fine giugno ma ancora non è stata completata la pulizia delle spiagge e del terrapieno.

Sarebbe inoltre auspicabile potenziare i trasporti pubblici. Le corse degli autobus sono poche, non vi sono indicazione sulle fermate e sugli orari, non vi sono pensiline nelle quali i passeggeri possano ripararsi dal sole durante l’attesa.”

E la natura?

E’ importante aver ottenuto l’area marina protetta di Capo Milazzo. Si potrebbe anche puntare sui sentieri, riattivando i tanti percorsi a Capo Milazzo”

Potenzialmente cultura, mare e natura non mancano, ma il brand “Milazzo” nel turismo è affermato?

Purtroppo poco. Il nostro rimane un turismo essenzialmente di passaggio, viaggiatori diretti alle Eolie che si fermano per qualche giorno a Milazzo.

A riprova di ciò la zona del porto è piena di B&B e di ristoranti, tipico dei luoghi di transito.

Su Booking delle 120 strutture presenti a Milazzo oltre 100 sono B&B.

Non ci possiamo accontentare di questo tipo di turismo, sul quale sta provando ad entrare anche Capo d’Orlando con il suo nuovo porto.”

E vero, non ci possiamo accontentare di un turismo di passaggio se, come detto da quasi tutti i politici, il futuro di Milazzo è nel turismo (e nel porto).

Ma la strada da percorrere, come comprendiamo dalle parole di un imprenditore del settore, è ancora lunga e per niente semplice.




La II Commissione Comunale incontra le società di Mutuo Soccorso

Il Presidente della II commissione consiliare, Francesco Russo, ha invitato tutte le società di Mutuo Soccorso di Milazzo (Ordine e Lavoro, Il Progresso, M.S. Miglioramento, Piana di Milazzo, Natale Puglisi, Operaia Luigi Fulci e la Confraternita Maria SS della Catena, a partecipare alla riunione che si terrà martedì 26 giugno alle 16, discutere il regolamento per le concessioni cimiteriali, approvato con delibera di Giunta il 30 aprile del 2018.

Si apre quindi qualche spiraglio per sbloccare una situazione di stallo che si protrae da marzo 2015, quando a seguito di un iter, avviato addirittura nel 2009, per la realizzazione di nuove cappelle, l’amministrazione Pino aveva ratificato con una delibera l’accordo trovato con le Società di Mutuo Soccorso.




Le società di Mutuo Soccorso contestano il nuovo regolamento comunale per le concessioni cimiteriali

Con un documento dettagliato inviato ai consiglieri comunali, Filippo Lo Schiavo, Presidente della “Società Operaia N. Puglisi” contesta il regolamento comunale sul cimitero recentemente esitato dalla Giunta.

Un regolamento che sembra voler mettere “i bastoni tra le ruote” alle società di Mutuo Soccorso, che effettuano a Milazzo l’80% delle tumulazioni, in quanto oltre ad azzerare un iter che già dura da 9 anni, aumenta la burocrazia con nuovi obblighi e costi.

Conoscendo i tempi della nostra burocrazia, alcuni obblighi, rischiano seriamente di non poter essere rispettati.

Ad esempio il regolamento prevede che potranno richiedere l’assegnazione di nuove aree su cui edificare cappelle solo i sodalizi che abbiano una disponibilità di loculi inferiore al numero di seppellimenti effettuati negli ultimi tre anni.

Ma dato che tutte le operazioni di rilascio delle autorizzazioni, costruzioni e quindi nuovamente rilascio dell’agibilità è purtroppo prevedibile che richiedano più di tre anni (fino ad ora non sono bastati 9 anni per ottenere l’autorizzazione), c’è il rischio che le società non possano disporre di alcun loculo in cui seppellire i propri soci.

Riportiamo di seguito una sintesi dei rilievi segnalati da Lo Schiavo ai Consiglieri Comunali:

  1. Il nuovo regolamento interviene, ignorando, smentendo e azzerando l’impegno preso dalla precedente Amministrazione nel 2014 con le Società di Mutuo Soccorso. Accordo giunto a valle di un lungo e laborioso ITER durato 5 anni;

  2. Allunga, in modo considerevole, i tempi burocratici;

  3. Non è dato sapere, come previsto dall’Art. 3 di tale Regolamento, se è e attualmente aggiornata la planimetria del Cimitero in cui sono individuate le aree destinate alle Società di M.S.;

  4. Art. 4 (il più incomprensibile se non il più risibile) NON POTRANNO ESSERE TUMULATE LE SALME DI QUEI SOCI NON COMUNICATE ALMENO TRE MESI PRIMA DEL DECESSO. PER OGNI DECESSO BISOGNA ESIBIRE COPIA AUTENTICA DELLA DELIBERAZIONE DI ISCRIZIONE ALLA SOCIETA’.

Il che, in poche parole significa che:

  • qualunque socio che abbia a defungere nei tre mesi seguenti la sua iscrizione non potrà essere tumulato nella cappella sociale nonostante l’avvenuto versamento della quota d’iscrizione e l’appartenenza a pieno titolo alla Società stessa. LIMITAZIONE INCOMPRENSIBILE e foriera di una grossa problematica, in quanto la salma resterebbe insepolta innescando processi di rivalsa a catena. Infatti, la Società al momento dell’iscrizione, non potrà mai prevedere la data del decesso del socio che, comunque, si sente garantito dalla sua iscrizione salvo poi perdere tale diritto perché è morto entro i tre mesi successivi.
  • Diventerebbe necessario recarsi, in caso di morte di soci, presso un Notaio o agli Uffici Comunali per ottenere una copia autentica del foglio del Registro Verbali in cui è annotata la delibera di ammissione. UNA PRETESA A DIR POCO ORIGINALE in quanto gli Uffici sono già in possesso dell’elenco soci e dei suoi aggiornamenti!
  1. ART: 6. Allo stato attuale, sebbene l’Amministrazione abbia maturato ben tre anni di insediamento non ha mai pubblicato un avviso pubblico contenente il numero di aree che intende assegnare alle Società di M.S. per la costruzione delle Cappelle. Nella delibera del 2014 della precedente Giunta erano già state individuate!

  2. ART. 7. Le Società potranno chiedere l’assegnazione di tali aree ma SOLO I SODALIZI CHE, ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DELL’AVVISO, ABBIANO UNA DISPONIBILITA’ DI LOCULI INFERIORE AL NUMERO DI SEPPELLIMENTI EFFETTUATI NEGLI ULTIMI TRE ANNI.

Ma dato che il tempo necessario per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per la costruzione di cappelle multi posti di circa 700-1000 posti (che l’attuale Amministrazione dimostra di essere lungamente superiore ai tre anni), è ben superiori ai tre anni, fino ad ora non ne sono bastati 9. le Società, con assoluta certezza, sarebbero costrette a subire l’onta di non potere più disporre di alcun loculo in cui seppellire i propri soci.

  1. ART: 16, punto 6. Dall’inizio dei lavori per la costruzione di nuove cappelle il Comune concede 18 mesi per la conclusione dei lavori stessi, pena l’applicazione di una penale di 30 euro per ogni giorno di ritardo. Tale richiesta contrasta con la pretesa di negare l’uso di mezzi meccanici all’interno dell’area cimiteriale per la totale impossibilità di usarli in supporto al cantiere e la conseguente necessità di fare ricorso a semplici mezzi manuali per la realizzazione dell’opera. Pur tuttavia, si impongono termini così restrittivi da poterli ritenere poco credibili. Per elevazioni a quattro piani fuori terra con strutture particolarmente complesse, il termine dovrebbe essere esteso fino a 36 mesi, fermo restando un’ulteriore proroga di 12 mesi, a seguito di circostanziata istanza, senza ulteriori penalità, onde favorire anche una più morbida distribuzione dell’impegno economico.

  2. ART.22, punto 4. Si nota una contraddizione. Gli operatori edili operanti al servizio di privati nell’area cimiteriale sono tenuti al versamento di un deposito cauzionale, anche a mezzo di una polizza fideiussoria dell’importo deciso dal Responsabile dell’Area che gestisce i servizi cimiteriali. Si presume che tale importo debba essere proporzionale all’entità dei lavori e quindi non si capisce come nell’ambito dello stesso articolo il valore fideiussorio sia poi indicato in euro 500.000,00, ritenuto abnorme rispetto all’effettivo rischio di danni.

  3. Dovrà essere prevista anche la concessione di un’adeguata area di cantiere, debitamente recintata onde evitare intromissione di estranei, furti, danneggiamenti etc.




Luoghi del cuore del FAI. L’associazione Teseo inserisce Villa Vaccarino

L’Associazione culturale “Teseo” ha preso l’iniziativa alcuni giorni addietro di aggiungere la Villa Vaccarino fra i cosiddetti “Luoghi del cuore” del FAI.

L’iniziativa nasce anche dalla voglia d’inserire almeno un “luogo” della nostra città in questa vetrina concorso del FAI, dove quest’anno mancava proprio Milazzo.

Se si riescono a raggiungere i primi posti in graduatoria, si potrà ricevere dal FAI una discreta somma per favorire la fruibilità al pubblico di Villa Vaccarino

Due anni fa ci aveva provato la Società Milazzese di Storia Patria, inserendo l’Asilo Calcagno tra i luoghi del cuore.

Erano stati ottenuti parecchi voti ma non era stato centrato il podio.

L’Associazione Culturale “Teseo” ora invita i milazzesi a riprovarci e a votare su “I luoghi del cuore” del FAI “Villa Vaccarino”.




Borghi d’Italia: Botta e risposta tra il consigliere Foti e l’assessore Trimboli

Botta e risposta tra il consigliere comunale Antonio Foti e l’assessore al turismo Piera Trimboli sul finanziamento di 100.000 annunciato tempo addietro dall’assessore.

Il consigliere Foti, legge regionale alla mano, nell’interrogazione ha fatto notare che il finanziamento è espressamente destinato ai comuni che hanno conseguito il riconoscimento di “Borgo più bello d’Italia”, requisito che Milazzo non ha in quanto, come si evince dalla delibera di giunta del 11.3.2016, è un “Borgo Ospite”.

Del resto non poteva essere altrimenti, dato che per essere ammesso nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, la popolazione nel comune non deve superare i 15.000 abitanti.

L’assessore replica parlando di toni disfattisti e sostiene come la comunicazione del finanziamento sia giunta al comune dal “rappresentate regionale siciliano e dal vice presidente nazionale del Club “Borghi d’Italia”.

Elenca poi gli indiscutibili vantaggi in termini di promozione turistica dell’essere stati inclusi tra i Borghi più belli d’Italia.

Seguendo però i consigli dell’assessore e guardando la Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia, pubblicata l’8 giugno 2018, quasi un mese dopo l’annuncio del finanziamento (14 maggio 2018) fatto dall’assessore Trimboli, qualche dubbio però rimane, in quanto in effetti non si parla mai di “Borgo Ospite”.

borgo dei borghi

Inoltre come rilevato dal consigliere Foti, sul sito del club “Borghi d’Italia”, Milazzo non risulta più nell’elenco dei Borghi e la pagina dedicata al comune non è più presente (rimane traccia di Milazzo solo sulla mappa della Sicilia).

lista borghi

http://borghipiubelliditalia.it/borghi/




Storie di ordinaria … discarica

Indubbiamente in questi mesi sul fronte della raccolta differenziata sono stati ottenuti risultati incoraggianti.
La percentuale di raccolta a maggio si è attestata ben sopra il 30%.
Il fenomeno delle micro discariche però non accenna a diminuire.
In particolare nelle vie periferiche e meno frequentate, capita di trovare situazioni di degrado e di potenziale pericolo.
Ad esempio un lettore ci ha segnalato che in via Pirandello, accanto la centrale Termica Milazzo, da  giorni vi sono cumuli di immondizia, che, se fatte incendiare, potrebbero interessare le sterpaglie vicine o anche una linea del metano che passa nella zona.
Il lettore ci riferisce di aver segnalato la discarica agli uffici del Comune, ma ad oggi nulla è stato fatto per ripulire la zona, dove, come da immagini che ci ha inviato, accanto a cumuli di spazzatura vi sono anche delle coperture che potrebbero essere in cemento-amianto.
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Stop & Read: Il Comune lancia un concorso di idee per nuove pensiline dell’autobus

Con il progetto denominato “Stop e Read” il comune ha intenzione di lanciare un concorso di idee per la realizzazione di pensiline e sedute per la sosta dei bus urbani nel comune di Milazzo.

Aree attrezzate per l’attesa di bus con la collocazione di pensiline e sedute in grado di valorizzare e caratterizzare lo spazio urbano in un ottica di una globale riqualificazione ambientale e urbana del territorio del comune di Milazzo.

Gli esempi non mancano. Ad esempio, a Messina le pensiline del tram sono state valorizzate con disegni di street artist, mentre a Milazzo, la pensilina del bus di fronte all’istituto d’arte è stata costruita dalla Raffineria su progetto degli studenti dell’artistico.

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In arrivo 10 nuove telecamere. Contro le microdiscariche è guerra a tutto campo

Con determina dirigenziale 319 del 18 maggio è stata nominata la commissione di gara per l’acquisto, la posa in opera e la messa in funzione di 10 “fototrappole” GSM per la video sorveglianza di zone del territorio comunale.

Telecamere che, probabilmente, saranno simili a quella acquistata ad inizio anno e che da qualche mese è impiegata nell’impari lotta contro le microdiscariche (link articolo)

Qualche giorno addietro erano stati invece elevati decine di verbali a seguito dei “blitz” fatti dal Sindaco, dall’assessore all’ambiente, dai vigili urbani e dagli operai della Loveral che hanno “rovistato” tra i sacchetti di spazzatura, incivilmente abbandonati a San Papino, via Trimboli e Piazza De Andrè (link articolo).

Guerra quindi senza quartiere alle microdiscariche.

E non è solo un problema di decoro ma anche di costi.

Come spiegato infatti dal sindaco in un recente comunicato, se entro maggio non si arriverà al 35% di differenziata (ad aprile si è solo sfiorato il 27%), c’è il rischio di un consistente aumento dei costi, in quanto “il presidente Musumeci ha disposto l’avvio delle procedure per il trasporto dei rifiuti fuori dalla Sicilia, con la previsione che i maggiori costi che ne scaturiranno, saranno a carico di quei comuni che non raggiungono la percentuale prevista di raccolta differenziata”.




Area Marina Protetta. Le considerazioni di Tommaso Currò

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La recente istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Milazzo non è solo una notizia di carattere strettamente “locale”. Infatti la nuova AMP porta a sette il numero di aree marine siciliane protette, proiettando la nostra Regione al primo posto in Italia nel campo della tutela marina, dopo Campania e Sardegna, come ricorda oggi in un post Marevivo che, insieme a Comune di Milazzo e Università di Messina, costituisce il consorzio di gestione dell’AMP.

Gli auspici riposti in questo primo tassello di tutela ambientale istituzionalizzata nella nostra città sono di entusiasmo e speranza. Il riconoscimento del valore delle acque del Promontorio può costituire un momento di svolta per fissare definitivamente una nuova consapevolezza di rispetto per le nostre risorse non rigenerabili.

E mentre da Roma si attendono ancora un nuovo Esecutivo e le sue strategie per la tutela ambientale, abbiamo sentito la voce di Tommaso Currò, che dai seggi di Montecitorio, ha rilanciato nella passata Legislatura un’esigenza del nostro territorio, divenuta oggi realtà. Breve intervista su un futuro diverso della nostra città.

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Il Decreto che istituisce la Riserva Marina di Capo Milazzo dimostra come la strategia territoriale necessiti di tempo perché si realizzi. Tra la proposta di legge – di cui è stato promotore – e la firma del Ministro Galletti ha investito buona parte della sua esperienza politica. Quali le sue considerazioni oggi che la Riserva è realtà?

Sono molto contento e soddisfatto nonostante tutto. In questi 5 anni da deputato ho lavorato solo ed esclusivamente per promuovere il mio territorio, ho dato un contributo importante all’inserimento della provincia di Messina nei patti per il Sud, prodotto una norma che tutela i presìdi farmaceutici nei piccoli borghi e seguito tanti altri dossier di interesse territoriale. Ho pagato personalmente la scelta di lasciare una eredità ai miei concittadini non svendendo il mio ruolo di parlamentare ad un partito. Il nostro territorio ha il disperato bisogno di una rappresentanza schietta, fiera e laboriosa per crescere. Io sento di aver fatto appieno il mio dovere.    

Le acque del Capo potranno diventare realmente elemento di richiamo per interessi scientifici e turistici, contemperando le legittime esigenze di fruizione da parte dei milazzesi?

Io ne sono convinto. Da oggi lo Stato riconosce Capo Milazzo come habitat marino e faunistico di pregio, meritevole della tutela sufficiente a preservarne il patrimonio di valore immateriale senza al contempo privarne la fruizione da parte di tutti gli stakeholders territoriali. L’AMP sarà un attrattore importante di interesse turistico, scientifico, sportivo, ricreativo e culturale, oltre che un bacino di ripopolamento ittico. La sua presenza in un contesto a forte presenza industriale, lo renderà ancora più attrattivo e peculiare. Sarà la molla che forse farà ritrovare fiducia e identità ai milazzesi..       

La gestione della Riserva sarà affidata ad un Consorzio, cui spetta il compito di trasformare il Decreto in concreta tutela ambientale. Adesso che dalle parole bisogna passare ai fatti, quali saranno le criticità (o gli ostacoli) da superare per evitare il rischio di una nuova incompiuta siciliana?

Ogni ente giuridico è fatto di persone, con vizi e virtù. Spero prevarrà l’entusiasmo di una bella opportunità da consegnare ai nostri figli. Viceversa sarà un film già visto migliaia di volte. Per parte mia, vi posso assicurare che pur non ricoprendo più carica elettiva, osserverò da vicino e sarò il primo a denunciare comportamenti distorsivi dell’interesse pubblico da parte di chi rivestirà ruoli decisivi nella costruzione di questo progetto. Mi lasci concludere con l’augurio di vedere la sede dell’AMP ubicata presso la Villa Vaccarino, un piccolo sogno che coltivo dal primo momento.




Il parco commerciale Corolla verso l’ampliamento

Il dirigente Bucolo ha convocato per giovedì 17 maggio la conferenza di servizi per trattare l’istanza di rilascio del provvedimento unico per l’ampliamento del parco commerciale Corolla, presentata dai proprietari (Calcagno s.r.l.).

Come già avvenuto circa 10 anni fa a seguito dell’apertura, gli effetti sull’economia dell’interland, e in particolare sulle attività commerciali di Milazzo potrebbero essere significative.

Per ogni nuovo posto di lavoro creato al parco Corolla, quanti ne sono stati persi nel resto del territorio? Quanti esercizi commerciali, molti dei quali a conduzione familiare, hanno dovuto abbassare definitivamente le saracinesche?

In questi anni sono stati condotti studi sugli effetti che hanno avuto sul commercio a Milazzo la quasi contemporanea apertura (durante la sindacatura Italiano) del parco Corolla e del Centro Commerciale Milazzo?

Di sicuro però l’insediamento di nuove attività commerciali, in un parco che già nel fine settimana è “preso d’assalto” dagli avventori, porterà inevitabilmente all’aumento del traffico veicolare, che già adesso è significativo, e causa lunghe code ai caselli e alle rotonde.

Il risultato è l’intasamento delle principali vie di ingresso e di uscita da Milazzo.

Come ulteriore conseguenza, dato che la postazione del 118 che serve la nostra città purtroppo dal 2014 è stata spostata a San Filippo, l’intasamento delle vie di ingresso a Milazzo potrebbe comportare anche un aumento significativo dei tempi di intervento dell’ambulanza.

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