Piano strategico, questo sconosciuto

Quando la politica non dà le direttrici di sviluppo i cambiamenti non si arrestano, ma la città evolve in modalità “far west”, vale a dire come un luogo senza legge in cui il più forte ha sempre la meglio.

Così, senza piani particolareggiati e variante al Piano Regolatore, la città cresce in modo disordinato, creando interi quartieri con pochi servizi e che finiscono sottacqua al primo forte acquazzone, oppure facendo spuntare  condomini li dove dovevano sorgere alberghi, mortificando così le aspirazioni di sviluppo turistico.

Così, senza un progetto del Porto, forte, condiviso e sostenuto negli anni, a decidere sono i gruppi privati più potenti.

E’ fondamentale elaborare un progetto di sviluppo della città, organico e condiviso.

Con questo scopo, nel lontano 2002 fu finanziata (300.000 € copertura Cipe, 50.000 € dalle casse comunali) la redazione di un piano strategico, che prevedeva anche l’istituzione di un forum permanente per  il coinvolgimento continuo nelle scelte della cittadinanza e delle associazioni. Il sindaco allora era Nastasi.

Il Forum e la condivisione sono necessari in quanto altrimenti si rischia di azzerare tutti i progetti ogni 5 anni, ad ogni cambio di amministrazione.

Il Piano Strategico fu realizzato durante l’amministrazione Italiano.

Ma al di là delle parcelle per i consulenti, cosa ha prodotto?

Il Forum se c’era è durato poco, il Piano Strategico è poco conosciuto e condiviso e ad ogni cambio di amministrazione, i progetti che la precedente giunta aveva avviato o non sono difesi adeguatamente, come ad esempio il recente caso dei Giardini di Federico e della rete di monitoraggio, oppure sono completamente azzerati, vedi ascensore panoramico da Ponente al Borgo e teatro in pietra al Castello.

Il risultato:

– Flop sul Masterplan grazie al quale in Sicilia è arrivato il più grande flusso di finanziamenti degli ultimi decenni;

– Flop sul bando per le periferie urbane, con cui la provincia di Messina ha ottenuto un centinaio di milioni di euro;

– Flop sul Porto, dove l’Autorità Portuale di Messina-Milazzo, prima dell’accorpamento con Gioia Tauro, sta investendo decine di milioni di euro sulla Fiera di Messina e sulla “Falce”, ma niente per Milazzo;

Inoltre sulle più “preziose” aree dismesse non abbiamo alcun progetto.

Mulino Lo Presti, Ex Stazione ferroviaria, Paladiana.

Così, in questo vuoto di programmazione politica, a causa del dissesto, corriamo il rischio che vadano venduti ai privati tutti i beni non utilizzati che non siamo riusciti a valorizzare.

La prima potrebbe essere Villa Vaccarino.

Era stata promessa a molte associazione di volontariato.

Era stata indicata come sede dell’istituenda Area Marina Protetta.

Probabilmente invece finirà ad un privato.

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