Definito il programma del Mish Mash Festival

E’ stato definito il programma del Mish Mash Festival, che si terrà a Milazzo il 2, 3 e 4 Agosto. Giunto alla sua terza edizione, ritenuto dagli addetti ai lavori una delle rassegne musicali del panorama indie più in vista e in crescita del Paese, è ormai apprezzato e conosciuto da un bacino di utenti, su scala nazionale, sempre più ampio.

 

Quest’anno il Festival è stato presentato il 19 Maggio a Bologna, in una giornata che ha visto succedersi dieci performance, tra le quali quella del rapper “Dargen D’amico“, della band di X-Factor “Belize” e del djset de “Lo Stato Sociale“, classificatisi secondi all’ultima edizione del Festival di San Remo. L’evento è stato segnalato, come uno tra i più rilevanti della stagione primaverile bolognese, anche da “La Repubblica” e dal “Il Resto del Carlino“.

 

Per l’edizione di quest’anno il programma ha visto un ulteriore investimento rispetto alle edizioni passate, nelle quali si erano già esibiti artisti del livello di CalcuttaCarl Brave x Franco 126Gazzelle.

 

Di seguito il programma in formato pdf

cs mish mash festival 18




“Liberarti – Concorso Artistico della Rete degli Studenti Medi Milazzo”

La base cittadina della Rete degli Studenti Medi di Milazzo ha indetto, giorno 25 Giugno, un concorso artistico che ha intitolato “LiberArti”, aperto a tutti.

Composta da tre categorie di concorso distinte, poesia, fotografia e disegno/pittura, l’iniziativa chiede di creare da zero prodotti artistici aventi come soggetto, oltre che tema di fondo, la libertà: libertà di parola, d’espressione, di amare, di vivere.

Il termine per la consegna degli elaborati e per le iscrizioni è il 9 Luglio mentre la premiazione avrà luogo sabato 14 Luglio alle ore 18:30 presso il salone di Cantieri Zeta (via dei Mille 40 – Milazzo).

I vincitori di ciascuna categoria verranno ricompensati con ricchi premi offerti dagli sponsor dell’evento.




Indotto A2A, i lavoratori metalmeccanici in sciopero da 16 giorni

Si continua a lottare ad oltranza: lavoratori metalmeccanici dell’indotto in sciopero da 16 giorni, prosegue la forte protesta indetta da Fiom-Cgil Fim-Cisl Uilm-Uil che sta paralizzando la Centrale A2A di San Filippo del Mela. Le organizzazioni sindacali chiedono un tavolo immediato in Prefettura

28 giugno ’18 – Sono ormai in sciopero da sedici giorni i lavoratori metalmeccanici dell’indotto della Centrale A2A di San Filippo del Mela proclamato da Fiom-Cgil Fim-Cisl Uilm-Uil. Sindacati e lavoratori, ancora in presidio davanti ai cancelli, con la lotta che sta andando avanti ad oltranza rivendicano il rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro e delle condizioni di sicurezza, la definizione di accordi per la qualità del lavoro.  Una protesta forte e decisa da parte delle maestranze e delle organizzazioni sindacali dopo mesi di denunce e a fronte della chiusura aziendale rispetto all’avvio di un confronto su importanti problematiche sempre richiesto dal sindacato e con al centro diritti e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ci sono 250 operai in forza a 20 ditte in sciopero dal 12 giugno –  evidenziano le segreterie territoriali di Fiom, Fim e Uilm  – che chiedono l’avvio di un tavolo di confronto con la Direzione di A2A per dare soluzione ai problemi che da tempo come sindacati denunciamo.

Le condizioni dei lavoratori degli impianti di A2A – ribadiscono Fiom, Fim, Uilm – negli ultimi anni sono peggiorate dal punto di vista salariale e anche per quanto riguarda le norme sulla sicurezza.Aspetti su cui sindacati e lavoratori non intendono abbassare la guardia con una mobilitazione che sta paralizzando la Centrale e che proseguirà.   I lavoratori – proseguono i sindacati – non intendono tollerare questa situazione e sono fortemente decisi ad andare avanti con la protesta fino a quando non ci saranno impegni risolutivi. Soluzioni che già attendevamo da tempo – sottolineano Fiom, Fim e Uilm – visto che A2A si presenta come un’Azienda innovativa che continua a trarre benefici economici considerevoli nei cambi di appalto.

Intanto – fanno presente le organizzazioni sindacali – visto che la Direzione di A2A fin qui si è sottratta a un confronto abbiamo chiesto l’immediata apertura di un tavolo in Prefettura. I sindacati hanno anche richiesto l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Inps.




Rugby village Music Fest, il 28 e 29 luglio

rugby




Nuovo regolamento per le concessioni cimiteriali: Lettera di Lo Schiavo ai Consiglieri

GENT.MI SIGG. CONSIGLIERI,

 

nella qualità di Presidente di una delle maggiori Società di Mutuo Soccorso della città (“N. PUGLISI – 3000 soci ca.) porgo alla Vs. attenzione le conseguenze che scaturiranno dall’applicazione della Deliberazione di Giunta N. 77 DEL 30.04.2018 sul NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE PER LE CONCESSIONI CIMITERIALI se il Consiglio Comunale approverà integralmente quanto in esso contenuto nel passaggio in aula. Trattasi di un regolamento di nuova ispirazione, confezionato ad hoc dopo le ripetute pressioni e proteste delle Società per la mancata assegnazione delle aree cimiteriali richieste in concessione da lunghi anni.

Pertanto, nel porgerVi le mie considerazioni, per non chiamarle ferme rimostranze, che non si scostano da quelle delle altre sei Società consorelle, Vi prego caldamente di intervenire in nostro supporto nel dibattimento, in quanto alcune assurde restrizioni metteranno in pericolo la vita stessa delle Società che in tutta la città rappresentano ca. 15.000 soci.

 

  1. Innanzitutto, questo nuovo regolamento interviene, ignorando e smentendo l’impegno preso dalla precedente Amministrazione con le Società richiedenti con la Deliberazione di Giunta n. 140 del 10.12.2014 avente come oggetto: COSTRUZIONE CAPPELLE CIMITERIALI DA PARTE DI SOCIETA’ E CONFRATERNITE DI MUTUO SOCCORSO. ATTO DI INDIRIZZO. (qui allegata) emanata a sintesi di un laborioso accordo raggiunto con l’Amministrazione.
  2. Allunga, in modo considerevole, i tempi burocratici in quanto azzera un iter complesso e macchinoso che, già in quella occasione, le Società avevano da tempo condotto a termine fornendo cifre e dati che ora, vengono di nuovo richiesti.
  3. Annulla di fatto un accordo già raggiunto con i rappresentanti istituzionali del Comune di Milazzo, nei fatti adesso ignorato e, probabilmente, ritenuto superato dal Regolamento da poco confezionato, dopo anni di inutile attesa.
  4. Non è dato sapere, come previsto dall’Art. 3 di tale Regolamento, se è e attualmente aggiornata la planimetria del Cimitero in cui sono individuate le aree destinate alle Società di M.S.. Siamo ancora all’anno zero e le scorte di loculi stanno finendo.
  5. Le istanze delle Società risalenti al 2014 non hanno ancora ricevuto risposta alcuna dagli Uffici addetti. All’epoca erano state regolarmente corredate di Statuto, elenco soci iscritti e delle altre documentazioni richieste.
  6. 3, punto 3. Si pone come obbligo la comunicazione “PRIMA DI QUALSIASI OPERAZIONE CIMITERIALE DELLE VARIAZIONI INTRODOTTE NELL’ELENCO DEI PROPRI AFFILIATI PER AMMISSIONE O PER CANCELLAZIONE (DECESSO, ETC.) COME PER I CAMBIAMENTI INTRODOTTI NELLO STATUTO. Si fa presente all’uopo che, almeno la Società che il sottoscritto ha l’onore di presiedere, comunica regolarmente e con tempestività agli Uffici Comunali addetti, per posta certificata, i nominativi dei nuovi soci e di quelli estinti, da lunghissimo tempo.
  7. 4 (il più incomprensibile se non il più risibile) NON POTRANNO ESSERE TUMULATE LE SALME DI QUEI SOCI NON COMUNICATE ALMENO TRE MESI PRIMA DEL DECESSO. PER OGNI DECESSO BISOGNA ESIBIRE COPIA AUTENTICA DELLA DELIBERAZIONE DI ISCRIZIONE ALLA SOCIETA’.  Il che, in poche parole significa che qualunque socio che abbia a defungere nei tre mesi seguenti  la sua iscrizione non potrà essere tumulato nella cappella sociale nonostante l’avvenuto versamento della quota d’iscrizione e l’appartenenza a pieno titolo alla Società stessa.  LIMITAZIONE INCOMPRENSIBILE e foriera di una grossa problematica, in quanto la salma resterebbe insepolta innescando processi di rivalsa a catena. Infatti, la Società al momento dell’iscrizione, non potrà mai prevedere la data del decesso del socio che, comunque, si sente garantito dalla sua iscrizione salvo poi perdere tale diritto perché è morto entro i tre mesi successivi. La copia autentica della deliberazione di iscrizione è un inutile fardello burocratico, in quanto la mia Società provvede già a comunicare questi estremi per posta certificata. Ciò comporterebbe il recarsi, in caso di morte di soci, presso un Notaio o agli Uffici Comunali per ottenere una copia autentica del foglio del Registro Verbali in cui è annotata la delibera di ammissione. UNA PRETESA A DIR POCO ORIGINALE in quanto gli Uffici sono già in possesso dell’elenco soci e dei suoi aggiornamenti!
  8. ART: 6. Allo stato attuale, sebbene l’Amministrazione abbia maturato ben tre anni di insediamento non ha mai pubblicato un avviso pubblico contenente il numero di aree che intende assegnare alle Società di M.S. per la costruzione delle Cappelle. Nella delibera del 2014 della precedente Giunta erano già state individuate!
  9. 7. Quello che possiamo considerare il più assurdo e limitativo. Secondo la Giunta, solo dopo questo avviso (che ancora non è stato reso noto), le Società potranno chiedere l’assegnazione di tali aree ma SOLO I SODALIZI CHE, ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DELL’AVVISO, ABBIANO UNA DISPONIBILITA’ DI LOCULI INFERIORE AL NUMERO DI SEPPELLIMENTI EFFETTUATI NEGLI ULTIMI TRE ANNI. Ciò significa che, essendo sconosciuta la data dell’avviso di cui sopra, la disponibilità a quel momento della Società potrebbe anche essere notevolmente inferiore, per cui nel limitatissimo tempo concesso per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per la costruzione di cappelle multi posti di circa 700-1000 posti (che l’attuale Amministrazione dimostra di essere lungamente superiore ai tre anni), le Società, con assoluta certezza,  sarebbero costrette a subire l’onta di non potere più disporre di alcun loculo in cui seppellire i propri soci. Ciò provocherebbe una vera e propria rivolta popolare. Si tenga anche presente che l’invecchiamento della popolazione non rende da anni costante il numero annuale dei decessi che vanno aumentando percentualmente sulla massa degli iscritti.
  10. ART: 16, punto 6. Dall’inizio dei lavori per la costruzione di nuove cappelle il Comune concede 18 mesi per la conclusione dei lavori stessi, pena l’applicazione di una penale di 30 euro per ogni giorno di ritardo. Tale richiesta contrasta con la pretesa di negare l’uso di mezzi meccanici all’interno dell’area cimiteriale per la totale impossibilità di usarli in supporto al cantiere e la conseguente necessità di fare ricorso a semplici mezzi manuali per la realizzazione dell’opera. Pur tuttavia, si impongono termini così restrittivi da poterli ritenere poco credibili. Per elevazioni a quattro piani fuori terra con strutture particolarmente complesse, il termine dovrebbe essere esteso fino a 36 mesi, fermo restando un’ulteriore proroga di 12 mesi, a seguito di circostanziata istanza, senza ulteriori penalità, onde favorire anche una più morbida distribuzione dell’impegno economico.
  11. 22, punto 4. Si nota una contraddizione. Gli operatori edili operanti al servizio di privati nell’area cimiteriale sono tenuti al versamento di un deposito cauzionale, anche a mezzo di una polizza fideiussoria dell’importo deciso dal Responsabile dell’Area che gestisce i servizi cimiteriali. Si presume che tale importo debba essere proporzionale all’entità dei lavori e quindi non si capisce come nell’ambito dello stesso articolo il valore fideiussorio sia poi indicato in euro 500.000,00, ritenuto abnorme rispetto all’effettivo rischio di danni.
  12. Dovrà essere prevista anche la concessione di un’adeguata area di cantiere, debitamente recintata onde evitare intromissione di estranei, furti, danneggiamenti etc.

 

A complemento finale di questo personale excursus che porgo alla V. attenzione, nell’interesse della città e in funzione della delicatezza del tema, non posso non far presente che tutta l’area cimiteriale che si vuole regolamentare in modo così pignolo e capillare è da anni in stato di completo abbandono e laddove abbondano regolamenti, restrizioni e ottusità burocratica non si verifica nulla affinché la squallida situazione che ogni visitatore può constatare regni dovunque, tranne che nelle aree occupate dalle cappelle delle Società di M.S. senza le quali, la città sarebbe oppressa da un grave problema.

L’80% delle tumulazioni viene effettuata dalle nostre Società di M.S. . Condurle alla chiusura è una grave responsabilità della quale Vi prego farVi carico. Seppur considerati e trattati come Enti privati, pur tuttavia non si può riconoscere l’insostituibile funzione delle Società di M.S. che in oltre 130 anni di attività hanno sempre contribuito al decoro del Cimitero evitando, con la loro costante presenza e attività manutentiva situazioni di ulteriore degrado.

Le Società di M.S. hanno sempre avuto con la città un rapporto altamente fiduciario, riconosciuto anche dalle tante Amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi 130 anni e non ci stanno a passare come dei soggetti da sottoporre ad un controllo asfissiante senza che una sola volta si sia dovuto procedere a contestazioni per azioni fuori dalla legalità.

Il rapporto con la P.A. è stato sempre improntato al reciproco riconoscimento del loro servizio presso la comunità cittadina. Attualmente la situazione è critica perché la lunga esperienza ci insegna che, vista la situazione ambientale bisogna muoversi con almeno 10 anni di anticipo prima di potere realizzare le nostre Cappelle. E’ quello che abbiamo fatto mentre siamo ancora qui a leggere Regolamenti e norme che poco hanno a che fare con l’urgente necessità che ci spinge.

Grazie per l’attenzione.

 

Filippo LO SCHIAVO

Presidente

SOCIETA’ OPERAIA “N. PUGLISI” – MILAZZO




Italia Nostra: Appello per la riapertura della chiesa del SS. Salvatore

LETTERA APERTA

Al Fondo per gli Edifici di Culto del Ministero degli Interni

Alla Prefettura di Messina

e p.c. alla Curia Arcivescovile di Messina

alla Soprintendenza ai BB.CC.AA.di Messina

al Comune di Milazzo

APPELLO DI ITALIA NOSTRA

PER LA RIAPERTURA DELLA CHIESA DEL SS. SALVATORE

La sezione milazzese di Italia Nostra sollecita la restituzione alla pubblica fruizione della Chiesa del SS. Salvatore alla Badia, seguendo la tradizione che, da qualche anno a questa parte, nel giorno del Solstizio d’estate, la vede impegnata a promuovere la riapertura di un bene culturale trascurato: dal Mosaico Ellenistico nel Monastero di S. Francesco di Paola nel 2014, alla Porta dell’Isola nella Città Fortificata nel 2016, ai Giardini di Villa Vaccarino nel 2017.

Visitare oggi virtualmente la Chiesa del SS.Salvatore, ripercorrerne la storia, apprezzarne il ricco corredo artistico è servito a esprimere attenzione e interesse alla bellezza e al patrimonio culturale condiviso, considerando quell’edificio in modo unitario con i numerosi manufatti storici del Borgo collinare – dalle chiese della Madonna della Catena e dei Cappuccini, al Palazzo del Governatore, all’ala occidentale del Quartiere spagnolo – chiusi, abbandonati, fatiscenti, destinati quindi alla distruzione naturale.

Diceva Umberto Zanotti Bianco, già nel 1957, che ” …lungo è l’elenco delle opere d’arte lasciate perire per mancanza di tempestivi provvedimenti e tanti sono gli ambienti monumentali trasformati in polvere”.

Si aspetta forse che gli eventi atmosferici provvedano a trasformare quello che ancor oggi è un magnifico fabbricato in un cadente rudere da abbattere, liberandosi così definitivamente del fastidioso problema del suo recupero ?

La settecentesca Chiesa del SS. Salvatore, di cui rivendica la proprietà il Fondo per gli Edifici di Culto del Ministero degli Interni, situata nel cuore dell’antico Borgo, pregevole per rilevanza storica e artistica, caratterizzata da un bel prospetto settecentesco e da eleganti decorazioni interne, oggetto nei primi anni duemila di un intervento manutentivo della copertura a spese del Comune, è chiusa, sottratta alla pubblica fruizione, abbandonata all’inevitabile degrado causato da crolli, furti e incuria, privata delle opere che la adornavano, destinata ad entrare nell’elenco di cui parlava il fondatore di Italia Nostra.

Chiediamo che il Fondo per gli Edifici di Culto del Ministero degli Interni si adoperi in modo urgente e fattivo per realizzare interventi tali da consentire il completo recupero e la riapertura dello storico edificio che le Istituzioni della Repubblica hanno il dovere di tutelare.

Invitiamo lo stesso FEC, la Curia Arcivescovile, la Soprintendenza ai BB.CC.AA e il Comune di Milazzo a coordinarsi in questa direzione per giungere a riconsegnare questo edificio al culto o, comunque, alla fruizione pubblica, alla Città ed ai visitatori.

Infine, ritenendo non più tollerabile l’inerzia e il disinteresse per un bene culturale così rilevante, rivolgiamo ai cittadini un appello per richiamare alle sue responsabilità chi ha la possibilità e il dovere di intervenire.

Milazzo, 21 giugno 2018

ITALIA NOSTRA – sezione di Milazzo




Echoes all’Esperia. Defilè collezione moda realizzata da Anna Parisi e Cristina Sottile

Il 24 giugno 2018, alle ore 20.30 presso l’Albergo Esperia, Anna Parisi e Cristina Sottile organizzano un Defilè della collezione moda estate donna e bambina con tessuti “unici” ispirati al mondo delle sirene.

Delle “opere indossabili”  realizzate con tessuti stampati e dipinti su disegni inediti di Anna Parisi e Cristina Sottile.

 




Inaugurazione mostra Terzo Centenario Assedio di Milazzo

“The Siege of Milazzo” o “Belagerung von Milazzo”, o ancora “El Sitio de Milazzo” o “Le Siège de Milazzo”, è il titolo della mostra che da questa estate arricchirà l’offerta culturale della cittadella fortificata in occasione del Terzo Centenario dell’Assedio spagnolo di Milazzo. La mostra, inaugurata venerdì 22 giugno alle 19 nel Mastio del Castello e promossa dall’Assessorato comunale alla Cultura in collaborazione con la Società Milazzese di Storia Patria ed il Lions Club Milazzo, si presenta come un evento rivolto ai turisti ancor prima che ai Milazzesi. A guidare il visitatore una serie di eleganti pannelli impaginati in 5 lingue. Tante se ne parlavano infatti a Milazzo nel 1718, occupata da decine di migliaia di truppe di diversa nazionalità. Persino gli italiani (gli ufficiali e la diplomazia piemontesi) si esprimevano in francese.

Un notevole impegno di risorse che, a titolo di volontariato, farà rivivere a Milazzo uno dei periodi più turbolenti della propria storia. Rivivranno così l’imponente accampamento spagnolo innalzato nella Piana dal nuovo stadio di contrada Fossazzo sino agli impianti della Raffineria in contrada Parco e quello che gli austriaci allestirono invece tra S. Papino e la Grotta di Polifemo. Una città divisa in due, con la Piana in mano spagnola ed il centro urbano ed il Capo presidiati dalle truppe austro-piemontesi. Interi quartieri rasi al suolo, truppe decimane da feroci epidemie, continue carestie e tantissime famiglie tormentate dalle incessanti cannonate e soprattutto dalle bombe lanciate dai mortai che sconquassavano le loro abitazioni.

Ad arricchire l’esposizione le accurate ricerche condotte da Storia Patria presso i più importanti archivi d’Europa. Come il Kriegsarchiv di Vienna, l’Archivio di Stato di Torino, la raccolta Bertarelli presso il Castello Sforzesco di Milano e l’archivio spagnolo di Simancas, che in questi ultimi mesi hanno riversato su Milazzo cartografia e documenti assolutamente inediti inviati proprio dalla nostra città nel 1718/19 dai comandi militari per informare quotidianamente le corti di Vienna, Torino e Madrid.

L’assedio di Milazzo




Indotto A2A, operai metalmeccanici in sciopero dal 12 giugno

Continua a oltranza lo sciopero degli operai metalmeccanici della Centrale A2A di San Filippo del Mela, in lotta da più di una settimana per la difesa del contratto di lavoro e dei conseguenti diritti ad esso annessi. Dal 12 giugno, infatti, lavoratori ed esponenti dei sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil presidiano i cancelli dell’indotto termoelettrico per chiedere il riconoscimento di specifiche indennità di lavoro e il pieno adempimento del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro), minato attualmente – scrivono i sindacati – “dal permeare di inaccettabili condizioni di sfruttamento dei lavoratori”.

La protesta muove in conseguenza delle reiterate richieste avanzate dal movimento sindacale che, da mesi, chiede l’avvio di un confronto con i dirigenti A2A e le imprese dell’indotto per la definizione di accordi in termini contrattuali, salariali e di sicurezza sul lavoro.




Italia Nostra propone l’apertura della Chiesa del SS.Salvatore alla Badia

Giovedì 21 giugno alle ore 19 presso la Chiesa di S.Rocco, nel Piazzale dell’Immacolata in Milazzo, la sezione di Italia Nostra organizza una pubblica iniziativa per sollecitare la riapertura della Chiesa del SS.Salvatore alla Badia.

Ogni anno, nel giorno del Solstizio d’estate, promuoviamo l’apertura di un bene culturale cittadino: il Mosaico di S.Francesco (2014), la Porta dell’Isola (2016), i Giardini di Villa Vaccarino (2017).

Quest’anno il bene culturale su cui puntiamo l’obiettivo è la chiesa del SS. Salvatore, situata nel cuore dell’antico Borgo di Milazzo, al centro di una via colma di tesori architettonici, pregevole per rilevanza storica e artistica, caratterizzata da un bel prospetto settecentesco e da eleganti decorazioni interne, oggetto nei decenni scorsi di interventi di parziale restauro (l’ultimo dei quali a spese del Comune), ormai da troppo tempo chiusa, abbandonata all’ inevitabile degrado e privata dei dipinti che la adornavano. Visiteremo “virtualmente” la chiesa, ne ripercorreremo la storia e ne potremo apprezzare il ricco patrimonio artistico.

L’ iniziativa del 21 giugno sarà una iniziativa non di sola testimonianza e informazione, ma di impegno civile per rivendicare il diritto della comunità cittadina di fruire dei suoi beni e di godere della “grande bellezza” del suo patrimonio.