Porto: attenzione al tranello

Riteniamo che il porto sia centrale per lo sviluppo di Milazzo e che è pertanto fondamentale elaborare su tale tema una strategia il più possibile condivisa. A tal fine nell’ultimo mese ne abbiamo discusso con l’ex sindaco Nino Nastasi, con il consigliere comunale Antonio Foti, con il consigliere comunale Pippo Midili, con l’architetto Zizi Vece.

Da comunicati stampa conosciamo la posizione del sindaco Giovanni Formica.

Tutti gli intervistati condividono  la necessità di ristrutturare i Mulini Lo Presti. E su tale punto anche il sindaco Giovanni Formica si dichiarava intenzionato a proporne la ristrutturazione alla Autorità Portuale.

Un altro punto che trova quasi tutti d’accordo è la conseguente rifunzionalizzazione del Molo Marullo, che liberato dagli uffici della Capitaneria e dei servizi portuali potrebbe fare da unione tra Marina Garibaldi e Porto offrendo anche servizi al diportismo e al crocerismo, che ovviamente, come da tutti auspicato, va incrementato.

Se si riesce ad ottenere la proroga di tre anni alla legge del rio (accorpamento con Gioia Tauro), queste sono le priorità da chiedere all’Autorità Portuale.

Tra l’altro per il potenziamento del crocierismo, già nel piano triennale 2016-2018 dell’Autorità Portuale è prevista la realizzazione di “una infrastruttura portuale atta a garantire gli ormeggi di navi da crociera” (importo 1.000.000 €) e “l’allargamento del molo foraneo al fine di avere maggiori aree a disposizione da utilizzare soprattutto per il crocierismo” (importo 7.000.000 €).

Accelerare la realizzazione di tali progetti già presenti nel Piano Triennale e far inserire la ristrutturazione del Mulino Lo Presti e del Molo Marullo sarebbe un grandissimo successo di Milazzo e dell’amministrazione.

In questo momento è inutile e dannoso rimescolare le carte, rimettere tutto in discussione. Si rischierebbe di bloccare tutto e far passare i tre anni di proroga tra fumose discussioni improduttive.

Visto in quest’ottica, l’ultimo progetto sul porto di Milazzo elaborato dall’ing. Mallandrino, più che una proposta sembra un modo per rimettere tutto in discussione, in modo da non realizzare niente.

Così, questi tre anni di proroga, i 25 milioni di introiti prodotti dal nostro porto, finirebbero per finanziare progetti sul porto di Messina, dove invece le attività da realizzare sono da tempo ben identificate.

Tra l’altro l’ultimo progetto dell’ing. Mallandrino, che prevede un taglio nel Molo Marullo:

  • Comprometterebbe l’utilizzo del Molo come unione tra il porto e il resto della Marina Garibaldi;
  • Potrebbe essere causa di insabbiamento;
  • Ridurrebbe le aree già risicate destinate al crocierismo;
  • Renderebbe impossibile ad auto o pullman arrivare nel molo di fronte all’attracco delle navi da crociera.

In altre parole significherebbe, per la felicità di Messina, dire un definitivo addio al crocierismo.

Quello che in fondo chiede Milazzo è che il 25 milioni di euro di introiti che il nostro porto garantirà all’Autorità Portuale vengono, almeno in questi ultimi tre anni, reinvestiti su Milazzo, ristrutturando Mulino e Molo Marullo.

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