La A e la Z

Ho la fortuna di viaggiare spesso all’estero, e siccome anche all’estero non dimentico mai di essere nato e di vivere a Milazzo, mi capita (ci capita, perché non ci vado da solo) di fare paragoni fra il luogo dove sono andato e la mia, nonostante tutto, Milazzo.

Questo avviene non per essere o fare il “denigratore” o l’”esterofilo”, e credere che tutto quello che avviene “altrove” sia migliore di quello che avviene a casa nostra, ma solo per sperare, o almeno immaginare, che quanto di buono viene fatto “altrove” possa, prima o poi, essere fatto a Milazzo.

E, purtroppo, la prima cosa che un “occhio” esterno vede è sicuramente la pulizia del posto dove si è andati. E ancora, proprio perché la critica è costruttiva, ci piace parlare con la gente del luogo e farmi spiegare come funzionano esattamente le cose : questa volta era un dirigente comunale, che ci ha raccontato nel dettaglio cosa avviene per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

In questa isola dell’alto Adriatico, dopo quasi dieci anni, la raccolta differenziata è arrivata al 72%, carta, cartone, plastica ed alluminio vengono venduti in Austria, l’umido viene lavorato in loco, l’indifferenziato (ridotto ovviamente al minimo) viene smaltito nell’unica discarica cui afferisce il consorzio dei sei comuni dell’isola.

La raccolta viene gestita da personale comunale, esiste per ogni Comune la “polizia ecologica”, che vigila attentamente sul modo in cui i cittadini differenziano i rifiuti e sanziona chi non rispetta le regole.

Le tasse per la raccolta dei rifiuti non sono, a giudizio dei cittadini alte, e ogni anno vengono consegnati agli stessi cittadini dei buoni per alcune centinaia di chilogrammi di concime ricavato dalla lavorazione dell’umido.

Ogni Comune dispone di un sito dove ogni cittadino può fare delle segnalazioni anonime (segnalazioni, non denunce) per comunicare agli addetti la presenza di immondizia abbandonata in strada, o anche l’indicazione di una zona che andrebbe pulita : di solito, entro ventiquattr’ore la segnalazione sortisce l’effetto desiderato.

Qualcuno potrebbe obiettare che un’isola ha un numero abbastanza contenuto di abitanti, specie nei mesi invernali. Verissimo, ma è altrettanto vero che d’estate il numero di abitanti si decuplica o più; nonostante ciò la differenziazione avviene lo stesso.

E sta proprio qui la bravura, “costringere” il turista a differenziare i rifiuti, predisponendo gli appositi contenitori di modo che anche persone che in quel luogo ci passeranno solo alcuni giorni si sforzeranno di seguire quelle che per gli “indigeni” sono regole già acquisite.

Queste notizie, frutto di solo un quarto d’ora di conversazione, personalmente mi deprimono. E’ mai possibile, mi chiedo, che nella mia città non si riesca mai a fare niente di paragonabile, neanche lontanamente, a quello che in tanti esempi virtuosi sparsi per il mondo, è ormai la normalità ?

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