I circoli e la città

Nella nostra carrellata sui circoli cittadini scomparsi un ricordo particolare merita il

CIRCOLO DIANA

che durante la sua attività è stato quello che ha fatto conoscere la nostra città oltre i confini nazionali e parlare le cronache sportive della stampa estera anche oltre la cortina di ferro.

Lo spazio ci è tiranno,la lodevole attività molteplice del sodalizio è difficile riassumerla in uno scritto per cui insieme allo storico Girolamo Fuduli ci ripromettiamo di tornare sul tema in modo più ampio,in altra sede ,anche con proiezioni fotografiche.

Il nostro vuole essere un omaggio doveroso verso chi ha speso disinteressatamente e per amore per la città energia e tempo per valorizzarla turisticamente con le manifestazioni sportive.

Il circolo venne fondato da 22 soci ed il primo consiglio direttivo risultò così composto :

Presidente : Cav. Francesco Sfameni

V.Presidente : Avv. Mario Calì

Segretario : Avv. Domenico Sibilla

Cassiere : Dott. Pietro Gemelli

Deputato di sala : Cav. Emanuele Cocuzza

Sindaci : Rag. Francesco Lo Presti

Dott. Giuseppe Fogliani

Rag. Antonino Del Bono

L’art.1 dello Statuto approvato dalla assemblea all’atto della costituzione così recitava :

“E’ costituito in Milazzo il circolo Diana apolitico,con lo scopo di incrementare e tutelare lo sport della caccia,del tiro e delle attività ad esso inerenti come mezzo di sviluppo turistico della città.”

Tutta l’attività del circolo è stata sempre finalizzata al perseguimento dello sviluppo turistico della città.

Al circolo vennero concessi,dall’amministrazione Fogliani, i locali dell’edificio costruito dall’impresa Giuffrè sotto la direzione dell’ing. Bartolo Traina che da allora è denominato “Paladiana”.

L’attività del circolo che non si limitò solo alle gare di tiro a volo registrò sempre un crescendo di successi.

Dopo la presidenza Sfameni seguì la lunga e prestigiosa presidenza dell’avv. Domenico Sibilla.

Tutti gli anni sono state svolte più gare di tiro a volo.

Quelle più importanti a livello nazionale ed internazionale sono state quelle denominate: “Gran Premio Trinacria- Meeting internazionale di fraternità”,alle quali hanno partecipato tiratori provenienti dagli Stati Uniti, Canada,Germania, Malta,Svizzera,San Marino,Ungheria,Spagna,Andorra,Belgio,Lussemburgo,Francia,Romania,Bulgaria,Inghilterra,

Scozia,Austria, Argentina, Venezuela.Hanno gareggiato le medaglie d’oro delle olimpiadi di Melbourne (Rossini),Tokio (Mattarelli),Los Angeles e Mosca (Giovannetti),Roma (Dumitrescu)

Nonché i campioni del mondo : Ronchi, Pera, Venturini,Cioni,Danna, Leon Bozzi (Argentina).

Tutti i tiratori venivano spesso con le famiglie e si fermavano a Milazzo per più giorni dopo le gare.

Fra le manifestazioni svoltesi al Paladiana ricordiamo :

Congresso dei Presidenti delle Proloco siciliane presieduto dall’on. Santi Recupero

Congresso dei veterinari dell’Italia centro meridionale

Congresso di studi filosofici su Rosmini

Rappresentazioni estive di opere liriche dal 1950 al 1961

Riunioni letterarie e rappresentazioni di commedie di Pirandello

Mostre di pitture

Mostra dei cimeli di Luigi Rizzo

Presentazione di libri di poesie e romanzi

Manifestazione di aeromodellismo

Il circolo organizzò anche un concorso giornalistico che venne vinto da Gigi Billè

Scuola di scherma e tante altre attività.

Una delle prime iniziative del circolo,come ha ricordato in una sua conferenza il presidente Sibilla,è stata quella di invitare tutti i direttori di albergo della città a comunicare ai loro ospiti che erano a disposizione tutti i locali del circolo Diana,dove gratuitamente potevano giocare a biliardo ed a carte.

Purtroppo l’attività cessò per volontà del Comune ,come narrato dall’avv.Sibilla, nella sua conferenza tenuta per iniziativa della Società Milazzese di Storia Patria.

Concludiamo questa sommaria pagina di storia con l’auspicio che il Paladiana torni alle glorie sportive del passato.

 




I circoli e la Città – 3

Continuando la nostra breve carrellata sui circoli, quali centri di aggregazione e di socializzazione, che c’erano nella nostra città, un ricordo merita

IL CIRCOLO PROGRESSO

Che aveva sede in un palazzo della Marina Garibaldi, quasi di fronte alla statua della Libertà, ed a poche diecine di metri dal circolo Duca di Genova .

Mentre il circolo Duca di Genova era chiamato anche circolo dei nobili perché frequentato  dalla nobiltà locale, il circolo Progresso, creato dalla omonima società di mutuo soccorso, era il circolo della Borghesia professionale,imprenditoriale ed impiegatizia.

Della borghesia che in quell’epoca costituiva lo zoccolo duro dello Stato per il contributo notevole per la crescita economica, intellettuale e sociale del paese.

Anche i soci del Progresso, nei caldi pomeriggi estivi, si sedevano nelle poltroncine che venivano piazzate sul marciapiede a gustarsi insieme al tradizionale gelato il passeggio che si svolgeva nella Marina.

Poiché del circolo era socio mio fratello Giuseppe ho avuto modo di frequentare i locali diverse volte.

Anche questo circolo costituiva un fiore all’occhiello della società cittadina.

Un ricordo merita anche la

SOCIETA’ SPORTIVA

Che prima della guerra aveva sede nella Marina Garibaldi, nel palazzo Bonaccorsi, nel quale a piano terra c’erano ance il tabacchino di Piraino e due sartorie (Cannistrà e Codraro).

Era sede sia della società calcistica, sorta nel 1937, sotto la presidenza del dott. Giuseppe Isgrò, che della società di atletica leggera della quale facevano parte molti giovani studenti iscritti alla GIL.

Le vicende della squadra di calcio, fino al 1994, sono narrate in un libro a firma del dott. Pietro Salmeri e Giovanni Petrungaro.

Della attività della atletica leggera, anche questa sotto la guida del dott.Giuseppe Isgrò, si è persa un po’ la memoria anche se nel  breve periodo di attività prima della guerra del 1940-45 i giovani milazzesi hanno gareggiato in molte città conquistando molti premi.

Ero ragazzino più volte ho accompagnato al campo sportivo mio fratello Melino che gareggiava nei 110 metri ad ostacoli e nel salto in lungo ed ha avuto buoni risultati sia a Ragusa che a Firenze.

Ricordo Mimmo Soldino (salto con l’asta), Bonina (maratona), i fratelli Romano, Nino Oliva, Cannata, Aricò, ecc.-

Poi con la guerra si chiuse questo periodo sportivo e si dispersero le energie perché solo qualche sopravvissuto tornò al paese natio.

E’doveroso anche ricordare la benemerita attività della

SOCIETA’ OPERAIA NATALE PUGLISI

Che nei tempi in cui la macchina da scrivere era una rarità negli uffici pubblici e le grosse società usavano ancora il libro copialettere con il torchio che fu simbolo del Partito dell’Uomo Qualunque, istituì una scuola serale di dattilografia che contribuì ad aprire nuove strade e nuove possibilità di lavoro ai giovani di ieri.

Oltre ai corsi di dattilografia la società Operaia istituì corsi di disegno, di pittura e di stenografia.




I lavatoi di Vaccarella: conoscere un bene per poterlo tutelare

Iniziativa di Italia Nostra per la tutela delle antiche vasche pubbliche del rione marinaro

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La tutela del beni culturali parte dal riconoscimento del loro valore. Difficilmente, infatti, se non si conosce una storia se ne possono conservare le memorie e tutelarne in resti materiali. È partito da questo principio l’evento organizzato dalla sezione di Milazzo di Italia Nostra che nel fine settimana caratterizzato dalla Festa della Repubblica, ha prima raccontato la storia del rione marinaro di Vaccarella e poi inaugurato una targa informativa sui suoi lavatoi storici.

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Due gli eventi che hanno avuto come teatro uno dei quartieri che conserva ancora caratteri di autentica tradizione, sia nelle attività economiche che nell’assetto urbanistico. Sabato 2 giugno, presso la sede dell’Associazione Nino Salmeri che, insieme al Comune di Milazzo, ha contribuito alla realizzazione degli eventi, si è tenuta la presentazione dell’iniziativa di Italia Nostra con il racconto delle origini di Vaccarella e la proiezione di immagini storiche con l’intervento del dott. Franco Chillemi.

Ieri, domenica 3 giugno, invece è stata inaugurata la tabella informativa presso la batteria della Mezzaluna. Si tratta di un pannello – realizzato da Italia Nostra con la descrizione – in italiano e inglese – dei lavatoi del quartiere e dell’importanza che essi hanno rivestito per lo sviluppo del rione nell’Ottocento. Il pannello è posizionato lungo il marciapiede, in prossimità della breve rampa che conduce all’arenile e agli stessi lavatoi della Mezzaluna e, pertanto, segnano un punto di interesse (e di sosta) altrimenti poco visibile dai tradizionali percorsi turistici.

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Era presente il sindaco Giovanni Formica che nel suo breve intervento ha ricordato come l’attenzione rivolta ai lavatoi sia uno dei tanti piccoli passi che Milazzo, grazie all’azione culturale dell’associazionismo cittadino, sta percorrendo per portare alla luce il patrimonio ancora nascosto e sconosciuto che va raccontato non solo ai visitatori ma soprattutto ai milazzesi, in modo che si possano fare custodi attivi dello stesso patrimonio.

Il pannello è dotato anche di QR code con link al sito della sezione mamertina di Italia Nostra sul quale si possono trovare maggiori informazioni sull’iniziativa e gli aggiornamenti sui prossimi passaggi finalizzati all’apposizione del vincolo etnoantropologico da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina.

foto © Carmelo Fulco




I circoli e la città: Il Circolo Universitario

luigi celebre

Nel primo articolo abbiamo parlato del Circolo Duca di Genova inteso Circolo dei Nobili e ciò perché quasi sicuramente era il più antico sorto a Milazzo.

Un ricordo fra i circoli scomparsi merita il Circolo Universitario “Nino Catanzaro”.

Il circolo nel tardo dopoguerra aveva sede ,ove rimase per molti anni, in via Francesco Crispi in due vani piano terra sotto la veranda del palazzo Bonaccorsi.

Palazzo che nel corso dei bombardamenti aerei del luglio agosto 1943 era stato colpito dagli spezzoni incendiari e conseguentemente ,a seguito dell’incendio, erano rimasti soli i muri perimetrali.

Il circolo venne costituito dopo pochi mesi dalla fine della occupazione della città dalle truppe anglo americane che l’avevano occupata il 15 agosto 1943.

Sorse per iniziativa di intraprendenti giovani universitari e giovani laureati con grande voglia di fare per contribuire alla rinascita del paese che era stato in gran parte distrutto dalla guerra.

Venne intitolato a “Nino Catanzaro”,caduto per la Patria.

Mi pare doveroso ricordare ,anche se brevemente, chi era Nino Catanzaro.

Era un giovane milazzese,discendente di una antica nobile e stimata famiglia cittadina che in giovanissima età rimasto orfano di madre ed era cresciuto sotto la guida della zia paterna Ninfa.

A Milazzo aveva molti amici non solo fra i coetanei anche per il suo carattere aperto.

Diplomatosi al Nautico di Messina era entrato all’Accademia Navale di Livorno conseguendo il titolo di ufficiale del Genio Navale.

Poiché dal 10 giugno 1940 l’Italia era in guerra inizialmente contro la Gran Bretagna e la Francia il Catanzaro ,col grado di S.Tenente del Genio Navale, venne imbarcato sul sommergibile “Saint Bon”impiegato in missione belliche.

Nel corso dell’ultima missione il nostro sommergibile il mattino del 5 gennaio 1942 alle ore 5,42, all’altezza di Punta Milazzo venne silurato ed affondato ad opera del sommergibile inglese

Upholder.

Dei 57 membri dell’equipaggio se ne salvarono solo tre che vennero raccolti dal sommergibile inglese.

La notizia della morte del Catanzaro rattristò tutta la cittadinanza.

Per una ironia della sorte la morte lo colse all’età di 21anni in prossimità della città natia che egli quasi sicuramente stava guardando con nostalgia.

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Sin dalla sua costituzione il Circolo Universitario si rese artefice di molte apprezzate iniziative con una dinamicità encomiabile segno della grande voglia di superare le avversità dopo i disastri della guerra che era già passata dalla nostra città e continuava ancora nel nord Italia.

Per continuare la tradizione delle filodrammatiche locali costituì una sua sezione che affidò alla guida e alla direzione del regista Ciccio La Rosa e che debuttò nel dicembre 1944 al teatro Trifiletti.

Vennero organizzate feste da ballo che si svolsero a volte nell’atrio del Carmine ed altre nel Molo Marullo al suono delle orchestrine locali.

In occasione delle annuali feste della matricola che coinvolgevano molti soci del circolo veniva pubblicato ,per l’occasione, un giornaletto numero unico che riscuoteva successo perché con spirito goliardico parlava di personaggi e di problemi cittadini.

Un anno venne pubblicato il ruolo della Imposta di Famiglia (era una tassa comunale) .La pubblicazione provocò molte polemiche.

Quasi certamente era il circolo più fornito di pubblicazioni periodiche di diverse tendenze ( esempio : Il Mondo di Pannunzio e Candido di Guareschi) oltre che dei quotidiani locali .

Ora anche questo circolo purtroppo non c’è più.

Un luogo di aggregazione e di confronto in meno con il rischio di diventare sempre più individualisti.




Intesa tra I.T.E.T. “L. da Vinci” e Amministrazione Comunale

francesco damico

E’ iniziato un cammino congiunto dell’ITET “Leonardo da Vinci” e dell’Amministrazione comunale per il recupero del Palazzo del Governatore. Le proposte progettuali elaborate dagli studenti della classe V- A del corso “Costruzioni, Ambiente e Territorio” dell’Istituto hanno incontrato la sensibilità del sindaco Giovanni Formica e dell’assessore Salvo Presti, i quali hanno promosso, assieme alla preside Stefania Scolaro, un incontro a Palazzo D’Amico, tenutosi giovedì 24 maggio, per illustrare alla cittadinanza lo studio progettuale riguardante la messa in sicurezza, la valorizzazione e la destinazione d’uso dell’immobile d’interesse storico-artistico, realizzato dagli studenti con la supervisione dell’ing. Giuseppe D’Amico, loro docente e coordinatore dell’iniziativa.

“Siamo contenti di aver organizzato questo convegno insieme all’Amministrazione – ha detto la preside Scolaro introducendo i lavori, cui ha partecipato anche il prof. Bartolo Cannistrà dell’associazione Italia Nostra -. Il nostro Istituto da tempo si occupa delle problematiche del territorio, con l’apporto degli studenti e di Italia Nostra, con cui abbiamo stipulato un protocollo d’intesa. Queste occasioni offrono agli alunni la possibilità di mettere a frutto le competenze e le capacità maturate durante il percorso di studi, sperando che possano riuscire a realizzarsi professionalmente nella loro città. I ragazzi hanno dimostrato, anche in questo caso, la capacità di dar vita ad una serie di idee molto valide, di cui vado orgogliosa”.

Guardia medica turistica e centro di formazione medica; spazio museale e sala convegni; centro per lo studio, la pratica e la registrazione della musica: queste, in sintesi, le proposte presentate dagli studenti.

“Tre soluzioni che hanno certamente alta qualità, grande pregio e suscitano sicuro interesse” le ha definite il sindaco Formica, complimentandosi con gli studenti “per il lavoro straordinario che hanno fatto, non soltanto per la qualità tecnica, ma anche per il modo bello in cui declinano le loro conoscenze e competenze maturate a scuola e attraverso la conoscenza e lo studio del territorio. La grande suggestione che ci viene restituita da questo straordinario lavoro – ha proseguito il primo cittadino – è di farci immaginare cosa potrebbe essere un immobile storico che oggi guardiamo così diruto e privo di una fisionomia, e che invece riveste ancora un’importanza notevole per la storia della nostra comunità. L’impegno dell’Amministrazione è quello di riannodare i fili della discussione con la proprietà del fabbricato, una cosa che avevamo già fatto due anni fa. E’ nostro intendimento giungere ad un comodato d’uso ventennale, che abbia la sua decorrenza iniziale con l’immissione in possesso, cioè con la consegna del bene”. Dando infine appuntamento “al momento in cui riusciremo ad avere un interlocutore certo per potere definire insieme il futuro di questo bene”.

L’Ipab ‘Regina Margherita’ si trova in una condizione particolare dal punto di vista finanziario, oggetto, in questo momento, di un procedimento di accorpamento ad un altro Istituto per assistenza e beneficenza, il “Colle Reale” di Messina, con cui il Sindaco ha avviato un’interlocuzione.

Il sindaco ha riferito, inoltre, di aver potuto constatare la disponibilità del rappresentante legale dell’Istituto “Regina Margherita” a riconsiderare la possibilità di una partnership tra il Comune di Milazzo e l’Istituto stesso, con l’obiettivo di individuare una possibile destinazione del bene ad uso pubblico.

Dunque, come suggerito nell’incontro a Palazzo D’Amico dalle conclusioni dell’ing. D’Amico, l’idea di individuare dei canali di finanziamento attraverso un comodato è certamente la soluzione, perché permetterebbe di sfruttare l’attuale legge di Bilancio.

Ancora il Sindaco: “Lo spirito e il senso di questa progettazione coglie perfettamente la filosofia della nuova programmazione europea. Naturalmente, uno dei temi di maggiore complessità è proprio quello della progettazione: per partecipare a questo genere di bando è necessaria una progettazione avanzata, e quindi un progetto definitivo, se non esecutivo. Noi come Ente (ma questo vale per tutti i Comuni d’Italia) abbiamo una certa difficoltà a prevedere la progettazione all’interno… ma, tuttavia, questo non costituisce un limite insuperabile, sia perché la progettazione può essere affidata all’esterno, sia perché si possono trovare anche soluzioni diverse: persino nel rapporto fra il Comune e un’altra istituzione, come, per esempio, il vostro Istituto scolastico”.

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Il frantoio di Capo Milazzo. Un piccolo gioiello sconosciuto aperto alle visite il 12 giugno

Iniziativa per la valorizzazione dei beni culturali nel comunicato stampa della Società Milazzese di Storia Patria

Un suggestivo frantoio costruito sul finire del Settecento tra i panoramici uliveti di Capo Milazzo. Una straordinaria testimonianza del nostro passato che proietta magicamente indietro nel tempo chi ne attraversa il portale d’ingresso. Un bene culturale sconosciuto ai più, che dalla sera di martedì 12 giugno, in occasione del tradizionale pellegrinaggio al Santuario di S. Antonio da Padova, sarà possibile visitare gratuitamente grazie all’impegno dei volontari della Società Milazzese di Storia Patria ed alla collaborazione di Amendolia Assicurazioni. «In verità il merito va alla famiglia Parisi-Castellano, proprietaria dell’antico trappeto, che da ormai un decennio si prende amorevolmente cura di questo antico ed affascinante fabbricato rurale collocato in contrada Croce, nel cuore del Promontorio», spiegano i volontari del sodalizio, che hanno già predisposto una dozzina di aperture al pubblico distribuite tra l’estate 2018 e la primavera 2019 per consentire a visitatori e scolaresche la fruizione di quella che la stessa Società Milazzese di Storia Patria definisce una sezione staccata del Museo Etnoantropologico allestito nell’ex Carcere Femminile di via Impallomeni.

La famiglia Parisi-Castellano

«Da parte nostra – continuano i volontari di Storia Patria – solo un puntuale contributo storico e descrittivo, con eleganti pannelli informativi generosamente offerti dall’arch. Giusi Marullo, titolare dell’azienda agricola “Barone Ryolo” presso l’antico frantoio (oggi agriturismo) di contrada Fontanelle. Ed ancora la predisposizione di una serie di accorgimenti rivolti a rendere più sicura la visita del frantoio ed il servizio di accoglienza ai visitatori, che avranno l’opportunità di scoprire ed ammirare un tesoro nascosto della nostra Milazzo. Il resto è tutto merito della signora Donatella Parisi e del marito Felice Castellano, che assieme ai figli Carmelo e Francesco hanno preservato e tutelato con non pochi sforzi e sacrifici la macina ed il possente torchio ligneo, arricchendo giorno dopo giorno l’esposizione con una serie di reperti contadini provenienti proprio da Capo Milazzo, alcuni di notevole valore etnoantropologico. Come l’ormai introvabile “zappùni ‘nvirmiddàtu”, arnese bicorne impiegato negli ultimi secoli dai contadini del Promontorio per smuovere i terreni più aridi e pietrosi. Ed infine, sorpresa nella sorpresa, una preziosa collezione di arnesi da carradore, appartenuti ai maestri Castellano ed impiegati nella prima metà del Novecento tra Milazzo e Barcellona per la costruzione dei carretti».

Il torchio

Subito dopo l’inaugurazione del 12 giugno, previsti due appuntamenti estivi in notturna per consentire le visite anche ai turisti: sabato 23 giugno e venerdì 27 luglio. Le date di apertura potrebbero subire variazioni in caso di avverse condizioni meteorologiche. Il frantoio è sito in piazza Croce al civico 9.

 




Mestieri scomparsi: i Maniscalchi

luigi celebre

Al tempo delle carrozze,dei calessi e dei carretti, da noi, vi erano i maniscalchi.

Erano dei fabbri ferrai esperti a ferrare i cavalli, i muli, e gli asini.

In quel tempo vi era anche un abbeveratoio per gli animali in via Migliavacca vicino al rinomato esercizio di prodotti alimentari e per l’agricoltura di don Mariano Di Bella.

Vedere lavorare i fabbri-maniscalchi che ferravano i cavalli era molto suggestivo: rendevano il ferro rovente e poi a colpi di martello ben assestati lo piegavano per fargli assumere la forma desiderata.

Era necessaria molta forza e grande maestria.

Forse per l’ammirazione della loro bravura vennero chiamati maniscalchi, titolo che nelle corti medievali corrispondeva ad alto dignitario.

Il mestiere del fabbro ferraio venne lodato anche dal poeta Francesco Dell’Ongaro del quale mi piace ricordare alcuni versi della poesia “Il Lavoro”:

“…..batto il metallo sopra l’incudine

Poi che la fiamma lo rammolli.

…….foggio l’aratro ch’apre la terra

Onde la gente s’abbia il suo pan;

Picchia, o martello, squilla sonoro !

Viva l’Italia! Viva il lavoro ! “

I fabbri- maniscalchi che c’erano a Milazzo erano dei bravissimi artigiani in grado di produrre anche degli artistici oggetti in ferro.

Il loro lavoro, la loro maestria attirava la curiosità di noi ragazzi.

Non so quanti erano, ricordo però che uno aveva bottega all’inizio della via che conduceva alla frazione San Giovanni, altri erano “supra u ponti”( via Migliavacca) .

Il ferro di cavallo era considerato da molti un amuleto porta fortuna e non era raro vederne qualcuno appeso dietro le porte delle abitazioni.

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Per il trasporto venivano utilizzati oltre ai cavalli, muli ed asini anche i buoi che con andatura molto lenta trainavano i “carrametti” (carri lunghi e stretti ) sui quali prevalentemente venivano caricate delle botti.

Altra curiosità per i più giovani che quasi sicuramente non conoscono:

al porto venivano affittati dei carrettini a mano, così chiamati perché la funzione di traino veniva esercitata non dagli animali ma dalle persone.

E’ pacifico che venivano trasportati con tali carrettini oggetti e merce di non eccessivo peso.

Però era sempre faticoso.

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Un libro per accendere le stelle!

Omaggio dei Libri: Laboratorio staffette e aperitivo con Carlo Ridolfi al Secondo Istituto Comprensivo

VO(G)LIAMO LEGGERE! è il curioso gioco di parole utilizzato quest’anno per promuovere il Maggio dei libri, il mese in cui Associazioni, Enti, Scuole, Biblioteche e Ospedali e Carceri possono liberare la propria creatività e raccogliere così la sfida: leggere, e leggere ovunque! Sfida raccolta dal Secondo Istituto Comprensivo di Milazzo con la prima edizione di “Un libro per accendere le stelle!”, un programma che prevede laboratori di educazione alla lettura e di scrittura creativa, una staffetta e un aperitivo con il coordinatore della Rete di Cooperazione Educativa, Carlo Ridolfi, che coniuga lettura, racconto e musica ad opera di “illustri lettori” e dell’ orchestra dell’Istituto comprensivo.
“L’intento della nostra proposta per il Maggio dei libri è di suscitare l’interesse alle letture, più che alla lettura – ci spiega Giusi Caliri, referente dell’iniziativa -, desideriamo arricchire la classica ora di narrativa con libri coinvolgenti bel testo e nelle immagini e favorire la scoperta di differenti forme letterarie (silent book, albi illustrati, libri d’avventura) per stimolare il piacere della lettura. Dal piacere è possibile accendere la motivazione che va alimentata costantemente”.
Delle tre tematiche proposte dal Centro per il libro e la lettura alle quali ispirare le proprie iniziative, “Un libro per accendere le stelle” ha scelto Lettura come libertà, e già nel titolo è racchiusa un’idea di libro sganciato dal concetto di “contenitore” di ideologie, di soluzioni, di risposte. Il libro è uno strumento simile ad un telescopio, ci rimanda ad altre dimensioni, talvolta lontanissime dalla nostra, ci emoziona, suscita interrogativi, ci offre differenti visioni del mondo che possono coesistere tra di loro.
E’ fondamentale che il bambino/ragazzo sia protagonista di questa esperienza letteraria e, nelle attività previste dal Secondo Istituto, egli viene messo nelle condizioni di partecipare con un contributo squisitamente unico. Ad esempio, per capirci, i ragazzi delle elementari e delle medie saranno chiamati a “raccontare” un testo ad un altra classe, e per farlo sceglieranno il mezzo che prediligono: la sintesi, la lettura, l’immagine, la drammatizzazione. Ecco che si sprigiona il potere immaginifico del libro, un sipario dietro il quale si celano milioni di stelle.

Maggio dei Libri

Maggio dei Libri

L’universo “Libro” sembra non avere segreti per questo Istituto; gli ultimi dati Istat ci dicono che l’abitudine alla lettura si apprende in famiglia, tant’è che legge il 69,7% dei ragazzi con entrambi i genitori lettori, così per la scuola dell’infanzia sono stati pensati dei laboratori di animazione alla lettura in cui saranno coinvolti anche i genitori.
La caparbietà della dirigente Alma Le Grottaglie, accanto ad una risorsa poliedrica come la maestra Giusi Caliri, ha dato vita ad un proposta che, oltre ad educare alla lettura, gli riconosce un valore inestimabile nella crescita personale e civile del ragazzo durante tutto l’anno scolastico. Un libro per accendere le stelle rappresenta la fase conclusiva di un percorso iniziato con IoLeggoPerchè e che vede in cantiere una piccola biblioteca d’Istituto come casa del libro e luogo d’incontro scuola-famiglia-bambino.

Maggio dei Libri del Secondo Istituto Comprensivo di Milazzo

Maggio dei Libri del Secondo Istituto Comprensivo di Milazzo




Lo Schiavo al Liceo Valli di Barcellona P.G. con il suo ultimo libro”Aulo Gaio Sempronio”

7 e 8 maggio. Due giorni interessanti quelli vissuti dallo scrittore milazzese Filippo LO SCHIAVO nell’aula Magna del Liceo Valli-Medi di Barcellona P.G., chiamato dal corpo docente e dalla Dirigente Scolastica Pipitò a partecipare al Progetto di Lettura incentrato sul suo ultimo libro (2017-Giambra Editori)) “Aulo Gaio Sempronio, il centurione della XI Legio che entrò nella storia di Mylae”.

Davanti a circa duecento studenti delle classi prime e seconde dei licei classico, scientifico, linguistico di Barcellona e delle scienze umane di Castroreale, gli interlocutori dell’autore hanno avuto modo di confrontarsi con i temi del romanzo storico ambientato alla fine del periodo repubblicano romano insieme al prof. Antonino Pinzone, già titolare della cattedra di storia romana Università di Messina che ha onorato della sua presenza l’iniziativa.

Gli studenti hanno dimostrato di sapere ben affrontare sia il contenuto storico sia quello letterario, producendo numerosi video, power point e ricerche sui vari personaggi del romanzo.

Numerose le domande cui hanno dovuto fare fronte i due ospiti dell’istituto. Il prof. Pinzone dall’alto della sua preparazione cattedratica ha illustrato ai ragazzi le tensioni e gli avvenimenti bellici vissuti nell’antica Mylae nel 36 a.C., poi culminati nella battaglia del Nauloco tra Ottaviano e Sesto Pompeo.

Filippo Lo Schiavo si è invece soffermato con i ragazzi sulla descrizione dei vari personaggi del romanzo, soprattutto quelli che avevano maggiormente sollecitato la curiosità degli studenti.

Un progetto che si è rivelato un fiore all’occhiello per la preside, i docenti ed i ragazzi che hanno “sposato” questo progetto.

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Palazzo del Governatore: le proposte di recupero all’ITET Leonardo da Vinci

francesco damico

Gli alunni della V A del corso “Costruzioni, Ambiente e Territorio” dell’ITET “Leonardo da Vinci” di Milazzo sono stati protagonisti di un convegno dedicato al Palazzo del Governatore, svoltosi nell’Aula Magna dell’Istituto nel pomeriggio di venerdì 4 maggio. Per l’occasione gli studenti, coordinati dal docente ing. Giuseppe D’Amico, hanno esposto uno studio progettuale relativo alla valorizzazione, recupero e destinazione d’uso dell’immobile, dichiarato d’interesse storico-artistico e sottoposto al vincolo della Soprintendenza. Una serie di proposte che la scuola intende condividere con l’intera cittadinanza, con le associazioni e il Comune, affinché si riesca a restituire alla pubblica fruizione il prezioso edificio.  

L’incontro, moderato dal sottoscritto, ha visto la partecipazione della Dirigente scolastica, prof.ssa Stefania Scolaro, del prof. Bartolo Cannistrà di Italia Nostra, e dell’ing. Giuseppe D’Amico con i suoi studenti della V A “C.A.T.”.

Già da tempo collaboriamo con le associazioni cittadine come Italia Nostra, Storia Patria, Legambiente – ha introdotto la preside Scolaro -, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del nostro territorio, ricco di beni culturali e monumenti; cercando di valorizzarlo col contributo dei nostri ragazzi, i quali, negli ultimi tre anni, grazie ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, hanno avuto la possibilità di toccare con mano numerose opportunità di crescita professionale. Ci auguriamo che quest’idea illustrata dagli studenti possa innescare un dibattito proficuo con tutte le forze sane della città”.  

ITET 4Lo studio sul Palazzo del Governatore è maturato nell’ambito di un progetto per la rigenerazione dei vuoti urbani del centro storico milazzese, intrapreso all’inizio dell’anno scolastico dall’ing. Giuseppe D’Amico con gli alunni della V A dell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Gli stessi alunni hanno saputo spiegare, con grande semplicità ed efficacia, le singole fasi della proposta progettuale, trattando ognuno un aspetto diverso: Marco Pulejo i cenni storici; Vincenzo Galeano lo strumento urbanistico della zona; Biagio Saya il rilievo del fabbricato realizzato con l’ausilio di un drone; Marco Parrinello la restituzione grafica su Autocad e lo stato degli affreschi. Ancora Biagio Saya ha illustrato le tecniche di recupero e di miglioramento sismico più opportune per i monumenti storici di questo tipo, concludendo con la prima proposta vera e propria: una guardia medica turistica al pianterreno; un museo e una sala convegni al primo piano. La seconda proposta, enunciata da Octavio Valesillos, comprende anch’essa uno spazio museale e una sala conferenze al piano nobile, mentre la terza –  evidenziata da Alessandro Marchese – consiste in un centro musicale. 

In conclusione, l’ing. Giuseppe D’Amico, responsabile del progetto, ha passato in rassegna, servendosi di modellazioni tridimensionali, i risultati delle verifiche sismiche effettuate sul fabbricato sia prima che dopo gli interventi di recupero. Procedendo poi con la stima approssimativa dei costi (pari a circa un milione e centomila euro), per dare il lavoro finito e completo in ogni sua parte, e l’analisi dei possibili canali di finanziamento, da intercettare attraverso la legge di bilancio corrente (previa presentazione, da parte del Comune, quale eventuale comodatario del bene, della domanda di finanziamento dell’opera, da inserire preventivamente nel piano triennale delle opere pubbliche).

Proposte, studi e approfondimenti tutti molto validi” i complimenti della preside Scolaro. “Da quest’esperienza può partire qualcosa in grado di diventare un punto di riferimento per tutto l’hinterland e anche oltre”. 

L’excursus storico delineato dal prof. Bartolo Cannistrà ha riguardato essenzialmente tre punti: la fondazione del Palazzo (risalente al 1612-13), la proprietà e gli interventi di restauro. Con particolare attenzione al problema della denominazione: “All’inizio di questo secolo – spiega il docente – si è iniziato ad usare la corretta dizione di Palazzo del Governatore, al posto di quella, errata, di Palazzo dei Viceré. Nel 1674, a seguito della rivolta di Messina, supportata dalla Francia, contro la Spagna di Carlo II, il viceré spagnolo decide di trasferire a Milazzo la sede del comando supremo contro la ribellione messinese: inizia così un soggiorno di tre anni del viceré al Palazzo (dal 1674 al 1677), e Milazzo diviene in quel periodo, per certi aspetti, la capitale della Sicilia. Al ricordo di questo soggiorno si deve probabilmente il nome di ‘Palazzo dei Viceré’, storicamente infondato. Tale immobile in seguito ospiterà i capi militari spagnoli”. 

Cerchiamo di far giungere quest’iniziativa all’Assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa” il suggerimento rivolto dall’esponente di Italia Nostra e subito raccolto dalla preside Scolaro. “Manderemo all’assessore Tusa – ha detto la Dirigente – una relazione con le nostre proposte e faremo il possibile per averlo qui a scuola”.

Alla fine è intervenuto il consigliere comunale Antonio Foti ricordando la sua azione in sede istituzionale a difesa del Palazzo e la proposta, da lui avanzata, di inserire tale bene nel circuito del “museo diffuso”. 

Rimarcando l’importanza di una maggiore sinergia fra istituzioni e l’opportunità di cogliere le occasioni offerte dall’ANCI, il consigliere Foti ha ribadito l’auspicio di un tavolo tecnico con l’assessore Tusa, “assieme al Comune, alle scuole e alle associazioni”. “La volontà politica è determinante in qualsiasi frangente – il suo messaggio -, in particolare per quanto riguarda la rigenerazione urbana. Il progetto presentato oggi deve costituire il primo passo verso un importante traguardo di crescita per tutta la città”.

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